Storia di Miami

Migliaia di anni prima dell'arrivo degli europei, gran parte del sud-est della Florida, compresa l'area in cui oggi esiste Miami, era abitata dai nativi americani Tequesta. I nativi, avevano contatti rari con gli europei ed erano in gran parte emigrati fuori dalla Florida entro la metà del XVIII secolo. Miami prende il nome dal suo fiume, il quale nome a sua volta deriva dai Mayaimi, una tribù di nativi americani che visse intorno al lago Okeechobee fino al XVII o XVIII secolo.

Gli spagnoli stabilirono una missione ed una piccola guarnigione tra i Tequesta presso la Baia di Biscayne nel 1567, che furono poi ritirate un paio di anni dopo. Nel 1743 il governatore di Cuba stabilì un'altra missione ed un'altra guarnigione nella baia di Biscayne, ma poiché la missione non era stata approvata dal Consiglio delle Indie, la missione e il presidio furono ritirati l'anno successivo. Gli spagnoli registrarono che gli abitanti del sito della missione del 1743 erano sopravvissuti nativi dei Cayos, Caloosa e Boca Raton, che erano soggetti a periodiche incursioni da parte degli Uchis (alleati nativi degli inglesi nella Colonia della Carolina del Sud). Fort Dallas fu costruito nel 1836 e funzionò come base militare durante la Seconda Guerra Seminole.

L'area di Miami era meglio conosciuta come "Biscayne Bay Country" nei primi anni della sua crescita. I pochi resoconti pubblicati di quel periodo descrivono l'area come un deserto che conteneva molte promesse. L'area è stata anche caratterizzata come "uno dei migliori siti costruttivi in Florida". Dopo le grandi ondate di freddo del 1894 e del 1895, i raccolti dell'area di Miami furono gli unici sopravvissuti in Florida ciò fece prosperare l'insediamento e spinse Julia Tuttle, una proprietaria terriera di Cleveland, a convincere Henry Flagler, un magnate delle ferrovie, ad espandere la sua Florida East Coast Railway fino a Miami. Il 28 luglio 1896 Miami fu ufficialmente costituita come città con una popolazione di poco più di 300 abitanti.

Miami prosperò durante gli anni 20’, ma si indebolì quando scoppiò la bolla immobiliare del 1925, seguita a breve dall'uragano di Miami del 1926 e dalla Grande depressione negli anni 30’. Quando scoppiò la seconda guerra mondiale, Miami svolse un ruolo importante negli scontri contro i sottomarini tedeschi grazie alla sua posizione sulla costa meridionale della Florida. La guerra contribuì ad aumentare la popolazione di Miami a quasi mezzo milione di abitanti.

Dopo che Fidel Castro salì al potere nel 1959 molti cubani emigrarono a Miami, aumentando ulteriormente la popolazione. Negli anni 80’ e 90’ varie crisi hanno colpito il sud della Florida, tra cui il pestaggio di Arthur McDuffie e la successiva rivolta, le guerre del narcotraffico, l'uragano Andrew e le tensioni sociali dovute all’immigrazione irregolare cubana. Nonostante ciò, Miami rimase un importante centro internazionale, finanziario e culturale.

Sebbene sia scritto allo stesso modo in inglese, il nome della città della Florida non ha nulla a che fare con il popolo nativo dei Miami, i quali vivevano in una parte completamente diversa del Nord America.

Nativi e primi insediamenti

I primi abitanti ed i Tequesta

I primi insediamenti umani nella regione di Miami si datano tra l’XII ed il IX millennio a.C, relativi ai cosiddetti paleoamericani. Al tempo la regione era ricca di foreste di pini e ospitava una fauna variegata, tra cervi, orsi ed uccelli selvatici. Questi primi abitanti si stabilirono sulle rive del fiume Miami, stabilendo i villaggi principali sulla sponda settentrionale di esso. Di essi permangono ad oggi un’ampia varietà di armi ed utensili che sono stati ritrovati dagli scavi archeologici.

Quando i primi europei giunsero nella zona a metà del XVI secolo, gli abitanti dell'area di Miami erano i Tequesta, formatisi intorno al I millennio a.C., i quali discendevano dalle prime popolazioni e che controllavano un'area che copriva gran parte della Florida sud-orientale, compresa quelle che oggi sono la contea di Miami-Dade, la contea di Broward e la parte meridionale della contea di Palm Beach. I nativi Tequesta vivevano di caccia e raccolta e pesca, non praticando alcuna forma di agricoltura. Essi tumulavano le piccole ossa dei defunti, mentre le ossa più grandi venivano poste in dei recipienti affinché la gente del villaggio potesse vederle.

Ai Tequesta è attribuito il Miami Circle, un sito archeologico risalente alla prima metà del I millennio d.C. e rinvenuto nel 1998, consistente in 24 bacini e oltre 500 fori scavati nel terreno, disposti in maniera circolare. Gli archeologi hanno ipotizzato che tale reperto fungesse da fondazione per una grande struttura di legno.

