Victor Naessens
| Victor Naessens | |
|---|---|
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| Nascita | Egem, 29 febbraio 1864 |
| Morte | Bruxelles, 12 dicembre 1954 |
| Luogo di sepoltura | Cimitero di Devant-le-Pont |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Esercito belga |
| Arma | Artiglieria Fanteria |
| Anni di servizio | 1884-1922 |
| Grado | Maggior generale |
| Guerre | Prima guerra mondiale |
| Campagne | Fronte occidentale (1914-1918) |
| Battaglie | Battaglia di Liegi |
| Decorazioni | vedi qui |
| Studi militari | Accademia militare reale di Bruxelles |
| Pubblicazioni | vedi qui |
| dati tratti da La Grande Guerre à Visé[1] | |
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Victor Naessens (Egem, 29 febbraio 1864 – Bruxelles, 12 dicembre 1954) è stato un generale belga, che durante la grande guerra fu comandante di Fort de Loncin, appartenente al campo fortificato di Liegi, distinguendosi particolarmente nel corso della battaglia di Liegi[2].
Biografia

Nacque a Eeghem (ora Egem), nelle Fiandre Occidentali, il 29 febbraio 1864.[2] Si arruolò volontario nell'esercito belga il 9 ottobre 1884, in forza al 5° Reggimento d'artiglieria.[2] Fu promosso brigadiere il 24 marzo 1885, maresciallo il 1 ottobre 1885 e aiutante di batteria il 16 aprile 1888.[1] Fu trasferito al 6º Reggimento d'artiglieria il 1 ottobre 1889, e promosso sottotenente il 26 dicembre 1889 e tenente il 25 settembre 1896.[1] Fu trasferito al campo fortificato di Liegi il 1 aprile 1903, e assegnato alla Manifattura di stato di Liegi il 27 dicembre 1904.[1] Promosso capitano il 25 giugno 1905 e capitano comandante il 26 giugno 1907, assunse il comando del Fort de Loncin nel luglio dello stesso anno.[2]
Il 5 agosto 1914, in ossequio al piano Schlieffen, le truppe dell'esercito tedesco, al comando del generale Albert Theodor Otto von Emmich,[N 1] apparvero al campo fortificato di Liegi e lanciarono un ultimatum chiedendo la resa delle fortificazioni belghe.[3] Al netto rifiuto del suo comandante, il tenente generale Gérard Leman, nella notte tra il 5 e il 6 agosto, iniziarono le operazioni belliche.[3] Alle 4:30 il suo quartier generale del generale Leman, installato in rue Sainte-Foy, fu attaccato da una compagnia nemica infiltratasi dietro le linee belghe. Benché l'attacco fosse respinto Leman decise di trasferire il proprio comando e il suo stato maggiore all'interno di Fort de Loncin.[3] Le forze del generale von Emmich inizialmente non furono in grado di sfondare le fortificazioni e dovettero attendere l'arrivo degli zeppelin e dell'artiglieria pesante: obici 42 cm M-Gerät 14 L/12 da 420 mm e altri cannoni pesanti arrivati dalla Germania e dall'Austria-Ungheria (obici Škoda da 305 mm).[3] Dopo un intenso bombardamento durato 24 ore, alle 17:20 del 15 agosto un proiettile di grosso calibro fece esplodere i due magazzini munizioni di Fort de Loncin, dove si trovavano dodici tonnellate di esplosivo, uccidendo 350 dei 500 soldati della guarnigione.[3] Egli fu fatto prigioniero di guerra, durante l'assalto finale tedesco, trovato tra le rovine del forte, tra i cadaveri dei suoi soldati, privo di sensi e gravemente ferito.[N 2][2] Ricoverato all'ospedale di Liegi, dopo la convalescenza fu trasferito come prigioniero in Germania, venendo rilasciato e internato in Svizzera il 6 luglio 1918, e ritornando in Belgio il 30 novembre dello stesso anno, quando il conflitto era terminato.[2]
Venne promosso maggiore il 26 dicembre 1918, con anzianità dal 21 novembre.[1] Venne designato comandante del settore costiero di Nieuwpoort il 25 gennaio 1919, seguì poi i corsi di perfezionamento per ufficiali presso la Scuola di guerra dal 14 marzo 1919.[1] Ritornò al campo fortificato di Liegi il 27 maggio 1919, venendo promosso tenente colonnello il 23 marzo 1920, con anzianità dal 12 novembre 1918, e colonnello il 26 marzo 1920.[1] Assunse il comando dell'artiglieria del campo fortificato di Liegi il 7 ottobre 1920. Si ritirò dal servizio attivo il 29 marzo 1922.[2]
Fu autorizzato ad aggiungere al suo cognome il suffisso "de Loncin" il 3 novembre 1939.[2] Dopo la seconda guerra mondiale fu promosso maggior generale a titolo onorario il 24 dicembre 1951.[2] Si spense a Bruxelles il 12 dicembre 1954.[2]
Onorificenze
Onorificenze estere
Pubblicazioni
- La défense du fort de Loncin, in Courrier de l’Armée, 1920.
- Loncin, con Laurent Lombard, Éditions G. Leens, , Verviers, 1939.
Note
Annotazioni
- ↑ von Emmich aveva partecipato in qualità di osservatore alla grandi manovre dell'esercito belga, e aveva avuto l'occasione di conoscere il generale Leman.
- ↑ Anche il generale Leman fu trovato nelle medesime condizioni dal maggiore Ernst Gruson, il quale inizialmente credette che fosse morto, e quando il generale rinvenne gli offrì un bicchiere d'acqua.
Fonti
Bibliografia
- (FR) Maurice Des Ombiaux, Le général Leman, Paris, Bloud & Gay, 1916.
- (FR) Xavier Dusausoit, Leman de Loncin Gérard-Mathieu, in Dictionnaire d'histoire de Bruxelles, Bruxelles, Éditions Prosopon, 2013, p. 489.
- (FR) Gérard Leman e Georges Hautecler (prefazione), Le Rapport du général Leman sur la défense de Liège en août 1914, Bruxelles, Académie royale des sciences, des lettres et des beaux-arts de Belgique, 1960.
- (FR) A. De Schrÿver, La bataille de Liège: (août 1914), Liège, H. Vaillant-Carmanne, 1922, p. 489.
- (FR) Clément Rebuffat, (Mémoire de fin d'études) L'Association Générale des Etudiants entre les deux guerres (1918 - 1940), Bruxelles, Université libre de Bruxelles, 1998.
- (FR) Émile Verhaeren e Raoul Dufy (illustrazioni), Poèmes légendaires de Flandre et de Brabant, Paris, Société Littéraire de France, 1916.
- (EN) G.J. Meyer, A World Undone: The Story of the Great War 1914 to 1918, Delacorte Press, 2007.
Collegamenti esterni
- (EN) Chris Baker, Brave Little Belgium - Liege, su First World War. URL consultato il 21 giugno 2025.
- (EN) Gerard Leman, su First World War. URL consultato il 21 giugno 2025.
- (EN) Extract from General Leman's Diary, August 1914, su First World War. URL consultato il 21 giugno 2025.
- (FR) Victor Naessens : les Héros de Loncin ne se sont pas rendus !, su Curieuses Histoires Belgique. URL consultato il 21 giugno 2025.
- (FR) Victor Naessens, su Bibliotheca Ans. URL consultato il 21 giugno 2025.
- (FR) La Grande Guerre à Visé, su Arquebusiers. URL consultato il 21 giugno 2025.
