Targa Florio
| Targa Florio | |
|---|---|
| Altri nomi | (SCN) Targa Floriu |
| Sport | |
| Tipo | Gara individuale |
| Paese | |
| Luogo | Sicilia |
| Cadenza | annuale |
| Storia | |
| Fondazione | 1906 |
| Soppressione | 1977 |
| Numero edizioni | 61 |
| Ultimo vincitore | |
La Targa Florio fu una competizione automobilistica su strada disputata in Sicilia dal 1906 al 1977, ideata e finanziata dall'imprenditore Vincenzo Florio jr. Considerata una delle più prestigiose e impegnative corse automobilistiche del XX secolo, si svolse lungo i tortuosi circuiti stradali delle Madonie, contribuendo in modo determinante allo sviluppo tecnico e sportivo dell'automobilismo internazionale.
Nel corso della sua storia la competizione assunse un ruolo di primo piano nel panorama motoristico mondiale, entrando a far parte in diverse occasioni del Campionato mondiale Sport Prototipi e attirando le principali case costruttrici e alcuni dei più importanti piloti dell'epoca.
L'edizione del 1977 fu l'ultima disputata come gara internazionale di velocità su strada. L'anno successivo, in seguito all'evoluzione delle normative sportive e all'impossibilità di adeguare il circuito agli standard di sicurezza richiesti dalla Federazione Internazionale dell'Automobile, la manifestazione venne trasformata nel Rally Targa Florio, che ne ha ereditato il nome, la numerazione progressiva delle edizioni e la tradizione sportiva.
Insieme alla Mille Miglia rappresenta una delle più celebri corse automobilistiche italiane e, con la Carrera Panamericana, è considerata una delle più importanti competizioni automobilistiche su strada della storia.
Storia
Origini

La Targa Florio fu ideata, finanziata e organizzata dall'imprenditore palermitano Vincenzo Florio jr,[2] appartenente alla celebre famiglia Florio, insieme ad altri esponenti dell'aristocrazia e dell'imprenditoria siciliana, accomunati dall'interesse per il nascente automobilismo. Florio era già noto nell'ambiente sportivo per aver preso parte ad alcune competizioni automobilistiche dei primi anni del Novecento e per aver istituito, nel 1905, la Coppa Florio, disputata nei pressi di Brescia.[3]
La prima edizione si svolse il 6 maggio 1906, dando vita a quella che sarebbe divenuta una delle più celebri competizioni automobilistiche della storia. Sin dall'esordio la manifestazione attirò l'attenzione del pubblico e della stampa internazionale e fu documentata dal pioniere del cinema Raffaello Lucarelli, autore delle prime riprese cinematografiche della corsa.[4]
Madonie

La competizione si disputò complessivamente in 61 edizioni, dal 1906 al 1977, interrompendosi soltanto durante i due conflitti mondiali. Teatro della corsa furono quasi sempre le strade della Sicilia e, in particolare, i tortuosi percorsi delle Madonie, che ne costituirono l'elemento più caratteristico. Soltanto in alcune occasioni la gara venne inserita nel Giro di Sicilia, estendendo il percorso all'intero periplo dell'isola, mentre tra il 1937 e il 1940 fu trasferita sul circuito del Parco della Favorita di Palermo.[5]
Le caratteristiche del tracciato — caratterizzato da carreggiate strette, continui saliscendi, centinaia di curve e forti variazioni altimetriche — resero la Targa Florio una delle gare più impegnative del panorama automobilistico internazionale. La competizione divenne rapidamente un banco di prova privilegiato per piloti e costruttori, contribuendo allo sviluppo tecnico delle vetture sportive e consolidando il prestigio internazionale dell'automobilismo italiano.
Affermazione internazionale

Nel corso dei decenni la Targa Florio vide la partecipazione delle principali case automobilistiche europee, tra cui Alfa Romeo, Bugatti, Maserati, Ferrari, Porsche, Lancia, Mercedes-Benz, Abarth e Autobianchi, oltre ad alcuni dei più grandi piloti della storia dell'automobilismo.
