Trans Australia Airlines

Trans Australia Airlines
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Un Airbus A300 della compagnia
StatoAustralia (bandiera) Australia
Fondazione8 febbraio 1946 a Melbourne
ChiusuraAprile 1994 (confluita in Qantas)
Sede principaleMelbourne
GruppoAustralian National Airlines Commission
SettoreTrasporto
Prodotticompagnia aerea
Compagnia aerea standard
Codice IATATN
Codice ICAOTAA
Indicativo di chiamataTRANSAIR
Primo volo9 settembre 1946
Ultimo volo1994
HubMelbourne
Voci di compagnie aeree presenti su Wikipedia

Trans Australia Airlines (TAA), rinominata Australian Airlines nel 1986, è stata una delle due principali compagnie aeree nazionali australiane tra la sua fondazione nel 1946 e la fusione con Qantas nel 1992.[1][2] La sede e l'hub principale di TAA si trovavano a Melbourne, nello stato di Victoria, in Australia.[3][4]

In seguito al progetto di rebranding COBRA (abbreviazione di "Common Branding"), la compagnia assunse il nome Qantas. Per un breve periodo, i biglietti di TAA riportarono la dicitura Australian Airlines Limited trading as Qantas Airways Limited,[1] finché l’adozione di un unico certificato di operatore aereo non ufficializzò la fusione definitiva.[5][6] Da quel momento, l'intera flotta di aerei adottò il nome e la livrea della società madre, con lo slogan sotto i finestrini che divenne The Australian Airline, mentre sopra rimase il marchio Qantas.[7][8]

La fondazione di TAA nel 1946 pose fine al monopolio di Australian National Airways (ANA) sui collegamenti aerei nazionali, rilevando il network dei voli nel Queensland da Qantas.[1] In quel periodo inoltre, TAA e Qantas favorirono lo sviluppo del Royal Flying Doctor Service (RFDS) fornendo aerei, piloti e tecnici.[9]

Nel 1954, Trans Australia Airlines divenne la prima compagnia aerea al di fuori dell'Europa a operare il Vickers Viscount.[10] Nel 1981, la compagnia introdusse in flotta l'Airbus A300, il primo aereo a fusoliera larga acquistato da una compagnia aerea nazionale australiana.[10][11]

Storia

Background

Passeggeri che si imbarcano su un volo di Trans Australia Airlines all'aeroporto di Adelaide nel 1968

Fino alla Seconda guerra mondiale, l'Australia era stata uno dei centri aeronautici di riferimento nel mondo.[2] Con 16 compagnie aeree e un tasso di crescita doppio rispetto alla media mondiale, l'Australia si posizionava al sesto posto a livello globale per chilometraggio dei voli di linea, oltre ad aver dato i natali a diversi pionieri dell'aviazione tra cui Lawrence Hargrave, Harry Hawker, Bert Hinkler, Lawrence Wackett, John Flynn, Sidney Cotton, Keith Virtue e Charles Kingsford Smith.[12]

Entrambi gli schieramenti politici dell'Australia consideravano il trasporto aereo una questione importante (così come i governi di altre nazioni geograficamente estese, come l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti).[12] All'epoca, il direttore generale dell'Aviazione Civile Arthur Brownlow Corbett dichiarò:[12]

(inglese)
«A nation which refuses to use flying in its national life must necessarily today be a backward and defenceless nation»
(italiano)
«Una nazione che rifiuta di usare il trasporto aereo nella sua vita deve essere considerata oggi una nazione arretrata e indifesa.»

Il trasporto aereo in Australia fu incentivato sia con sussidi economici diretti che con contratti postali; prima dell'inizio della guerra, oltre la metà di tutti i chilometri percorsi da aerei per il trasporto di passeggeri e merci erano sovvenzionati.[12]

Nonostante gli aiuti, dopo il 1939 e soprattutto dopo l'invasione giapponese delle Isole del Pacifico nel 1941, le spese militari ridimensionarono quelle aeronautiche.[12] Alla fine della guerra, in Australia erano rimaste solo nove compagnie aeree nazionali: otto compagnie aeree regionali e Australian National Airways (ANA), un conglomerato di compagnie aree che deteneva un monopolio sulle rotte interne e che riceveva l'85% di tutti i sussidi governativi per il trasporto aereo.[12]

L'allora Ministro dell'Aeronautica, Arthur Drakeford, riassunse la posizione del governo Chifley dichiarando quanto segue:

(inglese)
«Where are the great pioneers of aviation? [...] We discover that one by one the small pioneer enterprises are disappearing from the register. It is the inevitable process of absorption by a monopoly.»
(italiano)
«Dove sono finiti i grandi pionieri dell'aviazione? [...] Scopriamo che, una dopo l'altra, le piccole imprese stanno scomparendo dal registro. È l'inevitabile processo di assorbimento da parte di un monopolio.»

