The Australian Women's Weekly
| The Australian Women's Weekly | |
|---|---|
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| Abbreviazione | The Weekly |
| Stato | |
| Lingua | inglese |
| Periodicità | Mensile |
| Genere | Rivista femminile |
| Fondatore |
|
| Fondazione | 1933 |
| Sede | Sydney |
| Editore | Are Media[1] |
| Tiratura | 459 175 (2013) |
| Record vendite | 1 828 000 (2014) |
| Direttore | Robyn Foyster |
| Redattore capo | Sophie Tedmanson |
| ISSN | 0005-0458 |
| Sito web | www.womensweekly.com.au/ |
The Australian Women's Weekly, talvolta nota semplicemente come The Weekly, è una rivista femminile mensile australiana pubblicata da Are Media a Sydney e fondata nel 1933.[2][3] Per molti anni è stata la rivista numero uno in Australia, prima di essere superata in termini di vendite dall'edizione australiana di Better Homes and Gardens nel 2014.[4] A febbraio 2019 The Weekly ha nuovamente superato Better Homes and Gardens, posizionandosi al primo posto come rivista più letta in Australia.[5] La rivista ha investito nel film del 2020 I Am Woman su Helen Reddy, cantante e icona femminista.[6]
Storia e profilo
La rivista fu fondata nel 1933 da Frank Packer e Ted Theodore come pubblicazione settimanale. Il primo direttore fu George Warnecke e l'impaginazione del primo numero di prova fu curata da William Edwin Pidgeon, che nei successivi 25 anni realizzò numerose copertine famose.[7] La rivista doveva avere due caratteristiche distintive: in primo luogo gli articoli dovevano avere un elemento di attualità e, inoltre, la rivista doveva rivolgersi a tutte le donne australiane, indipendentemente dalla classe sociale, e avere un'impronta nazionale. Con l'intento di attrarre un pubblico di massa, Warnecke sperava che The Weekly fosse un segnale che l'Australia stava finalmente uscendo dalla grande depressione.[8] Jean Williamson fu assunta (proveniente dal Sydney Morning Herald), dove rimase sorpresa nello scoprire di essere la redattrice della sezione “narrativa”. Ben presto cominciarono ad arrivare lettere da donne che erano evidentemente sole e per le quali la narrativa leggera rappresentava un conforto.[9]
Nei decenni successivi The Weekly divenne il principale editore australiano di narrativa leggera, proveniente per lo più dall'Inghilterra ma anche dall'Australia, e sebbene il suo pubblico fosse composto principalmente da donne, molti uomini ne erano avidi lettori. Tra gli autori australiani che ricevettero un grande sostegno figurano Margot Neville, Mary Gilmore, Lennie Lower, Ross Campbell, Frank Dalby Davison e Henrietta Drake-Brockman. Tra gli artisti australiani che animarono la prosa figurano W. E. Pidgeon, Virgil Reilly e Wynne W. Davies.[10] La striscia a fumetti Mandrake the Magician fu a lungo in competizione con The Phantom sulla rivista rivale The Australian Woman's Mirror. Entrambe le strisce erano opera del fumettista americano Lee Falk. Dal 1955 al 1959 la rivista assegnò un premio per l'arte contemporanea.