Nel 1955 e, successivamente, dal 1958 al 1973, la manifestazione entrò stabilmente a far parte del Campionato mondiale Sport Prototipi, raggiungendo il massimo prestigio sportivo internazionale e diventando uno degli appuntamenti più importanti della stagione automobilistica mondiale.
L'unica eccezione al formato tradizionale della competizione fu rappresentata dall'edizione del 1957, disputata come prova di regolarità anziché di velocità. La decisione venne assunta all'indomani della tragedia di Guidizzolo, che aveva determinato la soppressione della Mille Miglia, consentendo comunque di preservare la continuità della manifestazione.
Sicurezza e declino

Come tutte le grandi competizioni automobilistiche su strada, anche la Targa Florio fu interessata da incidenti talvolta gravi. Tra gli episodi più noti figura la morte del conte Giulio Masetti, avvenuta durante l'edizione del 1926, quando la sua Delage uscì di strada nel corso del primo giro.
Per molti decenni, tuttavia, la corsa mantenne un bilancio relativamente contenuto di incidenti mortali tra i concorrenti, tanto che il successivo decesso di un pilota si verificò soltanto nel 1971, quando Fulvio Tandoi perse la vita in seguito all'uscita di strada della propria Alpine A110.
Nel frattempo, però, la rapida evoluzione tecnica delle vetture Sport Prototipo rese progressivamente inadeguato il circuito delle Madonie, progettato in un'epoca in cui le automobili raggiungevano velocità assai inferiori. L'aumento delle prestazioni, la conformazione del tracciato e la crescente presenza di pubblico lungo il percorso resero sempre più difficile garantire gli standard di sicurezza richiesti dalla Federazione Internazionale dell'Automobile.
L'edizione del 1973, caratterizzata da numerosi incidenti, segnò di fatto la conclusione della Targa Florio quale prova valida per il Campionato mondiale Sport Prototipi.
Ultima edizione
La competizione proseguì ancora per tre anni come gara nazionale. La sua conclusione definitiva giunse il 15 maggio 1977, durante la 61ª edizione, quando l'Osella-BMW di Gabriele Ciuti uscì di strada nei pressi del rettilineo di Buonfornello, investendo alcuni spettatori. L'incidente provocò la morte di due persone e il ferimento di altre tre, compreso il pilota. La gara venne immediatamente sospesa e la classifica fu stilata sulla base dei risultati maturati al termine del quarto degli otto giri previsti.
L'episodio sancì la definitiva conclusione della Targa Florio come competizione internazionale di velocità su strada, analogamente a quanto era accaduto vent'anni prima alla Mille Miglia.
Continuità nel rally
A partire dal 1978 la manifestazione venne trasformata nel Rally Targa Florio, che ne conservò il nome, la numerazione progressiva delle edizioni e il patrimonio storico e sportivo. Pur svolgendosi secondo un diverso regolamento, il rally è oggi considerato l'erede diretto della competizione ideata da Florio jr e continua a disputarsi sulle strade della Sicilia.
Nel 2016 si svolse la 100ª edizione della manifestazione, celebrando oltre un secolo di storia dell'automobilismo internazionale.[6]
Percorso
Nel corso della sua storia la Targa Florio si disputò su diversi tracciati stradali, modificati in funzione delle condizioni della rete viaria, delle esigenze organizzative e dell'evoluzione tecnica delle vetture. I principali furono il Grande, il Medio e il Piccolo circuito delle Madonie; in alcune edizioni la corsa si svolse invece lungo il periplo dell'isola, in abbinamento al Giro di Sicilia, mentre dal 1937 al 1940 fu trasferita nel Parco della Favorita di Palermo.
Grande circuito delle Madonie
Il Grande circuito delle Madonie, lungo originariamente 148,823 km, partiva dalla contrada Pistavecchia, nel territorio di Campofelice di Roccella, e attraversava Cerda, Caltavuturo, Castellana Sicula, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Geraci Siculo, Castelbuono, Isnello e Collesano, prima di ritornare al punto di partenza.[7]
Il tracciato fu utilizzato nelle prime sei edizioni della Targa Florio, dal 1906 al 1911. Venne nuovamente impiegato nel 1931, quando un'alluvione verificatasi durante l'inverno precedente rese impraticabile il Medio circuito. In tale occasione il percorso fu ridotto a 146 km.