Il governo australiano riteneva che il trasporto aereo fosse principalmente un servizio pubblico, al pari degli ospedali, delle ferrovie o delle poste; si doveva quindi istituire un monopolio di proprietà pubblica e operante nell'interesse pubblico.[12]

Nell'agosto 1945, due giorni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il parlamento federale australiano approvò l'Australian National Airways Bill, che istituì l'Australian National Airways Commission (ANAC) affidandole il compito di rilanciare il settore del trasporto aereo in Australia.[12] In linea con le tendenze socialiste del Partito Laburista Australiano, la legge stabiliva che le licenze degli operatori aerei privati sarebbero decadute per le rotte già servite dalla compagnia aerea di bandiera.[12]

Da quel momento in poi, fu previsto che il trasporto aereo in Australia sarebbe divenuto di proprietà statale. Tuttavia, nel dicembre 1945, il Partito Liberale d'Australia intentò una causa legale nella quale l'Alta corte d'Australia stabilì che il governo non poteva impedire il rilascio di licenze aeree a compagnie private.[13][14] Inoltre, qualora lo avesse desiderato, il governo avrebbe potuto istituire una compagnia aerea senza tuttavia promulgare un monopolio.[14] Gran parte della stampa nazionale si oppose alla fondazione di una compagnia aerea pubblica, vedendola come una forma di statalismo velato.[12]

Fondazione

Un Douglas DC-2 di Australian National Airways

Nel febbraio 1946, dopo che il disegno di legge sui monopoli fu modificato, l'ANAC entrò ufficialmente in funzione.[12] Il consiglio di amministrazione dell'azienda era composto dal direttore generale e dal vicedirettore dell'aviazione civile, il direttore generale delle poste e il sottosegretario del Tesoro, mentre la commissione sarebbe stata presieduta da Arthur Coles (una delle persone più ricche in Australia e cofondatore del Gruppo Coles).[12][15]

Ai tempi, Coles si era ritirato dalla gestione attiva dell'omonimo gruppo e credeva fermamente nella concorrenza per gli affari.[15] Inoltre, Coles non avrebbe accettato la carica di presidente dell'ANAC se la disposizione sul monopolio fosse stata mantenuta.[15]

La commissione scelse il nome Trans Australia Airlines, richiese al dipartimento del Tesoro un anticipo preliminare di 10.000 sterline e iniziò a sviluppare piani, assumere personale e acquistare attrezzature per il volo.[12] Reg Ansett, proprietario di Ansett Airways, aiutò lo sviluppo della nuova compagnia aerea vendendo l'intera azienda all'ANAC come "impresa in attività" (cioè funzionante e operativa), offrendosi anche, se necessario, di rimanere come manager responsabile della gestione.[12] Secondo la commissione, il prezzo richiesto era adeguato e Ansett rifiutò una controfferta più modesta.[12]

Inoltre, vi fu una corrispondenza tra la commissione e Ivan Holyman (presidente di ANA), con l'obiettivo di nominare Holyman direttore generale di TAA (offrendo uno stipendio di 10.000 sterline all'anno) e acquisire la compagnia aerea. Tuttavia, Holyman non era disposto a lavorare per un ente statale, essendo piuttosto interessato a creare una "società composita".[12]

Alla fine, l'ANAC decise di portare avanti il suo piano originale, ovvero quello di costituire una compagnia aerea da zero; uno dei primi a essere assunto fu Lester Brain, all'epoca responsabile delle operazioni di Qantas.[12] Quest'ultimo fece domanda per divenire il responsabile delle operazioni di TAA, ma con sua sorpresa gli venne invece offerto l'incarico di direttore generale con uno stipendio di 3.000 sterline annuali.[12]

