VEF I-12
| VEF I-12 | |
|---|---|
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| Descrizione | |
| Tipo | aereo da addestramento |
| Equipaggio | 2 |
| Progettista | Kārlis Irbītis |
| Costruttore | |
| Data primo volo | 26 giugno 1937 |
| Utilizzatore principale | |
| Esemplari | 12 |
| Sviluppato dal | VEF I-11 |
| Dimensioni e pesi | |
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| Lunghezza | 7,1 m |
| Apertura alare | 9,3 m |
| Altezza | 1,9 m |
| Superficie alare | 11,3 m² |
| Peso a vuoto | 458 kg |
| Peso max al decollo | 680 kg |
| Capacità combustibile | 79,6 litri |
| Propulsione | |
| Motore | un Blackburn Cirrus |
| Potenza | 90 CV (90 kW) |
| Prestazioni | |
| Velocità max | 230 km/h |
| Autonomia | 720 km |
| Tangenza | 8 000 m[N 1] |
dati tratti da Irbitis I-12[1] | |
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Il VEF I-12 era un aereo da addestramento monomotore ad ala bassa realizzato dall'azienda lettone Valsts Elektrotehniskā Fabrika (VEF) nel 1939 e prodotto in piccola serie.[2]
Destinato ad equipaggiare i reparti della Latvijas Gaisa spēki, l'aeronautica militare della Lettonia, e della Aizsargi Aviacija, rimase in servizio fino al 17 giugno 1940, data dell'occupazione sovietica della Lettonia.
Storia del progetto
Derivandolo dal precedente aereo da collegamento civile I-11, nel novembre 1936 l'ingegnere Kārlis Irbītis iniziò la progettazione di un aereo da addestramento basico designato I-12.[2] Il prototipo fu costruito presso lo stabilimento della Valsts Elektrotehniskā Fabrika (VEF) e andò in volo per la prima volta a Spilve il 26 giugno 1937.[2]
Descrizione tecnica

Aereo da addestramento e collegamento, con struttura rinforzata per rinforzato per l'acrobazia.[3] Lo I-12 aveva ala bassa, di costruzione interamente lignea, rivestita in compensato montata a sbalzo era costruita attorno a un longherone principale e uno ausiliario, entrambi realizzati in abete rosso e compensato.[3] La corta sezione centrale dell'ala era integrata nella fusoliera, con le gambe del carrello di atterraggio principale ricoperte da una carenature. Le ruote erano dotate di freni.[3] All'esterno, i pannelli alari si assottigliavano verso punte arrotondate, portando sia gli alettoni differenziali bilanciati e scanalati che i flap sdoppiati per la variazione della campanatura azionati manualmente.[4]
La fusoliera aveva sezione rettangolare ed era formata da longheroni di abete rosso, con un tetto in compensato dietro la cabina di pilotaggio racchiusa da un tettuccio suddiviso in più parti.[3] Essa racchiudeva i sedili del pilota e del passeggero.[3] Il pilota sedeva nella parte posteriore; entrambi avevano sezioni rimovibili per l'accesso.[3] Davanti a loro il si trovava il propulsore Blackburn Cirrus a quattro cilindri in linea, invertito erogante la potenza di 90 CV (67 kW), ed azionante un'elica bipala lignea.[3] Il motore era installato su supporti in acciaio.[3] La velocità massima era pari a 230 km/h, mentre quella di crociera era di 198 km/h.[3] La velocità di atterraggio era di 76 km/h.[3]
Nella parte posteriore della fusoliera l'impennaggio era convenzionale, con il piano di coda montato sulla deriva sopra la linea della fusoliera e rinforzato dal basso con un montante in acciaio su ciascun lato.[3] Gli equilibratori erano incernierati in avanti rispetto al timone, che portava un compensatore, ma erano sagomati per consentirne il movimento mentre si estendeva fino alla chiglia.[3]
Impiego operativo


Il primo prototipo superò i test di aeronavigabilità l'8 luglio 1937 e gli fu assegnato un numero di registrazione civile YL-ABG.[2] Fu poi impegnato in un tour dimostrativo europeo iniziato nel luglio 1937.[2] Il 15 luglio 1937 i piloti Bandeniek e Berzin effettuano con il prototipo diverse voli dimostrativi a Parigi.[2] Dal 30 luglio al 1 agosto - Bandenieks partecipa con l'I-12 a un concorso di "volo intorno alla Francia" e vince la categoria biposto.[2]
In Gran Bretagna l'I-12 corse al comando di Bandenieks alla Thanet Air Race di Ramsgate, arrivando quinto nella classifica on handicap, oltre a vincere il primo premio per il miglior aereo.[5][2] Verso la fine di agosto arrivò secondo, dietro a un Klemm KL-35 pilotato da un pilota esperto, nelle gare della Cinque Ports Wakefield Cup a Lympne.[6][2] Il suo tour terminò il luglio 1938 e fu riportato a Riga da Philip W. Avery in un volo senza scalo da Londra stabilendo un record di 9 ore e 5 minuti, e battendo il record precedente di un'ora e 40 minut i[2] Già nel corso del 1937, in risposta al successo ottenuto dal prototipo dell'I-12, la VEF istituì ufficialmente una divisione aeronautica nella sua sezione meccanica e iniziò a costruire una serie di dieci I-12. Una serie di quattro velivoli (n/c 17, 27, 37 e 47), i cui motori furono acquistati in Inghilterra tramite una raccolta fondi (2 donati dal Ministero dell'agricoltura lettone, uno ciascuno dalla Società degli Industriali e uno dalla Società dei Commercianti), fu consegnata alla Aizsargi Aviacija[N 2] a partire dal gennaio 1938.[1] Il costo di produzione cadauno era di 17.500 lati.[1]