XVI-XVIII secolo: arrivo degli europei

Nel 1513, lo spagnolo Juan Ponce de León, fu il primo europeo a visitare l'area di Miami navigando nell’antistante baia di Biscayne. Egli scrisse nel suo diario di aver raggiunto il villaggio di Chequescha, il primo nome registrato di Miami, ma non é a noi noto si sa se sia sbarcato o meno, e se abbia stabilito contatto con i nativi. Furono invece l’esploratore Pedro Menéndez de Avilés ed i suoi uomini a compiere il primo sbarco accertato in quest'area, quando visitarono l'insediamento dei Tequesta nel 1566, mentre cercavano il figlio scomparso di Menéndez, naufragato un anno prima. Un anno dopo, i soldati spagnoli guidati da padre Francisco Villareal, costruirono una missione gesuita alla foce del fiume Miami, che ebbe però vita breve. Nel 1570 i gesuiti decisero allora di cercare nativi più disponibili alla conversione al di fuori della Florida, abbandonando il territorio. Dopo che gli spagnoli se ne andarono, gli indiani Tequesta furono tuttavia lasciati a combattere le malattie introdotte dagli europei, come il vaiolo, a ciò si aggiunsero le guerre con altre tribù che contribuirono a decimare ancor di più la loro popolazione, subendo in particolare numerose sconfitte dai Creek.

Nel 1711 i Tequesta inviarono dei capi locali all'Avana per chiedere agli spagnoli se potessero insediarsi a Cuba. Gli spagnoli inviarono allora due navi in loro soccorso, ma le malattie europee li colpirono nuovamente, sterminando la maggior parte della popolazione. Nel 1743 gli spagnoli, inviati dal governatore di Cuba Juan Francisco de Güemes y Horcasitas, fondarono un'altra missione nella baia di Biscayne, costruendovi anche un forte. I sacerdoti missionari proposero allora un insediamento permanente, ma la proposta fu respinta in quanto impraticabile e la missione fu ritirata prima della fine dell'anno.

XVIII-XIX secolo: I primi insediamenti stabili

Nel 1763, dopo la guerra dei sette anni tra Gran Bretagna e Francia, tramite il Trattato di Parigi, gli spagnoli cedettero la Florida agli inglesi che la divisero in Florida occidentale ed orientale. Nel 1766 Samuel Touchett ricevette una concessione di terra dalla Corona inglese di 20.000 acri (81 km2) nell'area di Miami, i confini di tale concessione furono definiti da Bernard Romans nel 1772. Una condizione per rendere permanente la concessione era che almeno un colono dovesse vi vivere per ogni 100 acri (0,4 km2) di terreno. Tuttavia Touchett, pur cercando di realizzare una piantagione nella proprietà, ebbe problemi finanziari ed i suoi piani non si realizzarono mai.

Successivamente al Trattato di Parigi del 1783, la Spagna riottenne la Florida dalla Gran Bretagna, successivamente a ciò arrivarono i primi coloni europei permanenti nell'area di Miami. Pedro Fornells, un sopravvissuto della colonia di New Smyrna e originario di Minorca, si trasferì sull’isola di Key Biscayne per rispettare i termini della sua concessione reale per l'isola, tuttavia dopo 6 mesi si trasferì con la sua famiglia a St. Augustine lasciando un custode sull'isola. Durante un viaggio verso l'isola nel 1803, Fornells notò la presenza di occupanti abusivi sulla terraferma. Nel 1825, il maresciallo americano Waters Smith, visitò l'insediamento costiero di Cape Florida e conferì con gli occupanti abusivi che volevano ottenere il titolo sulla terra che stavano occupando, i quali, provenienti dalle Bahamas, si erano stabiliti lungo la costa già a partire dal 1790.

Nello stesso periodo arrivarono nel sud della Florida i cacciatori di tesori delle Bahamas e delle Florida Keys, in cerca dei tesori delle navi che navigavano sulla grande barriera corallina, alcuni di essi accettarono le offerte di concessioni terriere, da parte del governo spagnolo, lungo il fiume Miami. Più o meno nello stesso periodo, nel territorio giunsero i nativi Seminole, discendenti dei Creek e dei Chickasaw, insieme ad un gruppo di schiavi africani fuggiaschi.

Nel 1819, la Florida fu infine ceduta dalla Spagna agli Stati Uniti, tramite il Trattato Adams-Onís.

Nel 1825 fu costruito il faro di Cape Florida, sulla vicina Key Biscayne, per avvertire le navi di passaggio della pericolosa barriera corallina.

Faro di Cape Florida , la più antica struttura ancora esistente nell'area di Miami, costruito nel 1825

Nel 1830 Richard Fitzpatrick acquistò un terreno, lungo la riva nord del fiume Miami, dal colono bahamense James Egan, stabilendovi una piantagione dove si coltivavano canna da zucchero, banane, mais e frutta tropicale. Nel gennaio 1836, poco dopo l'inizio della Seconda Guerra Seminole, Fitzpatrick rimosse i suoi schiavi e chiuse la sua piantagione, motivo per cui, proprio nel terreno della piantagione, venne costruito Fort Dallas, i cui soldati costituivano la maggior parte della popolazione non nativa dell'area. La seconda guerra Seminole fu la guerra indiana più devastante nella storia americana, causando una perdita quasi totale della popolazione nativa Seminole nell'area. Il faro di Cape Florida fu inoltre incendiato dai nativi nel 1836 e non fu riparato fino al 1846.