Un Douglas DC-3 di TAA all'Australian International Airshow 2013

Nel giugno 1946 TAA acquisì i suoi primi due aerei, una coppia di Douglas DC-3.[16] Nei mesi successivi, la flotta della compagnia si espanse con altri dodici DC-3, tutti originariamente acquistati e appartenuti alla Royal Australian Air Force nell'ambito del programma Lend-Lease.[16] Nel luglio successivo, il dipartimento del Tesoro stanziò 350.000 sterline per consentire a TAA di ordinare quattro Douglas DC-4; per gestire questi aerei, Brain nominò Aubrey Koch come pilota senior e John Watkins come responsabile tecnico.[16] Il primo compito di Watkins fu quello di recarsi negli Stati Uniti per prendere in consegna i DC-4, scrivendo in seguito:[16]

(inglese)
«To my utter astonishment Arthur Coles, after the expected pep-talk about the DC-4 assignment, said he was relying on me to find out what new equipment was being developed that would enable us to offer our passengers a better product than our established rival, at a competitive price.»
(italiano)
«Con mio grande stupore, dopo l'atteso discorso di incoraggiamento, Arthur Coles ha detto che si affidava a me per scoprire quale nuovo aereo fosse in fase di sviluppo e che avrebbe permesso di offrire ai nostri passeggeri un prodotto migliore del nostro affermato rivale, ad un prezzo competitivo.»

Successivamente però, riemersero delle questioni politiche; Trans Australia Airlines aveva programmato di avviare i voli di linea regolari il 7 ottobre 1946, ma erano previste anche le elezioni federali australiane del 28 settembre.[16] Il Primo Ministro che governava l'Australia durante la Seconda guerra mondiale, il britannico Winston Churchill, fu estromesso dal potere nel dopoguerra anche dopo aver guadagnato popolarità nel Paese.[16] Pertanto, non vi era certezza che il governo di Ben Chifley non avrebbe subito la stessa sorte, con l'opposizione che si opponeva allo statalismo. Durante la riunione del 2 settembre 1946, Coles si rivolse alla commissione dichiarando quanto segue:[16]

(inglese)
«Gentlemen, the Government wants us to start services as soon as possible. There is a Federal election on 28 September. If we don't have an airline up and running by then and Labor loses the election there'll be no airline. We'll be out of a job. Any suggestions?»
(italiano)
«Signori, il governo vuole che iniziamo i servizi il prima possibile. Ci sono le elezioni federali il 28 settembre. Se non avremo una compagnia aerea attiva e funzionante per allora e il partito laburista perde le elezioni, non ci sarà nessuna compagnia aerea. Saremo senza lavoro. Suggerimenti?»

Dopo alcune discussioni, si giunse alla conclusione che la compagnia aerea non era ancora pronta; aveva un nome, alcuni piloti e degli aerei ma nessuna struttura di terra, nessun personale di vendita e nemmeno dei biglietti.[16] Tuttavia, sarebbe stato ancora possibile iniziare le operazioni il 7 ottobre. Concluso il dibattito, Coles dichiarò:[16]

(inglese)
«I have news for you. We start next Monday.»
(italiano)
«Ho una notizia per voi. Iniziamo lunedì prossimo.»

Dopo una settimana trascorsa ad assumere personale e a redigere manuali operativi, biglietti e documenti di carico, i capitani Hepburn e Nickels partirono da Laverton alle 5:45 del mattino diretti a Sydney, nel Nuovo Galles del Sud.[16] Per la partenza, i piloti si ritrovarono costretti a decollare da un capannone della base RAAF di Laverton, poiché le condizioni meteorologiche avverse avevano reso l'aeroporto di Essendon Fields inagibile.[16] Il primo volo di linea di Trans Australia Airlines trasportava dei VIP e un solo passeggero pagante.[16]

Espansione

Un Fokker F27 di TAA all'aeroporto di Essendon Fields nel 1970

Negli anni successivi, la nuova compagnia si sviluppò notevolmente. Con il passaggio dall'austerità del dopoguerra a un periodo di maggiore benessere economico, sempre più australiani poterono permettersi di viaggiare in aereo.[2][15]

