Safiya Noble

Safiya Noble

Safiya Umoja Noble (...) è una sociologa e docente statunitense in studi di genere, studi afroamericani e scienze dell'informazione presso l' Università della California, Los Angeles (UCLA), dove dirige il Center on Race & Digital Justice e co-dirige la Minderoo Initiative on Tech & Power all'interno del Center for Critical Internet Inquiry (C2i2)[1].

É nota per le sue ricerche sui bias algoritmici nei motori di ricerca commerciali e sulla discriminazione razziale e di genere nei sistemi digitali; ha formalizzato e reso celebre l'espressione "oppressione algoritmica" (algorithmic oppression) attraverso il suo lavoro e il saggio Algorithms of Oppression: How Search Engines Reinforce Racism pubblicato nel 2018.

Nel 2020 è stata nominata commissario della University of Oxford Commission on Artificial Intelligence and Good Governance[2] e membro del Global Future Council on Artificial Intelligence for Humanity al World Economic Forum.[3]

Nel 2021 è stata insignita del premio MacArthur Fellowship per il suo lavoro innovativo sui pregiudizi algoritmici.[4]

Biografia

Safiya Noble è cresciuta a Fresno, in California.[5] Nel giugno 1996 ha conseguito una laurea in sociologia con specializzazione in studi etnici presso la California State University, Fresno.[6]

Durante gli anni universitari è stata attiva nella vita politica del campus, partecipando a proteste contro l'apartheid e a campagne per l'uguaglianza razziale e di genere.[5] É stata membro dell'Associated Students, Inc. e della California State Student Association.[7]

Ha in seguito intrapreso una carriera professionale di oltre un decennio nei settori del marketing multiculturale, della pubblicità e delle pubbliche relazioni.[8]

Nel 2009 ha conseguito un master in biblioteconomia e scienze dell'informazione, con specializzazione in Community Informatics, presso l'Università dell'Illinois Urbana-Champaign, dove ha conseguito anche il dottorato di ricerca nel dicembre 2012, con una tesi intitolata Searching for Black Girls: Old Traditions in New Media, sotto la supervisione di Linda C. Smith.[6] La tesi ha analizzato il modo in cui genere e razza si manifestano nelle piattaforme tecnologiche.[9]

Carriera

Dopo il dottorato ha lavorato come docente all'Università dell'Illinois Urbana-Champaign nei dipartimenti di studi afroamericani, studi sui media e cinema e nell'Istituto per la ricerca sulla comunicazione.[9] Nel 2014 è entrata a far parte del Dipartimento di studi sull'informazione dell'UCLA. Ha ricevuto nel 2016 l'Early Career Award e la borsa Hellman Fellow.[10] Nel 2018 è stata assunta stabilmente con il ruolo di professoressa associata.[11]

Dal 2017 al 2019 è stata visiting professor presso l'Università della California del Sud, concentrandosi sulle implicazioni politiche e sui diritti umani e civili legati alle piattaforme dei media digitali, promuovendo l'integrazione di tali tematiche nei percorsi formativi STEM.[12]

Il 25 settembre 2020 è stata nominata tra i 25 membri del Real Facebook Oversight Board, un gruppo di monitoraggio indipendente di Facebook.[13] Nel 2020 è stata inoltre nominata membro della University of Oxford Commission on Artificial Intelligence and Good Governance[14] e membro del Global Future Council on Artificial Intelligence for Humanity al Forum economico mondiale.[3]

Nel 2021 ha fondato Equity Engine, un'organizzazione non profit per accelerare gli investimenti in aziende, istruzione e reti guidate da donne di colore.[10] Fa parte del consiglio di amministrazione della Cyber Civil Rights Initiative, che si occupa di persone vulnerabili alle molestie online.[15]

È membro fondatore dell'International Panel on the Information Environment e Direttrice ad interim della UCLA DataX Initiative.[16]

Ricerca

Noble ha condotto ricerche accademiche su Internet e sul suo impatto sulla società attraverso un approccio sociologico e interdisciplinare, evidenziando le intersezioni tra media digitali, razza, genere, cultura, potere e tecnologia. La sua competenza su questioni di pregiudizi algoritmici e sulla discriminazione tecnologica è stata trattata da testate internazionali, come Rolling Stone,[17] The Guardian, BBC, CNN International, USA Today, Wired,[18] Full Frontal con Samantha Bee[19] e The New York Times.[20] Nei suoi scritti ha inoltre denunciato la progressiva privatizzazione delle infrastrutture digitali e dell'accesso all'informazione da parte delle grandi aziende tecnologiche.[21]

La sua attività di ricerca si concentra su come fattori come genere, tecnologia e cultura influenzino la progettazione e l'uso di Internet,[22] con contributi apparsi in pubblicazioni accademiche e media popolari tra cui Time[23] e Bitch.[24]

