Triplocephalum holstii

Triplocephalum holstii
Immagine di Triplocephalum holstii mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùInuleae
SottotribùPlucheinae
GenereTriplocephalum
O.Hoffm., 1894
SpecieT. holstii
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùInuleae
GenereTriplocephalum
SpecieT. holstii
Nomenclatura binomiale
Triplocephalum holstii
O.Hoffm., 1894

Triplocephalum holstii O.Hoffm., 1894 è una specie di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Inuleae e sottotribù Plucheinae. Triplocephalum holstii è anche l'unica specie del genere Triplocephalum O.Hoffm., 1894.[1][2]

Etimologia

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico Karl August Otto Hoffmann (1853-1909) nella pubblicazione "Naturlichen Pflanzenfamilien" (Nat. Pflanzenfam. [Engler & Prantl] 4(5): 389) del 1894.[3] Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione

Portamento. La specie di questa voce è un arbusto legnoso (raramente è erbaceo perenne).[4][5][6][7][8][9]

Fusto. La parte sotterranea del fusto consiste prevalentemente in rizomi allungati. La parte aerea del fusto, molto ramificata, in genere è sprovvista di condotti di resina. Generalmente il floema è privo di strati fibrosi; inoltre sono assenti i tessuti latticiferi. I fusti sono densamente bianco-pubescenti o pelosi e ghiandolari. Altezza media: 0,4-1,2 metri.

Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alternato. Le foglie, aromatiche, hanno delle forme da oblanceolate a strettamente obovate. La base è cordata e semi-amplessicaule con auricole sagittate. I margini della lamina sono seghettati con denti callosi. L'apice e acuto o apiculato. Le superfici sono densamente bianco-villose e ghiandolari su entrambi i lati. Dimensione delle foglie: lunghezza 1–5 cm; larghezza 0,4–1,4 cm.

Infiorescenza. Le infiorescenze sono formate da piccoli capolini in formazioni corimbose-globose. I capolini sono di tipo disciforme e sono formati da un involucro composto da brattee disposte in modo embricato al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori ligulati periferici o fiori del raggio (qui mancanti) e ai fiori tubulosi quelli centrali o del disco. L'involucro può essere cilindrico, campanulato o a forma di coppa. Le brattee sono disposte generalmente su più righe; hanno consistenza erbacea o cartilaginea, ma senza margini ialini; gli stereomi non sono divisi. Il ricettacolo è piatto e sprovvisto di pagliette (a protezione della base dei fiori). Lunghezza dei capolini: 4 mm.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): sono assenti;
  • fiori del disco (centrali): sono numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); quelli marginali sono femminili, quelli centrali sono funzionalmente maschili.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
  • fiori del disco: (solo fiori del disco) la forma è tubulare bruscamente divaricata in 4-5 brevi lobi (le corolle dei fiori marginali sono filiformi); il colore è porpora.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo; le teche (produttrici del polline) sono troncate e non sono speronate. La base delle antere può essere lunga o corta con code. Il tessuto dell'endotecio è a forma radiale. Le cellule del collare dei filamenti sono piatte o di tipo mammelloso.
  • Gineceo: il gineceo ha un ovario uniloculare infero formato da due carpelli.[4] Lo stilo è indiviso. Gli stigmi spesso sono provvisti di peli ottusi che terminano al di sotto della biforcazione. Le superfici stigmatiche confluiscono all'apice, mentre alla base sono separate in due distinte linee (lignee stigmatiche marginali[6]). Il polline è spinuloso.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni, con forme cilindriche, sono pubescenti. Il pappo è formato da un minuto anello di scaglie o anche è assente.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[5][6]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita in Africa orientale.[2]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi.[11] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][7][8]

Filogenesi

La tribù Inuleae (comprendente le Inulinae) è una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). Da un punto di vista filogenetico, la tribù Inuleae, all'interno della sottofamiglia, fa parte del gruppo "Helianthodae".[12][13] La sottotribù Plucheinae è caratterizzata da corolle con varie tonalità di rosa, malva o porpora, con stigmi ricoperti di peli acuti, ma senza la caratteristica di avere dei grandi cristalli di ossalato nelle cellule dell'epidermide dell'achenio.[8][14]

In base alle ultime ricerche,[15] il genere Triplocephalum appartiene al "core" della sottotribù vicino, da un punto di vista filogenetico, al genere Sphaeranthus con il quale forma un "gruppo fratello".

I caratteri distintivi della specie Triplocephalum holstii sono:[8]

  • il portamento di questa specie è arbustivo;
  • le foglie non sono decorrenti.

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. 1 2 (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 2 giugno 2025.
  3. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 2 giugno 2025.
  4. 1 2 Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  5. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860.
  6. 1 2 3 Judd 2007, pag. 517.
  7. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 667.
  8. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 389.
  9. ↑ (EN) Jstor Global Plants, su plants.jstor.org, p. Triplocephalum holstii. URL consultato il 2 giugno 2025.
  10. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  11. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
  12. ↑ Mandel et al. 2019.
  13. ↑ Zhang et al. 2021.
  14. ↑ Nylinder et al. 2015.
  15. ↑ (EN) Anderberg, Arne A., and Bengtson, Annika, Taxonomic novelties in the Asteraceae–Inuleae with the description of a new genus, Galgera separate from Laggera, in Willdenowia, vol. 52, n. 3, 2022, pp. 373-386.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni