Víctor Simonetti

Víctor Simonetti, 1976

Víctor Simonetti (Quilpué, 13 giugno 1932) è un architetto cileno con cittadinanza italiana, apprezzato per l'applicazione in campo artistico delle sue ricerche sulle strutture naturali.[1]

Biografia

«Nelle sue opere insolite come aspetto, le immagini si formano
e si disfano a piacere, come le nuvole, come nella natura.[2]»

Sin dalla prima gioventù è attratto dalle forme mediante le quali è organizzata la natura, configurazioni che rappresentano per lui il principale campo di ricerca. Nel 1952 mentre è studente di architettura contribuisce ad allestire la prima mostra di arte concreta in Cile, che include tra gli artisti espositori Tomás Maldonado: tale esperienza lo induce a venire in Italia stabilendo un primo contatto col professore Ernesto Rogers per proseguire gli studi nella terra d'origine della famiglia.[3] Interessato alla relazione uomo-spazio architettonico, interpretata vettorialmente come rapporto energetico, si è laureato in architettura a Firenze, avendo come relatore Adalberto Libera e presentando per tesi una casa-scuola per ciechi adulti che lo ha sensibilizzato agli aspetti non visivi dello spazio architettonico.

Negli anni seguenti, su invito dell'architetto Eduardo Vargas Herrera[4], opera in Cile nel campo dell'architettura sociale e cooperativa presso l'istituto di edilizia popolare INVICA[5] e nel 1966 torna in Italia per proseguire gli studi sulle strutture naturali e sul loro significato plastico e formale, pubblicandone una prima sintesi sulla rivista CH.+Q. (Bologna, 1967) e sulla rivista francese Architecture Mouvement Continuité (Parigi, 1968).[1] Nel 1968 avviene il primo incontro con Bruno Munari, che diviene fonte di ispirazione nella sua ricerca artistica. Al Centro Duchamp di Dino Gavina a Bologna[6], tra i cui invitati si annovera Man Ray, vengono realizzati i primi oggetti di design tra cui il Bilico[7], mentre Piero Batini produce lo Xadrez, un gioco di scacchi matematicamente vettoriale e didattico la cui ricerca è pubblicata dall'editore Paravia.[8]

Serie dei flussi, 1976

Nel 1976 si apre la fase espositiva delle sue opere che evidenziano (anche mediante la partecipazione del visitatore, invitato a toccare e muovere gli oggetti) la struttura organizzativa delle forme naturali e la validità della loro interpretazione vettoriale: si tratta prevalentemente di modelli mobili contenenti piccole sfere che possono spostarsi su di un piano liscio o vincolato ed essere soggette a leggi di casualità e causalità, esplorazione, a loro volta, di rapporti analogici in relazione a fenomeni architettonici, urbanistici e di comportamento sociale.[9] Da tali basi teoriche (cfr. Thompson, 1961) la sua indagine si orienta in seguito alle estetiche nascoste di noti teoremi matematici.[10]

Svolge negli stessi anni anche attività didattica, metodologicamente aperta a una prospettiva transdisciplinare, come docente di ruolo all'Istituto Statale d'Arte di Chiavari (ISA), dal 1971 al 1990 e anche nella sua terra natale, come professore invitato dalla facoltà di architettura della Università tecnica Federico Santa María (USM) di Valparaíso, effettuando annualmente corsi ciclici dal 1996 al 2005.[11]

Esposizioni

Durante il suo percorso artistico ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all'estero: tra le rassegne principali si ricorda la Quadriennale di Roma del 1999 per le mostre collettive,[12] mentre fra le personali va ricordata quella al primo Festival della Matematica tenutosi a Roma (Auditorium Parco della Musica) nel 2007.[13] Sue opere sono conservate in strutture specializzate: nel Museo Umbro Apollonio a San Martino di Lupari,[14] nel Giardino di Archimede a Firenze, nel Forum Konkrete Kunst a Erfurt in Germania e nel Museo dell'immagine Kamaboko a Odawara in Giappone.[15] Di seguito si propone una selezione delle ultime mostre, a partire dal 1995:

