Ursus rossicus
| Orso delle caverne minore | |
|---|---|
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| Stato di conservazione | |
Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Mammalia |
| Ordine | Carnivora |
| Famiglia | Ursidae |
| Sottofamiglia | Ursinae |
| Genere | Ursus |
| Specie | †Ursus rossicus |
| Nomenclatura binomiale | |
| †Ursus rossicus Borissiak, 1930 | |
Ursus rossicus[1], noto anche come orso delle caverne minore, è una specie estinta di orso vissuta nelle regioni steppiche dell'Eurasia settentrionale e della Siberia durante il Pleistocene, circa 0,25-0,027 milioni di anni fa. Fa parte del complesso di specie dell'orso delle caverne.
Scoperta
Vereshchagin scoprì i primi resti di U. rossicus nei monti Altai nel 1973. Le mandibole di quest'orso furono ritrovate nella cava di Bachatsk, a Krasni Yar (nella provincia di Tomsk), e nella cava di Mokhovo; frammenti di cranio furono in seguito ritrovati a Krasni Yar.[1] Resti fossili più completi di U. rossicus vennero scoperti nella famosa grotta di Denisova.[2]
Descrizione
L'orso delle caverne minore aveva un cranio molto largo e bombato, con una fronte ripida. Il suo corpo robusto aveva cosce lunghe, stinchi massicci e piedi rivolti verso l'interno, risultando simile nella struttura scheletrica all'orso bruno. I suoi arti erano proporzionatamente corti e tozzi.[3] Gli orsi delle caverne erano paragonabili per dimensioni ai più grandi orsi moderni, ma U. rossicus aveva dimensioni ridotte, leggermente più piccolo di un orso bruno europeo.[4]
Paleobiologia
Dieta

I denti ritrovati di U. rossicus, se separati in gruppi di diversi stadi ontogenetici, non mostrano variazioni significative nella microusura, suggerendo che la dieta di questi orsi rimaneva abbastanza costante nel corso della loro vita.[5] I denti di questa specie mostrano un'usura maggiore rispetto alla maggior parte delle specie moderne, suggerendo una dieta a base di materiali duri. Tuttavia, tuberi e altri alimenti granulosi, che causano la caratteristica usura dei denti negli orsi bruni moderni, non sembrano aver costituito una parte importante della dieta di questa specie sulla base dell'analisi della microusura dentale.[6]
Le caratteristiche morfologiche dell'apparato masticatorio di questa specie, inclusa la perdita dei premolari, sono state a lungo considerate indicatori di una dieta prevalentemente erbivora, rispetto a quella dell'orso bruno eurasiatico, il che sembra essere confermato dalla morfologia dei denti. Anche i risultati ottenuti dagli isotopi stabili delle ossa indicano una dieta prevalentemente vegetariana, con bassi livelli di azoto-15 e carbonio-13,[7] che vengono accumulati a un ritmo più veloce dai carnivori rispetto agli erbivori.
Gli orsi delle caverne dell'ultima era glaciale erano privi dei consueti due o tre premolari presenti negli altri orsi; per compensare, l'ultimo molare è molto allungato, con cuspidi supplementari.[8]
Note
- 1 2 G. Baryshnikov e I. Foronova, Pleistocene small cave bear (Ursus rossicus) from the South Siberia, Russia (PDF), in Cadernos Lab. Xeolóxico de Laxe, vol. 26, 2001, pp. 373–398. URL consultato il 15 aprile 2015 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2021).
- ↑ (EN) A.Yu. Puzachenko, V.V. Titov e P.A. Kosintsev, Evolution of the European regional large mammals assemblages in the end of the Middle Pleistocene – The first half of the Late Pleistocene (MIS 6–MIS 4), in Quaternary International, vol. 605-606, 20 dicembre 2021, pp. 155–191, DOI:10.1016/j.quaint.2020.08.038. URL consultato il 22 gennaio 2024.
- ↑ Brown, Gary, Great Bear Almanac, Lyons & Burford, 1996, pp. 340.
- ↑ Macdonald, David, The Velvet Claw, New York, Parkwest, 1992, pp. 256.
- ↑ (EN) Iván Ramírez Pedraza, Gennady F. Baryshnikov, Natalya E. Prilepskaya, Ruslan I. Belyaev, Spyridoula Pappa e Florent Rivals, Paleodiet and niche partitioning among the easternmost European cave bears based on tooth wear analysis, in Historical Biology, vol. 34, n. 6, 30 agosto 2021, pp. 1063–1071, DOI:10.1080/08912963.2021.1960324. URL consultato il 3 maggio 2024.
- ↑ Pinto Llona, A. C., Andrews, P. & Etxeberrı´a, P. 2005: Taphonomy and Palaeoecology of Cave Bears from the Quaternary of Cantabrian Spain. Fondacio´n de Asturias/Du Pont Ibe´rica/The Natural History Museum, Grafinsa, Oviedo.
- ↑ Bocherens, H., Bears and humans in Chauvet Cave (Vallon-Pont-d'Arc, Ardeche, France): Insights from stable isotopes and radiocarbon dating of bone collagen, in Journal of Human Evolution, vol. 50, n. 3, 2006, pp. 370–376, DOI:10.1016/j.jhevol.2005.12.002.
- ↑ Gli orsi spelèi delle Conturines/ Ursus Spelaeus. Altabadia.it. accesso 2011-09-26.
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