Substrato preellenico

Il termine substrato preellenico o substrato pre-greco si riferisce alla lingua o lingue sconosciute che si presume siano state parlate nella Grecia preistorica prima dell'insediamento nell'area di popolazioni parlanti una lingua proto-ellenica.

Possibili prestiti linguistici "preellenici"

Si è pensato alla possibilità che il greco abbia potuto attingere un certo numero di parole e nomi propri da una tale lingua (o lingue), poiché una parte del suo vocabolario non può essere esaurientemente spiegata come derivante dal protoindoeuropeo o da una qualsiasi altra lingua direttamente attestata.

  1. Nomi personali (per es. Οδυσσεύς, Odysséus)
  2. Teonimi (per es. Ἑρμῆς, Hermès)
  3. Termini marittimi, parole riferite al mare (per es. θάλασσα, thàlassa: "mare")
  4. Parole relative all'agricoltura mediterranea (per es. ἐλαίϝα, elài(w)a: "olivo"; ἄμπελος, àmpelos: "vite")
  5. Parole concernenti dominatori o sovrani, dati dal popolo (per es. Τύραννος, Týrannos: "tiranno")
  6. Tecnologia edile (per es. πύργος, pýrgos: "torre"[1])
  7. Toponimi che includono i gruppi consonantici:

Teorie concernenti il substrato

Varie spiegazioni sono state avanzate per spiegare questi substrati caratteristici. Alcune[2] di queste spiegazioni includono i substrati anatolico, tirsenico e minoico.

Substrato anatolico

È stato proposto un substrato anatolico (forse specificamente il luvio[3]), sulla base di toponimi con gruppi consonantici -ss- e -nd- (corrispondenti a -ss- e -nth- nella Grecia continentale), essendo questo diffuso nell'Anatolia occidentale.

Substrato minoico

L'esistenza di un substrato minoico (eteocretese) venne considerata da Arthur Evans che presumeva un'estesa colonizzazione minoica dell'Egeo, controllata dalla talassocrazia minoica.

Substrato tirsenico

Sulla base delle testimonianze storiche di Tucidide (secondo cui il tirsenico era la lingua parlata ad Atene prima dell'arrivo dei Greci e i Tirreni erano stati successivamente esiliati a Lemno), è stato ipotizzato un legame diretto tra questo ipotetico sostrato e l'iscrizione della Stele di Lemno, appartenente alla medesima famiglia delle lingue tirseniche (che comprende anche l'etrusco e il retico). Tuttavia, numerosi linguisti e storici respingono l'idea che il lemnio rappresenti un sostrato preellenico dell'Attica e dell'Egeo; si ritiene infatti che la presenza di questa lingua a Lemno sia il risultato di un'immigrazione tardiva (intorno all'VIII secolo a.C.) di mercanti o coloni etruschi provenienti dall'Italia, smentendo così il legame filogenetico diretto con le popolazioni indigene della Grecia stanziali prima dell'arrivo della lingua greca.[4]

Altri substrati noti dalle fonti antiche

Già gli autori dell'età classica parlavano di numerosi popoli; per esempio, Omero, riferendosi alla Creta d'età achea, afferma (Odissea, Libro XIX, verso 176) che a Creta abitavano molti popoli dalle molte lingue, passo condiviso anche in Strabone, che elenca:

«Là dimorano gli Achei, là i coraggiosi Eteocretesi, là i Cidoni e i Dori per di più, dalle piume ondeggianti, e gli splendidi Pelasgi.[5]»