Medio circuito delle Madonie
Il Medio circuito delle Madonie, della lunghezza di 108 km, partiva da Cerda e attraversava Caltavuturo, Polizzi Generosa, Collesano e Campofelice di Roccella, prima di fare ritorno a Cerda.[8]
Fu utilizzato per dodici edizioni consecutive, dal 1919 al 1930, e rappresentò il principale tracciato della competizione nel periodo compreso tra la fine della prima guerra mondiale e l'introduzione del Piccolo circuito.
Piccolo circuito delle Madonie

Il Piccolo circuito delle Madonie, lungo 72 km, aveva partenza e arrivo presso le tribune di Cerda. Il percorso attraversava il centro abitato di Cerda, Portella di Cascio, Portella di Sette Frati, Ponte Salito, il bivio di Caltavuturo, Scillato, il bivio di Polizzi Generosa, Collesano, Campofelice di Roccella e Buonfornello, prima di tornare alle tribune.
Fu il tracciato maggiormente utilizzato nella storia della Targa Florio: vi si disputarono complessivamente 32 edizioni, dal 1932 al 1936 e, dopo la seconda guerra mondiale, dal 1951 al 1977. La sua conformazione, caratterizzata da numerosi dislivelli, carreggiate strette e centinaia di curve, contribuì in misura determinante alla notorietà internazionale della competizione.
Circuito del Parco della Favorita
Tra il 1937 e il 1940 la Targa Florio fu trasferita nel Parco della Favorita di Palermo, su un circuito ricavato lungo i viali interni dell'area.[5]
Il tracciato misurava 5,260 km nel 1937, 5,720 km nel 1938 e 5,700 km nelle edizioni del 1939 e del 1940. Nel 1938, in seguito al dibattito sulla sicurezza delle corse stradali riaperto dagli incidenti verificatisi alla Mille Miglia, gli organizzatori vietarono i sorpassi in uno dei tratti più stretti del percorso.
Giro di Sicilia
In sei edizioni la Targa Florio fu abbinata al Giro di Sicilia e si svolse lungo un percorso che interessava gran parte dell'isola. Ciò avvenne dal 1912 al 1914 e dal 1948 al 1950.
Nel primo triennio il percorso, lungo circa 1050 km, partiva da Palermo e procedeva in senso orario attraverso Cefalù, Messina, Catania, Siracusa, Noto, Vittoria, Girgenti, l'odierna Agrigento, Castelvetrano, Mazara del Vallo, Marsala e Trapani, per concludersi nuovamente a Palermo.
Nel triennio 1948-1950 l'itinerario, esteso per circa 1080 km, venne percorso in senso antiorario: da Palermo attraversava Trapani, Marsala, Castelvetrano, Sciacca, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Gela, Ragusa, Noto, Siracusa, Catania, Messina e Cefalù, prima di raggiungere il traguardo nel capoluogo siciliano.
Le edizioni del 1913 e del 1914 furono articolate in due tappe. Nel 1913 si disputarono le frazioni Palermo-Girgenti e Girgenti-Palermo, mentre nel 1914 il percorso fu suddiviso nelle tappe Palermo-Siracusa e Siracusa-Palermo.
Negli anni successivi il Giro di Sicilia continuò a essere organizzato come manifestazione autonoma, senza essere abbinato alla Targa Florio.
