Schedophilus ovalis

Centrolofo viola
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
SuperclasseGnathostomata
ClasseActinopterygii
SottoclasseOsteichthyes
SuperordineAcanthopterygii
OrdineScombriformes
FamigliaCentrolophidae
GenereSchedophilus
SpecieS. ovalis
Nomenclatura binomiale
Schedophilus ovalis
Cuvier, 1833
Sinonimi

Centrolophus corcyrensis
Kolombatovic, 1902
Centrolophus crassus
Cuvier, 1833
Centrolophus ovalis
Cuvier, 1833
Centrolophus porosissimus
Canestrini, 1864
Centrolophus rotundicauda
Costa, 1866
Crius berthelotii
Valenciennes, 1839
Eucrotus ventralis Bean, 1912
Leirus bennettii Lowe, 1834
Mupus imperialis Cocco, 1840
Mupus ovalis (Cuvier, 1833)
Schedophilus botteri
Steindachner, 1868
[1][2]

Il centrolofo viola[3] (Schedophilus ovalis Cuvier, 1833) è un pesce osseo marino della famiglia Centrolophidae.

Distribuzione e habitat

Vive nel mar Mediterraneo e nell'Oceano Atlantico orientale tra il Portogallo ed il Sudafrica. Nei mari italiani la presenza è piuttosto rara.

L'adulto si trova ad elevate profondità mentre i giovani si incontrano spesso in superficie, di solito all'ombra di oggetti galleggianti o meduse.

Descrizione

Questo pesce ha sagoma ovale, con muso molto arrotondato. La bocca è relativamente grande. La pinna dorsale è abbastanza alta, come la pinna anale (nell'affine mangiameduse sono molto basse). Le pinne pettorali sono abbastanza lunghe, la pinna caudale è abbastanza forcuta, soprattutto negli adulti.

Il colore è grigio plumbeo con alcune strisce oblique madreperlacee che sembrano disegnare lo scheletro dell'animale. La bocca ha interno bianco. I giovani hanno corpo rotondeggiante, con pinna caudale arrotondata e numerose strisce scure verticali.

Misura fino a 70 cm.

Alimentazione

Si ciba di organismi dello zooplancton, soprattutto tunicati del genere Salpa.

Pesca

Si cattura, occasionalmente, con palamiti o reti a strascico.

Le sue carni hanno fama di essere tra le migliori tra tutti i pesci mediterranei[4], vengono cucinate in zuppa.

Note

  1. ↑ Schedophilus ovalis, su fishbase.de. URL consultato il 15 aprile 2026.
  2. ↑ Schedophilus ovalis, su marinespecies.org. URL consultato il 15 aprile 2026.
  3. ↑ Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su masaf.gov.it. URL consultato il 15 aprile 2026.
  4. ↑ Costa, 1991.

Bibliografia

  • Enrico Tortonese, Osteichthyes: pesci ossei, collana Fauna d'Italia, vol. 11, Bologna, Calderini, 1975, ISBN 9788870190977.
  • Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Mursia, 1991, ISBN 9788842510031.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Egidio Trainito, Trezzano sul Naviglio, Il Castello, 2006, ISBN 888039472X.
  • Rupert Riedl, Flora e fauna del Mediterraneo, Roma, Franco Muzzio Editore, 2010, ISBN 978-88-7413-224-9.

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