I Pelasgi sono identificati da Tucidide con i Tirseni (come già ricordato), mentre nulla sappiamo dei Cidoni e ben poco degli Etocretesi (Dori e Achei sono invece ellenici). Vi è però un'idea di molteplicità di popoli e di lingue in questi passi (come in altri), che lascia sospettare una grande varietà linguistica della Grecia durante la prima età del bronzo, e un lento processo di ellenicizzazione forse responsabile anche della grande varietà di dialetti parlati dalle popolazioni greche in età arcaica e all'inizio dell'età classica. Sempre gli autori antichi parlano anche dei Mini (greco: Μινύες, abitanti delle piccole isole dell'Egeo, in particolare Thera e Lemno, in Beozia e lungo le coste), associati ma, parrebbe, distinti dai Pelasgi, e di altre popolazioni preelleniche come i Feaci e i Liburni (questi ultimi identificabili con una tribù illirica, indoeuropea e affine agli albanesi, stanziati nell'Epiro e a Corfù e altre popolazioni più o meno identificabili come barbare o non greche, ma stanziate in territorio greco anche a causa di penetrazione-immigrazione (Macedoni, Traci, Illiri, Peoni, Frigi, tutti prevalentemente indoeuropei anche se di gruppi linguistici talvolta assai differenti da quello ellenico, come i poco conosciuti Peoni e i Frigi, che parlavano una lingua vagamente imparentata all'armeno, o anche molto simili come i Macedoni). Inoltre, gli Abanti sono descritti da Eschilo e Omero (e successivi mitografi) come Traci ellenizzati abitanti in Eubea e in altre zone dell'Ellade settentrionale.

Un'altra popolazione stanziata in età arcaica in alcune zone della Grecia (sia continentale che insulare) e citata nelle fonti antiche e nella mitologia è quella dei Lelegi, associati da Erodoto (Storie, I, 171) ai Carii anatolici. I Lelegi nella mitologia abitavano sia una parte della Morea pre-Achea (in particolare la Messenia) sia le isole egee sia, infine, la Troade dove li collocò Omero, distinguendoli dai Carii e facendone degli alleati dei Troiani. Nelle fonti ittite sono elencati due popoli, Karkiya o Karkisa e Lulahi che potrebbero essere associati ai Carii (descritti come guerrieri) ed ai Lelegi (caratterizzati come mercanti) senza però chiarire dove fossero stanziati, se non in un generico occidente rispetto all'impero ittita (e quindi tanto sulle odierne coste Turche, dove sono insediati i Carii storici, quanto nell'Egeo).

I Frigi in età omerica presumibilmente abitavano la Tracia e parte della Grecia settentrionale, migrando poi verso il declinante impero ittita che infine conquistarono; esistono comunque diverse parole di probabile origine frigia in Greco, ma tutte dalla possibile comune origine indoeuropea. Ad esempio: anar, 'marito', dal PIE *Hner-, 'uomo', cfr. il greco antico ἀνήρ (anèr) uomo (nel senso di maschio) o marito, albanese njer-i (persona) l'armeno ayr (uomo) e il latino Nero (Nerone, in origine significava uomo, eroe); attagos, 'capra'; balaios, 'largo, veloce'. Si tratterebbe probabilmente però di prestiti che giunsero al greco assieme alle invasioni doriche o poco dopo, sia come superstrato sia come normali prestiti linguistici tra popolazioni (Dori e Frigi) che abitavano molto vicine le une alle altre prima di migrare in direzioni opposte. Diverso potrebbe essere il caso dei Peoni, i cui territori ancestrali potevano essere molto più ampi e comprendere parte della Grecia settentrionale e della Macedonia, riducendosi progressivamente fino a quando, nel corso dell'età ellenistica, furono completamente sottomessi ai Macedoni. La loro lingua è poco conosciuta ma potrebbe essere una forma arcaica di Indoeuropeo, isolata o da porsi in relazione alle lingue luvie ed anatoliche.

In molti miti e storie della Grecia arcaica si incontrano Fenici ed Egizi (come nel mito di fondazione di Tirinto, o in quello di Europa), forse interpretabili come memoria di antichi contatti con il mondo afro-semitico. Tra le popolazioni delle aree elleniche, escluse quelle in Anatolia, parrebbero semite le popolazioni preelleniche di Cipro, mentre nelle fonti classiche si fa menzione di un'altra popolazione (o serie di popolazioni) per il Dodecaneso come i mitologici Telchini (che sono associati anche a Cipro). Va però anche aggiunto che le fonti classiche, che moltiplicano a dismisura il numero dei popoli (e quindi presumibilmente delle lingue) parlate nell'Ellade, potrebbero in realtà riferirsi a tribù o nazioni parlanti la medesima lingua o solo due-tre lingue (per esempio una lingua anatolica nella Grecia continentale pre-Achea, una lingua tirsenica sul continente e sulle isole del Mare Egeo centro-settentrionale, ed una lingua di difficile interpretazione, forse semitica forse tirsenica ma differente, sulle isole meridionali come Creta e il Dodecaneso).