Record dei circuiti
I tempi registrati sui diversi percorsi non sono direttamente confrontabili, poiché la lunghezza, il numero dei giri, le caratteristiche stradali e i regolamenti variarono considerevolmente nel corso della storia della competizione.
| Circuito | Primato | Anno | Pilota o equipaggio | Vettura | Prestazione |
|---|---|---|---|---|---|
| Grande circuito (148,823 km) |
Distanza | 1908 | Vincenzo Trucco | Isotta Fraschini 50 HP | 446,469 km in 7 h 49 min 26,6 s media: 57,063 km/h |
| Giro | 1908 | Felice Nazzaro | FIAT NB.4 130.8/50 HP | 2 h 33 min 03 s media: 58,342 km/h | |
| Grande circuito ridotto (146 km) |
Distanza | 1931 | Tazio Nuvolari | Alfa Romeo 8C 2300 | 584 km in 9 h 00 min 27 s media: 64,834 km/h |
| Giro | 1931 | Achille Varzi | Bugatti Type 51 | 2 h 03 min 54,8 s media: 70,694 km/h | |
| Medio circuito (108 km) |
Distanza | 1930 | Achille Varzi | Alfa Romeo P2 | 540 km in 6 h 55 min 17 s media: 78,019 km/h |
| Giro | 1930 | Achille Varzi | Alfa Romeo P2 | 1 h 21 min 21,6 s media: 79,646 km/h | |
| Piccolo circuito (72 km) |
Distanza | 1972 | Arturo Merzario e Sandro Munari | Ferrari 312 PB | 792 km in 6 h 27 min 48 s media: 122,537 km/h |
| Giro in prova | 1973 | Arturo Merzario | Ferrari 312 PB | 33 min 38,5 s media: 128,412 km/h | |
| Giro in gara | 1970 | Leo Kinnunen | Porsche 908/3 | 33 min 36 s media: 128,571 km/h | |
| Favorita (5,260 km) |
Distanza | 1937 | Francesco Severi | Maserati 6CM | 315,600 km in 2 h 55 min 49 s media: 107,703 km/h |
| Giro | 1937 | Giovanni Rocco | Maserati 6CM | 2 min 35,6 s media: 121,696 km/h | |
| Favorita (5,720 km) |
Distanza | 1938 | Giovanni Rocco | Maserati 6CM | 171,600 km in 1 h 30 min 04,6 s media: 114,302 km/h |
| Giro | 1938 | Aldo Marazza | Maserati 6CM | 2 min 52 s media: 119,720 km/h | |
| Favorita (5,700 km) |
Distanza | 1940 | Luigi Villoresi | Maserati 4CL | 228 km in 1 h 36 min 08,6 s media: 142,287 km/h |
| Giro | 1940 | Luigi Villoresi | Maserati 4CL | 2 min 19,4 s media: 147,202 km/h | |
| Giro di Sicilia (1050 km) |
Distanza | 1914 | Ernesto Ceirano | SCAT 22/32 HP | 16 h 51 min 31,6 s media: 62,282 km/h |
| Giro di Sicilia (1080 km) |
Distanza | 1948 | Clemente Biondetti e Igor Troubetzkoy | Ferrari 166 S | 12 h 10 min 00 s media: 88,767 km/h |
Albo d'oro
Nel corso della sua storia la Targa Florio si disputò in 61 edizioni tra il 1906 e il 1977. La competizione non ebbe luogo dal 1915 al 1918 a causa della prima guerra mondiale, dal 1941 al 1947, prima per la seconda guerra mondiale e successivamente per le difficoltà organizzative del dopoguerra.
Nel corso dei suoi oltre settant'anni di storia la gara vide affermarsi alcuni tra i più importanti piloti e costruttori dell'automobilismo mondiale. Tra i concorrenti più vittoriosi figurano Nino Vaccarella, Umberto Maglioli, Tazio Nuvolari, Meo Costantini e Albert Divo, mentre tra le case automobilistiche si distinsero soprattutto Porsche, Alfa Romeo, Ferrari, Bugatti, Maserati e Lancia.
Partecipazione femminile

Fin dalle prime edizioni la Targa Florio vide, seppur sporadicamente, la presenza di equipaggi femminili, circostanza piuttosto rara nell'automobilismo dei primi decenni del Novecento. Già nell'edizione inaugurale del 1906 Madame Le Blon prese parte alla competizione in qualità di meccanico di bordo del marito Hubert Le Blon, figurando tra le prime donne coinvolte nella storia della manifestazione.[7]
Negli anni 1920 debuttarono come piloti alcune delle più importanti protagoniste dell'automobilismo internazionale, tra cui Maria Antonietta Avanzo, Eliška Junková e Margot von Einsiedel, contribuendo ad affermare una presenza femminile, seppur ancora limitata, nelle competizioni su strada.
