Walls and Bridges

Walls and Bridges
album in studio
ArtistaJohn Lennon
Pubblicazione26 settembre 1974 Stati Uniti (bandiera)
4 ottobre 1974 Regno Unito (bandiera)
Durata46:00
Dischi1
Tracce12
GenereRock
Pop rock
EtichettaApple/EMI
ProduttoreJohn Lennon
Registrazionegiugno-luglio 1974, Record Plant East, New York, Stati Uniti
Noten. 1 Stati Uniti (bandiera)
n. 6 Regno Unito (bandiera)
n. 11 Italia (bandiera)
Certificazioni
Dischi d'argentoRegno Unito (bandiera) Regno Unito[1]
(vendite: 60 000+)
Dischi d'oroStati Uniti (bandiera) Stati Uniti[2]
(vendite: 500 000+)
John Lennon - cronologia
Album precedente
(1973)
Album successivo
(1975)
Singoli
  1. Whatever Gets You Thru the Night/Beef Jerky
    Pubblicato: 23 settembre 1974
  2. #9 Dream/What You Got
    Pubblicato: 16 dicembre 1974

Walls and Bridges è un album in studio di John Lennon, pubblicato nel 1974 su etichetta Apple Records.

Ideato e registrato durante il suo periodo di separazione da Yōko Ono, il disco cattura Lennon nel bel mezzo del suo famoso "lost weekend", un lasso di tempo che durò diciotto mesi. L'album raggiunse la prima posizione in classifica negli Stati Uniti ed in Canada, la terza in Norvegia, la quarta in Australia, la sesta in Svezia e Regno Unito, l'undicesima in Italia[3] e contiene l'unico singolo da numero 1 dell'intera carriera solista in vita di Lennon, il brano Whatever Gets You Thru the Night.[4]

Descrizione

Origine e storia

Alla fine del 1973, dopo l'uscita dell'album Mind Games, Lennon partì per Los Angeles accompagnato dalla sua assistente e amante May Pang, con in mente il progetto di registrare un disco di cover di classici rock 'n' roll anni cinquanta con il produttore Phil Spector. Le sessioni per l'album degenerarono presto in festini alcolici, Lennon e Pang ritornarono a New York mentre Spector sparì con i nastri delle registrazioni.[5] Ancora ben disposto a creare musica, Lennon decise di registrare un nuovo album di materiale originale.

Registrazione

Foto promozionale per promuovere l'uscita dell'album (1974)

Le sedute di registrazione per Walls and Bridges iniziarono nel giugno 1974 agli studi Record Plant East di New York. I musicisti coinvolti includevano gli amici Jim Keltner alla batteria, Klaus Voormann al basso, Jesse Ed Davis alla chitarra, e Arthur Jenkins alle percussioni. Questo gruppo di musicisti in studio fu accreditato nelle note dell'album come "Plastic Ono Nuclear Band", una variazione della Plastic Ono Band, la band concettuale di molti dei progetti solisti di Lennon.

I musicisti lavorarono sui propri arrangiamenti e le sessioni proseguirono velocemente.[6] Ron Aprea, il sassofonista dei Little Big Horns, raccontò: «Poiché lui [Lennon] non aveva nessuna istruzione formale nell'arrangiamento musicale, si sarebbe seduto nella sala di controllo e ci avrebbe lasciato fare le nostre parti. Se gli piaceva quello che suonavamo, ci avrebbe lasciati fare... Se pensava che potevamo fare di meglio, ci avrebbe detto di riprovare».[6] Aprea disse anche che la sezione fiati fu registrata nel corso di due settimane.[6] Da parte sua, in un primo momento Lennon dichiarò di essersi divertito molto a lavorare a Walls and Bridges, ma nel 1980 arrivò quasi a rinnegarlo dicendo: «Se ascolti Walls and Bridges ascolti una persona depressa [...] Non voglio parlare male di quel disco, ma mostrava dove fossi all'epoca».[7]