Fort Dallas, costruito nel 1836

Dopo la fine della guerra nel 1842, il nipote di Fitzpatrick, William English, ristabilì la piantagione nell’area. Egli tracciò il "Villaggio di Miami" sulla riva sud del fiume e vendette diversi appezzamenti di terreno. Tuttavia, quando English morì in California nel 1852, la sua piantagione morì con lui.

Il fiume Miami nel tempo diede il nome al fiorente insediamento, portando un'etimologia derivante dalla tribù nativa dei Mayaimi.

Nel 1844 Miami divenne il capoluogo della contea, contando, nel 1850, di 96 residenti nella zona. La Terza Guerra Seminole, durata dal 1855 al 1858, non fu distruttiva come la precedente, tuttavia rallentò chiaramente il tasso di insediamento nel sud-est della Florida. Alla fine della guerra alcuni soldati rimasero nella zona ed i Seminole si rifugiarono nelle Everglades.

Dal 1858 al 1896 solo una manciata di famiglie si stabilirono nell'area di Miami, sviluppando piccoli insediamenti lungo la baia di Biscayne, il primo dei quali si formò alla foce del fiume Miami e fu chiamato in vari modi, come Miamuh o Fort Dallas. I primi tra i coloni del fiume Miami furono i Brickell: Nel 1870 William Brickell e sua moglie Mary acquistarono un terreno sulla riva sud del fiume e ivi costruirono una stazione commerciale ed un ufficio postale che gestirono con i loro figli per il resto del XIX secolo.

Altri insediamenti all'interno dei confini della città di Miami erano Lemon City (ora Little Haiti) e Coconut Grove. Gli insediamenti al di fuori dei confini dell’attuale città erano Biscayne, nell'attuale Miami Shores, e Cutler, nell'attuale Palmetto Bay. Molti dei coloni erano attratti nell'area dalle offerte di 160 acri (0,6 km2) di terra da parte del governo federale degli Stati Uniti.

The Barnacle Historic State Park, o semplicemente the Barnacle, costruita nel 1891, è l'abitazione più antica ancora nella sua locazione originaria di Miami. Era la casa di uno dei fondatori di Coconut Grove

.

Fondazione

Julia Tuttle, la fondatrice di Miami

Nel 1891 una donna benestante di Cleveland, Julia Tuttle, decise di trasferirsi nel sud della Florida per ricominciare la sua vita dopo la morte di suo marito, Frederick Tuttle. Ella acquistò 640 acri sulla riva nord del fiume Miami nell'attuale Downtown Miami. Dopo aver notato le potenzialità del fiorente insediamento, ella cercò di persuadere il magnate ferroviario Henry Flagler ad espandere la sua linea ferroviaria, la Florida East Coast Railway, verso l'area, ma egli inizialmente rifiutò.

Nel dicembre 1894 la Florida fu colpita dal Grande Freddo, un'ondata di freddo che distrusse praticamente l'intero raccolto di agrumi nella parte settentrionale dello stato. Pochi mesi dopo, la notte del 7 febbraio 1895, sempre la Florida settentrionale fu colpita da un altro gelo che spazzò via i raccolti rimasti ed i nuovi alberi da frutto. A differenza della maggior parte del resto dello stato, l'area di Miami non fu colpita in entrambe le occasioni, Tuttle scrisse così di nuovo a Flagler chiedendogli di visitare la zona di persona. Flagler mandò James E. Ingraham ad indagare ed egli tornò con un rapporto favorevole e una scatola di fiori d'arancio per dimostrare che l'area era sfuggita al gelo. Flagler procedette a visitare di persona la zona e concluse alla fine del suo primo giorno che l'area era matura per l'espansione, decidendo di estendere la sua ferrovia fino a Miami e di costruire un hotel-resort, il Royal Palm Hotel. Il 22 aprile 1895 Flagler scrisse a Tuttle una lunga lettera ricapitolando la sua offerta di terra in cambio dell'estensione della sua ferrovia fino all'area, la creazione di una città e la costruzione di un hotel, i termini prevedevano che Tuttle avrebbe assegnato a Flagler un tratto di terreno di 100 acri (0,4 km2) per poter permettere tali opere. Nello stesso periodo, Flagler scrisse una lettera simile a William e Mary Brickell, che avevano anche accettato verbalmente di cedere la terra durante la prima visita. L'allungamento della linea ferroviaria non era però ancora ufficializzato, nonostante ciò nella primavera del 1895 le voci su questa possibilità continuarono a moltiplicarsi e diffondersi, alimentando l'attività immobiliare nell'area della Baia di Biscayne. La notizia dell'estensione della ferrovia fu ufficialmente annunciata il 21 giugno 1895 e già alla fine di settembre iniziarono i lavori ed i coloni iniziarono a riversarsi nelle terre promesse "a prova di congelamento". Il 24 ottobre 1895 fu infine approvato il contratto stipulato tra Flagler e Tuttle.