Negli anni '50, '60 e '70, il mercato dell'aviazione australiana fu dominato dalla rivalità tra la compagnia aerea privata Ansett-ANA e TAA (quest’ultima sostenuta dal governo).[15] Un fattore che determinò il successo della compagnia statale fu la scelta di sostituire i Douglas DC-3 con il Convair CV-240, aereo in grado di volare al di sopra delle nuvole.[2]

Un Douglas DC-9 della compagnia all'aeroporto di Melbourne nel 1978

Inoltre, TAA ampliò attivamente i suoi servizi verso la costa orientale dell'Australia, guadagnandosi il titolo di prima compagnia aerea trans-australiana.[15] Per i voli verso Perth, sulla costa occidentale del Paese, la compagnia utilizzava i Douglas DC-4, mentre negli anni '50 introdusse in flotta i Vickers Viscount.[15]

Sebbene TAA fosse di proprietà statale, il governo liberal-conservatore di Robert Menzies (in carica dal 1949 al 1966) comprendeva e assecondava le esigenze di Ansett-ANA, che era di proprietà privata.[2][15] Di conseguenza, il governo introdusse la Two Airlines Policy (una regolamentazione abolita solo nel 1990), che di fatto limitò le opportunità di crescita ed espansione in assenza di approvazione governativa.[2][17][18]

A causa della Two Airlines Policy, i numeri e gli orari dei voli erano strettamente controllati; TAA e Ansett-ANA avevano invariabilmente voli in partenza dagli stessi aeroporti, per la stessa destinazione, negli stessi identici orari e con gli stessi aerei.[19] Inoltre, per via della rigidità di questa politica, i velivoli identici appena acquisiti (uno per ciascuna compagnia) dovevano entrare nello spazio aereo australiano nello stesso identico momento.[15][19]

Un Lockheed L-188 Electra di Trans Australia Airlines nel 1971

L'appoggio ad Ansett da parte del governo conservatore raggiunse il suo apice negli anni '50, quando quest'ultimo costrinse TAA a donare tre dei suoi Vickers Viscount ad Ansett-ANA in cambio di due Douglas DC-6, aerei meno performanti rispetto ai Vickers.[20] In un altro caso, Trans Australia Airlines pianificò di rinnovare la flotta con il Sud Aviation Caravelle (un aereo a reazione innovativo per l'epoca), ma poiché Ansett riteneva che l'aereo fosse troppo avanzato per le proprie esigenze, entrambe le compagnie furono obbligate ad acquistare il velivolo preferito da Ansett, il Lockheed L-188 Electra (meno evoluto rispetto al Caravelle).[10][20]

Negli anni '60, TAA si sviluppò ulteriormente introducendo in flotta i Boeing 727-100, i Douglas DC-9 e i Fokker F27, questi ultimi utilizzati sulle rotte regionali.[10][15]

Alla fine degli anni '60, la compagnia aveva un network di voli che comprendeva tutta l'Australia, oltre a servizi verso la Papua Nuova Guinea e voli da Darwin a Baucau, nel Timor portoghese.[2][10] In quel periodo, la livrea della compagnia era caratterizzata da una "T" bianca su sfondo blu.[10]

Un Boeing 727-200 di TAA

Negli anni '70, la flotta della compagnia si espanse acquisendo i Boeing 727-200, modello che aveva una fusoliera più lunga rispetto alla serie -100; tuttavia, i termini della loro introduzione furono limitati dalla Two Airlines Policy.[2][10] Nel 1974, TAA acquisì una partecipazione di maggioranza nell'amministrazione della Great Keppel Island, nel Queensland.[21] Nel luglio 1975, in collaborazione con il Mayne Group, la compagnia fondò il tour operator di pullman AAT Kings.[22] Nel 1978, la compagnia acquistò l'azienda di autonoleggio Kay-Hertz con la partecipazione del Mayne Group.[23][24] Nel dicembre 1980, TAA iniziò a operare un volo da Hobart, in Tasmania, a Wellington, in Nuova Zelanda, con un numero di volo Qantas.[25]