Personali
  • 1995: Dalla natura naturalmente, Arte Struktura, Milano.[3]
  • 1995: Convegno Incontri con la Matematica, a cura di Bruno D'Amore, Castel San Pietro Terme.[16]
  • 2005: Convegno Matematica e Cultura, a cura di Michele Emmer, Venezia.[9]
  • 2006: Festival della Scienza, Genova e Recco.[17]
  • 2007: Festival della Matematica, a cura di Piergiorgio Odifreddi, Roma.[13]
  • 2007: Giardino di Archimede, a cura di Enrico Giusti, Firenze.[18]
Collettive
  • 1995: El síndrome de Leonardo. ARTEDESIGN en Italia 1940–1975, Museo Diocesano della Pia Almoina, Barcellona.
  • 1997: Deconstructivist Art, a cura di Attilio Marcolli, Galleria d'arte San Pantalon, Venezia.
  • 1997: L'arte costruisce l'Europa, Arte Struktura, Milano.
  • 1998: Dino Gavina: Ultrarazionale, Ultramobile, Accademia di Belle Arti di Brera, Sala Napoleonica, Milano.
  • 1999: Proiezioni 2000, XIII Quadriennale Nazionale d'Arte, Palazzo delle Esposizioni, Roma.[12]
  • 2002: ITALIEN: Positionen der Konkreten Kunst, Forum Konkrete Kunst, Erfurt.
  • 2006: Enigma emozionante. Artisti a rigor di logica, Mirano.
  • 2010: Dino Gavina: lampi di design, MAMbo, Museo d'Arte Moderna, Bologna.

Pubblicazioni

  • Víctor Simonetti, Ipotesi e ricerca di una grammatica unitaria e universale delle organizzazioni (PDF), in CH.+Q., n. 42, Bologna, UTOA, giugno 1967, pp. 9-16. Trad. fr. Hypothèses et recherche d'une grammaire unitaire et universelle des organisations, in Philippe Boudon (a cura di), Architecture mouvement continuité, 8 (n. 168), Parigi, SADG, giugno 1968, pp. 18-31.
  • Víctor Simonetti, Ciao Pitagora (PDF), Mantova, Corraini, 1995, ISBN 978-88-86250-25-2.
  • Víctor Simonetti, Architettura mon amour (PDF), Pieve Ligure, Simonsegni, 2003, ISBN 978-88-88753-08-9.
  • Monica Vaccarezza e Víctor Simonetti, Il mondo in corsivo (PDF), Pieve Ligure, Simonsegni, 2003, ISBN 978-88-88753-06-5.
  • Víctor Simonetti, (H)ombre, Pieve Ligure, Simonsegni, 2004, ISBN 978-88-88753-11-9.
  • Víctor Simonetti, Serie del campo (PDF), Pieve Ligure, Simonsegni, 2006, ISBN 978-88-88753-12-6.

Galleria d'immagini

Note

  1. 1 2 Simonetti, 1967.
  2. ↑ Simonetti, 1995.
  3. 1 2 Beringheli, 1995.
  4. ↑ (ES) INVICA, su mapa.valpo.net.
  5. ↑ (ES) INVICA (PDF), su upload.wikimedia.org.
  6. ↑ Orsini, 1998.
  7. ↑ Gavina, 1969.
  8. ↑ Curti, 1979.
  9. 1 2 Munari, 1978.
  10. ↑ Emmer, 2006.
  11. ↑ Beringheli, 2001.
  12. 1 2 Quadriennale di Roma, 1999.
  13. 1 2 Festival della Matematica, 2007.
  14. ↑ Museo Umbro Apollonio, 1981.
  15. ↑ Cfr. (JA) Suzuhiro (鈴廣), 1983.
  16. ↑ D'Amore, 1995.
  17. ↑ Festival della Scienza, 2006.
  18. ↑ Giardino di Archimede, 2007.

Bibliografia

  • Germano Beringheli (a cura di), Dalla natura naturalmente (PDF), Milano, Arte Struktura, 1995.
  • Germano Beringheli (a cura di), Dizionario degli artisti liguri, Genova, De Ferrari, 2001, pp. 370, 614, ISBN 978-88-7172-393-8.
  • Heidi Bierwisch (a cura di), Forum Konkrete Kunst, Erfurt, Kunstverlag Gotha, 1995, pp. 190-191, ISBN 978-3-931182-03-8.
  • Piergianni Curti (a cura di), Matematica. Una proposta per la scuola media (PDF), Torino, Paravia, 1979, pp. 235-238.
  • Bruno D'Amore (a cura di), La matematica in aula, Bologna, Pitagora, 1995, pp. 161-162, ISBN 978-88-371-0801-4.
  • Michele Emmer (a cura di), Matematica e Cultura 2006 (PDF), Milano, Springer, 2006, pp. 195-198, ISBN 978-88-470-0464-1.
  • Dino Gavina (a cura di), Centro Duchamp (PDF), San Lazzaro di Savena (Bologna), Dino Gavina, 1969, pp. 15, 21.
  • Bruno Munari, Victor Simonetti: forze in azione (PDF), in Parametro, n. 72, Faenza, Faenza editrice, dicembre 1978, pp. 5-6.
  • Piergiorgio Odifreddi, Abbasso Euclide!, Milano, Mondadori, 2013, ISBN 978-88-04-62302-1.
  • Renzo Orsini (a cura di), Dino Gavina. Ultrarazionale, Ultramobile (PDF), Bologna, Compositori, 1998, pp. 88-89, 108, ISBN 978-88-7794-137-4.

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