Stenocephalemys

Stenocephalemys
Immagine di Stenocephalemys mancante
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
SuperordineEuarchontoglires
OrdineRodentia
SottordineMyomorpha
SuperfamigliaMuroidea
FamigliaMuridae
SottofamigliaMurinae
Genere Stenocephalemys
Frick, 1914
Specie
Vedi testo

Stenocephalemys (Frick, 1914) è un genere di Roditori della famiglia dei Muridi.

Descrizione

Dimensioni

Al genere Stenocephalemys appartengono roditori di piccole dimensioni, con lunghezza della testa e del corpo tra 103 e 190 mm, la lunghezza della coda tra 112 e 194 mm e un peso fino a 93 g.[1]

Caratteristiche craniche e dentarie

Il cranio presenta una scatola cranica tondeggiante, le placche zigomatiche ben sviluppate e le arcate zigomatiche ampie e robuste. I fori palatali sono lunghi, la regione inter-orbitale è notevolmente stretta e allungata, tale da spostare gli occhi su una posizione più dorsale e ravvicinata rispetto agli altri piccoli roditori. Questo adattamento è dovuto probabilmente alla necessità di avere un campo visivo più efficace verso l'alto per individuare e sfuggire agli attacchi di uccelli rapaci nelle distese erbose degli altopiani etiopici. Gli incisivi sono lisci ed ortodonti, ovvero con le punte rivolte verso il basso, i molari sono cuspidati.

Sono caratterizzati dalla seguente formula dentaria:

3 0 0 1 1 0 0 3
3 0 0 1 1 0 0 3
Totale: 16
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

Aspetto

La pelliccia è lunga, densa e soffice. Il colore generale del corpo è bruno-giallastro, mentre le parti ventrali sono più chiare. Il muso è appuntito, gli occhi sono grandi e spesso circondati da anelli più scuri. Le orecchie sono grandi, rotonde e delicate. Il pollice è ridotto e munito di un'unghia. I piedi sono lunghi e stretti, adattati ad una vita terricola. La coda è solitamente lunga quanto la testa ed il corpo ed è ricoperta fittamente di peli.

Distribuzione

Sono roditori terricoli endemici dell'Etiopia.

Tassonomia

Il genere comprende 6 specie.[2]

Note

  1. ↑ Novak, 1999.
  2. ↑ Mammals Diversity Database, su mammaldiversity.org. URL consultato il 24 marzo 2023 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2022).

Bibliografia

  • Ronald M. Novak, Walker's Mammals of the World, 6th edition, Johns Hopkins University Press, 1999. ISBN 9780801857898

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