Tindaro Calabrese

[1]Tindaro Calabrese (Novara di Sicilia, 3 settembre 1973) è un mafioso italiano.

Biografia

Originario di Novara di Sicilia[2], Tindaro Calabrese è riconosciuto dai pentiti come uno dei maggiori esponenti del panorama mafioso di Barcellona Pozzo di Gotto e dintorni (cosiddetta famiglia barcellonese), più nello specifico dell'ala criminale definita clan dei Mazzarroti[3][4].

Secondo quanto riferito da Carmelo D'Amico in un interrogatorio, Calabrese sarebbe stato fatto uomo d'onore da Angelo Santapaola secondo il rituale del "battesimo". Sempre D'Amico, ha rivelato che il Calabrese si recava numerose volte a Palermo per suo conto, come ambasciatore della mafia della provincia di Messina per consultarsi con alcuni dei maggiori esponenti palermitani, ovvero Salvatore Lo Piccolo e Sandro Lo Piccolo che proprio a Barcellona stavano valutando di trascorrere la latitanza[5][6].

Secondo le deposizioni del pentito Carmelo D'Amico nel Maxiprocesso Nebrodi, Tindaro Calabrese nel 98 avrebbe fatto parte dei mediatori tra i clan tortoriciani Batanesi e Bontempo Scavo, insieme ad altri barcellonesi ed al boss mistrettese Sebastiano Rampulla.

Secondo i collaboratori D’Amico e Siracusa, avrebbe avuto nelle amministrative del 2007 a Furnari, Mazzarrà e Novara di Sicilia un ruolo manipolatorio[7]. Tuttavia Calabrese pare abbia smentito per quanto riguarda il comune di Furnari, dichiarando di non avere avuto alcuna influenza[8].

Venne arrestato nel 2008 a seguito dell'operazione "Vivaio" e ristretto al regime di 41-bis[8].

Nel 2009 sono state poste sotto sequestro 2 aziende di allevamento e casearie, oltre 600 capi di bestiame, la casa, 3 auto, una jeep e tutti i conti correnti, intestati a lui e famiglia[9].

Note