Nel secondo dopoguerra la partecipazione delle donne divenne progressivamente più frequente. Presero parte alla Targa Florio, tra le altre, Maria Teresa de Filippis, Ada Pace, Isabella Taruffi, Elisa Angelini Rota, Susanna Baumann, Piera Bertoletti, Eloisa Segafredo, Anna Vasaturo e Anna Maria Peduzzi. Negli anni 1970 gareggiarono inoltre Marie-Claude Beaumont, Pat Moss, Christine Beckers, Anna Cambiaghi, Serena Pittoni, Rosadele Facetti, Gabrielle Koenig, Rosanna Studer e Giuseppina Gagliano.
Tra tutte le concorrenti, i risultati più significativi furono ottenuti da Ada Pace, pilota torinese che partecipò a sette edizioni consecutive, dal 1957 al 1963, al volante di vetture Alfa Romeo, OSCA e Abarth-Simca. Nell'edizione del 1960 conquistò la vittoria della categoria Sport 1100 con una OSCA, classificandosi inoltre all'undicesimo posto assoluto, risultato che la vide precedere numerosi equipaggi ufficiali e che rappresenta una delle migliori prestazioni mai conseguite da una donna nella storia della Targa Florio.[1]
Primati e statistiche
Le statistiche riportate di seguito si riferiscono alle sessanta edizioni della Targa Florio disputate come gara di velocità tra il 1906 e il 1977; non sono pertanto compresi i risultati dell'edizione del 1957, corsa eccezionalmente come prova di regolarità.
Piloti
Plurivincitori



La seguente tabella riporta i piloti che conseguirono almeno una vittoria assoluta nella Targa Florio, indicando anche i secondi e terzi posti ottenuti e i giri più veloci fatti registrare in gara. L'ordinamento segue, nell'ordine, il numero di vittorie, di secondi posti, di terzi posti e di giri veloci; in caso di ulteriore parità è adottato il criterio alfabetico.
| Pos. | Pilota | Primi posti |
Secondi posti |
Terzi posti |
Giri veloci |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 3 | 1 | 1 | 0 | |
| 2 | 3 | 0 | 2 | 2 | |
| 3 | 3 | 0 | 1 | 1 | |
| 4 | 2 | 1 | 2 | 2 | |
| 5 | 2 | 1 | 1 | 2 | |
| 6 | 2 | 1 | 0 | 1 | |
| 7 | 2 | 1 | 0 | 1 | |
| 8 | 2 | 0 | 2 | 2 | |
| 9 | 2 | 0 | 1 | 0 | |
| 10 | 2 | 0 | 0 | 2 | |
| 11 | 2 | 0 | 0 | 1 | |
| 11 | 2 | 0 | 0 | 1 | |
| 11 | 2 | 0 | 0 | 1 | |
| 14 | 2 | 0 | 0 | 1 | |
| 15 | 2 | 0 | 0 | 0 | |
| 16 | 2 | 0 | 0 | 0 | |
| 16 | 2 | 0 | 0 | 0 | |
| 18 | 1 | 2 | 1 | 1 | |
| 19 | 1 | 2 | 0 | 0 | |
| 20 | 1 | 1 | 2 | 0 | |
| 21 | 1 | 1 | 1 | 3 | |
| 22 | 1 | 1 | 1 | 0 | |
| 23 | 1 | 1 | 0 | 2 | |
| 24 | 1 | 1 | 0 | 1 | |
| 24 | 1 | 1 | 0 | 1 | |
| 26 | 1 | 1 | 0 | 0 | |
| 27 | 1 | 1 | 0 | 0 | |
| 28 | 1 | 1 | 0 | 0 | |
| 28 | 1 | 1 | 0 | 0 | |
| 28 | 1 | 1 | 0 | 0 | |
| 31 | 1 | 0 | 3 | 0 | |
| 32 | 1 | 0 | 2 | 1 | |
| 33 | 1 | 0 | 2 | 0 | |
| 33 | 1 | 0 | 2 | 0 | |
| 35 | 1 | 0 | 1 | 1 | |
| 35 | 1 | 0 | 1 | 1 | |
| 37 | 1 | 0 | 1 | 1 | |
| 38 | 1 | 0 | 1 | 0 | |
| 39 | 1 | 0 | 0 | 2 | |
| 40 | 1 | 0 | 0 | 1 | |
| 40 | 1 | 0 | 0 | 1 | |
| 40 | 1 | 0 | 0 | 1 | |
| 40 | 1 | 0 | 0 | 1 | |
| 40 | 1 | 0 | 0 | 1 | |
