What You Got
| What You Got | |
|---|---|
| Artista | John Lennon |
| Autore/i | John Lennon |
| Genere | Funk |
| Edito da | Lenonono Music, Ltd. |
| Pubblicazione originale | |
| Incisione | Walls and Bridges |
| Data | 26 settembre 1974 |
| Etichetta | Apple Records |
| Durata | 3:06 |
What You Got è un brano musicale di John Lennon, pubblicato nel suo album Walls and Bridges del 1974.
Successivamente la canzone fu pubblicata su singolo come lato B del 45 giri #9 Dream.
Descrizione
Il testo di What You Got riflette lo sconforto provato da Lennon nel periodo di separazione dalla moglie Yoko Ono, durante il suo famoso "lost weekend".[1] Questo è evidente soprattutto nel ritornello che recita: «You don't know what you got until you lose it» ("Non sai cosa hai finché non la perdi").[1][2][3][4] Lennon riconobbe questa lettura del brano dichiarando: «Beh, quella [la canzone] parla di Yoko. Non sai davvero cosa hai finché non la perdi».[1][5] Ma è tutto il testo ad essere costellato di cliché, compresi alcuni più rassicuranti come «You gotta hang on in» ("bisogna resistere"), e il ritornello termina con la frase: «Give me one more chance!» ("dammi un'altra possibilità!").[4][6] Una strofa, «Well it's Saturday night and I just gotta rip it up», è una citazione della canzone Rip It Up di Little Richard ma a differenza di quest'ultimo, Lennon non sta cercando di festeggiare il sabato sera, ma piuttosto sta esprimendo la sua ansia per la sua situazione personale e lamentandosi del tempo che ha sprecato ubriacandosi per cercare di dimenticarsene.[1][3][6]
I docenti di musica Ben Urish e Ken Bielen descrivono What You Got come un "rock con venature di blues e un pizzico di funk latino."[6] La musica di What You Got è influenzata dalla dance music, all'epoca in crescente ascesa di popolarità,[2] e ricorda For the Love of Money degli O'Jays.[1][2] Il critico musicale Johnny Rogan la vede come un mix tra Sly Stone, Isley Brothers e Tamla Motown.[4] Gli storici dei Beatles Chip Madinger e Mark Easter ritengono che sembri una canzone dei Commodores.[7] La traccia è eseguita in tempo veloce.[3][8] Lo storico dei Beatles Bruce Spizer paragona il ritmo a quello di Everybody's Got Something to Hide Except Me and My Monkey dei Beatles.[8] Il biografo dei Beatles John Blaney afferma che, sebbene la musica suoni "ritmata", è "onesta e sincera" sotto la superficie.[2] Urish e Bielen suggerirono che "l'andamento teso della canzone implica che il cantante sta cercando di scappare da se stesso".[6]
Accoglienza
Blaney scrisse che What You Got "potrebbe non avere molto da dire a livello di testi, ma lo dice musicalmente nel modo più affascinate possibile."[2] In maniera simile Paul Du Noyer dichiarò che è "poco poetica, ma è piacevolmente ricca di drammaticità".[3] Rogan disse che "sebbene l'atmosfera da festa suggerisca una lunga sbornia, né la musicalità né l'arrangiamento sono visibilmente fiacchi", proseguendo aggiungendo che questa canzone suona meglio della maggior parte delle canzoni del precedente album di Lennon, Mind Games.[4] Il docente di comunicazione Michael Frontani la definisce una delle migliori performance vocali di Lennon.[9]
D'altro canto, i critici del New Musical Express Roy Carr e Tony Tyler affermarono che la traccia "inizia come un promettente pezzo rock, ma verso la metà del brano inizia a prendere forma una certa routine e l'effetto artritico complessivo è opprimente, nonostante l'energia anticipatrice delle prime otto battute."[10] Madinger e Easter allo stesso modo affermano che la canzone "non sembra andare da nessuna parte dopo la prima strofa e il ritornello", ma ne elogiano il "ritmo di accompagnamento".[7] Stephen Thomas Erlewine di Allmusic considera What You Got un "rock di medio livello" che replica la "superficie luminosa e solare" del grande successo di Walls and Bridges, Whatever Gets You Thru the Night.[11]
Tim Coffman di Far Out l'ha classificata all'ottavo posto nella lista dei brani più sottovalutati di Lennon, definendo la canzone "il ritratto di un uomo perso senza l'amore della sua vita" e dichiarando: «Sulle note di un primo rock and roll shuffle, Lennon offre un'esibizione che sembra l'equivalente hardcore di una canzone pop rock dei primi anni '60, urlando di frustrazione mentre le delicate chitarre in staccato seguono ogni sua parola».[12]
Formazione
- John Lennon - voce, chitarra elettrica
- Jesse Ed Davis - chitarra elettrica
- Eddie Mottau - chitarra acustica
- Nicky Hopkins - piano
- Ken Ascher - clavinet
- Klaus Voormann - basso
- Jim Keltner - batteria
- Arthur Jenkins - percussioni
- The Little Big Horns (Bobby Keys, Steve Madaio, Howard Johnson, Ron Aprea & Frank Vicari) - fiati
Versione alternativa
Una versione demo della durata di 1:15 è stata inserita nel cofanetto John Lennon Anthology.[7][8] In questa versione Lennon suona una chitarra elettrica "unplugged".[7][8] Una versione più lunga dello stesso demo è stata inserita nella compilation Acoustic del 2004.
Note
- 1 2 3 4 5 What You Got, su beatlesbible.com, The Beatles Bible, 16 agosto 2010. URL consultato il 7 settembre 2021.
- 1 2 3 4 5 Blaney, J., Lennon and McCartney: Together Alone – A critical discography of their solo work, Jawbone Press, 2007, p. 94, ISBN 9781906002022.
- 1 2 3 4 Du Noyer, Paul, John Lennon: Whatever Gets You Through the Night, Thunder's Mouth Press, 1999, p. 86, ISBN 1560252103.
- 1 2 3 4 Rogan, Johnny, The Complete Guide to the Music of John Lennon, Omnibus Press, 1997, p. 89, ISBN 0711955999.
- ↑ Sheff, David, All We Are Saying: The Last Major Interview with John Lennon and Yoko Ono, St. Martin's Press, 2010, p. 217, ISBN 9781429958080.
- 1 2 3 4 Urish, Ben e Bielen, Ken, The Words and Music of John Lennon, Praeger, 2007, pp. 58–59, ISBN 9780275991807.
- 1 2 3 4 Madinger, Chip e Easter, Mark, Eight Arms to Hold You, 44.1 Productions, 2000, pp. 95, ISBN 0-615-11724-4.
- 1 2 3 4 Spizer, Bruce, The Beatles Solo su Apple Records, 498 Productions, 2005, p. 86, ISBN 0966264959.
- ↑ Frontani, Michael, The Solo Years, in Womack, Kenneth (a cura di), The Cambridge Companion to the Beatles, Cambridge University Press, 2009, p. 174, ISBN 9780521869652.
- ↑ Carr, Roy & Tyler, Tony, The Beatles: An Illustrated Record, Harmony Books, 1981, p. 114, ISBN 0517544938.
- ↑ Erlewine, Stephen Thomas, Walls and Bridges, su allmusic.com, Allmusic. URL consultato l'8 settembre 2021.
- ↑ Coffman, Tim, 10 greatest John Lennon deep cuts, su faroutmagazine.co.uk, Far Out, 22 gennaio 2024. URL consultato il 24 gennaio 2024.
Collegamenti esterni
- (EN) What You Got, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.