L'ingegnere del suono Jimmy Iovine disse che le sessioni dell'album erano state le più professionali alle quali avesse mai partecipato perché "John sapeva cosa voleva e come ottenerla". Nonostante il Record Plant fosse uno degli studi di registrazione più tecnologicamente avanzati dell'epoca, Lennon incise gran parte delle sue tracce vocali utilizzando un vecchio microfono da palcoscenico, che era stato dimenticato da anni in una grancassa.[6] Sempre secondo Iovine si rivelò una scelta vincente, perché "anche se antiquato e malandato", il microfono diede alla voce di Lennon un sound particolarmente brillante, come in #9 Dream.[6]

Contenuti

Walls and Bridges possiede un'ampia varietà di stili musicali e molti dei testi rivelano contemporaneamente sia l'entusiasmo per la ritrovata libertà che il senso di vuoto per la mancanza di Yoko. Going Down On Love, What You Got, Bless You esprimono questi sentimenti verso Ono. Steel and Glass, introdotta da un sinistro riff, è un'altra delle canzoni "attacco" di Lennon, sullo stile di How Do You Sleep? nell'album Imagine, dove si scagliava contro l'ex partner musicale Paul McCartney; questa volta l'obiettivo delle invettive di Lennon è Allen Klein, l'ex manager dei Beatles sul finale di carriera. Scared è una spettrale canzone sulla paura di Lennon di invecchiare in solitudine e senza più successo. Il brano contiene anche le profetiche parole: «Hatred and jealousy gonna be the death of me» ("L'odio e la gelosia saranno la mia morte").

L'album contiene inoltre alcune delle canzoni più sottovalutate di Lennon, come Whatever Gets You Thru the Night e #9 Dream. La prima, in cui figura Elton John al pianoforte e ai cori, raggiunse la prima posizione nella classifica dei singoli negli Stati Uniti. Avendo perso una scommessa sul potenziale commerciale della canzone che aveva fatto con Elton, John accettò di esibirsi in concerto con lui al Madison Square Garden di New York il 28 novembre, dove avrebbero eseguito insieme l'attuale hit di Lennon. In aggiunta, furono anche eseguite, per la gioia del pubblico, I Saw Her Standing There e Lucy In The Sky With Diamonds, cover dei Beatles ultimo singolo di Elton John. Questa fu l'ultima esibizione pubblica di Lennon su un palco. L'ispirazione per il testo di Whatever Gets You Throu the Night giunse a Lennon da uno show televisivo in tarda serata. Nel dicembre 2005 May Pang raccontò a Radio Times: «Di notte gli piaceva fare zapping tra i canali e prendeva spunto da frasi che ascoltava in TV. Una volta, mentre stava guardando il Reverendo Ike, un famoso telepredicatore evangelista nero, questo disse: «Let me tell you guys, it doesn't matter, it's whatever gets you through the night» ("Lasciate che ve lo dica ragazzi, non ha alcuna importanza, lui vi prenderà comunque durante la notte"). John ne fu entusiasta e disse: «Questa devo segnarmela se no me la dimentico!» Lui teneva sempre una penna e un quaderno sul comodino vicino al letto. Quello fu l'inizio di Whatever Gets You Thru the Night».[8] Per la musica invece Lennon si ispirò a quella di Rock Your Baby di George McCrae, un singolo di successo dai ritmi molto in voga all'epoca.[9][10] Secondo singolo estratto dall'album, #9 Dream, è un altro punto forte del disco. Secondo Pang, i due titoli provvisori di lavorazione del brano erano So Long Ago e Walls & Bridges.[11] La canzone era una delle preferite da Lennon, anche se in seguito la definì un pezzo "usa e getta". Pang racconta: «Questa era una delle sue preferite, perché gli venne letteralmente in sogno. Si svegliò e scrisse le parole del testo insieme alla melodia. Non aveva idea di cosa significasse [Ah, Bowakawa pousse], ma pensava fosse bellissima».[11]