Nel 1961 la pubblicazione aveva una tiratura di 800.000 copie.[11]
The Weekly ha celebrato il suo 50° anniversario di pubblicazione nel giugno 1983, mentre il numero dedicato al 75° anniversario, pubblicato nell'ottobre 2008, è stato curato dall'allora caporedattrice Robyn Foyster. La copertina, impreziosita da una lamina argentata, ritraeva Nicole Kidman e Hugh Jackman con un'intervista esclusiva sul loro film di prossima uscita, «Australia». Il 75° compleanno è stato celebrato con una festa di anniversario[12] alla quale hanno partecipato 75 ospiti VIP a Fort Denison a Sydney. Robyn ha anche reintrodotto l'Australian Women's Weekly Book Club, lanciato in occasione di un evento a Sydney nel 2008 dalla pluripremiata scrittrice Di Morrissey, che aveva iniziato la sua carriera come tirocinante presso l'Australian Women's Weekly. Publishing and Broadcasting Limited (PBL) ha lanciato le versioni di Women's Weekly a Singapore (1997) e in Malesia nel 2000. La rivista in ciascun paese segue lo stile di scrittura dell'Weekly australiano, mentre i contenuti sono specifici per il paese. Nel 2012 la società madre della rivista, ACP Magazines, una controllata di Nine Entertainment, è stata acquisita dal Bauer Media Group.[13][14] La tiratura certificata sotto la direzione di Nene King era di 980.000 copie. L'edizione del 60° anniversario ha venduto oltre un milione di copie. La tiratura certificata nel giugno 2013 era di 459.175 copie mensili.[15] Il numero di lettori per settembre 2014 è stato stimato in 1.828.000.[4]
A metà giugno 2020 la società di investimento Mercury Capital, con sede a Sydney, ha acquisito The Australian Women's Weekly nell'ambito dell'acquisizione dei marchi editoriali australiani e neozelandesi di Bauer Media.[2][3] Alla fine di settembre 2020, Mercury Capital ha rinominato Bauer Media come Are Media, che ha rilevato la pubblicazione di Woman's Weekly.[1][16]
Impatto culturale
La grande popolarità della rivista tra gli anni ‘30 e gli anni '80 fece sì che gli articoli e le pubblicità in essa pubblicati fossero ampiamente letti in tutta l’Australia, non solo dalle donne, ma anche dagli uomini.[17] Il potere della rivista di influenzare e plasmare la cultura a livello nazionale si intrecciò con l'emergere di varie tematiche relative alle donne e alla genitorialità. In un'analisi dei numeri pubblicati tra gli anni '30 e '80, gli storici hanno sostenuto che The Australian Women's Weekly ha promosso le uniformi scolastiche per i bambini in un'epoca in cui non erano obbligatorie in tutto il paese.[18] Questa promozione, attuata principalmente attraverso una copertura mirata dei bambini in età scolare, ha plasmato le opinioni sulla maternità e l'educazione dei figli in tutta l'Australia. Gli articoli della rivista incentrati sui prodotti, sulla moda per bambini e sui figli delle celebrità continuano a plasmare le opinioni dei lettori sulla maternità e l'educazione dei figli.
Formato e frequenza
La rivista conta solitamente 240 pagine ed è stampata su carta patinata in formato A4, sebbene in origine avesse le dimensioni e l'impaginazione di un tabloid. Contiene in genere articoli di approfondimento sulla donna australiana moderna. Per molti anni ha incluso un inserto con la guida TV.
Nel 1982 la frequenza di pubblicazione è stata ridotta da settimanale a mensile.[19] Il termine “Weekly” è stato mantenuto nel nome per motivi di familiarità e perché “monthly” (mensile) era un termine gergale usato dalle donne per indicare le mestruazioni. L'ultima edizione settimanale è datata 15 dicembre 1982,[20] seguita dalla prima edizione mensile datata gennaio 1983. La guida TV è stata sospesa con l'introduzione del formato mensile.
Redattori
Tra i caporedattori di The Weekly nel corso degli anni figurano George Warnecke (1933–1939),[21] Alice Mabel Jackson (1939–1950),[22] Esmé (Ezzie) Fenston (1950–1972),[23] Dorothy Drain (1972–1975), Ita Buttrose (1975–76),[24] Jennifer Rowe (1987–1992),[25] Nene King, Dawn Swain (1994–2000), Deborah Thomas (1999–2015), Julia Zaetta (2005–06), Robyn Foyster (2007–2009),[26] Helen McCabe (2009–2016),[27] Kim Wilson (2016–17), Juliet Rieden (che è stata caporedattrice ad interim nel 2016 e nel 2017 e poi redattrice prima di passare a redattrice speciale dal 2018) e Nicole Byers (2017–2023) e Sophie Tedmanson[28] è stata nominata nuova caporedattrice nell'ottobre 2023.
Robyn Foyster, caporedattrice dal 2007 al 2009 e successivamente editrice del gruppo presso ACP e Bauer, pubblicò Barack e Michelle Obama in copertina dell'edizione di gennaio 2009[29] per celebrare il fatto che Barack Obama era diventato il primo presidente nero degli Stati Uniti. Gli Obama sono stati anche le prime star di colore in copertina di The Weekly. Helen McCabe, caporedattrice dall'agosto 2009 al gennaio 2016,[30] ha affermato di voler migliorare la copertura giornalistica di The Weekly. Ha dichiarato a The Australian che non avrebbe coperto il viaggio del principe William[31][32] in Australia perché lui si era rifiutato di concedere un'intervista alla rivista.