La Two Airlines Policy fu leggermente allentata all'inizio degli anni '80, quando la compagnia poté introdurre l'Airbus A300B4 nella propria flotta, mentre Ansett acquistò il Boeing 767.[2][10] L'A300 era un aereo a fusoliera larga rivoluzionario per l'epoca dato che offrì maggiore capacità su tutti i voli, in particolare quelli verso Perth e la costa orientale.[10]

Rebranding

Un Boeing 727-200 di Australian Airlines all'aeroporto di Brisbane nel 1992

Nel 1986, Trans Australia Airlines fu rinominata "Australian Airlines" e alla sua livrea fu aggiunto un canguro stilizzato. Contestualmente al cambio di gestione, sulla fusoliera degli aerei fu applicata la scritta "Australian".[10]

Alla fine degli anni '80, il governo australiano iniziò a intraprendere un processo di deregolazione dell'aviazione nazionale, procedura che si concluse nell'ottobre 1990 con l'abolizione della Two Airlines Policy.[18][26]

Un effetto collaterale di questo cambiamento fu la Australian pilots' dispute del 1989: dopo un lungo periodo di blocchi salariali, questa controversia portò alle dimissioni della maggior parte dei piloti di Australian Airlines.[27] In quel periodo, il governo di Bob Hawke incoraggiò le compagnie aeree ad assumere crumiri stranieri e pagò con fondi pubblici i piloti appena assunti.[28]

Recessione

Nei primi anni '90 il governo federale, pur avendo deregolamentato il settore aeronautico in Australia, rese di fatto impossibile l'ingresso di Compass Airlines (una nuova compagnia fondata nel 1990) nel mercato dell'aviazione nazionale.[29][30] Nel 1987, il governo Hawke annunciò che i terminal aeroportuali del Paese, allora di proprietà statale, sarebbero stati privatizzati e affittati ad Australian Airlines e Ansett Australia; tuttavia, l'accesso di Compass Airlines alle nuove strutture aeroportuali fu limitato.[31][32]

Dopo che entrambe le compagnie ottennero la piena proprietà dei rispettivi terminal all'aeroporto di Sydney, la Federal Airports Corporation acquistò l'Ansett Terminal quando quest'ultima fallì nel 2002.[33][34] In altri aeroporti, le due compagnie aeree avevano affittato terminal perlopiù vuoti e installato gli arredi operativi in autonomia.[33] Inoltre, la Federal Airports Corporation accettava i canoni di locazione da Compass Airlines, pur fornendo spazi limitati nei propri terminal.[35]

Un Airbus A300 di Compass Airlines

Compass Airlines ricevette dal governo quelli che erano considerati i terminal e i gate peggiori, mentre dall'aeroporto di Perth dovette operare dal terminal dedicato ai voli internazionali.[36] A seguito dei pignoramenti imposti sui suoi aerei (per via del mancato pagamento dei contratti di leasing), Compass Airlines venne dichiarata fallita dalla Civil Aviation Authority il 20 dicembre 1991.[30][37][38] In seguito, gli aerei di Compass furono trasferiti all'estero; ciò sollevò dubbi sul fatto che il mercato dell'aviazione nazionale fosse stato deregolamentato a tutti gli effetti.[30][39]

Dopo il fallimento di Compass Airlines, Australian Airlines continuò a registrare profitti significativi, aumentando anche il numero di passeggeri trasportati.[10] Sebbene la fusione con Qantas fosse considerata necessaria per dotare quest'ultima di un network nazionale più esteso e aumentare i profitti, molti ex dipendenti di Australian Airlines e TAA erano contrari a questa integrazione.[2][10]

Acquisizione da parte di Qantas

Nonostante stesse avendo dei buoni risultati, Australian Airlines sarebbe stata chiusa a breve: il governo australiano aveva infatti deciso di mettere in vendita sia Qantas che Australian.[40] Tuttavia, Australian Airlines venne subito acquisita da Qantas (che offrì 400 milioni di dollari per il suo acquisto), integrandola nella propria rete di destinazioni nazionali.[2][10] Successivamente, il governo cedette una quota del 25% a British Airways e offrì l'intera entità risultante dalla fusione in un'offerta pubblica iniziale, riportando Qantas in borsa dopo essere stata assente dal 1947.[2][10]

