Starmaster
| Starmaster videogioco | |
|---|---|
| Piattaforma | Atari 2600 |
| Data di pubblicazione | |
| Genere | Simulatore |
| Tema | Fantascienza |
| Origine | Stati Uniti |
| Sviluppo | Activision |
| Pubblicazione | Activision |
| Design | Alan Miller[2] |
| Modalità di gioco | Giocatore singolo |
| Periferiche di input | 2600 Controller |
| Supporto | Cartuccia |
Starmaster è un videogioco del 1982 esclusivo per Atari 2600, sviluppato e pubblicato dalla Activision. Il titolo venne progettato da Alan Miller, il quale ebbe ispirazione da Cosmic Conflict per Magnavox Odyssey 2 e Star Raiders per Atari 8-bit.
In esso, il giocatore viaggia nello spazio attaccando i caccia stellari nemici che invadono le basi spaziali. Egli attraversa una mappa chiamata carta galattica per distruggere tutti i nemici e sopravvivere ai loro attacchi in arrivo e allo schianto con i meteoriti.
La sua versione emulata è inclusa all'interno di Activision Anthology, raccolta di vari giochi classici della compagnia (e altre quali Imagic e Absolute Entertainment) su quella console uscita tra il 2002 e il 2007 sulle seguenti piattaforme: PlayStation 2, PlayStation Portable (come Activision Hits Remixed), Game Boy Advance, Macintosh e Microsoft Windows.[3]
Modalità di gioco
Starmaster è ambientato nello spazio, dove il giocatore deve proteggere le basi stellari dai caccia nemici. Può essere giocato a quattro livelli di difficoltà: il primo è "Ensign", con nove caccia nemici da sconfiggere con meteore e nemici che si muovono a velocità normale, mentre il più alto è "StarMaster", con 31 nemici da sconfiggere e la velocità di meteore e nemici che si muovono a 2,5 volte quella di Ensign.
Il titolo ha quattro distinte modalità operative: analisi della mappa galattica, viaggio a curvatura, attracco a una base stellare e ingaggio di un nemico. Sulla mappa galattica, il giocatore naviga su una mappa della galassia che si sviluppa su una matrice di sei per sei. Qui può visualizzare la propria posizione, la posizione delle basi stellari e i caccia nemici. Può anche visualizzare il suo Mission Attack Control Computer (MACC), che mostra statistiche come l'energia rimanente, lo stato di danno della nave e l'energia necessaria per effettuare un viaggio a curvatura verso una posizione selezionata sulla mappa. Il colore del pannello di visualizzazione mostrava anche informazioni, come il verde che indicava che si stava volando verso un settore vuoto, mentre un pannello rosso suggeriva di volare verso sezioni con caccia stellari nemici. Il giocatore può selezionare un settore della galassia in cui teletrasportarsi per ingaggiare nemici o attraccare a una base stellare per rifornimento e riparazioni. Durante il teletrasporto verso una sezione, egli deve evitare i meteoriti schivandoli o sparandogli con i laser. Essere colpiti causa l'esaurimento dell'energia o potrebbe causare danni alla nave. I danni al giocatore limitano le sue abilità. Queste vanno dalla perdita di scudi che porta a uccisioni con un colpo da parte di meteoriti o nemici, alla perdita della capacità di sparare laser, alla perdita del radar che fa raddoppiare il costo di energia del viaggio a teletrasporto e alla perdita del radar che non consente più di visualizzare i nemici sulla mappa galattica.
Per rimuovere i danni, il giocatore deve raggiungere un settore con una base stellare e un attracco che ripristinerà la sua energia e riparerà eventuali danni arrecati alla sua nave. I caccia stellari nemici tentano continuamente di circondare e distruggere le basi stellari. Quando riescono a conquistare una base stellare, si sente un'esplosione e la base stellare scompare dalla mappa. Quando entra in un settore nemico, il giocatore avrà un mirino rappresentato da un mirino a forma di X. Egli deve distruggere i caccia stellari nemici sparando laser dalla propria nave nel minor tempo possibile, risparmiando energia. Ogni colpo laser consuma 100 unità di energia, mentre essere colpiti da un nemico può consumarne da 100 a 500. Il settore viene ripulito quando la console di controllo passa da rossa a verde.
