T48 (cacciacarri)

T48 Gun Motor Carriage
Un T48 GMC esposto sulla collina Poklonnaja a Mosca
Descrizione
Tipocacciacarri
Equipaggio5
ProgettistaAberdeen Proving Ground
CostruttoreDiamond T Motor Car Co.
Data impostazione1940-1941
Utilizzatore principalevedi utilizzatori
Esemplari962
Sviluppato dalsemicingolato M3 Half-track e cannone anticarro 57 mm M1
Dimensioni e peso
Lunghezza6,40 m
Larghezza2,16 m
Altezza2,13 m
Peso9,45 t
Capacità combustibile230 l
Propulsione e tecnica
MotoreWhite 160AX, 6.330 cc, sei cilindri, benzina
Potenza128 hp (95 kW)
Rapporto peso/potenza15,8 hp/t
Trazionesemicingolato
Prestazioni
Velocità max72 km/h
Autonomia240 km
Armamento e corazzatura
Armamento primario1 × 57 mm M1
Corazzaturascafo: 6 mm

parabrezza e scudatura: 12,7 mm

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Il T48 Gun Motor Carriage era un semovente anticarro prodotto dalla Diamond T nel 1943 per gli Stati Uniti d'America. Il progetto incorporava un cannone da 57 mm M1, versione di produzione americana dell'Ordnance QF 6 lb britannico, installato su un semicingolato M3 Half-track.

Tra il 1942 e il 1943 vennero prodotti 962 veicoli. Originariamente questi erano tutti destinati ai britannici in base alla legge degli affitti e prestiti, ma non arrivarono in tempo a causa della fine della campagna del Nordafrica. Inoltre stavano entrando in servizio i cacciacarri M10 Wolverine con cannone da 3 pollici (e successivamente, per in britannici, con cannone da 17 libbre). Di conseguenza, gli inglesi trattennero 30 T48, mentre ne trasferirono 650 all'Unione Sovietica e i rimanenti agli statunitensi; a eccezione di uno di questi ultimi, tutti gli esemplari inglesi e americani vennero riconvertiti in M3 standar.

I sovietici ridenominarono il mezzo SU-57, utilizzandolo nell'Operazione Bagration e in altri teatri del Fronte Orientale.

Tecnica

Il T48 era lungo 6,4 m, largo 2,16 m e alto 2,1 m, con un interasse di 3,44 m e un peso di 9,45 t[1]. Le sospensioni erano a balestra sulle ruote anteriori e a molloni verticali sui cingoli. La velocità massima era di 72 km/h e l'autonomia di 240 km con un serbatoio da 230 l. Il mezzo era motorizzato con un White 160AX esacilindrico a benzina da 6.330 centimetri cubi[2], erogante 128 hp[3] (rapporto potenza-peso 15,8 hp/t), con rapporto di compressione 6:3:1. Lo scafo era costituito da piastre blindate da 6-12 mm di spessore[1] ed era armato con un impianto singolo da 57 mm M1 con 99 colpi di riserva[4]. L'equipaggio era costituito da cinque militari: capocarro, artiglierie, servente, conduttore e operatore radio[5].

Sviluppo

T48 esposto nel museo dell'esercito polacco.

Il T48 prese origine da un requisito anglo-americano per un semovente anticarro da 6 libbre[6], che venne soddisfatto installando un cannone da 57 mm M1, versione prodotta su licenza negli Stati Uniti del pezzo inglese British Ordnance QF 6-pounder, sul vano di combattimento di un semicingolato M3. Un primo lotto venne ordinato in aprile del 1942[7]. Tuttavia gli americani abbandonarono il progetto in favore dell'M10 Wolverine[8], destinando i T48 al programma affitti e prestiti[7].

Il primo prototipo venne realizzato presso l'Aberdeen Proving Ground a maggio del 1942. La bocca da fuoco da 57 mm M1 venne installata su un affusto elastico M12 e incavalcato su un piedistallo tubolare, presto sostituito da una struttura conica designata "57 mm Gun Mount T5". L'arma brandeggiava su 55° nell'arco frontale, con una elevazione da +15° a -5°. Il prototipo montava una canna da 43 calibri Mark III inglese, mentre i modelli di serie avrebbero montato la canna da 50 calibri dell'M1 americano. Venne modificato anche il sistema di rizzaggio della canna in posizione di marcia[9][10].

Il progetto originale prevedeva la scudatura del T44 57 mm Gun Motor Carriage, ma dopo i primi test venne sostituito da un nuovo scudo in acciaio temprato, spesso 1,6 cm sul frontale e 6 mm sui lati e superiormente. Lo scudo si estendeva sopra l'equipaggio con una sagoma relativamente bassa di solo 2,3 m[9]. In base all'esperienza con l'M3 Gun Motor Carriage durante la campagna delle Filippine, vennero installati fanali smontabili per evitarne il danneggiamento durante il fuoco[11][12]. La versione definitiva venne accettata per la produzione in serie nel 1942[7][10].

Impiego operativo

Un T48 nel museo dei mezzi corazzati di Kubinka.

Le consegne del T48 furono effettuate tra il 1942 e il 1943, con 50 mezzi nel primo anno, seguiti da altri 912 nel 1943. I britannici acquisirono tutta la produzione, con l'intenzione di impiegarla nella campagna del Nordafrica. Quando i veicoli giunsero in teatro nell'estate del 1943, la campagna era ormai conclusa e, inoltre, il calibro 57 mm era stato ormai surclassato dal 75 mm americano e dal 17 libbre inglese. I semoventi vennero quindi immediatamente ceduti all'Unione Sovietica, che ricevette 650 mezzi[2][13] designati SU-57 (Samokhodnaya ustanovka 57). Un piccolo lotto venne poi ceduto all'esercito popolare polacco[7][14][15].