In ambito editoriale, ha co-curato i libri Emotions, Technology & Design e The Intersectional Internet: Race, Sex, Culture and Class Online.[25][26] Ricopre il ruolo di co-curatrice della sezione Commentary & Criticism della rivista Feminist Media Studies ed è membro di diverse riviste accademiche e comitati consultivi, tra cui Taboo: The Journal of Culture and Education e Journal of Critical Library and Information Studies.[27]

Tra il dicembre 2017 e il gennaio 2018 ha contribuito con una serie di saggi alla piattaforma online del Fotomuseum di Winterthur, esplorando le intersezioni tra razza, genere e infrastrutture digitali.[28]

Algoritmi dell'oppressione

Nell'introduzione alla sua opera di esordio, Algorithms of Oppression: How Search Engines Reinforce Racism, ha raccontato di aver tratto ispirazione per il suo lavoro nel 2011, quando dopo aver effettuato una ricerca su Google inserendo i termini "black girls" è rimasta inorridita nel vedersi restituire come primo risultato il sito pornografico HotBlackPussy.com.[29] I termini suggeriti da Google e i risultati della prima pagina riflettevano stereotipi sessualizzati e denigratori (come "Big Booty" o "angry black women"), non paragonabili ai risultati molto più "neutri" o positivi ottenuti cercando "white girls".[23][30]

Noble ha coniato il termine «oppressione algoritmica» per descrivere un concetto sociologico che pone l'accento sulla "natura" dell'oppressione, definendola come un fenomeno sistemico esercitato attraverso la tecnologia. Tale oppressione colpisce in modo specifico le persone di colore, le donne e altri gruppi marginalizzati.

Noble analizza come i motori di ricerca, presentati come neutrali, incorporino pregiudizi contro le persone di colore e documenta come la comunità nera venga commercializzata dalle aziende tecnologiche tramite algoritmi "scatola nera" che rendono opaco il processo di generazione dei risultati di ricerca, privilegiando sistematicamente le prospettive e i soggetti bianchi e discriminando le donne di colore.[31]

Noble sostiene che i motori di ricerca non sono strumenti neutrali, ma sistemi progettati da esseri umani che replicano le strutture di potere delle società occidentali in cui vengono costruiti, con il sessismo e il razzismo che vi sono incorporati.[29] Nei suoi scritti ha espresso critiche sulla perdita di beni pubblici a favore delle grandi aziende tecnologiche.[32]

L'opera è stata inclusa nella lista dei migliori libri per adulti del 2018 della New York Public Library e recensita dal Los Angeles Review of Books.[33]

Riconoscimenti

Nel 2018 ha ricevuto il Distinguished Alumni Award dalla California State University, Fresno.[34][35]

Nel 2020 ha ricevuto il Distinguished Alumna Award dall'iSchool Alumni Association ed è stata la prima vincitrice del Diversity and Inclusion Award dell'Illinois Alumni Association all'Università dell'Illinois Urbana-Champaign.[36]

Nel 2021 è stata insignita della borsa di studio MacArthur, riconoscimento noto come «Genius Award», per il suo lavoro pionieristico sui pregiudizi algoritmici.[4]

Nel 2022 è stata la prima vincitrice del NAACP-Archewell Digital Civil Rights Award.[15]

Pubblicazioni (parziali)

