Scyllarus arctus

Magnosella
Scyllarus arctus
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
SuperphylumProtostomia
PhylumArthropoda
SubphylumCrustacea
ClasseMalacostraca
SottoclasseEumalacostraca
SuperordineEucarida
OrdineDecapoda
SottordinePleocyemata
InfraordineAchelata
FamigliaScyllaridae
GenereScyllarus
SpecieS. arctus
Nomenclatura binomiale
Scyllarus arctus
(Linnaeus, 1758)
Sinonimi

Arctus crenulatus Bouvier, 1905
Cancer (Astacus) ursus minor
Herbst, 1793
Cancer arctus Linnaeus, 1758
Chrysoma mediterranea Risso, 1827
Nisto asper Sarato, 1885
Phyllosoma mediterranea
(Risso, 1826)
Phyllosoma sarniense Lukis, 1835
Scyllarus (Arctus) arctus
(Linnaeus, 1758)
Scyllarus arctus var. lutea
Risso in Holthuis, 1977
Scyllarus cicada Risso, 1816
Scyllarus tridentatus Leach, 1814
[1]

Nomi comuni

magnosella, cicala di mare, batti batti (I),
cigale de mer (F), cigarra,
cigarra de mar (S), little cape
town lobster (GB)

La magnosella[2] (Scyllarus arctus (Linnaeus, 1758)) conosciuta anche come cicala di mare o batti batti[3], è un crostaceo decapodo della famiglia dei Scyllaridae. Non va confusa con la canocchia (Squilla mantis), anch'essa talvolta chiamata "cicala di mare" nel linguaggio comune, ma appartenente a famiglia e ordine differenti.

Descrizione

Da 10 ai 15-16 centimetri di lunghezza, non adatta al nuoto. Corpo appiattito, con antenne piatte a paletta, leggermente violacee sui bordi e frastagliate. Carapace bruno, scaglie e spine gialle.

Distribuzione

Comune nel Mar Mediterraneo, nel Mare di Marmara, sulle coste del Marocco, Azzorre, Isole Canarie, segnalata anche sulle rive portoghesi. Dai 5 ai 50 metri di profondità. È una specie rara, protetta in Italia poiché sensibile alla pesca ed all'inquinamento.

Specie affini

Molto simile alla Scyllarides latus (magnosa), con cui viene confusa, anche se le dimensioni della S. latus sono decisamente più considerevoli. Altro segno di differenziazione è il margine delle antenne, frastagliato nella S. arctus e liscio nella magnosa.

Alla stessa famiglia appartiene il palibaco (Palibacus praecursor), oggi estinto.

Note

Bibliografia

  • Egidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, Milano, Il Castello, 2005, ISBN 88-8039-395-2.

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