Con la ferrovia in costruzione Miami divenne un'area ricca di attività: uomini da tutta la Florida si radunarono nell'area in attesa della richiesta di Flagler, per i lavoratori di tutte le qualifiche, di iniziare a lavorare sull'hotel, sulla ferrovia e sull’espansione urbanistica. Alla fine di dicembre 1895, 75 di loro erano già al lavoro per sgomberare il sito dell'hotel. Essi vivevano per lo più in accampamenti di tende e capanne che non avevano strade se non pochi sentieri sgomberati, molti di questi uomini erano vittime del Grande Gelo.

Il 1 febbraio 1896 Tuttle adempie alla prima parte del suo accordo con Flagler firmando due atti per trasferire a lui la terra per il suo hotel e i 100 acri (0,4 km2) di terreno vicino al sito dell'hotel per l’espansione urbana. I titoli delle proprietà di Brickell e Tuttle erano basati sulle originarie concessioni terriere spagnole e dovevano essere ben definiti, in modo da essere liberi da eventuali conflitti prima che iniziasse la commercializzazione dei lotti di Miami.

Il 7 aprile 1896 i binari della ferrovia raggiunsero finalmente Miami ed il primo treno arrivò il 13 aprile, era un treno inaugurale e non programmato, e Flagler era a bordo, il treno tornò a St. Augustine più tardi quella notte. Il primo treno di linea regolare arrivò la notte del 15 aprile, ma ma prima settimana di servizio ferroviario fu prevista solo per i treni merci poiché il servizio passeggeri non iniziò fino al 22 aprile.

Nel 1896 400 persone si affollarono al secondo piano della Lobby Pool Room (edificio centrale), per votare l'incorporazione di Miami in qualità di città.[1]

Il 28 luglio 1896 ebbe luogo la riunione di incorporazione, con presidente Joseph A. McDonald, capo-costruzione del Royal Palm Hotel, con lo scopo di fare di Miami una città. Il diritto di voto era limitato a tutti gli uomini che risiedevano a Miami e nella Contea di Dade. Dopo essersi assicurati che fossero presenti abbastanza elettori fu presentata la mozione per incorporare ed organizzare un governo cittadino sotto il nome aziendale di "The City of Miami", con i confini proposti. Nonostante inizialmente la maggior parte dei residenti volesse chiamare la città "Flagler", egli fu irremovibile sul fatto che la nuova città non avrebbe preso il suo cognome. Così il 28 luglio 1896 la città di Miami, che prese il nome dal fiume, fu costituita con 502 elettori, inclusi 100 elettori neri, e John B. Reilly, che era a capo della compagnia terriera di Fort Dallas di Flagler, fu il primo sindaco eletto.

XX secolo

Da inizio secolo agli anni 30'

Miami conobbe una crescita molto rapida da inizio secolo fino agli anni 20’: nel 1900 vivevano a Miami 1.681 abitanti, nel 1910 5.471 e nel 1920 erano arrivati a 29.549, divenne presto evidente la necessità di un espansione urbana. Fino ad allora le paludi delle Everglades si estendevano fino a 5 km a ovest della Baia di Biscayne, molto vicine alla città, così a partire dal 1906 furono realizzati dei canali di drenaggio per bonificare quelle terre.

Miami Beach si sviluppò, invece, a partire dal 1913 quando fu completato il Collins Bridge, un ponte di legno di 3 km costruito da John Collins, che collegava le due città.

Il Collins Bridge, il primo ponte a connettere Miami a Miami Beach.

Durante i primi anni 20’ un afflusso di nuovi residenti e investitori senza scrupoli portò al boom immobiliare in Florida, che tramite la speculazione fece impennare i prezzi dei terreni, tanto che alcuni edifici furono rasi al suolo dopo la loro costruzione per far posto ad edifici più grandi.

Tra il 1920 ed il 1923 la popolazione di Miami raddoppiò e nell’autunno del 1925 furono annesse alla città le aree vicine di Lemon City, Coconut Grove e Allapattah, creando l’area metropolitana della Greater Miami, e nello stesso anno venne fondata l’Università di Miami.

L'Università di Miami, fondata nel 1925.

Tuttavia questo boom iniziò a vacillare a causa dei ritardi nella costruzione degli edifici e del sovraccarico del sistema di trasporto, causato da un eccesso di materiali da costruzione ingombranti. Già sovraccariche, le tre principali compagnie ferroviarie dichiararono infatti un embargo su tutte le merci in arrivo eccetto i beni alimentari, causando un innalzamento spropositato del costo della vita. La situazione peggiorò quando, il 10 gennaio 1926, la Prinz Valdemar, una vecchia nave da guerra danese in procinto di diventare un hotel galleggiante, si arenò e bloccò il porto di Miami per quasi un mese. Il crollo definitivo si ebbe quando il catastrofico Great Miami Hurricane del 1926 travolse la città, ponendo fine a tutto ciò che era rimasto del boom economico. La tempesta di categoria 4 fu la dodicesima più costosa e più mortale a colpire gli Stati Uniti durante il XX secolo. L’uragano, secondo la Croce Rossa, causò 373 morti, ma le stime variano a causa del gran numero di persone elencate come disperse, e tra le 25.000 e le 50.000 persone rimasero senza casa solo nell'area di Miami.

La Dade County Courthouse (tribunale), costruita nel 1928, è l'edificio più alto degli anni 1920.

