Syngnathus typhle

Pesce ago cavallino
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
SuperclasseGnathostomata
ClasseActinopterygii
OrdineSyngnathiformes
SottordineSyngnathoidei
FamigliaSyngnathidae
SottofamigliaSyngnathinae
GenereSyngnathus
SpecieS. typhle
Nomenclatura binomiale
Syngnathus typhle
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Siphonostoma rondeletii
(Delaroche, 1809)
(errore ortografico)
Siphonostoma typhle
(Linnaeus, 1758)
(errore ortografico)
Siphostoma typhle
(Linnaeus, 1758)
Syphostoma typhle
(Linnaeus, 1758)
(errore ortografico)
Syngnathus argentatus
Pallas, 1814
Syngnathus pelagicus Risso, 1810
(sinonimo ambiguo)
Syngnathus ponticus Pallas, 1814
Syngnathus pyrois Risso, 1827
Syngnathus rondeletii
Delaroche, 1809
Syngnathus rotundatus
Michahelles, 1829
Syngnathus thyphle Linnaeus, 1758
(errore ortografico)
Syngnathus typhle argentatus
Pallas, 1814
Syngnathus typhle rondeleti
Delaroche, 1809
Syngnathus typhle rotundatus
Michahelles, 1829
Syngnathus typhle typhle
Linnaeus, 1758
Syngnathus viridis Risso, 1810
Syphonostoma typhle
(Linnaeus, 1758)
Tiphle hexagonus
Rafinesque, 1810
[2][3]

Syngnathus typhle (Linnaeus, 1758), conosciuto comunemente come pesce ago cavallino[4], è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Syngnathidae, nonché specie tipo del genere Syngnathus[5].

Distribuzione e habitat

Questa specie è diffusa con varie sottospecie nell'Atlantico orientale tra la Spagna meridionale e il sud della Norvegia, nel mar Baltico, nel Mar Mediterraneo, nel Mar Nero e nel mar d'Azov[1].

Si tratta di una specie strettamente costiera che può raggiungere eccezionalmente i 20 metri di profondità[6], molto legata alle praterie di fanerogame marine come Zostera o, nel Mediterraneo, Posidonia oceanica[1]. Mostra una certa eurialinità[7] ed è in grado di colonizzare le lagune costiere con una buona copertura vegetale[1].

Descrizione

S. typhle ha corpo sottile sebbene più alto che negli altri Syngnathus, l'altezza del corpo decresce gradualmente assottigliandosi verso la parte posteriore[7]. La caratteristica più evidente della specie è il muso che ha la stessa altezza del corpo[8], è carenato superiormente e non tubulare come negli altri membri del genere ed ha altezza quasi uniforme[9]. La bocca, posta all'estremità del muso, è molto obliqua, quasi verticale[7]. L'occhio ha diametro minore dell'altezza del muso. Gli anelli ossei sul corpo tipici dei Syngnathidae sono in numero di 16-20 anteriori all'apertura anale e 31-38 posteriori alla stessa. La pinna dorsale è più breve della testa e spesso anche più breve del muso, è posta su 7-9 anelli. La pinna caudale è piccola, con 10 raggi e può essere rotondeggiante o spigolosa[9]; le pinne pettorali e la pinna anale sono poco sviluppate[7], mentre le pinne ventrali mancano del tutto[9]. Nella parte posteriore ventrale del maschio sono presenti due pieghe cutanee che fungono da tasca incubatrice[8].

La colorazione è molto variabile, ma sempre altamente mimetica[9]. Di solito è brunastra, grigio bruna, verde o olivacea con piccole macchie irregolari verticali scure, poste soprattutto sul muso, che imitano simili macchiette presenti sulle foglie morte di Posidonia oceanica. I giovani sono spesso macchiettati di chiaro[8].

La taglia massima raggiunge i 35 cm[6].

Biologia

Riproduzione

Come nella generalità dei Syngnathidae, le uova vengono incubate dal maschio in una borsa incubatrice ventrale. Il corteggiamento viene effettuato dalla femmina, in risposta il maschio effettua un movimento vibrante, quindi la femmina depone da 1 a 20 uova nella tasca incubatrice del compagno; il tutto dura da 2 a 20 secondi. I maschi portano le uova da marzo a luglio, gli embrioni rimangono nella tasca incubatrice fino a ottobre. Le uova misurano da 1,98 a 2,49 mm e sono di color giallo arancio. Le larve all'uscita dalla tasca incubatrice misurano da 20 a 25 mm[9].

Alimentazione

La dieta si basa su piccoli invertebrati bentonici, soprattutto crostacei anfipodi, isopodi, copepodi e misidi. Secondariamente può nutrirsi anche di crostacei planctonici e di piccoli pesci[10].

Predatori

Tra i predatori noti vi è Eutrigla gurnardus[11].

Tassonomia

S. typhle viene suddiviso in quattro sottospecie a seconda della distribuzione geografica:

  • Syngnathus typhle typhle, pesce ago cavallino atlantico, presente nell'oceano Atlantico. Il muso è di colorazione uniforme e non presenta le ramificazioni della sottospecie rondeleti. Lungo fino a 25 centimetri;
  • Syngnathus typhle rondeleti, pesce ago cavallino mediterraneo, mar Mediterraneo e mar Nero. Il muso è largo e di altezza uniforme. Fino a 35 centimetri.
  • Syngnathus typhle rotundatus, mar Adriatico settentrionale, col muso più sottile di S. rondeleti;
  • Syngnathus typhle argentatus, mar Nero, col muso più sottile di S. rondeleti[9].

Pesca

Si può catturare con retini a mano, ma non ha alcun valore né alimentare né commerciale[7].

Conservazione

La specie non viene pescata e ha un ampio areale. Si tratta di un animale strettamente legato alle praterie marine e il degrado di questo habitat potrebbe metterlo in pericolo. Le popolazioni hanno mostrato un lieve decremento negli anni, ma non sufficiente all'inserimento della specie in una categoria di minaccia, per cui la IUCN la classifica come "a rischio minimo"[1].

Note

  1. 1 2 3 4 5 IUCN
  2. ↑ Syngnathus typhle, su fishbase.de. URL consultato il 30 giugno 2026.
  3. ↑ Syngnathus typhle, su marinespecies.org. URL consultato il 30 giugno 2026.
  4. ↑ (Decisione Delegata (UE) 2019/910 della Commissione del 13 marzo 2019 - G.U. dell’Unione europea del 04/06/2019 - L 145 pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana 2a Serie speciale - n. 59 del 01/08/2019)
  5. ↑ WoRMS
  6. 1 2 FishBase
  7. 1 2 3 4 5 Costa, 1991, pp. 204-205
  8. 1 2 3 Louisy, 2006, p. 369
  9. 1 2 3 4 5 6 Tortonese, 1975, pp. 454-459
  10. ↑ Food items reported for Syngnathus typhle - FishBase
  11. ↑ Organisms preying on Syngnathus typhle - FishBase

Bibliografia

  • Enrico Tortonese, Osteichthyes: pesci ossei, collana Fauna d'Italia, vol. 1, Bologna, Calderini, 1975, ISBN 9788870190977.
  • Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Mursia, 1991, ISBN 9788842510031.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Egidio Trainito, Trezzano sul Naviglio, Il Castello, 2006, ISBN 888039472X.

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