Altre canzoni notevoli sull'album sono, What You Got dall'orecchiabile arrangiamento funk, Nobody Loves You (When You're Down and Out) che, originariamente era stata scritta con in mente Frank Sinatra (e Lennon aveva segretamente sperato che “The Voice” accettasse di interpretarla), Beef Jerky, l'unico strumentale ad apparire su disco nell'intera carriera solista di John Lennon, e il primo brano registrato per il disco, Surprise Surprise (Sweet Bird of Paradox) gioiosa canzone d'amore dedicata a May Pang. Old Dirt Road fu composta da Lennon insieme all'amico e compagno di bevute Harry Nilsson. Si tratta di una ballata pianistica con venature country, la cui composizione Lennon definirà in seguito, sminuendola, solo il risultato di una bottiglia di vodka.[12] Bless You è una languida ballata acustica che, come confermato dallo stesso Lennon, parlava di lui e di Yoko, ma anche di tutte le coppie che attraversano un periodo difficile della loro relazione.[13]

Durante una delle frequenti visite dall'Inghilterra per andare a trovare il padre, l'undicenne Julian Lennon partecipò alle sedute di registrazione e insieme al padre incise una cover della vecchia canzone Ya Ya, che Lennon inserì alla fine di Walls and Bridges così accreditata: "con Julian Lennon alla batteria e papà alla voce e al pianoforte". Lennon mandò anche un velato messaggio al produttore Morris Levy, il quale si aspettava che il nuovo disco di Lennon fosse il pattuito album di classici rock‘n'roll (vedi Rock 'n' Roll), all'inizio della canzone: «Ok, Let's do sitting in the lala and get rid of that!» ("Bene, facciamo sitting in the lala e facciamola finita!"), che fece infuriare Levy. May Pang ricorda che il giovane Julian rimase scontento quando seppe che la sua esibizione sarebbe finita sul disco, e disse al padre: «Se l'avessi saputo, avrei suonato meglio!».

In aggiunta al riavvicinamento del rapporto con Julian, Lennon ristabilì i contatti anche con gli altri Beatles durante questo periodo. Walls and Bridges è pieno di rimandi alla musica del gruppo. Nella prima canzone dell'album, Lennon canta «somebody please, please help me». In Surprise Surprise, Lennon utilizza il finale di Drive My Car sostituendo i «beep beep yeah» della canzone dei Beatles, con «sweet sweet love». In risposta al brano su "Lennon" di McCartney, Let Me Roll It sull'album Band on the Run, Lennon riprese il riff di chitarra della canzone nota per nota e lo incorporò in Beef Jerky.[14][15] Inoltre, Paul e John ricominciarono a frequentarsi e una jam session tra i due (a cui parteciparono anche Stevie Wonder, Jesse Ed Davies, Harry Nilsson e Bobby Keys) fu registrata ai Record Plant studios di Los Angeles il 28 marzo 1974. La registrazione venne alla luce solo diciotto anni dopo, quando un frammento della stessa fu pubblicato sul bootleg A Toot and a Snore in '74.

All'ultimo minuto fu lasciata fuori dall'album la canzone intitolata Move Over Ms. L – uno dei rock più duri scritti da Lennon e una delle rarissime canzoni che esprimono sentimenti non proprio "benevoli" nei confronti di Yōko Ono, che sarà pubblicata successivamente come B-side del singolo Stand By Me l'anno seguente.

Copertina e grafica

L'elaborata confezione del disco comprendeva disegni scolastici fatti da Lennon durante l'infanzia e una serie di foto intercambiabili del suo viso. Originariamente, Lennon aveva pensato di utilizzare alcuni dei suoi disegni da bambino per la copertina del disco di vecchi classici del rock and roll che aveva iniziato nel 1973, ma quando mise in pausa tale progetto per lavorare invece alla registrazione di Walls and Bridges, decise di utilizzare l'idea per esso.[16][17] L'elaborata grafica dell'album include alcuni dei suoi disegni, uno dei quali raffigura una partita di calcio, in particolare il gol segnato da George Robledo nella finale della FA Cup del 1952.[18] Quel disegno raffigurava anche il numero 9 del Newcastle United Jackie Milburn; Lennon era nato il 9 ottobre, visse da bambino al 9 di Newcastle Road e fu affascinato per tutta la vita da quel numero.[19] C'è anche una serie di foto del volto di Lennon con diverse espressioni. La copertina anteriore conteneva due alette che, una volta piegate, creavano diverse "facce di Lennon" intercambiabili, alcune delle quali buffe.

La direzione artistica dell'album fu attribuita al designer interno della Capitol, Roy Kohara.[20] Il libretto all'interno dell'LP includeva una foto frontale di Lennon senza occhiali e una foto posteriore di Lennon con cinque paia di occhiali impilati uno sull'altro, entrambe del fotografo americano Bob Gruen. La copertina interna conteneva un altro ritratto e un melange orizzontale delle altre foto.

All'interno del libretto c'erano i testi e i crediti strumentali delle canzoni, che trasmettevano il caratteristico senso dell'umorismo di Lennon, con molti alias per se stesso tra cui "Rev. Thumbs Ghurkin", "Kaptain Kundalini", "Dwarf McDougal", "Mel Torment" (un gioco di parole su Mel Tormé), "Hon. John St. John Johnson", "Dr. Dream", "Dr. Winston O'Boogie" e "Dad". Furono inclusi altri disegni a colori del 1952 realizzati dall'undicenne Lennon, con soggetti tra cui il "vecchio West" (dedicato alla zia e tutrice, Mimi Smith), paesaggi e un ritratto del suo insegnante, il signor Bolt.[21] Infine era incluso anche un trattato genealogico sul cognome Lennon e sulle forme correlate, tratto da uno dei libri di Edward MacLysaght. Pur menzionando il marinaio britannico John Lennon e il leader sindacale americano John Brown Lennon di molti decenni fa, la voce si conclude con un'offesa al cognome Lennon, generalmente poco conosciuto, a cui Lennon rispose con un "Oh Yeh?" scritto a mano. Infine, l'opuscolo contiene l'affermazione che Lennon avrebbe visto un oggetto volante non identificato la sera del 23 agosto 1974.

Pubblicazione e promozione

Incerto su quale traccia dovesse essere il singolo principale dell'album, Lennon chiese aiuto ad Al Coury, il vicepresidente del marketing della Capitol Records. Lennon era rimasto impressionato dalla "magia" che Coury aveva dimostrato nel successo commerciale dell'album Band on the Run di McCartney. Coury quindi scelse Whatever Gets You Thru the Night come primo singolo. Walls and Bridges fu pubblicato il 26 settembre 1974 negli Stati Uniti e il 4 ottobre 1974 nel Regno Unito.[22] L'uscita venne accompagnata da una campagna pubblicitaria, creata da Lennon, chiamata "Listen To This ..." Il retro di 500 autobus di New York City fu tappezzato con lo slogan "Listen To This Bus". Gli spot televisivi raffiguravano la copertina dell'LP con i numerosi "volti di Lennon"; come per i segmenti radiofonici che promuovevano l'album, questi spot pubblicitari avevano la voce fuori campo di Ringo Starr. Lennon ricambiò il favore fornendo la voce fuori campo negli spot pubblicitari per l'album Goodnight Vienna di Starr, che aveva anche contribuito a registrare. In Gran Bretagna la EMI pubblicò un 45 giri con incisa un'intervista a Lennon di Bob Mercer in promozione a Walls and Bridges.

Negli Stati Uniti d'America, l'album debuttò nella classifica Billboard Top LPs & Tape il 12 ottobre entrando nella top ten il 2 novembre. Fu certificato disco d'oro dalla RIAA il 22 ottobre.[23] Sia l'album sia il singolo raggiunsero la vetta della classifica di Billboard nel corso della stessa settimana (16 novembre).[24] In Gran Bretagna l'album raggiunse la posizione numero 6, mentre il singolo arrivò alla numero 36.[25]