Seguì poi negli anni 30’ la Grande depressione, che portò alla disoccupazione di oltre 16.000 persone a Miami, di conseguenza vi fu aperto un campo del Corpo Civile di Conservazione. Durante la metà degli anni 30’ si sviluppò il quartiere Art Déco di Miami Beach.

Il 15 febbraio 1933 fu tentato l'assassinio del presidente eletto Franklin D. Roosevelt: Mentre Roosevelt stava tenendo un discorso al Bayfront Park, Giuseppe Zangara, un anarchico italiano, aprì il fuoco, il sindaco di Chicago, Anton Cermak, che stava stringendo la mano a Roosevelt, fu colpito dai proiettili e morì due settimane dopo, altre 4 persone rimasero ferite, mentre il presidente Roosevelt ne uscì illeso. Zangara fu rapidamente processato per l'omicidio di Cermak e fu giustiziato sulla sedia elettrica il 20 marzo 1933 a Raiford, in Florida.

Il fiume Miami nel 1935.

Sempre nel 1933 la Miami City Commission chiese al Miami Women's Club di creare un design per la bandiera della città, essa fu progettata da Charles L. Gmeinder e adottata dalla commissione nel novembre di quell’anno. Ad oggi non si sa perché furono scelti i colori arancione e verde per la bandiera, una teoria è che i colori siano stati ispirati dall'albero di arancio, sebbene l'Università di Miami utilizzasse già i colori dell'arancione e del verde per le sue squadre sportive già dal 1926.

Nel 1937 il capitolo locale del Ku Klux Klan fece irruzione a La Paloma, una discoteca LGBT. Dopo il raid non letale, il nightclub è diventato il luogo di una comunità LGBT sempre più solida e resistente contro le leggi conservatrici.

Anni 40' e Seconda Guerra Mondiale

All'inizio degli anni 40’ Miami si stava ancora riprendendo dalla Grande Depressione quando scoppiò la Seconda guerra mondiale. Sebbene molte delle città della Florida siano state pesantemente colpite dalla guerra, andando in crisi finanziaria, Miami rimase relativamente inalterata. All'inizio della guerra gli U-Boot tedeschi attaccarono diverse navi americane tra cui il Portero del Llano, che fu attaccato e affondato nelle acque di Miami Beach nel maggio 1942, di conseguenza, per difendersi dagli U-Boot, Miami fu collocata in due distretti militari: il Comando della Difesa Orientale ed il Settimo Distretto Navale, in aggiunta alla Gulf Sea Frontier, istituita 3 mesi prima. Nel giugno di quell'anno altri attacchi costrinsero i leader militari a Washington ad aumentare il numero di navi e uomini dell'esercito stanziati in Florida. Essi spostarono anche il quartier generale da Key West all'edificio DuPont a Miami, sfruttando la sua posizione nell'angolo sud-orientale degli Stati Uniti. La Marina degli Stati Uniti prese il controllo dei moli di Miami e stabilì le stazioni aeree all'aeroporto di Opa-locka e a Dinner Key. L'Air Force inoltre istituì basi negli aeroporti locali dell'area di Miami.

Il terminal Pan Am a Dinner Key nel 1944.

Inoltre nell'area furono istituite molte scuole militari, stazioni di rifornimento e strutture di comunicazione. Invece di costruire grandi basi dell'esercito per addestrare gli uomini necessari per combattere la guerra, l'esercito e la marina arrivarono nel sud della Florida e convertirono gli hotel in caserme, i cinema in aule e le spiagge locali ed i campi da golf in campi di addestramento. Complessivamente nel sud della Florida furono addestrati oltre 500.000 soldati e 50.000 ufficiali. Dopo la fine della guerra molti militari e donne tornarono a Miami, portando la popolazione a quasi mezzo milione entro il 1950.

Flagler Street a Downtown Miami 20 minuti dopo la fine della guerra.

Dagli anni 50' agli anni 70'

Mappa di Miami nel 1955.

Dopo la rivoluzione cubana del 1959, che spodestò Fulgencio Batista e portò Fidel Castro al potere, la maggior parte dei cubani che vivevano a Miami tornò a Cuba. Poco dopo, tuttavia, molti cubani della classe media e alta si trasferirono in massa in Florida, una parte della popolazione di Miami non accolse positivamente ciò, specialmente la popolazione afroamericana, i quali credevano che i cubani stessero rubando il loro lavoro. Inoltre il sistema scolastico lottarono dovette fronteggiare delle difficoltà nell’educare migliaia di bambini cubani di lingua spagnola. Solo nel 1965 100.000 cubani si ammassarono sui cosiddetti "voli della libertà" che partivano due volte al giorno dall'Avana a Miami e viceversa. La maggior parte degli esuli si stabilì nel quartiere di Riverside, che iniziò ad assumere il nuovo nome di Little Havana. Questa zona emerse come una comunità prevalentemente ispanofona, permettendo agli immigrati di svolgere la maggior parte delle loro attività quotidiane nella loro lingua madre. Alla fine degli anni 60’ nella contea di Miami-Dade vivevano più di 400.000 rifugiati cubani. Negli anni 60’ e 70’ l'autorità del procuratore generale fu utilizzata per concedere libertà vigilate o permessi speciali, in maniera da consentire ai cubani di entrare più facilmente nel paese, tuttavia la libertà vigilata consente ad un individuo solo il permesso di entrare nel paese, non di rimanervi permanentemente. Per consentire agli immigrati di rimanere negli Stati Uniti, nel 1966 fu approvato il Cuban Adjustment Act, tale atto prevedeva che lo status di immigrazione di qualsiasi cubano arrivato a partire dal 1959, che fosse fisicamente presente negli Stati Uniti da almeno un anno, "può essere modificato dal procuratore generale, allo status di straniero regolarmente ammesso al soggiorno permanente" (titolare della carta verde). Inoltre l'individuo doveva risultare ammissibile negli Stati Uniti (cioè non squalificato per motivi penali o di altro tipo).