Il 14 settembre 1992 Qantas acquisì Australian Airlines,[2][6][41] mentre il 30 aprile 1994 la compagnia fu ufficialmente chiusa.[1][42] In seguito alla fusione, il codice cliente Boeing '76' (che apparteneva ad Australian) fu sostituito dal codice cliente '38' di Qantas per tutte le consegne di aeromobili Boeing.[43][44]

Rinascita

Un Boeing 767-300ER di Australian Airlines

Nell'ottobre 2002, Qantas rilanciò il marchio Australian Airlines come compagnia aerea full-service, puntando al mercato del turismo a basso costo e operando principalmente da Cairns, nel Queensland, e Bali, in Indonesia. Questa compagnia venne chiusa nel 2006 e riassorbita dal Qantas Group.[45][46][47]

TAA Museum

Il TAA Museum espone reperti della storia di TAA/Australian Airlines, tra cui articoli di servizio, uniformi, materiale pubblicitario e fotografie, ed è aperto al pubblico durante la settimana.[48][49] Inizialmente, Qantas riservò uno spazio del suo centro di addestramento Airport West al TAA Museum; tuttavia, nel 2025, Qantas necessitava di quell'area per un altro simulatore di volo, per cui il museo (al 2026) è in fase di trasferimento in una struttura di addestramento inutilizzata.[50][51][52]

Flotta

Un Airbus A300B4
Un Boeing 727
Un Douglas DC-3
Un Douglas DC-9

Nel corso degli anni, Trans Australia Airlines operò con i seguenti aeromobili:[53][54][55]

Aereo Inserimento Dismissione Note
Airbus A300B4 1981 1993 Trasferiti a Qantas.
Bell 47 1961 1971
Boeing 707 sconosciuto In leasing da Qantas.
Boeing 727 1964 1992 [56]
Boeing 737-300 1986 1993 Trasferiti a Qantas.
Boeing 737-400 1990 1993
Boeing 747-200 1989 1990 Uno in leasing da ANA.
Boeing 757-200 1989 1990 Trasferiti a Qantas.
Bristol Freighter 1961 1967 Versione cargo.[57]
Consolidated PBY Catalina 1961 1966 [58]
Convair CV-240 1948 1959
DHC-3 Otter 1960 1996 Aereo STOL.[59]
DHC-6 Twin Otter 1966 1993 Aereo STOL.[60]
Douglas DC-3 1946
Douglas DC-4 sconosciuto
Douglas DC-6 sconosciuto
Fokker F27 sconosciuto
Lockheed L-188 Electra 1959 1971
Lockheed L-18 Lodestar sconosciuto
Douglas DC-9 1967 1989 [61]
Vickers Viscount 1954 1970 [62]

Incidenti

  • 8 agosto 1951: un Douglas C-47 operante un volo cargo, marche VH-TAT, si schiantò presso la Barilla Bay, vicino a Hobart, subito dopo il decollo a causa della perdita di controllo laterale durante una virata a bassa quota. La probabile causa della perdita di controllo fu la presenza di ghiaccio sulla superficie dell'aereo. Entrambi i piloti persero la vita.[63][64]
  • 31 ottobre 1954: un Vickers Viscount, marche VH-TVA, stava eseguendo un volo di addestramento quando si schiantò contro un pendio a ovest della pista 22 dell'aeroporto di Mangalore, nello stato del Victoria. Degli otto a bordo, tre morirono.[65]
  • 10 giugno 1960: il volo Trans Australia Airlines 538, un Fokker F27, era in avvicinamento di notte per atterrare a Mackay, nel Queensland, quando si schiantò in mare. Tutte le 29 persone a bordo del volo rimasero uccise.[66]
  • 24 maggio 1961: un Douglas DC-4 operante un volo cargo, marche VH-TAA, si schiantò durante l'avvicinamento a Brisbane, causando la morte dei due piloti.[67]
  • 28 aprile 1970: un De Havilland Canada DHC-6 Twin Otter, marche VH-TGR, si schiantò contro degli alberi a Kainantu, in Papua Nuova Guinea. Dopo aver superato gli alberi, l'aereo si schiantò su un pendio coperto d'erba. Sopravvissero solo in tre degli undici a bordo.[68]

