Villa Vicentini Miniussi
| Villa Vicentini Miniussi | |
|---|---|
![]() | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Friuli Venezia Giulia |
| Località | Ronchi dei Legionari |
| Coordinate | 45°49′23.95″N 13°29′59.3″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | Sede del C.C.M. (Consorzio Culturale del Monfalconese) e dell'Ecomuseo "Territori" |
| Costruzione | 1829-1835 |
| Inaugurazione | 1835 |
| Stile | Primo Ottocento |
| Uso | Museo |
| Altezza |
|
| Realizzazione | |
| Proprietario | Pubblico |
| Committente | Giacomo Vicentini |
Villa Vicentini Miniussi è un edificio storico in stile neoclassico situato a Ronchi dei Legionari, in Piazza Unità d’Italia n. 24. Dal 2004 è la sede operativa del Consorzio Culturale del Monfalconese (CCM) e ospita l'Ecomuseo "Territori".
Storia
L'edificio fu costruito tra il 1829 e il 1835 su iniziativa di Giacomo Vicentini, all'epoca funzionario delle Fabbriche Edili a Trieste. La villa nacque come residenza signorile comprendente il corpo padronale e diverse pertinenze, tra cui una serra e una barchessa.
Successivamente, la proprietà passò alla famiglia Miniussi (ramo legato a Giacomo Miniussi e, in tempi più recenti, al fotografo Luciano Miniussi, la cui famiglia era proprietaria delle Fornaci di Selz). Prima della Grande Guerra, sotto la proprietà di Giacomo Miniussi, la villa subì significative modifiche strutturali, in particolare alla facciata posteriore.
Dopo un periodo di degrado, la villa è stata oggetto di un complesso intervento di recupero e restauro filologico conclusosi nel 2004[1] per il corpo principale e nel 2008 per la barchessa.
Architettura
La villa rappresenta un esempio emblematico di architettura neoclassica nel territorio isontino.
- Struttura: L'edificio principale è suddiviso in tre parti: la sezione centrale, più ampia, dove si collocano la loggia e la sala centrale, e due ali laterali più strette sottolineate da finestre ad arco.
- Sviluppo verticale: La villa si articola su tre piani: il piano di servizio, il piano nobile e la soffitta, nella quale è ricavata una torretta.
- Decorazioni: Gli interni conservano una parte significativa degli affreschi originali, riportati alla luce durante i restauri.
- Cantina ottagonale: Di notevole interesse è la cantina a pianta ottagonale con nicchie e cornici decorative, accessibile tramite un passaggio sotterraneo dal corpo centrale.
- Esterni: Il cortile è chiuso lateralmente da una quinta muraria con arcate sovrapposte. Nel giardino retrostante si trova una serra retta da colonne in pietra, recuperate da una chiesa preesistente.
Centro culturale
Dalla riapertura nel maggio 2004[2], la villa funge da polo culturale per tutta l'area dell'Isontino:
- Ospita la sede del Consorzio Culturale del Monfalconese (CCM).
- Custodisce il Fondo fotografico Luciano Miniussi, che raccoglie importanti testimonianze storiche del territorio, tra cui negativi su vetro e scatti d'epoca.
- Custodisce archivi come il Fondo Punter e il Fondo Marcozzi (una collezione di oltre 280 dipinti del pittore Aristide Marcozzi) che contengo entrambi carteggi inediti con lo scrittore Sergio Miniussi .
- È sede dell'Ecomuseo "Territori".
- È il maggiore centro di riferimento per lo studio del dialetto "bisiac" (v. le numerose pubblicazioni e contributi di Silvio Domini, Aldo Miniussi, ecc.).
Note
- ↑ Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 18 aprile 2026.
- ↑ Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia -, su www.regione.fvg.it. URL consultato il 18 aprile 2026.
Bibliografia
- Fabio Degrassi, Villa Vicentini Miniussi. Patrimonio della cultura storico-architettonica di Ronchi dei Legionari, Ronchi dei Legionari, Edizioni CCM, 2010.