Whatever Gets You Thru the Night fu il primo singolo di Lennon ad arrivare al primo posto nella classifica Billboard Hot 100 come artista solista. Questo traguardo, insieme al successo in America dell'album, segnò il ritorno di Lennon dal punto di vista commerciale,[26] la cui carriera era in ribasso sin da Imagine del 1971.[27] Quando gli fu chiesta la sua opinione circa Walls and Bridges durante la conferenza stampa per il suo 1974 North American Tour, George Harrison lo descrisse un album "adorabile".[28] Ringo Starr disse di ammirare tutta la discografia solista di Lennon, tranne Some Time in New York City, e lodò Walls and Bridges come "il miglior album degli ultimi cinque anni da parte di chiunque".[29] McCartney dichiarò che si trattava di un "grande" disco[30] ma aggiunse anche: «So che può fare di meglio». McCartney citò I Am the Walrus dei Beatles come esempio di come Lennon potesse essere "più avventuroso... più emozionante".[31]

Il secondo singolo estratto dall'album fu #9 Dream, con What You Got come lato B, pubblicato negli Stati Uniti il 16 dicembre 1974, e un mese dopo nel Regno Unito, il 24 gennaio 1975.[32] Il 45 giri raggiunse la posizione numero 9 nella Billboard Hot 100 e la numero 23 in Gran Bretagna.

Accoglienza

Recensioni professionali
RecensioneGiudizio
AllMusic[33]
All-Music Guide to Rock
Christgau's Record GuideB−[34]
Mojo[35]
The Music Box[36]
MusicHound2.5/5[37]
Paste[38]
The Rolling Stone Album Guide[39]
Uncut
Uncut (2010)[40]

Oltre al successo in America del singolo di Whatever Gets You Thru The Night, Walls and Bridges fu ben accolto anche in Inghilterra, dove raggiunse la posizione numero 6 in classifica. Come anche Mind Games, Walls and Bridges non è considerato alla stregua dei capolavori del Lennon solista come John Lennon/Plastic Ono Band o Imagine, ma ha comunque la sua nicchia di fan. Uno di questi, Elton John, dichiarò di considerare Walls and Bridges "il miglior disco solista di un ex Beatle". Inoltre, a dispetto del fatto che l'album fu registrato durante la loro separazione, Yōko Ono ha indicato il disco come il suo preferito tra quelli incisi da Lennon durante la sua carriera solista. Poco dopo l'uscita del disco, Lennon mixò personalmente una versione quadrifonica dell'album («per le 20 persone che lo compreranno», scherzò all'epoca). Questi missaggi mettono in evidenza gran parte delle parti percussive e delle partiture orchestrali che non erano così prominenti nella versione stereo.

Walls and Bridges ricevette recensioni miste da parte dei critici musicali contemporanei,[41] nonostante ciò ottenne comunque l'accoglienza più favorevole per Lennon fin dai tempi di Imagine.[42] Ben Gerson di Rolling Stone disse che le canzoni sul lato due come #9 Dream e Surprise Surprise rendono l'album "diverso e vivace", ma le canzoni sul primo lato circa le perdite emotive di Lennon erano incoerenti. Gerson affermò anche che solo Scared "pulsa della paura primordiale e possiede il senso di costrizione dei suoi precedenti LP da solista".[43] Robert Christgau, scrivendo su The Village Voice, dichiarò che l'album "pativa il disorientamento e la perdita di fiducia di Lennon".[44] Nella sua recensione per Melody Maker, Ray Coleman descrisse Lennon come "il più interessante degli ex-Beatle" e concluse a proposito di Walls and Bridges: "Questo è un album davvero superbo per tutti gli standard, parole e musica sono una gioia da ascoltare, di un musicista che ha un raro talento nel vendere amore senza farti rabbrividire."[45] In un'altra recensione positiva, Billboard definì "superba" la produzione dell'album, le sue ballate arrangiate in modo "meraviglioso", e tutte le canzoni "realizzate in uno stile abilmente professionale". La rivista lo citò come probabilmente l'album di Lennon "più versatile e musicalmente eccellente fino ad oggi".[46]

Scrivendo sul NME, Charles Shaar Murray descrisse la musicalità come "impeccabile, anche se un po' banale" e la produzione "scorrevole e vellutata come qualsiasi appassionato di hi-fi potrebbe desiderare", ma considerò le canzoni "per lo più una noia e, cosa ancora peggiore, la maggior parte di esse sono saldamente radicate nella vecchia tradizione di Lennon". Mentre derideva Nobody Loves You (When You're Down and Out) chiamandola "il pezzo di autocommiserazione più volgare e offensivo a cui Lennon si sia mai concesso", Shaar Murray concluse circa l'album: "Nessuno di questi mediocri riempitivi è degno dell'uomo che ha scritto Working Class Hero e I Found Out."[47] In un'altra recensione negativa, apparsa sulla rivista Creem, Wayne Robins descrisse Walls and Bridges come "l'ultimo capitolo della crisi d'identità di John Lennon" e un'opera fatta di "triti cliché". A proposito del poco che salvò del disco, Robins aggiunse: "Old Dirt Road mostra il brillante istinto per il fraseggio e il ritmo del linguaggio che un tizio di nome John Lennon aveva prima di iniziare a nascondersi dietro muri di pseudonimi come Dr. Winston O'Boogie e dormire sotto i ponti suonati da quella noiosissima Plastic Ono Band."[48]

Nel loro libro The Beatles: An Illustrated Record del 1975, i giornalisti del NME Roy Carr e Tony Tyler definirono l'album "generalmente fiacco", affermando che i testi "sembrano meccanici, forzati, come logori stratagemmi conversazionali", mentre invece elogiarono la qualità "abrasiva" della voce di Lennon e l'"eccellente" musicalità.[42] Nel suo articolo su Rolling Stone circa Lennon dello stesso anno, Pete Hamill scrisse che la musica dell'album era "meravigliosa" e che "le canzoni erano saggi autobiografici, le parole e la musica di un uomo che cercava di comprendere una parte enorme della sua vita". Nel suo libro del 1977 The Beatles Forever, Nicholas Schaffner scrisse che l'"intensità emotiva bruciante" dell'album gli ricordava John Lennon/Plastic Ono Band (1970), mentre gli "arrangiamenti riccamente strutturati e la diversità melodica" richiamavano Imagine. Nella prima edizione di The Rolling Stone Record Guide (1979), Greil Marcus assegnò all'album due stelle su cinque, dicendo che, insieme a Mind Games, mancava di un vero punto di vista e che "con quello che sembrava panico, [Lennon aveva] sostituito le tecniche di produzione al soul, costruendo un ponte verso i suoi ascoltatori con il suo suono ma erigendo un muro attorno a sé con della musica vuota."[49]

In retrospettiva, scrivendo su The All-Music Guide to Rock (1995), William Ruhlmann descrisse Walls and Bridges come "pop-rock artigianale" con "alcuni brani adorabili".[50] Uncut gli assegnò quattro stelle e affermò che Whatever Gets You Through the Night "rimane uno dei migliori successi di Lennon dopo i Beatles".[51] Stephen Thomas Erlewine di AllMusic trova l'album "decisamente irregolare", "contenente pari quantità di brillantezza e assurdità", con le tracce minori "appesantite da melodie deboli e da una pesante sovrapproduzione".[52] In The New Rolling Stone Album Guide del 2004, #9 Dream fu elogiata come "un brano fortemente atmosferico che vanta violoncelli fantastici e un bel canto".[53] Il biografo dei Beatles Philip Norman nel 2008 scrisse: "La maggior parte dei brani ha un'atmosfera allegra e squillante, stranamente in contrasto con le ricorrenti e spesso disperate ammissioni di nostalgia di John per Yoko, e che le sequenze di accordi utilizzate spesso riecheggiavano quelle del suo precedente lavoro con Ono. Nel 2022 Listverse descrisse il processo creativo di Lennon come necessario, prima di proclamare Walls and Bridges "l'ultimo degli album essenziali" di Lennon.[54]

Tracce

Tutti i brani sono opera di John Lennon, eccetto dove indicato.