Note

  1. 1 2 3 4 (EN) Nicole Kylie e Steven Walker, The Short History Of All-Economy Carrier Australian Airlines, su Simple Flying, 15 marzo 2023. URL consultato il 22 aprile 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 (EN) Trans-Australia Airlines (TAA), su Australian Aviation Hall of Fame. URL consultato il 22 aprile 2026.
  3. ↑ (EN) World Airline Directory, in Flight International, 27 marzo-2 aprile 1991, p. 71, su flightglobal.com. URL consultato il 22 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2019).
  4. ↑ (EN) "Suburbs & Postcodes" City of Melbourne, su melbourne.vic.gov.au. URL consultato il 22 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2023).
  5. ↑ (EN) Gareth Boreham, From the Archives, 1993: Australian Airlines consumed by Qantas, su The Sydney Morning Herald, 12 aprile 2023. URL consultato il 22 aprile 2026.
  6. 1 2 (EN) Our history, su qantas.com. URL consultato il 22 aprile 2026.
  7. ↑ (EN) Fact File - Qantas at a Glance (PDF), su qantas.com.au. URL consultato il 22 aprile 2026.
  8. ↑ (EN) TAA Aircraft Livery, su taamuseum.com.au. URL consultato il 22 aprile 2026.
  9. ↑ (EN) TAA and the Flying Doctor, su taamuseum.com.au. URL consultato il 22 aprile 2026.
  10. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 (EN) Aircraft Of Trans-Australia Airlines, su aussieairliners.org. URL consultato il 22 aprile 2026.
  11. ↑ (EN) The First T.A.A. Airbus A300B4 - VH-TAA (PDF), su aussieairliners.org. URL consultato il 22 aprile 2026.
  12. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 (EN) ANAC - Beginning of TAA, su taamuseum.org.au. URL consultato il 22 aprile 2026 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2010).
  13. ↑ (EN) Australian National Airways Pty Ltd v Commonwealth (No 1) ("Airlines Nationalisation case") [1945] HCA 41; (1945) 71 CLR 29 (14 December 1945), su www8.austlii.edu.au. URL consultato il 22 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2026).
  14. 1 2 (EN) Australian National Airways Pty Ltd v Commonwealth (PDF), su hcourt.gov.au. URL consultato il 22 aprile 2026.
  15. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (EN) John Gunn, Contested skies: Trans-Australian Airlines ; Australian Airlines 1946-1992, University of Queensland Press, 1999, ISBN 978-0-7022-3073-8.
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  17. ↑ (EN) Andrew Clark, How Australia’s two-airline policy emerged, su Australian Financial Review, 16 settembre 2021. URL consultato il 24 aprile 2026.
  18. 1 2 (EN) Deregulation of Domestic Aviation - The First Year (PDF), su bitre.gov.au. URL consultato il 24 aprile 2026.
  19. 1 2 (EN) Two Airline Policy, su taamuseum.com.au. URL consultato il 24 aprile 2026.
  20. 1 2 (EN) Two Airline Policy page 2, su taamuseum.com.au. URL consultato il 24 aprile 2026.
  21. ↑ (EN) Melbourne, in Truck & Bus Transportation, Sydney, luglio 1974, p. 219.
  22. ↑ (EN) From Pykes to AAT, in Fleetline, n. 234, gennaio 1995, p. 16.
  23. ↑ (EN) Deal over Kay Rent-A-Car shares, in Canberra Times, 6 novembre 1978, p. 3. URL consultato il 24 aprile 2026.
  24. ↑ (EN) Hertz buy, in Canberra Times, 8 novembre 1978, p. 14. URL consultato il 24 aprile 2026.
  25. ↑ TAA Takes Over, in Australian Transport, aprile 1982, p. 20.
  26. ↑ (EN) "Deregulation of Domestic Aviation in Australia 1990-1995" (PDF), su bitre.gov.au. URL consultato il 25 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2019).
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  28. ↑ (EN) Damien Murphy, Cabinet papers 1988-89: pilots' strike; orbital engine; POW pension; Big Brother, su The Sydney Morning Herald, 1º gennaio 2015. URL consultato il 25 aprile 2026.
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  30. 1 2 3 (EN) Craig Reid, The Grandfather of Disruption: How Compass Airlines Shook Australian Aviation to Its Core, su Jotore Aviation, 13 aprile 2026. URL consultato il 25 aprile 2026.
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