Warrenisuchus aliciae

Warrenisuchus
Sequenza ontogenetica del cranio di Warrenisuchus aliciae
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
SuperphylumDeuterostomia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
InfraphylumGnathostomata
SuperclasseTetrapoda
ClasseAmphibia
Ordine†Temnospondyli
Clade†Stereospondylomorpha
Sottordine†Stereospondyli
Genere†Warrenisuchus
Specie†W. aliciae

Il warrenisuco (Warrenisuchus aliciae) è un anfibio estinto appartenente ai temnospondili. Visse nel Triassico inferiore (Induano, circa 251 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in Australia.

Descrizione

Questo animale doveva possedere un aspetto piuttosto schiacciato, come tutti gli animali simili (Capitosauridae). L'olotipo conserva gran parte del cranio e delle mandibole, il cinto pettorale, parte anteriore della colonna vertebrale e la zampa posteriore destra. Sono noti anche vari esemplari giovani, il più grande dei quali possiede un cranio lungo meno di 4 centimetri, mentre il più piccolo ha un cranio di poco più di 1 centimetro. Gli esemplari adulti dovevano superare i due metri di lunghezza. Gli esemplari immaturi di Warrenisuchus mostrano numerose caratteristiche giovanili, come grandi orbite, teste arrotondate (i capitosauri adulti sono solitamente dotati di teste triangolari), articolazioni deboli tra le ossa del cranio, piccole corna tabulari e forami pineali vicini alla parte posteriore delle orbite (le forme adulte possiedono il foro pineale ancora più indietro). Gli esemplari più piccoli sembrerebbero rappresentare lo stadio di sviluppo immediatamente successivo alla metamorfosi che coinvolge la perdita delle branchie e l'ispessimento delle ossa craniche (ma non l'irrobustimento delle vertebre) (Warren e Hutchinson, 1988). I giovani possedevano zanne sull'ectopterigoide, ma al contrario di animali simili (come Edingerella) non venivano conservate allo stadio adulto. Inoltre, negli esemplari adulti le corna tabulari erano estremamente strette e ricurve nella zona distale (Maganuco et al., 2009). Gli adulti, infine, possedevano il sistema della linea laterale ben sviluppato (Warren e Schroeder, 1995).

Classificazione

Cranio di' Warrenisuchus

I fossili di questo animale vennero descritti per la prima volta nel 1988, e vennero scoperti nella zona di Duckworth Creek (Queensland, Australia). Vennero inizialmente attribuiti a una nuova specie del genere Parotosuchus (P. aliciae), un temnospondilo a cui erano state ascritte numerose specie provenienti dall'Europa, dall'Africa e dall'Antartide. Successivamente, nel 2000, questi fossili vennero assegnati a un nuovo genere, Rewanobatrachus, insieme a una nuova specie (R. gunganj) che venne dichiarata specie tipo del genere. Tuttavia, R. gunganj venne successivamente ritenuta una specie del genere già noto Watsonisuchus, e il nome Rewanobatrachus venne reso non valido, rendendo quindi necessario ridenominare R. aliciae con un nuovo nome, Warrenisuchus (Maganuco et al., 2009).

Sembra che Warrenisuchus fosse una forma primitiva di capitosauridi, un gruppo di anfibi temnospondili molto diffusi nel Triassico, dalle abitudini strettamente acquatiche. Di seguito è riportato un cladogramma tratto dall'analisi di Maganuco e colleghi (2009):

Capitosauria
 

Sclerothorax hypselonotus

 
 
 

Warrenisuchus aliciae

 
 
 

Edingerella madagascariensis

 
 
 
 

Watsonisuchus gunganj

 
 
 

Watsonisuchus magnus

 
 

Watsonisuchus rewanensis

 
 
 
 
 

Wetlugasaurus angustifrons

 
 
 

Parotosuchus orenburgensis

 
 
 
 

Stanocephalosaurus pronus

 
Cyclotosauridae
 

Cyclotosaurus robustus

 
 

Tatrasuchus wildi

 
 
 
 
 

Stenotosaurus stantonensis

 
 
 

Xenotosuchus africanus

 
 
 

Cherninia denwai

 
 
 

Wellesaurus peabodyi

 
 
 

Paracyclotosaurus davidi

 
 
Heylerosauridae
 

Eocyclotosaurus

 
 

Odenwaldia heidelbergensis

 
 
Mastodonsauridae
 

Mastodonsaurus giganteus

 
 
 

Eryosuchus garjainovi

 
 
 

Yuanansuchus laticeps

 
 

Quasicyclotosaurus campi

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Bibliografia

  • Warren, A.A.; and Hutchinson, M.N. (1988). "A new capitosaurid amphibian from the Early Triassic of Queensland, and the ontogeny of the capitosaur skull". Palaeontology 31 (3): 857–876.
  • Warren, A.A., & N. Schroeder, 1995. Changes in the capitosaur skull with growth: an extension of the growth series of Parotosuchus aliciae (Amphibia, Temnospondyli) with comments on the otic area of capitosaurs. Alcheringa 19: 41–46.
  • Damiani, R.J. (2001). "Cranial anatomy of the giant Middle Triassic temnospondyl Cherninia megarhina and a review of feeding in mastodonsaurids". Palaeontologica Africana 37: 41–52.
  • Maganuco, S.; Steyer, J.S.; Pasini, G.; Boulay, M.; Lorrain, S.; Bénéteau, A.; and Auditore, M. (2009). "An exquisite specimen of Edingerella madagascariensis (Temnospondyli) from the Lower Triassic of NW Madagascar; cranial anatomy, phylogeny, and restorations". Memorie della Società Italiana di Scienze Naturalie del Museo Civico di Storia Naturale di Milano 36 (2): 1–72.

Collegamenti esterni