Articoli

Libri

Note

  1. ↑ (EN) Safiya Umoja Noble, su weforum.org. URL consultato il 14 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2022).
  2. ↑ (EN) New Commission to Address AI and Good Governance in Public Policy, su Oxford Internet Institute, 28 luglio 2020. URL consultato il 24 settembre 2024.
  3. 1 2 (EN) Global Future Council on Artificial Intelligence for Humanity, su World Economic Forum. URL consultato il 14 marzo 2026.
  4. 1 2 (EN) Matt Stevens, Jennifer Schuessler, MacArthur Foundation Announces 2021 'Genius' Grant Winners, su The New York Times, 28 settembre 2021. URL consultato il 14 marzo 2026.
  5. 1 2 (EN) When Google gets it wrong: Safiya Noble exposes how search engines reinforce racism, in The Munro Review, 19 aprile 2018. URL consultato il 12 marzo 2026.
  6. 1 2 (EN) Safiya Noble, Curriculum Vitae – Safiya U. Noble, Ph.D. (PDF), su safiyaunoble.com, 7 gennaio 2019. URL consultato il 12 marzo 2026.
  7. ↑ (EN) Bineet Kaur, Is Google’s algorithm racially biased? This Fresno State alumna thinks so, in The Collegian, 22 aprile 2018.
  8. ↑ (EN) Spotlight on Safiya Umoja Noble, su Department of African-American Studies, University of Illinois. URL consultato il 14 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2019).
  9. 1 2 (EN) Safiya Umoja Noble, Searching for Black Girls: Old Traditions in New Media (PhD thesis), University of Illinois at Urbana-Champaign, 2012. URL consultato il 12 marzo 2026.
  10. 1 2 (EN) Safiya U. Noble, su UCLA School of Education & Information Studies. URL consultato il 12 marzo 2026.
  11. ↑ (EN) SAFIYA UMOJA NOBLE, Ph.D. (PDF), su safiyaunoble.com. URL consultato il 14 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 15 marzo 2022).
  12. ↑ (EN) Safiya Noble (University of Southern California), su UCSD Design Lab. URL consultato il 12 marzo 2026.
  13. ↑ (EN) Olivia Solon, While Facebook works to create an oversight board, industry experts formed their own, su NBC News, 25 settembre 2020. URL consultato il 14 marzo 2026.
  14. ↑ (EN) New Commission to Address AI and Good Governance in Public Policy, su Oxford Internet Institute, 28 luglio 2020. URL consultato il 12 marzo 2026.
  15. 1 2 (EN) Safyia Noble, su newsroom.ucla.edu. URL consultato il 14 marzo 2026.
  16. ↑ (EN) Safiya Nobile, su ipie.info. URL consultato il 14 marzo 2026.
  17. ↑ (EN) Lorena O'Neil, "These Women Tried to Warn Us About AI", in Rolling Stone, 12 agosto 2023.
  18. ↑ (EN) Safiya Umoja Noble, "Social Inequality Will Not Be Solved By an App", in Wired, 4 marzo 2018, ISSN 1059-1028.
  19. ↑ (EN) Tracy Brown, Sasheer Zamata's 'Full Frontal' segment confronts racial bias in technology, su Los Angeles Times, 21 marzo 2019. URL consultato il 14 marzo 2026.
  20. ↑ (EN) Farhad Manjoo, Here’s the Conversation We Really Need to Have About Bias at Google, in The New York Times, 30 agosto 2018. URL consultato il 14 marzo 2026.
  21. ↑ (EN) Safyia Noble, The Loss Of Public Goods To Big Tech, in Noema, 1º luglio 2020. URL consultato il 14 marzo 2026.
  22. ↑ (EN) Two New Senior Research Fellows to Join the Oxford Internet Institute, su Oxford Internet Institute, 30 ottobre 2018. URL consultato il 14 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2018).
  23. 1 2 (EN) Safiya Noble, "Google Has a Striking History of Bias Against Black Girls", in Time, 26 marzo 2018.
  24. ↑ (EN) The Frontier Issue, in Bitch Media, Spring 2012.
  25. ↑ (EN) Safiya Umoja Noble e Brendesha M. Tynes (a cura di), The intersectional Internet: race, sex, class and culture online, Peter Lang, 2016, ISBN 9781433130007, OCLC 918150002.
  26. ↑ (EN) :Sharon Y. Tettegah, Safiya Umoja Noble, Emotions, Technology, and Design, Academic Press, 28 dicembre 2015, ISBN 9780128018392.
  27. ↑ (EN) Marc Hudson, Generosity and conviviality in the age of algorithmic oppression: #Manchester #odmnoble, su marchudson.net, 9 maggio 2018. URL consultato il 14 marzo 2026.
  28. ↑ (EN) Safyia Noble, Digital Infrastructures of Race and Gender, su Fotomuseum Winterthur. URL consultato il 14 marzo 2026.
  29. 1 2 (EN) Safyia Noble, Algorithms of Oppression: How Search Engines Reinforce Racism, su NYU Press, febbraio 2018. URL consultato il 14 marzo 2026.
  30. ↑ (EN) Algorithms of Oppression, Safiya Noble, in Data & Society. URL consultato il 14 marzo 2026.
  31. ↑ (EN) Safiya Umoja Noble, Algorithms of Oppression: How search engines reinforce racism, New York University Press, 2018, ISBN 978-1-4798-4994-9.
  32. ↑ (EN) Safyia Noble, The Loss Of Public Goods To Big Tech, in Noema, 1º luglio 2020. URL consultato il 12 marzo 2026.
  33. ↑ (EN) NYPL 2018 Best Books for Adults, su New York Public Library. URL consultato il 12 marzo 2026.
  34. ↑ (EN) John McDonald, Safiya Umoja Noble Receives Top Honor from Fresno State, su UCLA GSE&IS Ampersand, 28 ottobre 2018. URL consultato il 14 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2019).
  35. ↑ (EN) Educator Safiya Umoja Noble named Fresno State's 2018 Top Dog, su Fresno State News, 20 luglio 2018. URL consultato il 12 marzo 2026.
  36. ↑ (EN) Safiya Noble, su UCLA Gender Studies. URL consultato il 12 marzo 2026.

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Collegamenti esterni

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