Scorpaena notata

Scorfanotto
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
OrdineScorpaeniformes
SottordineScorpaenoidei
FamigliaScorpaenidae
SottofamigliaScorpaeninae
GenereScorpaena
SpecieS. notata
Nomenclatura binomiale
Scorpaena notata
Rafinesque, 1810
Sinonimi

Scorpaena ustulata
Lowe, 1841
Scorpaena teneriffea
Jordan & Gunn, 1898
Scorpaena afimbria
Slastenenko, 1935
Scorpaena scrofa afimbria
Slastenenko, 1935
[2][3]

Lo scorfanotto[4] (Scorpaena notata Rafinesque, 1810) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Scorpaenidae[3], comune nel mar Mediterraneo[5].

Habitat e distribuzione

L'areale comprende il mar Mediterraneo (raro nel nord del mar Adriatico) e l'oceano Atlantico orientale tra il golfo di Biscaglia e il Senegalcomprese le Azzorre, Madera e le isole Canarie. Nel mar Nero è presente la sottospecie Scorpaena notata afimbria[2].

L'habitat di vita è costituito principalmente da fondali rocciosi, algosi[1] e coralligeni[6] a basse profondità, sebbene più raramente si possa incontrare su fondali mobili profondi[1]. Si incontra eccezionalmente fino a 700 metri di profondità[2], comunemente non oltre i 200 metri[5].

Descrizione

L'aspetto complessivo di S. notata è simile a quello di S. porcus[5], con testa grande, bocca ampia e corpo tozzo, compresso lateralmente solo nella parte posteriore[7]. Nello scorfanotto la testa ha forma rotondeggiante e molto spinosa[6], con una fossetta occipitale ben definita[5]. A differenza dello scorfano nero il lembo di pelle sull'occhio è molto piccolo o del tutto assente. Altro carattere distintivo sono le scaglie grandi e in piccolo numero[6], compreso fra 36 e 46 lungo la linea laterale[5], che coprono tutto il corpo eccetto l'area alla base delle pinne pettorali[7]. La pinna dorsale è unica, con raggi spinosi allungati e raggi molli piegati all'indietro[7], è formata da 12 raggi spiniformi e 9-10 molli. La pinna anale ha 3 raggi spinosi e 5 molli[5]. La pinna caudale ha bordo arrotondato. Le pinne pettorali sono ampie e dotate di 17-19 raggi[7].

La colorazione è a base rossa[6] più o meno chiara[5], con marmorizzature brune talvolta molto estese[6], ci possono essere anche aree biancastre. Il corpo e le pinne sono fittamente macchiettate di rosso bruno o di color roseo, le pinne possono avere macchiette scure e bande rossastre[5]. Può esserci una larga fascia chiara sulla parte posteriore della testa[6]. È quasi sempre presente una macchia nera al centro della pinna dorsale, sugli ultimi raggi della parte spinosa. Negli adulti spesso il colore è chiaro, talvolta biancastro-rosato[5].

La taglia può raggiungere eccezionalmente i 26 cm, normalmente non supera i 12 cm[2].

Biologia

La longevità raggiunge gli 8 anni[2].

Comportamento

Ha abitudini notturne[1].

Alimentazione

L'alimentazione di S. notata è carnivora[1], basata su pesci e crostacei come anfipodi, copepodi e decapodi, soprattutto granchi. È riportata anche la predazione su ascidie[8].

Riproduzione

La biologia riproduttiva della specie è poco nota[7]. Nel Mediterraneo le uova vengono deposte tra l'estate e l'autunno[9].

Pesca

Si cattura con varie tecniche come reti da posta, palamiti, reti a strascico e lenze. Le carni sono ottime ma, date le piccole dimensioni, vengono consumate soprattutto nelle zuppe[7]. Risulta un ingrediente fondamentale per la bouillabaisse[1].

Conservazione

La specie è molto comune in tutto l'areale. Sebbene venga pescata, soprattutto come bycatch e abbia qualche interesse commerciale, non risulta che lo sfruttamento abbia seri riflessi sulla consistenza delle popolazioni. La IUCN classifica lo scorfanotto come "a rischio minimo"[1].

Note

Bibliografia

  • Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, 1991, ISBN 8842510033.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 888039472X.
  • Tortonese E., Osteichthyes: pesci ossei. Vol. 1, collana Fauna d'Italia, Bologna, Calderini, 1975, ISBN 9788870190977.

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