Thilly Weissenborn

Thilly Weissenborn a Surabaya, 1916, foto dell'Atelier Kurkdjian

Thilly Weissenborn, nata Margarethe Mathilde Weissenborn (Kediri, 22 marzo 1883 – Baarn, 28 ottobre 1964), è stata una fotografa olandese, nota per essere stata la prima fotografa professionista delle Indie Orientali Olandesi.

Biografia

Esistono discordanze sull'anno di nascita: alcune fonti lo collocano al 1883[1] mentre altre al 1889[2], anche un'altra ne stabilisce la nascita al 1889[3], ma questa fonte si contraddice nella pagina seguente[4]. Quasi tutte concordano sul luogo di nascita, Kediri, anche se c'è chi propone Surabaya[1].

Il padre, Hermann Theodor, e la moglie, Cornelia Emma Angely Lina da Paula Roessner, erano tedeschi, proprietari di una piantagione di caffè a Kediri, si naturalizzarono olandesi[5]. Nel 1892, la madre tornò con Thilly e i suoi fratelli in Olanda, a L'Aia, mentre il padre li raggiunse l'anno seguente[5]. Una delle sorelle maggiori, Else, che aveva studiato fotografia a Parigi[2], aprì uno studio fotografico a L'Aia nel 1903[6], dove Thilly iniziò a lavorare. Nel 1912 tornò a Giava con il fratello Theo e raggiunse l'altro fratello Oscar a Bandung[5].

In questa città, Thilly aprì con Grete Weustmann, probabilmente, il primo studio fotografico professionale in Indonesia gestito da donne. Secondo la stampa locale, come riporta il "De Preanger Bode", lo studio era ancora in funzione alla data del 24 settembre 1914. Alla fine della dell'anno o all'inizio del seguente Weissenborn si impiegò presso il prestigioso studio fondato dal fotografo armeno Ohannes Kurkdjian (1851-1903) a Surabaya col nome di "Atelier Kurkdjian", diretto dall'inglese George P. Lewis e che impiegava circa trenta dipendenti[2]. Dopo l'arrivo di Weissenborn e mentre in Europa infuriava la prima guerra mondiale, lo studio fu il principale fornitore di prodotti fotografici nell'arcipelago dei prodotti della Kodak. La donna imparò l'arte del ritocco e quella dell'uso dell'autocromia[7].

Nel 1917 si trasferì a Garut presso la farmacia di un fotografo amatoriale che l'aveva invitata e che le affidò la gestione del GAH Foto-atelier "Lux"[2]. Il farmacista cedette tre anni dopo la proprietà alla donna che cambiò il nome in "Foto Lux" e dieci anni dopo in "Lux Fotograaf Atelier NV"[5]. Con l'Occupazione giapponese delle Indie orientali olandesi nel 1942 e il conseguente arresto e internamento dei civili di circa 30.000 persone di varie nazionalità, compresa Weissenborn, che fu internata in un campo di prigionia vicino a Bandung. Al termine del conflitto, la città di Garut fu distrutta da un incendio e nel 1947, nel corso degli incidenti della Rivoluzione per l'indipendenza indonesiana, il suo studio fotografico andò completamente distrutto, compresi i negativi in vetro[2]. Nel 1947 sposò Nico Wijnmalen trasferendosi a Bandung[5], ma nel 1956 il governo indonesiano costrinse gli stranieri a lasciare l'isola ed essi furono costretti tornare in Olanda.

La sua famiglia ha donato un album delle sue opere alla collezione permanente del Wereldmuseum di Amsterdam

Stile

Le sue immagini cercavano un lirismo tipico del pittorialismo dell'epoca che in quella parte dell'Oriente arrivò nel primo dopoguerra nel tentativo di catturare la natura idilliaca del paesaggio. Inoltre, ebbe notevoli doti tecniche per realizzare ottime fotografie degli interni, oltre ai ritratti, per la crescente domanda turistica[3]. A riprova, alcune delle sue foto vennero pubblicate nella guida turistica olandese del 1922, intitolata "Come to Java"[6]. Le sue fotografie costituirono anche la maggior parte delle immagini del volume di Louis Couperus, Oostwaarts (Verso est, 1923), mentre la foto nel frontespizio fu scattata da Emil Otto Hoppé[8]. Weissenborn, oltre a conoscere bene le Indie Orientali, lavorò in particolare anche a Bali, catturando l'esotismo dell'isola, ma senza snaturare la dignità dei suoi abitanti. Queste foto, in Occidente, però, ebbero un effetto opposto, come ad esempio quello di due ragazze a seno scoperto di cui una con una brocca d'acqua in testa, utilizzata per un romanzo belga intitolato L'Île des seins nus (L'isola dei seni nudi, 1933) di Édouard de Keyser[9].

Galleria d'immagini

Note

  1. 1 2 (NL) Thilly Weissenborn, in RKD Netherlands Institute for Art History, 19 aprile 2016. URL consultato il 30 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2016).
  2. 1 2 3 4 5 (NL) Thilly Weissenborn, in Nationaal Museum van Wereldculturen Leiden, 2015. URL consultato il 30 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  3. 1 2 (EN) Adrian Vickers, Thilly Weissenborn - The Romance of the Indies, in asia-pacific-photography. URL consultato il 30 gennaio 2026.
  4. ↑ (EN) Photographers of Asia, Southeast Asia and the Pacific: Thilly Weissenborn, in asia-pacific-photography. URL consultato il 30 gennaio 2026.
  5. 1 2 3 4 5 (EN) Jojor Ria Sitompul, Visual and Textual Images of Women: 1930s Representations of Colonial Bali as Produced by Men and Women Travelers (PDF), in University of Warwick, Coventry - tesi di laurea, giugno 2008, p. 106. URL consultato il 30 gennaio 2026.
  6. 1 2 (ID) Thilly Weissenborn, Perempuan Fotografer Pertama di Hindia Belanda, in Mooibandoeng, 2013. URL consultato il 30 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2016).
  7. ↑ (EN) Hedi Hinzler, Onnes Kurkdjian - Viewmaker and Entrepreneur, in asia-pacific-photography, 2013. URL consultato il 30 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 7 giugno 2014).
  8. ↑ (NL) Oostwaarts, in Koninklijke Bibliotheek, marzo 1915. URL consultato il 30 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2016).
  9. ↑ (EN) Marcus Bunyan, Exhibition: ‘Garden of the East: Photography in Indonesia 1850s-1940s’ at the National Gallery of Australia, Canberra, in Art Blart, 15 giugno 2014. URL consultato il 30 gennaio 2026.

Bibliografia

  • Thilly Weissenborn, Ernst Drissen, Vastgelegd voor later: Indische foto's (1917-1942), Sijthoff, 1983 - ISBN 978-9021831169

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