Simoun (cacciatorpediniere)
| Simoun | |
|---|---|
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| Descrizione generale | |
| Tipo | torpilleurs d'escadre |
| Classe | Bourrasque |
| In servizio con | |
| Cantiere | Ateliers et Chantiers de la Loire, Saint-Nazaire |
| Impostazione | 8 agosto 1923 |
| Varo | 3 giugno 1924 |
| Entrata in servizio | 29 aprile 1926 |
| Destino finale | Venduto per la demolizione nel 1950. |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento | |
| Lunghezza | 105,6 m |
| Larghezza | 9,64 m |
| Pescaggio | 3,3 m |
| Propulsione | 3 caldaie du Temple, 2 turbine a vapore, 2 alberi elica 31000 shp |
| Velocità | 33 nodi (61,12 km/h) |
| Autonomia | 3 000 miglia a 15 nodi (5 556 km a 27,78 km/h) |
| Equipaggio | 142 |
| Armamento | |
| Artiglieria | 4 cannoni da 130 mm 2 cannoni contraerei da 75 mm 2 mitragliatrici da 8 mm |
| Siluri | 6 tubi lanciasiluri da 550 mm (2 impianti tripli) |
| Altro | 2 lanciabombe di profondità |
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Il Simoun è stato un cacciatorpediniere della Marine nationale francese, appartenente alla Classe Bourrasque. Entrato in servizio nella metà degli anni venti, sopravvisse agli eventi più drammatici della seconda guerra mondiale, terminando la sua carriera operativa nel dopoguerra.[1]
Storia
Costruito nei cantieri Ateliers et Chantiers de la Loire di Saint-Nazaire, il Simoun prese il nome dall'omonimo vento del deserto (il Simun). Fu completato nell'aprile 1926 e assegnato alle divisioni siluranti francesi, alternando periodi di servizio in Atlantico a operazioni nel Mediterraneo.[2]
Seconda guerra mondiale
Allo scoppio della seconda guerra mondiale nel 1939, il Simoun fu impiegato principalmente in compiti di scorta convogli e vigilanza foranea. Al momento dell'armistizio del giugno 1940, la nave non si trovava nei porti della Manica ma in Nordafrica, sfuggendo così sia alla cattura britannica (Operazione Catapult) sia all'avanzata tedesca in Francia.
Sotto il governo di Vichy e passaggio alle forze alleate
Inizialmente l'unità rimase fedele al regime del Governo di Vichy, venendo dislocata a Casablanca e in altri porti nordafricani per proteggere gli interessi coloniali francesi rimasti neutrali.
La svolta avvenne nel novembre 1942 con l'Operazione Torch (lo sbarco alleato in Nordafrica). Dopo la cessazione delle ostilità tra le truppe francesi locali e gli Alleati, il Simoun – insieme a gran parte delle unità di stanza in Marocco e Algeria – si unì alla causa alleata, integrandosi successivamente nelle Forces navales françaises libres (FNFL).[3]
Le ultime fasi del conflitto
Dopo aver subito lavori di ammodernamento e riattrezzaggio nei cantieri alleati per migliorarne le capacità contraeree e antisommergibile, il Simoun riprese le missioni di scorta nel Mediterraneo e lungo le rotte atlantiche, proteggendo i convogli di rifornimento fino alla fine delle ostilità nel 1945.
Dopoguerra
Sopravvissuto indenne al conflitto, il cacciatorpediniere rientrò nella Francia metropolitana. Ormai logorato da anni di intensa attività e superato dalle nuove tecnologie navali, fu posto in disarmo e ufficialmente radiato nel 1950, venendo successivamente avviato alla demolizione.[2]
Note
Bibliografia
- John Jordan, Jean Moulin, French Destroyers: Torpilleurs d'Escadre & Contre-Torpilleurs 1922-1956, Barnsley, Seaforth Publishing, 2015, ISBN 978-1-84832-198-4.
- Robert Gardiner, Roger Chesneau (a cura di), Conway's All the World's Fighting Ships 1922-1946, Londra, Conway Maritime Press, 1980, ISBN 0-85177-146-7.
Voci correlate
Altri progetti
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