Simeone di Novgorod
| Simeone di Novgorod | |
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| Vescovo di Novgorod | |
| Elezione | 11 agosto 1415 |
| Fine patriarcato | 15 giugno 1421 |
| Predecessore | Giovanni III di Novgorod |
| Successore | Teodosio I di Novgorod |
| Consacrazione episcopale | 22 marzo 1416 da Fozio di Mosca |
| Morte | 15 giugno 1421 |
| Simeone di Novgorod | |
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Vescovo | |
| Morte | Velikij Novgorod, 15 giugno 1421 |
| Venerato da | Chiesa ortodossa russa |
| Ricorrenza | 10 febbraio, 15 giugno, 4 ottobre |
Simeone, al secolo Sansone (in russo Симеон, Сампсон?, Simeon, Sampson; ... – Velikij Novgorod, 15 giugno 1421), è stato un arcivescovo ortodosso russo, vescovo di Novgorod tra il 1415 e il 1421.
Biografia
Nato col nome di Sansone, si fece monaco col nome di Simeone nel monastero di Chutyn' in una data imprecisata. Nel 1415, alle dimissioni del vescovo Giovanni III di Novgorod, fu eletto a sorte tra una selezione di candidati l'11 agosto del medesimo anno. Fu consacrato alla cattedra episcopale il 22 marzo 1416 dal metropolita Fozio di Mosca.[1][2] Poiché era un semplice monaco e non era nemmeno stato nominato sacerdote, il metropolita dovette rapidamente nominarlo alle altre cariche ecclesiastiche prima di poterlo consacrare vescovo.[2]
In quegli anni la città di Novgorod era presa di lotte intestine e tumulti di piazza, e il vescovo Simeone si adoperò per pacificare la città. Si occupò anche della ricostruzione delle chiese del nord della Repubblica di Novgorod, saccheggiate e distrutte da incursioni dei lapponi provenienti dalla Murmania.[1] Poco dopo scoppiò una virulenta pestilenza nella Russia cento-settentrionale, che decimò Novgorod e Pskov, riaccendendo il sentimento religioso russo e spronando la popolazione a costruire nuove chiese (perlopiù completamente in legno) sotto l'egida del vescovo Simeone.[2] Nel 1418 risiedette un mese a Pskov, cercando di formare adeguatamente il clero locale e di renderlo fedele a Novgorod.[2] Dovette tuttavia rientrare precipitosamente a Novgorod quando scoppiò un violento conflitto tra popolani e boiardi, con sommosse, saccheggi e scontri per le strade. Simeone intervenne direttamente e riuscì a placare i tumulti, ristabilendo la pace cittadina.[2] Nel 1419 un grande incendio sconvolse Novgorod, bruciando molte delle chiese che Simeone aveva fatto costruire.[2] Durante il suo episcopato fu poi registrata a Novgorod anche un'inondazione,[1] probabilmente quella segnalata nelle cronache di altri centri russi nel 1421, seguita poi da un periodo di intense piogge e grandine, risolta, disastri fatti cessare, secondo la tradizione ortodossa, solo grazie alle preghiere del vescovo Simeone.[2]
Nel 1418 ospitò a Novgorod il principe Costantino di Uglič, figlio dello zar Basilio I di Russia in litigio con la propria famiglia; Simeone e i novgorodiani accolsero Costantino anche perché suo padre Basilio intendeva nominare principe di Novgorod il proprio primogenito (il futuro Basilio II di Russia), scelta con cui i novgorodiani erano in profondo disaccordo.[2] Condusse poi le trattative con l'Ordine di Livonia per stabilire i confini occidentali della Repubblica di Novgorod, che vennero ristabiliti com'erano all'epoca di Aleksandr Nevskij.[2]
Morì nel 1421, e fu sepolto nella cattedrale di Santa Sofia di Velikij Novgorod. Fu poi considerato santo dalla tradizione popolare.[1]
Note
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