Miami Modern Architecture o MiMo, uno stile che ebbe origine a Miami negli anni 50’, che si può vedere nel Bacardi Building nella Midtown, costruito nel 1963 e diventato sito storico nel 2009.

Negli anni 60’, durante la Guerra Fredda, molti abitanti di Miami, temendo che essa potesse sfociare nella Terza Guerra Mondiale, lasciarono la città, mentre altri iniziarono a costruire rifugi antiaerei ed a fare scorta di cibo e acqua.

Miami era una delle principali città della Florida meridionale ed in quanto tale ha sempre vantato una consistente popolazione afroamericana ed afrocaraibica. Il 7 e l'8 agosto 1968, in coincidenza con la Convenzione nazionale repubblicana del 1968, tenutasi a Miami Beach, scoppiarono disordini nel quartiere nero di Liberty City, che richiesero l'intervento della Guardia nazionale della Florida per ristabilire l'ordine. I problemi furono relativi a "condizioni abitative deplorevoli, sfruttamento economico, prospettive di lavoro carenti, discriminazione razziale, scarse relazioni tra polizia e comunità e concorrenza economica con i rifugiati cubani". Un altro fattore fu anche il sovraffollamento, dovuto alla quasi distruzione del quartiere nero di Overtown.

Nel dicembre 1979 gli agenti di polizia della città inseguirono il motociclista afroamericano Arthur McDuffie in un inseguimento ad alta velocità dopo che McDuffie aveva rivolto un gesto provocatorio nei confronti di un agente di polizia. Gli ufficiali affermarono che l'inseguimento si concluse quando McDuffie fece schiantare la sua moto, morendo, ma il rapporto del coroner concluse diversamente: uno degli ufficiali testimoniò che McDuffie cadde dalla sua moto su una rampa di accesso dell'Interstate 95. Quando la polizia lo raggiunse egli era rimasto ferito ma stava bene, gli agenti gli tolsero il casco, lo picchiarono a morte con i manganelli, rimisero il casco e chiamarono un'ambulanza, sostenendo che c'era stato un incidente in moto. Eula McDuffie, la madre della vittima, disse al Miami Herald pochi giorni dopo: "Hanno picchiato mio figlio come un cane. Lo hanno picchiato solo perché era in moto e perché era nero". Una giuria assolse gli ufficiali dopo una breve deliberazione. Dopo aver appreso del verdetto del caso McDuffie, scoppiarono alcune delle più gravi rivolte nella storia degli Stati Uniti, ricordate come le rivolte di Liberty City del 1980. Quando i disordini cessarono, 3 giorni dopo, erano state arrestate oltre 850 persone ed almeno 18 erano morte, ed i danni furono stimati intorno ai 100.000.000 di dollari.

Dagli anni 80' agli anni 90'

Nel 1980 il Mariel Boatlift portò 150.000 cubani a Miami, il più grande trasporto umano della storia civile. A differenza del primo esodo degli anni 60’, la maggior parte dei rifugiati cubani in arrivo erano poveri, alcuni erano stati recentemente rilasciati dalle carceri o dagli istituti psichiatrici. Durante questo periodo molti dei bianchi non ispanici della classe media della comunità lasciarono la città, in quella che è spesso definita "fuga bianca". Nel 1960 Miami era composta al 90% da bianchi non ispanici, ma nel 1990 essi si erano ridotti al 10%.

Rifugiati cubani che arrivano in navi affollate durante la crisi del Mariel Boatlift.

Negli anni 80’ Miami iniziò a sperimentare un aumento dell'immigrazione proveniente anche da altre nazioni, in particolare Haiti. Man mano che la popolazione haitiana cresceva a Miami, emerse l'area conosciuta oggi come "Little Haiti", la ex Lemon City. Nel 1985 Xavier Suarez venne eletto sindaco di Miami, diventando il primo sindaco cubano di una grande città statunitense. Durante gli anni 80’ fu combattuto a Miami un violento conflitto civile tra i diversi signori della droga locali che provocò centinaia di vittime, in un contesto di aumento sempre più esponenziale del narcotraffico e di altre attività illecite. Negli anni 90’ la presenza degli haitiani venne riconosciuta inserendo la lingua creola haitiana nei luoghi pubblici e nelle schede elettorali.