La partita termina quando il giocatore esaurisce l'energia, tutte le navi nemiche vengono distrutte o la nave di egli viene distrutta. Una volta terminata la missione, la riga superiore della schermata MACC mostra una valutazione basata sul livello di difficoltà giocato, sul numero di nemici distrutti, sul numero di basi stellari rimaste e sulla velocità con cui il giocatore ha raggiunto l'obiettivo finale.
Accoglienza
The Video Game Update affermava che, insieme a Chopper Command, Starmaster era la migliore novità del mese e che era "un gioco che metteva alla prova anche il giocatore più esperto, con funzionalità sufficienti a rendere la padronanza totale un obiettivo a lungo termine".[4]
Bill Kunkel e Arnie Katz di Electronic Games' sottolinearono la familiarità del gioco, sottolineando che apparteneva al genere "Trek", che contava decine di titoli, ma che rappresentava un traguardo per la sua ricchezza per un gioco Atari 2600.[5] I recensori conclusero che il titolo aveva una lunga durata grazie alla sua ampia gamma di possibilità.[5] Tim Onosko di The Capital Times notò l'influenza del gioco per computer Star Raiders sull'opera di Miller, ma lo trovò molto più soddisfacente della versione 2600, essendo visivamente superiore alla conversione per tale console e più impegnativo di altri giochi simili come Phaser Patrol.[6]
Sulla base di recensioni retrospettive, Skyler Miller di AllGame e Brett Alan Weiss, nel loro libro Classic Home Video Games 1972-1984, affermarono che Starmaster era superiore alla versione per Atari 2600 di Star Raiders.[7][8] e che, nonostante la grafica semplice e un solo tipo di nemico, era "facilmente la migliore simulazione di combattimento spaziale per la piattaforma".[7] Weiss riecheggiò queste affermazioni affermando che il gioco era "un must per gli appassionati del genere", evidenziandone in particolare il gameplay.[8]
Riconoscimenti
Nel 1983, ai Fourth Annual Arcade Awards, Starmaster insieme ad Atlantis vinse un "Certificate of Merit" nella categoria "Videogioco dell'Anno". Il premio principale è andato però a Demon Attack.[9]
Note
- ↑ (EN) Atari VCS game releases dates, su atariarchive.org. URL consultato il 31 maggio 2023.
- ↑ (EN) James Hague, The Giant List of Classic Game Programmers, su dadgum.com.
- ↑ (EN) Activision Anthology (2002), su MobyGames. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Critically Speaking..., in The Video Game Update, vol. 1, n. 4, luglio 1982.
- 1 2 (EN) Bill Kunkel e Arnie Katz, Programmable Parade, in Electronic Games, vol. 1, n. 8, Reese Publishing Company, ottobre 1982, p. 64, ISSN 0730-6687.
- ↑ (EN) Tim Onosko, Video Game Future Shoots for Stars, in The Capital Times, 9 aprile 1982.
- 1 2 (EN) Skyler Miller, Starmaster, su AllGame. URL consultato l'11 giugno 2024 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2014).
- 1 2 (EN) Brett Weiss, Classic Home Video Games 1972-1984, McFarland & Company, Inc., 2011, ISBN 978-0-7864-3226-4.
- ↑ (EN) Bill Kunkel e Arnie Katz, Arcade Alley: A Critical Look at Video Games, in Video, vol. 6, n. 11, Reese Communications, febbraio 1983, ISSN 0147-8907.
Bibliografia
- (EN) Starmaster - Instructions Manual (PDF), su Atari Compendium, Activision, 1982.
- Starmaster (JPG), in Videogiochi, n. 3, Milano, Gruppo Editoriale Jackson, marzo 1983, pp. 51-53, ISSN 0392-8918.
Collegamenti esterni
- (EN) Starmaster, su MobyGames, Blue Flame Labs.
- (EN) Starmaster, su GameFAQs, Red Ventures.
- (EN) Starmaster, su Atarimania.com.