Alla fine del 2009 ingaggiò Juliet Rieden come vicedirettrice (Rieden fu poi promossa a redattrice e caporedattrice ad interim) e Jordan Baker, ex giornalista e scrittrice di viaggi per The Sydney Morning Herald, come caporedattrice.[33] Nel febbraio 2016 Kim Wilson è stata nominata caporedattrice della rivista.[14]
Nel luglio 2017 Nicole Byers è stata nominata caporedattrice.[34]
Tra i redattori di cronaca figurano Les Haylen (dal 1933) e Dorothy Drain (dal 1958). Nicole Byers si è dimessa dalla carica nell'ottobre 2023 ed è stata sostituita da Sophie Tedmanson.
Essere redattore di The Weekly[35] è spesso considerato uno dei ruoli più prestigiosi nei media australiani.
Ricette e libri di cucina
La cucina di prova (Test Kitchen) dell'Australian Women's Weekly (allora nota come Leila Howard Test Kitchen) fu fondata subito dopo la prima guerra mondiale. Dal 1965 continuò a operare nella stessa sede dell'edificio della Australian Consolidated Press (ACP) (all'angolo tra Park Street e Castlereagh Street) a Sydney. La prima raccolta di ricette “Best Ever” della Test Kitchen è stata pubblicata nel 1976, raccogliendo le ricette più richieste dai numeri del Weekly.[36] Il libro di cucina è andato esaurito in pochi giorni e ha avuto molte ristampe.[37]
Nel 2006 la Test Kitchen contava un team di 16 persone, composto da chef, economisti domestici, redattori gastronomici e personale di supporto.[38]
Nel 2012 l'ACP è stata venduta al Bauer Media Group. La Test Kitchen sottopone a tripla verifica le ricette che vengono poi pubblicate sulla rivista, oltre che su Woman's Day e nei libri di cucina dell'AWW. I sondaggi hanno dimostrato che oltre il 90% dei lettori acquista la rivista per le ricette.[39]
Note
- 1 2 (EN) Rebrand and Relaunch: Australasia's Bauer Media now titled Are Media, in StopPress, 28 settembre 2020. URL consultato il 30 settembre 2020 (archiviato il 30 settembre 2020).
- 1 2 (EN) Vivienne Kelly, Bauer has left the building. What next for magazines in Australia?, su Mumbrella, 17 giugno 2020. URL consultato il 30 giugno 2020 (archiviato il 18 agosto 2020).
- 1 2 (EN) Jemina Whyte, Magazine buyer writes new story, in Australian Financial Review, 19 giugno 2020. URL consultato il 17 luglio 2020 (archiviato il 23 giugno 2020).
- 1 2 (EN) Australian Magazine Readership, 12 months to September 2014, su roymorgan.com, Roy Morgan Research. URL consultato l'8 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2014).
- ↑ (EN) The Australian Women's Weekly Takes Out Title of Oz's Most Read Mag, in B&T, 7 febbraio 2019. URL consultato l'8 febbraio 2019.
- ↑ (EN) The Australian Women's Weekly Makes First Feature Film Investment in I Am Woman, su FilmInk. URL consultato l'11 marzo 2020.
- ↑ (EN) Peter Spearritt, William Edwin (Wep) Pidgeon (1909–1981), National Centre of Biography, Australian National University. URL consultato l'8 maggio 2026.
- ↑ (EN) Griffen-Foley, Bridget, Sir Frank Packer, the young master: a biography, Sydney, HarperCollins, 2000, p. 79, ISBN 0-7322-6422-7, OCLC 48945204.
- ↑ (EN) Valerie Lawson, Ada Jean Hounsell Williamson (1891–1977), in Australian Dictionary of Biography, Canberra, National Centre of Biography, Australian National University. URL consultato il 5 giugno 2024.
- ↑ (EN) William H. Wilde, Joy Hooton e Barry Andrews, The Oxford Companion to Australian Literature, Oxford University Press, 1994, ISBN 0-19-553381-X.
- ↑ (EN) Henry Mayer, The Press in Australia, 1ª ed., Melbourne, Lansdowne Press, 1964, p. 32.