Un altro grande esodo cubano avvenne nel 1994 e per evitare che esso diventasse un altro Mariel Boatlift, l'amministrazione Clinton annunciò un cambiamento significativo nella politica degli Stati Uniti. In un'azione controversa l'amministrazione annunciò che gli immigrati interdetti in mare non sarebbero stati portati negli Stati Uniti ma sarebbero stati invece portati, dalla Guardia Costiera, alle installazioni militari statunitensi a Guantanamo Bay o a Panama. Durante un periodo di otto mesi, a partire dall'estate del 1994, oltre 30.000 cubani e più di 20.000 haitiani vennero interdetti e mandati in campi profughi fuori dagli Stati Uniti.

Il 9 settembre 1994 gli Stati Uniti e Cuba decisero di regolarizzare la migrazione tra i due paesi. L'accordo codificò la nuova politica statunitense di collocare i rifugiati cubani in luoghi sicuri al di fuori degli Stati Uniti, ottenendo l’impegno da Cuba per scoraggiare i cubani dal navigare verso l'America. Inoltre gli Stati Uniti si impegnarono ad ammettere un minimo di 20.000 immigrati cubani all'anno.

Il 2 maggio 1995 un secondo accordo con il governo Castro aprì la strada all'ammissione negli Stati Uniti dei cubani inviati a Guantanamo, che vennero conteggiati principalmente nei 20.000 immigrati annuali di quell’anno. Inoltre si stabilì una nuova politica di rimpatrio diretto, dei cubani interdetti in mare, a Cuba, nel quale il governo cubano si impegnava a non commettere ritorsioni contro coloro che furono rimpatriati.

Questi accordi con il governo cubano portarono a quella che è stata chiamata la politica "piede bagnato-piede asciutto", in base alla quale i cubani che arrivavano a riva sarebbero potuti rimanere negli Stati Uniti, diventando idonei per adattarsi alla residenza permanente, ai sensi della legge sull'adeguamento cubano. Tuttavia coloro che non riuscivano a raggiungere la terraferma alla fine venivano rimpatriati a meno che non potessero dimostrare un fondato timore di persecuzione se rimpatriati a Cuba. Poiché è stato affermato che i cubani stessero scappando per motivi politici, questa politica non si applicava agli haitiani, che secondo il governo stavano cercando asilo per motivi economici.

Da allora l'atmosfera latina e caraibica di Miami l'ha resa una destinazione popolare per turisti e immigrati provenienti da tutto il mondo. Essa è tuttora il terzo porto di immigrazione più grande del paese dopo New York e Los Angeles. La maggior parte delle comunità di immigrati europei di Miami, invece, sono immigrati recenti e molti vivono in città stagionalmente, con un alto reddito disponibile.

Negli anni 80’ Miami divenne uno dei più grandi punti di trasbordo degli Stati Uniti per la cocaina proveniente dalla Colombia, dalla Bolivia e dal Perù.

L'industria farmaceutica portò miliardi di dollari a Miami, che vennero rapidamente incanalati attraverso organizzazioni di facciata nell'economia locale: concessionarie di auto di lusso, hotel a cinque stelle, sviluppi condominiali, nightclubs, importanti sviluppi commerciali e altri segni di prosperità iniziarono a sorgere in tutta la città. Con l'arrivo dei soldi, tuttavia, arrivò anche un'ondata di criminalità violenta che durò fino ai primi anni 90’. Il popolare programma televisivo Miami Vice, che si occupava di agenti anti-narcotici in un'idilliaca interpretazione dell'alta borghesia di Miami, diffuse l'immagine della città come uno dei paradisi subtropicali più affascinanti d'America.

Il Southeast Financial Center, il grattacielo più alto costruito durante il boom degli anni 80’

Miami ha ospitato molti dignitari e persone importanti negli anni 80’ e 90’: Papa Giovanni Paolo II la visitò nel novembre 1987, tenendo una messa all'aperto per 150.000 persone nel Parco Tamiami, oltre al Papa anche la regina Elisabetta II e 3 presidenti degli Stati Uniti visitarono Miami, tra cui Ronald Reagan, a cui è intitolata una strada a Little Havana. La visita di Nelson Mandela nel 1989 fu segnata da tensioni etniche, Mandela aveva elogiato il leader cubano Fidel Castro per il suo sostegno anti-apartheid su Nightline di ABC News, per questo motivo la città ritirò il saluto ufficiale e nessun alto funzionario lo accolse. Ciò portò ad un boicottaggio, da parte della comunità afroamericana locale, di tutte le strutture turistiche e congressuali di Miami, fino a quando Mandela non ricevette un saluto ufficiale. Si tentò quindi di risolvere le perdite economiche causate dal boicottaggio, tuttavia tutti gli sforzi fallirono per mesi, con una perdita stimata di oltre 10 milioni di dollari.

Nel 1992 l'uragano Andrew causò danni per oltre 20 miliardi di dollari a sud dell'area di Miami.

Diversi scandali finanziari che coinvolsero l'ufficio del sindaco e la City Commission durante gli anni 80’ e 90’ lasciarono Miami con il titolo di 4ª città più povera degli Stati Uniti entro il 1996. Con un deficit di bilancio di 68 milioni di dollari e le sue obbligazioni comunali classificate come titoli spazzatura da Wall Street, nel 1997 Miami divenne la prima città della Florida ad avere un consiglio di sorveglianza nominato dallo stato assegnato. Nello stesso anno gli elettori della città respinsero prontamente una risoluzione per sciogliere la città e farne un'entità con la contea di Dade. I problemi finanziari della città sono continuati fino a quando il politico Manny Diaz è stato eletto sindaco di Miami nel 2001.

