Tomba del Convegno
| Tomba del Convegno | |
|---|---|
| Utilizzo | Tomba |
| Epoca | III secolo a.C. |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Comune | Tarquinia |
| Dimensioni | |
| Larghezza | 5 m |
| Lunghezza | 5,5 m |
| Scavi | |
| Data scoperta | 1970 |
| Date scavi | 1970 |
| Amministrazione | |
| Patrimonio | Necropoli dei Monterozzi |
| Ente | Musei e necropoli di Tarquinia e Cerveteri |
| Visitabile | No |
| Mappa di localizzazione | |
| |
La tomba del Convegno è una tomba etrusca ubicata nella necropoli dei Monterozzi, a Tarquinia.
Storia
La tomba fu realizzata nel III secolo a.C.; venne ritrovata, già violata, nel maggio 1970:[1][2] tuttavia, poco dopo, l'accesso venne murato a seguito del tentativo da parte di scavatori clandestini di rimuovere le teste degli personaggi nelle pitture, che andarono in parte distrutte.[2]
Descrizione
La tomba si presenta come una struttura interamente scavata nella roccia, il cui accesso è garantito da un dromos a gradini che conduce a una camera ipogea a pianta quadrata priva di banchine.[1] L'architettura interna è caratterizzata da un soffitto a doppio spiovente con columen in rilievo, quest'ultimo visibile solo in prossimità della parete di fondo per via del precario stato di conservazione, e spioventi decorati a imitazione di un tetto ligneo.[1] A causa del deterioramento della copertura e delle lesioni parietali, l'apparato pittorico è andato quasi interamente perduto; tuttavia, lungo le pareti di fondo e di sinistra resistono affreschi raffiguranti due cortei funebri composti da uomini che indossano toghe bianche.[1] Sulla parete di fondo la scena è costituita da sei figure, tra cui si distinguono quattro apparitores: il primo, scarsamente visibile, e il terzo sostengono sulla spalla una virga a tortiglione e due virgae dritte, il secondo una bipenne e una virga, e l'ultimo una bipenne e due lance.[2] Segue la figura principale, un magistrato dai capelli bianchi che reca in mano un rotolo o un'insegna da magistrato, accompagnato da un uomo, probabilmente uno schiavo, che trasporta un bastone ligneo da cui pende un recipiente scuro, forse in cuoio.[3] Sulla parete di sinistra sono raffigurati con nove togati divisi in due processioni: la prima comprende tre apparitores con virgae a tortiglione o dritte e un magistrato anziano con una corona di foglie sulla testa canuta, mentre la seconda processione ricalca la precedente con la variante di un magistrato più giovane dai capelli scuri.[4] L'intero ciclo iconografico, di ambientazione campestre,[4] è accompagnato da tre iscrizioni lacunose in cui sono parzialmente leggibili alcuni nomi dei personaggi raffigurati.[5]
Note
- 1 2 3 4 SCHEDA (PDF), su sigecweb.beniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2026.
- 1 2 3 Menzel e Naso, p. 23.
- ↑ Menzel e Naso, p. 24.
- 1 2 Menzel e Naso, p. 25.
- ↑ Menzel e Naso, pp. 25-26.
Bibliografia
- Marion Menzel e Alessandro Naso, Raffigurazioni di cortei magistratuali in Etruria. Viaggi nell'aldilà o processioni reali? (PDF), in Ostraka: rivista di antichità, XVI, n. 1, Napoli, Loffredo Editore, 2007, pp. 23-43, ISSN 1122-259X.