- ↑ (EN) Women's Weekly Australia Editor Deborah Thomas and Robyn Foyster,..., su Getty Images, 23 settembre 2008. URL consultato l'8 maggio 2026.
- ↑ (EN) New ownership for ACP Magazines, in Now to Love, 5 settembre 2012. URL consultato il 18 febbraio 2017 (archiviato il 19 febbraio 2017).
- 1 2 (EN) Max Mason, New editor-in-chief of The Australian Women's Weekly named as Kim Wilson, in The Sydney Morning Herald, 11 febbraio 2016. URL consultato il 18 febbraio 2017.
- ↑ (EN) ABC Circulation Results - Aug. 2013 (PDF), su Ad News, agosto 2013. URL consultato il 3 settembre 2020 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2014).
- ↑ (EN) Hannah Blackiston, Bauer Media rebrands as Are Media, in Mumbrella, 28 settembre 2020. URL consultato il 30 settembre 2020 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2020).
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- ↑ (EN) Heather Weaver e Helen Proctor, The Question of the Spotted Muumuu: How the Australian Women's Weekly Manufactured a Vision of the Normative School Mother and Child, 1930s–1980s, in History of Education Quarterly, vol. 58, n. 2, maggio 2018, pp. 229–260, DOI:10.1017/heq.2018.4, ISSN 0018-2680.
- ↑ (EN) Australian Women's Weekly Index, in Research Data Australia. URL consultato il 15 gennaio 2018.
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- ↑ Robyn Foyster, linked.com. accesso 1 ottobre 2020.
- ↑ (EN) Former Australian Women's Weekly editor Helen McCabe moves to Nine, su The Sydney Morning Herald, 10 luglio 2016. URL consultato l'8 maggio 2026.
- ↑ (EN) Nathan Jolly, Australian Women's Weekly appoints new editor, su Mumbrella, 22 ottobre 2023. URL consultato l'8 maggio 2026.
- ↑ (EN) Mark Fletcher, Timely Obama cover on Women’s Weekly | Australian Newsagency Blog, su newsagencyblog.com.au, 20 gennaio 2009. URL consultato l'8 maggio 2026.
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- ↑ Prince William's
- ↑ (EN) Tim Burrowes, Royal visit? Women's Weekly won't be holding the front page, su Mumbrella, 20 gennaio 2010. URL consultato l'8 maggio 2026.
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- ↑ (EN) Andrew Hornery, Change at top for The Australian Women's Weekly as editorship loses sparkle, su The Sydney Morning Herald, 8 luglio 2017. URL consultato l'8 maggio 2026.
- ↑ (EN) Introduction, in Food we love: favourite recipes from our test kitchen, Sydney, ACP Publishing, 2006, p. 7, ISBN 1-86396-477-0.
- ↑ (EN) Introduction, in 1000 best-ever recipes from AWW: the Australian women's weekly, Sydney, ACP Books, 2008, p. 7, ISBN 978-1-86396-847-8.
- ↑ (EN) Food we love: favourite recipes from our test kitchen, Sydney, ACP Publishing, 2006, p. 16, ISBN 1-86396-477-0.
- ↑ (EN) Necia Hall, Testing... Testing..., in The Age, 1º giugno 1999, p. 1.
Bibliografia
- Rebecca Johinke, Queens of Print: Interviews with Australia's Iconic Women's Magazine Editors, Australian Scholarly Publishing, 2019.
- Denis O'Brien, The Weekly: A Lively and Nostalgic Celebration of Australia through 50 Years of its Most Popular Magazine, Ringwood, Victoria: Penguin Books, 1985.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Sito ufficiale, su aww.com.au.
- (EN) Sito ufficiale, su nla.gov.au.
- (EN) Sito ufficiale, su socsci.flinders.edu.au.
- (EN) Sito ufficiale, su setis.library.usyd.edu.au.
- (EN) The Australian Women's Weekly (1933 - 1982), su Trove.
- (EN) The Singapore Women’s Weekly, su The Singapore Women's Weekly. URL consultato l'8 maggio 2026.
- (EN) The Australian Women's Weekly, su Internet Archive.
- (EN) Ms Anna Anisimova, Australian Women's Weekly Index, su Research Data Australia. URL consultato l'8 maggio 2026.