  1. Going Down on Love – 3:54
  2. Whatever Gets You Thru the Night – 3:28
  3. Old Dirt Road – (John Lennon/Harry Nilsson) – 4:11
  4. What You Got – 3:09
  5. Bless You – 4:38
  6. Scared – 4:36
  7. #9 Dream – 4:47
  8. Surprise, Surprise (Sweet Bird of Paradox) – 2:55
  9. Steel and Glass – 4:37
  10. Beef Jerky – 3:26
  11. Nobody Loves You (When You're Down and Out) – 5:08
  12. Ya Ya (Dorsey/Lewis/Robinson) – 1:06

Bonus tracks dell'edizione rimasterizzata del 2005

  1. Whatever Gets You Thru The Night - 4:23
    • (Live con la Elton John band)
  2. Nobody Loves You (When You're Down and Out) – 5:07
    • (Versione alternativa)
  3. "Intervista a John (di Bob Mercer)" - 3:47

Formazione

Ristampe

L'album venne pubblicato per la prima volta in formato CD il 20 luglio 1987 in Gran Bretagna[55], e circa un anno dopo negli Stati Uniti d'America, il 19 aprile 1988.[56] La copertina della prima ristampa in CD ha una foto diversa del volto di Lennon, ma sempre proveniente dallo stesso servizio fotografico, rispetto a quelle usate per il disco in vinile.

Versione rimasterizzata del 2005

Walls and Bridges è stato ripubblicato in versione remixata e rimasterizzata nel novembre del 2005. La versione rimasterizzata presenta una copertina differente dall'originale. Questa nuova veste grafica mantiene la firma di Lennon e il titolo scritto a mano, ma utilizza uno dei ritratti fotografici scattati all'epoca da Bob Gruen per la promozione dell'album al posto dei disegni d'infanzia di John. Le bonus tracks aggiunte a questa uscita furono la Whatever Gets You Thru the Night eseguita dal vivo con Elton John, un'inedita versione acustica di Nobody Loves You (When You're Down And Out) e un'intervista promozionale di Lennon.

Versione rimasterizzata del 2010

La Capitol ristampò l'album ancora una volta il 4 ottobre 2010. Questa versione rimasterizzata contiene il missaggio e la copertina originale dell'edizione in vinile di Walls and Bridges. L'album venne messo in vendita sia separatamente che come parte del John Lennon Signature Box.