| 45 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 45 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 45 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 45 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 45 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 50 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 66 | 1 | 0 | 0 | 0 |
Vittorie consecutive

Nel corso della storia della manifestazione soltanto sette piloti riuscirono a imporsi per due edizioni consecutive. Sei di essi disputarono entrambe le gare come unici conduttori della vettura, mentre Clemente Biondetti condivise la guida con un compagno di squadra.
| Pilota | Vittorie consecutive |
|---|---|
| 1921-1922 | |
| 1925-1926 | |
| 1928-1929 | |
| 1931-1932 | |
| 1939-1940 | |
| 1948-1949 | |
| 1961-1962 |
Vittoria e giro più veloce
In ventiquattro occasioni il vincitore della Targa Florio fece registrare anche il giro più veloce in gara. L'impresa fu realizzata complessivamente da ventuno piloti, poiché Meo Costantini, Luigi Villoresi e Nino Vaccarella vi riuscirono due volte.
- Boillot André (1919);
- Bonnier Joakim (1960);
- Brivio Antonio (1935);
- Cagno Alessandro (1906);
- Cariolato Franco Tullio (1910);
- Ciuppa Francesco (1909);
- Costantini Bartolomeo (2 volte; 1925, 1926);
- Davis Colin (1964);
- Elford Vic (1968);
- Gendebien Olivier (1960);
- Magistri Costantino (1936);
- Mairesse Willy (1962);
- Masetti Giulio (1922);
- Materassi Emilio (1927);
- Moss Stirling (1955);
- Nuvolari Tazio (1932);
- Renna Eugenio (1976);
- Vaccarella Nino (2 volte; 1965, 1975);
- Varzi Achille (1930);
- Villoresi Luigi (2 volte; 1939, 1940);
- Werner Christian (1924).
Case costruttrici
Plurivittorie

La tabella seguente riporta i risultati conseguiti dalle case costruttrici nelle sessanta edizioni valide della competizione, indicando vittorie, piazzamenti sul podio e giri più veloci.
| Pos. | Marca | Primi posti |
Secondi posti |
Terzi posti |
Giri veloci |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 11 | 9 | 12 | 8 | |
| 2 | 10 | 13 | 7 | 10 | |
| 3 | 7 | 6 | 4 | 7 | |
| 4 | 5 | 7 | 5 | 4 | |
| 5 | 5 | 4 | 5 | 6 | |
| 6 | 4 | 6 | 9 | 4 | |
| 7 | 3 | 2 | 1 | 4 | |
| 8 | 3 | 0 | 0 | 0 | |
| 9 | 2 | 3 | 3 | 2 | |
| 10 | 2 | 0 | 0 | 0 | |
| 11 | 1 | 2 | 1 | 1 | |
| 12 | 1 | 1 | 1 | 2 | |
| 13 | 1 | 1 | 1 | 1 | |
| 14 | 1 | 1 | 0 | 0 | |
| 15 | 1 | 0 | 1 | 1 | |
| 16 | 1 | 0 | 0 | 1 | |
| 17 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 17 | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 19 | 0 | 1 | 1 | 0 | |
| 19 | 0 | 1 | 1 | 0 | |
| 19 | 0 | 1 | 1 | 0 | |
| 22 | 0 | 1 | 0 | 1 | |
| 23 | 0 | 1 | 0 | 0 | |
| 23 | 0 | 1 | 0 | 0 | |
| 25 | 0 | 0 | 1 | 1 | |
| 26 | 0 | 0 | 1 | 0 | |
| 26 | 0 | 0 | 1 | 0 | |
| 26 | 0 | 0 | 1 | 0 | |
| 26 | 0 | 0 | 1 | 0 | |
| 26 | 0 | 0 | 1 | 0 | |
| 26 | 0 | 0 | 1 | 0 | |
| 32 | 0 | 0 | 0 | 1 |
Triplette
Per dodici volte una stessa casa costruttrice occupò contemporaneamente il primo, il secondo e il terzo posto assoluto della gara. In dieci di tali occasioni conquistò anche il giro più veloce.
| Costruttore | Triplette | Edizioni |
|---|---|---|
| Maserati | 4 | 1937, 1938, 1939, 1940 |
| Porsche | 3 | 1959, 1967, 1969 |
| Alfa Romeo | 2 | 1933, 1934 |
| Lancia | 2 | 1936, 1952 |
| Bugatti | 1 | 1926 |
Nelle edizioni del 1939 e del 1940 la Maserati fu l'unico costruttore presente al via, circostanza che contribuì al conseguimento delle rispettive triplette.
Doppiette
In tredici edizioni il costruttore vincitore riuscì a monopolizzare anche il secondo posto della classifica assoluta. Undici di tali doppiette furono completate dal giro più veloce.
| Costruttore | Doppiette | Edizioni |
|---|---|---|
| Alfa Romeo | 5 | 1923, 1931, 1932, 1935, 1971 |
| Bugatti | 2 | 1927, 1929 |
| Porsche | 2 | 1964, 1970 |
| Ferrari | 1 | 1962 |
| FIAT | 1 | 1907 |
| Itala | 1 | 1906 |
| Mercedes-Benz | 1 | 1955 |
Vittorie consecutive
La serie più lunga di vittorie consecutive appartenne all'Alfa Romeo, che si impose in sei edizioni consecutive tra il 1930 e il 1935. Seguono Bugatti e Porsche, entrambe con cinque successi consecutivi.
| Costruttore | Vittorie consecutive | Periodo |
|---|---|---|
| Alfa Romeo | 6 | 1930-1935 |
| Bugatti | 5 | 1925-1929 |
| Porsche | 5 | 1966-1970 |
| Maserati | 4 | 1937-1940 |
| Lancia | 3 | 1952-1954 |
La Porsche ottenne inoltre altre due serie di due vittorie consecutive (1959-1960 e 1963-1964), mentre Ferrari (1948-1949 e 1961-1962) e SCAT (1911-1912) conseguirono due successi consecutivi in un'unica occasione.
Nella cultura di massa
Musei e luoghi della memoria

La Targa Florio ha lasciato un vasto patrimonio storico e documentale, oggi conservato in diversi musei e centri espositivi distribuiti lungo il percorso storico della competizione.
