Turritopsis polycirrha
| Turritopsis polycirrha | |
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Phylum | Cnidaria |
| Classe | Hydrozoa |
| Ordine | Anthoathecata |
| Sottordine | Filifera |
| Famiglia | Oceaniidae |
| Genere | Turritopsis |
| Specie | T. polycirrha |
| Nomenclatura binomiale | |
| Turritopsis polycirrha Keferstein, 1862 | |
| Sinonimi | |
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La Turritopsis polycirrha Keferstein, 1862 è un idrozoo della famiglia Oceaniidae.
Descrizione
La medusa adulta misura 4–5 mm di lungo ed ha un diametro simile. È provvista di un numero che va da 80 a 90 tentacoli. Il corpo ha larghi canali radiali e la parte apicale arrotondata; sia lo stomaco che le gonadi sono di colore cremisi. Cellule vacuolate (ossia delimitate da una membrana propria e contenenti una soluzione acquosa) sono presenti in un gruppo compatto ad un estremo del manubrio[1].
Sebbene poco si sappia dello stato polipoide della T. polycirrha[2], tranne che le colonie si sviluppano in stolone e che i rossi polipi hanno radi tentacoli filiformi[3].
Questa specie è stata spesso confusa con la T. nutricula, presente lungo le coste americane. La separazione fra le due specie è stata stabilita sulla base di differenze nell'estensione dell'endoderma, molto più sviluppato nella T. polycirrha, e nei canali radiali. Le cellule vacuolate del manubrio appaiono diverse nella T. nutricola, in quanto sono chiaramente separate in quattro gruppi[4].
Distribuzione e habitat
Si tratta di una specie neritica[5]. La T. polycirrha è presente nel nord Atlantico, nella Manica, lungo le coste della Gran Bretagna e nella parte meridionale del mar del Nord, fino a Helgoland[2].
Il genere Turritopsis si pensa abbia origini nell'Oceano Pacifico e si è diffuso poi in tutto il mondo per migrazioni trans-artiche, generando specie diverse[2][6].
Ciclo vitale
La T. polycirrha si può riprodurre sia in modo ermafrodito che dioico e larviparo[3]; in quest'ultimo caso, trasportano le uova fertilizzate e le rilasciano unicamente quando le planule sono completamente formate. Questo comportamento si ritrova nella T. rubra della Nuova Zelanda.
Le meduse adulte si trovano nei mesi autunnali ed invernali[7], il che fa presumere che le giovani meduse vengano liberate durante l'estate[8][9].
Note
- ↑ P. Schuchert, p. 323.
- 1 2 3 (EN) M. P. Miglietta, S. Piraino, S. Kubota, P. Schuchert, Species in the genus Turritopsis (Cnidaria, Hydrozoa): a molecular evaluation (abstract), in Journal of Zoological Systematics and Evolutionary Research, vol. 45, n. 1, 2006, p. 16. URL consultato il 16 giugno 2015.
- 1 2 (EN) P. Schuchert, Revision of the European athecate hydroids and their medusae (Hydrozoa, Cnidaria): families Oceanidae and Pachycordylidae, in Revue Suisse de Zoologie, vol. 111, n. 2, 2004, pp. 315–369.
- ↑ P. Schuchert, p. 326.
- ↑ P. Schuchert, p. 324.
- ↑ (EN) Lech Mintowt-Czyz, Turritopsis nutricula: the world’s only “immortal” creature, in Times Online, 26 gennaio 2009.
- ↑ (EN) Russell, F. S., The medusae of the British Isles, Londra, Cambridge University Press, 1953.
- ↑ (FR) Teissier, G., Inventaire de la faune marine de Roscoff. Cnidaires-Cténaires, in Travaux de la Station Biologique de Roscoff, vol. 16, 1965.
- ↑ (EN) Kramp, P. L.., Hydromedusae collected in the south-western part of the North Sea and in the eastern part of the Channel in 1903-14, in Mémoires du Musée royal d’histoire naturelle de Belgique, vol. 45, 1930.
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Collegamenti esterni
- (EN) P. Schuchert (2015), Turritopsis polycirrha (Keferstein, 1862), in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 24 giugno 2015.