Note

  1. ↑ (EN) Walls and Bridges, su British Phonographic Industry. URL consultato il 3 luglio 2016.
  2. ↑ (EN) John Lennon - Walls & Bridges – Gold & Platinum, su Recording Industry Association of America. URL consultato il 3 luglio 2016.
  3. ↑ Russino e Oliva 2014, p.229
  4. ↑ Du Noyer, Paul. La storia dietro ogni canzone di John Lennon 1970-1980, Tarab Edizioni, Firenze, 1997, p. 84, ISBN 88-86675-36-4
  5. ↑ Du Noyer, Paul. La storia dietro ogni canzone di John Lennon 1970-1980, Tarab Edizioni, Firenze, 1997, p. 82, ISBN 88-86675-36-4
  6. 1 2 3 4 5 Blaney 2005, p. 143
  7. ↑ Russino e Oliva 2014, p.200.
  8. ↑ Russino e Oliva 2014, p.205
  9. ↑ Playboy Interview, Sheff, 1981
  10. ↑ John Blaney, 1973 to 1975: The Lost Weekend Starts Here, in John Lennon: Listen to This Book, Paper Jukebox, 2005, p. 138, ISBN 978-0-9544528-1-0.
  11. 1 2 FAQ | May Pang's Official Website, su maypang.com, 22 febbraio 1999 (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2010).
  12. ↑ Russino e Oliva 2014, p.207.
  13. ↑ Russino e Oliva 2014, p.211.
  14. ↑ Nick DeRiso, Top 10 Wings Songs, su ultimateclassicrock.com, Ultimate Classic Rock, 27 aprile 2014. URL consultato il 6 settembre 2021.
  15. ↑ Metzger, John, John Lennon: Walls and Bridges, su musicbox-online.com, The Music Box, 14 aprile 2011. URL consultato il 6 settembre 2021.
  16. ↑ Beatle Brunch looks back 30 years ago this month to a very special Lennon anniversary, su beatlebrunch.com, Joe Johnson's Beatle Brunch, 2004. URL consultato il 23 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2011).
  17. ↑ John Lennon, intervista, WNEW-FM New York, settembre 1974
  18. ↑ (ES) Paula Molina, Jorge Robledo, el futbolista chileno inmortalizado en un disco de John Lennon, BBC Mundo, 4 aprile 2016. URL consultato il 25 aprile 2017.
  19. ↑ Michael Walker, Michael Walker: subplots abound as Benitez and Newcastle block Liverpool's way, in The Irish Times, 4 maggio 2019. URL consultato il 12 novembre 2020.
  20. ↑ Spizer 2005, p. 88
  21. ↑ Ian Herbert, When I'm 65: art exhibition marks Lennon's birthday, in The Independent, Londra, 19 luglio 2005 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2014).
  22. ↑ Castleman & Podrazik 1976, p. 140
  23. ↑ Castleman & Podrazik 1976, p. 332
  24. ↑ Castleman & Podrazik 1976, pp. 354, 365
  25. ↑ Blaney 2005, p. 135
  26. ↑ Woffinden 1981, p. 89
  27. ↑ Doggett 2011, p. 207
  28. ↑ Rodriguez 2010, p. 409
  29. ↑ Bob Woffinden, Ringo Starr: Everyone One of Us Has All We Need ..., in NME, 12 aprile 1975.
  30. ↑ Doggett 2011, p. 233
  31. ↑ Badman 2001, p. 133
  32. ↑ Blaney 2005, p. 151
  33. ↑ Stephen Thomas Erlewine, Walls and Bridges – John Lennon, su allmusic.com, AllMusic. URL consultato il 1º marzo 2014.
  34. ↑ Robert Christgau, Consumer Guide '70s: L, in Christgau's Record Guide: Rock Albums of the Seventies, Ticknor & Fields, 1981, ISBN 089919026X. URL consultato il 1º marzo 2019. Ospitato su robertchristgau.com.
  35. ↑ Tom Doyle, John Lennon Signature Box, in Mojo, novembre 2010, p. 114.
  36. ↑ John Metzger, John Lennon – Walls and Bridges (Album Review), su musicbox-online.com, 14 aprile 2011. URL consultato il 1º marzo 2014.
  37. ↑ Gary Graff & Daniel Durchholz (eds), MusicHound Rock: The Essential Album Guide, Visible Ink Press (Farmington Hills, MI, 1999), p. 667.
  38. ↑ Mark Kemp, John Lennon – Reissues, in Paste, 23 ottobre 2007. URL consultato il 13 ottobre 2014.
  39. ↑ John Lennon: Album Guide | Rolling Stone Music, in Rolling Stone. URL consultato il 16 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2014).
  40. ↑ Garry Mulholland, John Lennon – Remasters, in Uncut, novembre 2010, p. 108. URL consultato l'11 novembre 2014 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2014).
  41. ↑ Gillian G. Gaar, 100 Things Beatles Fans Should Know and Do Before They Die, Triumph Books, 2013, ISBN 978-1623682026.
    «John's next albums, Some Time in New York City (1972), Mind Games (1973), and Walls and Bridges (1974), received mixed reviews.»
  42. 1 2 Roy Carr e Tony Tyler, The Beatles: An Illustrated Record, New York, Harmony Books, 1975, p. 112, ISBN 0-517-52045-1.
  43. ↑ Ben Gerson, Review: Walls and Bridges, in Rolling Stone, New York, 21 novembre 1974. URL consultato il 2 gennaio 2022.
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  45. ↑ Sutherland, Steve (a cura di), Chapter 3: Say You Want a Revolution, in NME Originals: Lennon, Londra, IPC Ignite!, 2003, p. 114.
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