Il principale polo museale è il Museo del Motorismo Siciliano e della Targa Florio di Termini Imerese, inaugurato nel 2004 e riconosciuto dall'Automobile Club d'Italia. Ospitato nell'ex stazione ferroviaria di Buonfornello, nei pressi dello storico circuito delle Madonie, conserva un'importante raccolta di automobili da competizione, motocicli, documenti, fotografie, filmati, trofei, manifesti, opere d'arte e numerosi cimeli legati sia alla Targa Florio sia alla storia del motorismo siciliano.[9][10]
A Collesano è invece ospitato il Museo Targa Florio, anch'esso riconosciuto dall'Automobile Club d'Italia e allestito nei locali del palazzo municipale. L'esposizione documenta oltre un secolo di storia della manifestazione attraverso fotografie d'epoca, classifiche ufficiali, giornali, libri, trofei, tute da gara, componenti meccanici e numerosi cimeli appartenuti ai piloti e alle case costruttrici che presero parte alla competizione.[11]
Lungo il circuito storico sono inoltre presenti altre raccolte permanenti nate per iniziativa di collezionisti privati, tra cui il Museo Vincenzo Florio di Cerda, fondato da Antonino Catanzaro, e spazi espositivi dedicati alla manifestazione a Campofelice di Roccella e Termini Imerese, nei quali sono conservati veicoli storici, fotografie, documenti e materiali originali relativi alla corsa.[12]
Tra i luoghi simbolo della competizione riveste particolare importanza il complesso di Floriopoli, situato nel territorio comunale di Cerda. Realizzato negli anni 1920 per volontà di Vincenzo Florio jr, comprendeva i box, la direzione gara, le tribune e le strutture logistiche della manifestazione, costituendo per decenni il principale punto di riferimento organizzativo della corsa. Dopo un lungo periodo di abbandono, il complesso è stato oggetto di interventi di recupero e valorizzazione, ospitando oggi manifestazioni culturali, esposizioni ed eventi dedicati alla memoria della Targa Florio.[13]
Il percorso storico delle Madonie conserva inoltre numerosi elementi ancora riconoscibili della competizione, tra cui tratti dell'antico circuito, postazioni dei commissari di gara, monumenti commemorativi, pannelli informativi e lapidi dedicate ai piloti e al fondatore Florio jr, costituendo un vero e proprio itinerario storico dell'automobilismo internazionale.
Note
- 1 2 Alessandro.
- ↑ Alessandro, pp. 15-23.
- ↑ Alessandro, p. 23.
- ↑ La Torre Giordano, Lucarelli a Palermo, capitale del cinema in Sicilia, p. 99.
- 1 2 Alessandro, pp. 241-243.
- ↑ Matteo Sala, CIR | Targa Florio 2016: Basso al comando dopo la PS1, su formulapassion.it, 7 maggio 2016.
- 1 2 Alessandro, p. 44.
- ↑ Alessandro, p. 238.
- ↑ Museo del Motorismo Siciliano e della Targa Florio, su museodelmotorismo.it. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ Targa Florio, su acisport.it. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ Museo della Targa Florio, su comune.collesano.pa.it. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ Museo Vincenzo Florio, su targafloriomuseum.it. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ Parte la riqualificazione delle tribune della Targa Florio, su ansa.it, 14 ottobre 2025.
Bibliografia
- Salvatore Requirez, Targa Florio, Palermo, Flaccovio, 1997.
- Salvatore Requirez, I campioni della Targa Florio, Flaccovio, 2003.
- Pino Fondi, Targa Florio. Un'epopea del Novecento, Nada, 2006.
- Giuseppe Valenza, Targa Florio. Il Mito, Settimo Milanese, Legenda, 2007, ISBN 978-88-88165-17-2.
- Salvatore Requirez, Cento volti di un Mito, Palermo, Nuova Ipsa, 2015.
- Sergio Alessandro (a cura di), Il ruggito della velocità. Miti e modernità della Targa Florio motociclistica (PDF), Palermo, Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità siciliana, 2017, ISBN 978-88-6164-478-6.
- Antonio La Torre Giordano et al., Raffaello Lucarelli il Lumière di Sicilia. La vera storia del cineasta umbro, collana Cinefocus, Caltanissetta, Edizioni Lussografica, 2024, ISBN 9788882436018.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN, IT) Sito ufficiale, su targa-florio.it.
- Targa Florio info, su targaflorio.info.
- (EN) Targa Florio su Grand Prix History, su ddavid.com. URL consultato il 25 agosto 2005 (archiviato dall'url originale il 28 agosto 2005).
- Museo Targa Florio Il museo della Targa Florio di Collesano, su museotargaflorio.it.
- Museo Targa Florio Il museo della Targa Florio di Cerda, su facebook.com.
- Museo Biblioteca Vincenzo Florio a Campofelice di Roccella - www.targaflorio-1906-1977.it, su targaflorio-1906-1977.it.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 312851994 · LCCN (EN) n98036756 · GND (DE) 7564381-9 · BNF (FR) cb150953640 (data) |
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