Necropoli dei Monterozzi

Necropoli dei Monterozzi
L'affresco della Tomba dei Leopardi a Tarquinia.
CiviltàCiviltà etrusca
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
ComuneTarquinia
Dimensioni
Superficien.d. m²
Amministrazione
PatrimonioNecropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia
EnteMusei e necropoli di Tarquinia e Cerveteri
VisitabileSì
Visitatori59 448 (2022)
Sito webwww.tarquinia-cerveteri.it/, www.polomusealelazio.beniculturali.it/index.php?it%2F556%2Fmuseo-archeologico-nazionale-di-tarquinia-e-necropoli-di-monterozzi e pact.cultura.gov.it/necropoli-dei-monterozzi-di-tarquinia/
Mappa di localizzazione
Map
 Bene protetto dall'UNESCO
Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia
 Patrimonio dell'umanità
TipoCulturali
Criterio(i) (iii) (iv)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal2004
Scheda UNESCO(EN) Etruscan Necropolises of Cerveteri and Tarquinia
(FR) Scheda

La necropoli dei Monterozzi è una necropoli di epoca etrusca ubicata a Tarquinia e contiene tombe le cui pitture parietali al loro interno rappresentano il più cospicuo nucleo pittorico di arte etrusca, dal VII al II secolo a.C., e al tempo stesso il più ampio documento di tutta la pittura antica prima dell'età imperiale romana.[1]

Storia

Risalgono agli ultimi decenni del VII secolo a.C. le più antiche attestazioni di decorazione parietale a Tarquinia. Sarà, tuttavia, nei secoli successivi, durante la fase arcaica, a partire dalla seconda metà del VI secolo a.C., che le decorazioni parietali conobbero a Tarquinia una vera e propria fioritura, grazie alla presenza dello scalo portuale nella vicina Gravisca frequentato da mercanti e artisti greci di origini diverse. Sarà, in particolare, la forte presenza di artisti greci provenienti dalla Ionia asiatica, attuale Turchia occidentale, fuggiti dalla propria madrepatria dopo l'invasione dei Persiani, ad avere un ruolo di primo piano nella produzione di monumenti dipinti a Tarquinia, che non ha eguali in questo periodo in nessun altro centro dell'Etruria.[2] A un ambito greco-orientale, alla Ionia settentrionale, possono essere ricondotte le tombe del Barone e delle Iscrizioni, a Focea la tomba degli Auguri e dei Giocolieri, all'isola di Samo quella della Caccia e della Pesca.[2]

Le camere funerarie, modellate sugli interni delle abitazioni, presentano le pareti decorate a fresco su un leggero strato di intonaco, con scene di carattere magico-religioso raffiguranti banchetti funebri, danzatori, suonatori di aulós, giocolieri, paesaggi, in cui è impresso un movimento animato e armonioso, ritratto con colori intensi e vivaci. Dopo il V secolo a.C. figure di demoni e divinità si affiancano agli episodi di commiato, nell'accentuarsi del mostruoso e del patetico.

Tra i sepolcri più interessanti si annoverano, inoltre, le tombe che vengono denominate del Guerriero, delle Leonesse, caratterizzata da uno stile greco-orientale, dei Leopardi, di influenza vascolare attica, dei Festoni, dell'Orco e degli Scudi. Parte dei dipinti, staccati da alcune tombe allo scopo di preservarli (tomba delle Bighe, del Triclinio, del Letto Funebre e della Nave), sono custoditi nel Museo nazionale etrusco di Tarquinia; altri sono visibili direttamente sulla parete su cui furono realizzati.

Di provenienza della necropoli sono da citare anche notevoli sculture in pietra in rilievi su lastre o nella figura del defunto giacente sul sarcofago; notevole tra gli altri il sarcofago calcareo della tomba dei Partunu, opera di pregevole fattura, databile a età ellenistica.

Molti dei reperti trovati nella necropoli sono raccolti nel Museo archeologico nazionale di Tarquinia[3] ed in molti altri musei sparsi in tutto il mondo. Le pitture e le decorazioni murarie della Tomba del Barone, scoperta nel 1827, sono stati riprodotti negli anni successivi sulle pareti del cosiddetto Gabinetto Etrusco, conservato all'interno del castello Reale di Racconigi.[4]

Dal luglio 2004 la necropoli dei Monterozzi, insieme a quella di Cerveteri, entra a far parte della lista dell'UNESCO dei siti patrimonio dell'umanità.[5]

Tombe

Note

  1. ↑ Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia, su unesco.it, 25 ottobre 2016. URL consultato il 19 aprile 2026.
  2. 1 2 Alessandro Naso, La pittura etrusca, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2005, pp. 26-41, ISBN non esistente.
  3. ↑ Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, su pact.cultura.gov.it. URL consultato il 19 aprile 2026.
  4. ↑ Castello di Racconigi, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 19 aprile 2026.
  5. ↑ Le necropoli di Cerveteri e Tarquinia, un viaggio nel tempo, su italia.it. URL consultato il 19 aprile 2026.
  6. ↑ SCHEDA (PDF), su sigecweb.beniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2026.
  7. ↑ Tarquinia – La Tomba "Franco Adamo": dal sottosuolo un nuovo capolavoro di pittura etrusca, su sabapviterboetruria.cultura.gov.it, 6 febbraio 2025. URL consultato il 9 maggio 2026.
  8. ↑ SCHEDA (PDF), su sigecweb.beniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2026.
  9. ↑ SCHEDA (PDF), su sigecweb.beniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2026.
  10. ↑ SCHEDA (PDF), su sigecweb.beniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2026.
  11. ↑ SCHEDA (PDF), su sigecweb.beniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2026.
  12. ↑ SCHEDA (PDF), su sigecweb.beniculturali.it. URL consultato il 19 aprile 2026.
  13. ↑ SCHEDA (PDF), su sigecweb.beniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2026.
  14. ↑ Tomba dei due tetti ex.5636, su etruschi.name. URL consultato il 3 maggio 2026.
  15. ↑ SCHEDA (PDF), su sigecweb.beniculturali.it. URL consultato il 9 maggio 2026.
  16. ↑ Moretti Sgubini, p. 188.
  17. ↑ SCHEDA (PDF), su sigecweb.beniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2026.
  18. ↑ Tomba 808, su canino.info. URL consultato il 2 giugno 2026.
  19. ↑ Tomba 939, su canino.info. URL consultato il 2 giugno 2026.
  20. ↑ Tomba del Morente, su canino.info. URL consultato il 2 giugno 2026.
  21. ↑ Tomba 994, su canino.info. URL consultato il 7 giugno 2026.
  22. ↑ Tomba 1200, su canino.info. URL consultato il 13 giugno 2026.
  23. ↑ Tomba 2015, su canino.info. URL consultato il 15 luglio 2026.
  24. ↑ Tomba 1560, su canino.info. URL consultato il 18 luglio 2026.
  25. ↑ Tomba 1999, su canino.info. URL consultato il 9 agosto 2026.

Bibliografia

  • Anna Maria Moretti Sgubini, Scavo nello scavo: gli Etruschi non visti: ricerche e riscoperte nei depositi dei musei archeologici dell'Etruria meridionale, Viterbo, Union Printing, 2004, ISBN 978-88-88509-02-0.

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