Tra il 14 e il 22 maggio 1938 l'esemplare YL-ABo fu esposto alla mostra statica presso l'Esposizione Internazionale Aeronautica di Helsinki, con il VEF I-12 YL-ABO. Altri due I-12 (il n. 17 e il n. 27, costruiti per la Aizsargi Aviacija) furono esibiti in volo.[2] Il 17 maggio il pilota della Karlis Lesinskis, con un pilota finlandese a bordo, sta esibendosi con l'I-12 n. 17 quando il velivolo entrò in vite a un'altitudine di circa 200 metri, precipitando al suolo con la morte di entrambi i piloti.[2] Non si sa quale pilota fosse ai comandi al momento dell'incidente. Il 30 ottobre 1938 un esemplare (YL-ABQ) della Aizsargi Aviacija si schiantò al suolo a Spelve, causando la morte del pilota collaudatore Toms Gailitis.[2]
Avery volò in Gran Bretagna con un altro I-12, lo YL-ABS, nel 1939, arrivando quinto nella gara da Londra all'Isola di Man e gareggiando nella competizione dell'Isola di Man a maggio.[7] Il velivolo rimase in Gran Bretagna, bloccato dallo scoppio della seconda guerra mondiale, e fu immagazzinato.[2] Il suo destino è sconosciuto.[2]
L'I-12 fu recensito con entusiasmo dalla stampa aeronautica britannica, e la Rollasons fu designata come distributore del velivolo nel Regno Unito dopo che l'I-12 fu adattato per soddisfare i requisiti di certificazione britannici.[8] Fu offerto in vendita nel Regno Unito dalla DRP Engines alla cifra di 750 sterline, ma nessun esemplare si aggiunse al registro civile britannico.[4][9] L'esemplare YL-ABN fu completato, sottoposto a voli di prova e immatricolato nell'aprile del 1938. Venne venduto in Svizzera nel corso di quell'anno, ricevendo la matricola HB-EPO, e trasferito in Svezia nel 1942, dove ricevette l'immatricolazione SE-ALB.[2] Fu radiato nel 1952.[2]
Il 17 giugno 1940 avvenne l'occupazione sovietica della Lettonia, e le nuove autorità ordinando che tutti i lavori relativi all'aviazione fossero interrotti.[10][2] Alcuni aerei vennero requisiti dagli invasori, tra cui il prototipo YL-ABG mantenuto dalla VEF come aereo sperimentale.[2] L'esemplare YL-ABU fu trasferito a Mosca per essere sottoposto a collaudi.[2]
Utilizzatori
- Latvijas Gaisa spēki
- Aizsargi Aviacija
Esemplari attualmente esistenti
Una replica in condizioni di volo dell'I-12 (on matricola YL-ABG) è stata costruita nel 2009 dall'insegnante di educazione fisica in pensione Juris Grīnbergs dopo un progetto durato sette anni.[11] Il volo inaugurale della replica ha avuto luogo vicino a Iecava nel 2010.[11] È stata esposta all'aeroporto internazionale di Riga nell'agosto 2023.[11]
Note
Annotazioni
Fonti
- 1 2 3 Уголок неба.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 Latvian Aircraft - 1918-1940.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 C.G. Grey, Jane's All the World's Aircraft 1938, London, David & Charles, 1972.
- 1 2 Latvian efficiency, in Flight, Vol.XXXVI, no.1599. 17 August 1939. pp.supplement pages g-h.
- ↑ Racing at Ramsgate, in Flight, Vol.XXXII, no.1496. 26 August 1937. p.219
- ↑ Lympne's Fifth International, in Flight, Vol.XXXII, no.1497. 2 September 1937. p.228.
- ↑ Fourth of the Series, in Flight, Vol.XXXV, no.1589. 1 June 1939. p.557.
- ↑ Variety among the Importations, in Flight, Vol.XXXIII, no.1526. 24 March 1938. p.219.
- ↑ The new V.E.F. J-12, in Flight., Vol.XXXVI, no.1596. 27 July 1939. p.64.
- ↑ Davis 1992, p. 62.
- 1 2 3 LSM+.
Bibliografia
- (EN) C.G. Grey, Jane's All the World's Aircraft 1938, London, David & Charles., 1972, ISBN 0-7153-5734-4.
- (EN) Richard Humberstone, Latvian Air Force 1918-1940, London, Blue Rider Publishing, 2000.
- (LV) Edvins Bruvelis, Latvijas Aviacijas Vesture, Rīgā, Jumava, 2003.
- (LV) Kārlis Irbītis, Latvijas Aviacija un tas Pionieri, Zinātne, 1997.
- Periodici
- (EN) Chuck Davis, Latvia's Little Hawk, in Air Enthusiast, Bromley, Air Enthusiast PO, December 1992-February 1993, pp. 58–64., ISSN 0143-5450.
- (EN) Plane Facts:Latvian lightweight, in Air International, vol. 16, n. 1, January 1979, pp. 45–46..
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (RU) Irbitis I-12, su Уголок неба. URL consultato il 31 dicembre 2024.
- (LV) VEF Irbitis I-14, su Aviarmor. URL consultato il 31 dicembre 2024 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2014).
- (RU) Irbitis, VEF I-11 / I-12 / I-17, su Aviadejavu. URL consultato il 31 dicembre 2024.
- (EN) Arvo Vercamer, VEF Irbitis I-12, su Latvian Aircraft – 1918-1940. URL consultato il 31 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 5 agosto 2011).
- (EN) Kārlis Miksons, Historic plane on display at Rīga airport, su eng.lsm.lv, LSM+. URL consultato il 31 dicembre 2011.
- Video