Infine, le lingue di alcune popolazioni, come i Cureti, segnalate da Omero e da altre fonti arcaiche come non-barbare (o comunque sovente associate agli Elleni) potrebbero essere state (come già ipotizzato in età classica) sottogruppi dialettali dello stesso greco non sopravvissuti all'età classica (per esempio, nel caso dei Cureti in Etolia, oppure i Mirmidoni associabili ad un gruppo di Dori, mentre i Dattili potrebbero non essere una popolazione ma un antico termine per definire una gilda di fabbri oppure semplicemente un mito). In questo gruppo andrebbero inseriti anche i Lapiti, che, secondo il mito, vivevano in Tessaglia, e potrebbero essere gli antenati dei Tessali dell'età classica. In questo senso va anche aggiunto che diverse popolazioni (come gli Epiroti), pur elleniche per lingua e cultura, o prossime all'etnia ellenica (come i Macedoni) e con sovrani di origine (mitica) greca, venivano considerate greche solo per convenienza dagli autori ellenici. Abitavano ai margini dell'Ellade classico, probabilmente in territori dal differente sostrato, ma avevano continui rapporti con il mondo ellenico e quindi inserirono nella lingua diversi prestiti; abitano territori oggi considerati propriamente greci, rendendo più complesso comprendere l'origine del substrato tipicamente preellenico.

Note

  1. ↑ Se il substrato è realmente indo-europeo "pyrgos" come pure "Pergamos" può essere correlato al proto-indo-europeo *bhergh- Archiviato il 15 ottobre 2008 in Internet Archive.
  2. ↑ Altre teorie che vanno dal blando (per es. l'egiziano) all'estremo (per es. il proto-turco) sono state proposte, ma sono state poco (o niente) prese in considerazione dalla comunità accademica e come tali non sono menzionate nel corpo principale.
  3. ↑ Alcuni, come Leonard Robert Palmer, vanno oltre suggerendo che la lingua della Lineare A possa essere proprio la luvia, sebbene siano state proposte anche altre interpretazioni d'ambito anatolico.
  4. ↑ (EN) Rex E. Wallace, Italy, Languages of, in Michael Gagarin (a cura di), The Oxford Encyclopedia of Ancient Greece and Rome, I, Oxford, Oxford University Press, 2010, pp. 97-102, DOI:10.1093/acref/9780195170726.001.0001, ISBN 9780195170726.
    «Etruscan origins lie in the distant past. Despite the claim by Herodotus, who wrote that Etruscans migrated to Italy from Lydia in the eastern Mediterranean, there is no material or linguistic evidence to support this. Etruscan material culture developed in an unbroken chain from Bronze Age antecedents. As for linguistic relationships, Lydian is an Indo-European language. Lemnian, which is attested by a few inscriptions discovered near Kamania on the island of Lemnos, was a dialect of Etruscan introduced to the island by commercial adventurers. Linguistic similarities connecting Etruscan with Raetic, a language spoken in the sub-Alpine regions of northeastern Italy, further militate against the idea of eastern origins»
    .
  5. ↑ Edizione della libreria classica Loeb.

Bibliografia

  • (EN) Robert S. P. Beekes, Pre-Greek. Phonology, Morphology, Lexicon, Leida, Brill, 2014.
  • (ES) José Miguel Jiménez Delgado, Préstamos anatolios en griego antiguo, in «Estudios Clásicos» 133, 2008, pp. 7–32.
  • (DE) Alfred Heubeck, Praegraeca. Sprachliche Untersuchungen zum vorgriechisch-indogermanischen Substrat, Erlangen, Universitätsbund Erlangen, 1961; recensione: A. J. Beattie, The Classical Review, 1963.
  • (DE) Lothar Willms, «Äußere Sprachgeschichte des Griechischen», cap. 3 di Klassische Philologie und Sprachwissenschaft, Gottinga, Vandenhoeck & Ruprecht, 2013, pp. 140-208, in part. 147-155.

Voci correlate

Collegamenti esterni

  • (EN) Prestiti preellenici nel nuovo dizionario etimologico del greco antico (Beekes), su ieed.nl.