Dei mezzi rimanenti, 30 semoventi accettati dagli inglesi e 282 dagli americani, che li riconvertirono in semoventi da trasporto standard M3A1 nel 1944[5][13][16]. La conversione ebbe luogo nel Chester Tank Depot[17]. Anche la Wehrmacht utilizzò alcuni T48 di preda bellica[7].

I sovietici li impiegarono sul fronte orientale, soprattutto durante l'Operazione Bagration, con la 16ª Brigata anticarro separata durante l'offensiva sul fiume Dnepr, con la 19ª Brigata durante la battaglia del fiume Baranow in agosto 1944 e con la 22ª Brigata di artiglieria anticarro. Alcune di queste unità presero parte alle offensive su Berlino e Praga. L'esercito popolare polacco assegnò i cacciacarri alla 7ª Batteria di artiglieria semovente, a supporto degli attacchi sovietici in Germania e Polonia[18].

Nell'Armata Rossa, i veicoli vennero assegnati in numero di 60 per brigata. Durante l'attacco, i veicoli erano usati per il supporto mobile di fuoco, schierati dietro alla fanteria, solitamente in posizione "scafo sotto" dietro una cresta o una collina[19].

Utilizzatori

Germania (bandiera) Germania
  • Unità della Wehrmacht operarono con un piccolo numero di cacciacarri di preda bellica catturati a inglesi e russi[7].
Polonia (bandiera) Polonia
Unione Sovietica
Regno Unito (bandiera) Regno Unito
Stati Uniti (bandiera)
  • L'U.S. Army utilizzò i cacciacarri ricovertiti in M3A1 da trasporto nel 1944[13]. Un esemplare venne integrato come cacciacarri[5].

Note

  1. 1 2 Berndt (1993), p. 152.
  2. 1 2 Hogg (1980), p. 94.
  3. ↑ Berndt (1994), p. 34.
  4. ↑ TM 9-2800: Standard Military Motor Vehicles, su lonesentry.com, United States War Department Technical Manual, 2005. URL consultato il 7 luglio 2026.
  5. 1 2 3 Doyle (2013), pp. 227–228.
  6. ↑ Chamberlain & Ellis (1969), p. 191.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 8 Zaloga (2004), pp. 35–36.
  8. ↑ Zaloga (2012), pp. 4–5.
  9. 1 2 Hunnicutt (2001), pp. 106–107
  10. 1 2 Mesko (1996), p. 24.
  11. ↑ Hunnicutt (2001), p. 98.
  12. ↑ Mesko (1996), p. 22.
  13. 1 2 3 4 Ness (2002), p. 193.
  14. ↑ Kinard (2007), p. 297.
  15. ↑ Green (2014), p. 214.
  16. ↑ Rottman (2012), p. 30.
  17. 1 2 Hunnicutt (2001), p. 109.
  18. ↑ Zaloga (1994), p. 36.
  19. ↑ Dunn (1995), pp. 85–86
  20. ↑ Green (2013)

Bibliografia

  • Berndt, Thomas (1993). Standard Catalog of U.S. Military Vehicles, 1940–1965. Iola, WI: Krause Publications. ISBN 0-87341-223-0
  • Berndt, Thomas (1994). American Tanks of World War II. Minnesota, MN: MBI Publishing Company. ISBN 0-87938-930-3
  • Chamberlain, Peter; Ellis, Chris (1969). British and American Tanks of World War II. New York, NY: Arco Publishing Inc. ISBN 0-668-01867-4
  • Doyle, David (2011). Standard Catalog of U.S. Military Vehicles. (2nd Edition). Iola, WI: Krause Publications. ISBN 1-4402-2572-9
  • Dunn, Walter S. (1995). The Soviet Economy and the Red Army, 1930–1945. Santa Barbara, CA: Greenwood Publishing Group. ISBN 0-275-94893-5
  • Green, Michael (2013). Russian Armour in the Second World War: Rare Photographs from Wartime Archives: London, UK. Pen and Sword. ISBN 1-4738-2980-1
  • Green, Michael (2014). American Tanks and AFVs of World War II. Oxford, UK: Osprey Publishing. ISBN 1-78200-931-0
  • Hogg, Ian V.; Weeks, John S. (1980). The Illustrated Encyclopedia of Military Vehicles. Englewood Cliffs, NJ: Prentice-Hall. ISBN 0-13-450817-3
  • Hunnicutt, R. P. (2001) Half-Track: A History of American Semi-Tracked Vehicles. Navato, CA: Presidio Press. ISBN 0-89141-742-7
  • Kinard, Jeff (2007). Artillery: An Illustrated History of Its Impact. Santa Barbara, CA: ABC-CLIO. ISBN 1-85109-556-X
  • Mesko, Jim (1996). M3 Half-tracks in Action. Carrollton, TX: Squadron/Signal Publications. ISBN 0-89747-363-9
  • Ness, Leland S. (2002). Jane's World War II Tanks and Fighting Vehicles. New York, NY: HarperCollins. ISBN 0-00-711228-9
  • Rottman, Gordon L. (2012). World War II US Armored Infantry Tactics. Oxford, UK and New York, NY: Osprey Publishing. ISBN 978-1-78096-083-8
  • Zaloga, Steven J. (1994). M3 Infantry Half-Track 1940–1973. New Vanguard. Oxford, UK: Osprey Publishing. ISBN 1-85532-467-9
  • Zaloga, Steven J. (2012). M10 and M36 Tank Destroyers 1942–53. Oxford, UK: Osprey Publishing. ISBN 978-1-78200-237-6

Voci correlate