XXI secolo

Negli ultimi anni Miami ha promosso le arti, gli affari e le arti dello spettacolo, come l'Adrienne Arsht Center for the Performing Arts, il secondo più grande centro di arti dello spettacolo negli Stati Uniti. Altri progetti includono il nuovo Miami Marlins Stadium, Miami Streetcar, PortMiami Tunnel ed il Museum Park che include il Miami Art Museum ed il Miami Science Museum

Nel 2000 avvenne l'affare Elián González, La controversia riguardava Elián González, un bambino cubano di sei anni, che è stato salvato dalle acque al largo di Miami. Nella vicenda erano coinvolti i governi degli Stati Uniti e di Cuba, suo padre Juan Miguel González, i suoi parenti di Miami e la comunità cubano-americana di Miami. La tappa culminante di questa lunga battaglia fu il 22 aprile 2000, con il sequestro di Elián da parte degli agenti federali, che suscitò le critiche di molti nella comunità cubano-americana. Durante la controversia, Alex Penelas, all'epoca sindaco della contea di Miami-Dade, giurò che non avrebbe fatto nulla per aiutare l'amministrazione di Bill Clinton e le autorità federali nel tentativo di riportare il bambino di sei anni a Cuba. Decine di migliaia di manifestanti si sono riversati nelle strade di Little Havana e hanno manifestato e creato disordini, rovesciando cartelli, bidoni della spazzatura e rastrelliere per giornali, e sono stati appiccati alcuni piccoli incendi, bloccando un'area di 10 isolati. Poco dopo molte aziende di Miami hanno chiuso, poiché i loro proprietari e gestori hanno partecipato ad un breve boicottaggio di un giorno contro la città, tentando di influenzare la sua industria del turismo. Al boicottaggio hanno partecipato i dipendenti delle compagnie aeree, delle compagnie di crociera, degli hotel, delle compagnie di autonoleggio e dei principali rivenditori. Alla fine Elián González è tornato a Cuba con suo padre il 28 giugno 2000.

Nel 2003 si è verificata la controversa negoziazione dell'Area di libero scambio delle Americhe, un accordo proposto per ridurre le barriere commerciali e aumentare i diritti di proprietà intellettuale. Durante l'incontro del 2003 a Miami, l'Area di libero scambio delle Americhe è stata accolta da una forte opposizione da parte delle proteste anti-corporatizzazione e anti-globalizzazione.

Il 27 giugno 2005 il popolare ex commissario cittadino Arthur Teele entrò nell'atrio principale del quartier generale del Miami Herald, lasciò un pacco per l'editorialista Jim DeFede e disse alla guardia di sicurezza di dire a sua moglie Stephanie che "l'amava", prima di estrarre una pistola e suicidarsi. Il suo suicidio è avvenuto il giorno in cui il settimanale alternativo Miami New Times ha pubblicato dettagli salaci sui presunti affari di Teele, comprese le accuse secondo cui avrebbe fatto sesso con una prostituta transessuale e fatto uso di cocaina. All'epoca Teele era indagato dalle autorità federali per frode e riciclaggio di denaro, con l'accusa di aver preso 59.000 dollari in tangenti, per aiutare un uomo d'affari ad ottenere milioni di dollari in contratti, all'aeroporto internazionale di Miami. Teele è stato sospeso dal suo incarico nel 2004 dal governatore della Florida Jeb Bush, dopo essere stato arrestato per aver tentato di mandare fuori strada un agente di polizia. Teele è stato anche accusato nel dicembre 2004 di dieci capi di risarcimento illegittimo con l'accusa di aver preso 135.000 dollari da TLMC Inc., promettendo che gli sarebbero stati assegnati contratti redditizi per riqualificare i quartieri di Miami. Teele è stato anche dichiarato colpevole nel marzo 2005 per aver minacciato un detective sotto copertura.

Nella seconda metà degli anni 2000 Miami ha visto un vasto boom dell'architettura dei grattacieli, soprannominata "Miami Manhattanization". Ciò includeva la costruzione di molti degli edifici più alti di Miami, con quasi 20 degli edifici più alti delle 25 città con i grattacieli più alti terminati dopo il 2005, il 2008 e il 2007. Questo boom edilizio ha trasformato l'aspetto di Downtown Miami, che ora è considerato uno dei più grandi e magnifici skyline degli Stati Uniti, superato solo da New York e Chicago. Questo boom è rallentato dopo la crisi finanziaria globale del 2008, con alcuni progetti in corso messi in pausa.

Grattacieli in costruzione a Downtown Miami nel 2007

Il Port Miami tunnel che collega Watson Island al Porto di Miami su Dodge Island, costato 700 milioni di dollari, è stato aperto nel 2014.

Negli anni 2010 c'è stato un secondo boom edilizio dei grattacieli.

Proteste per George Floyd a Miami nel giugno 2020

Note

  1. ↑ Wiggins, Larry, The Birth of the City of Miami (PDF), in Tequesta 1995 page 29, HistoryMiami, 1995. URL consultato il 9 febbraio 2014.

Altri progetti