William Etty

William Etty (York, 1787 – 1849) è stato un pittore britannico.
Figlio di un mugnaio, William Etty frequentò la Royal Academy di Londra e fu discepolo di Thomas Lawrence. Realizzò dipinti con soggetto storico o mitologico.[1]
Tra le sue opere Candaule, re di Lidia, che mostra sua moglie di soppiatto a Gige (1830), La Bellezza che guida la Giovinezza (1832), Ulisse e le Sirene (1837), Giudizio di Paride, Diana e Endimione, Le tre Grazie, I lottatori (1840) e Giovanna d'Arco (1847), di maniere preraffaelite.
Biografia
Formazione
William Etty nacque a York nel 1787, nella famiglia di un ex mugnaio divenuto fornaio a Londra, il cui pan di zenzero gli valse guadagni fruttuosi.
Iniziò a imparare a disegnare all'età di undici anni[2] e completò i suoi studi all'età di diciotto anni, a Londra. Uno dei suoi zii era un pittore, e gli insegnò a dipingere i nudi accademici e a copiare le opere dei maestri antichi, così da migliorare il suo stile. Un quadro del giovane, intitolato Cupido e Psiche, venne notato dal pittore John Opie, che in seguito lo presentò all'Accademia reale d'arte. Vi entrò nel 1807,[3] diventando un allievo di John Flaxman e dello stesso John Opie. Fu soprattutto con Thomas Lawrence, presso il quale lavorò per un anno, che strinse un legame e assorbì la sua influenza.[4] Tra gli studenti di Lawrence si citano pittori in seguito divenuti famosi, come Wilkie, Constable, Haydon oppure William Collins.
Inizi di carriera

Etty sviluppò in breve tempo uno stile tutto suo e che gli valse ben presto un certo successo. Nel 1811, il suo quadro Telemaco che salva Antiope venne esposto nella galleria dell'Accademia,[5] ma non venne notato molto. Allora Etty continuò a perfezionare il proprio stile pittorico e, a partire dal 1816, si fece conoscere nella scena artistica. Nel 1816 fece un viaggio di studio in Italia della durata di tre mesi, ma non si recò oltre Firenze.[6]
Il suo quadro Pescatori di corallo (1820), che venne esposto all'Accademia reale, venne notato dalla critica, mentre l'anno successivo l'Arrivo di Cleopatra in Cilicia (o Trionfo di Cleopatra) venne lodato.[7] Nel 1822 e il 1824, Etty visitò il continente, fermandosi (tra gli altri luoghi) a Parigi, Firenze, Roma e Venezia.[8] Ne approfittò per copiare dei capolavori del Louvre e di altri musei, come alcune opere di Tiziano, di Michelangelo, di Raffaello e di Rubens.[9] Tornò da questo viaggio portandosi molti studi, per lo più nudi femminili, nei quali in seguito si sarebbe specializzato e che gli sarebbero serviti per i suoi grandi dipinti di storia, il genere pittorico allora ritenuto il più rispettabile. Rimase fedele per tutta la sua vita a questo stile italiano, in particolare a quello della scuola veneziana.
Anni del successo

Nel 1824 Etty divenne un membro straordinario dell'Accademia reale, grazie alla sua grande composizione Pandora incoronata dalle stagioni, che venne acquistata dal suo ex professore, Lawrence. Qualche tempo dopo, Etty dipinse una delle sue opere più famose, il Combattimento (il cui titolo completo in inglese è The Combat: Woman Pleading for the Vanquished, ossia "Il combattimento. Donna che implora per il vinto"). Nel 1828, divenne un membro ordinario dell'Accademia e da allora ebbe molto successo.[10]
Si rimise in viaggio nel 1830, recandosi direttamente a Parigi, ma proprio allora scoppiò la rivoluzione di luglio. Allora egli tornò immediatamente a Londra.[11] Nel 1830 aprì un'Accademia a Soho che si specializzava nel nudo accademico, attraverso dei modelli di nudo.[12] Nel decennio successivo, insegnò all'Accademia reale e consolidò la sua reputazione. Nel 1840 fece un viaggio nelle Fiandre e nei Paesi Bassi per studiare i capolavori di Rubens.[13] Nel 1843 tornò in Francia, dove poté lavorare alla sua Giovanna d'Arco (e a una serie di quadri preparatori su questo tema). Questo dipinto, venduto per la somma considerevole di 2500 ghinee, fu il più costoso che egli abbia mai venduto.[14]
Nel 1848, William Etty lasciò Londra per tornare nella sua città natale, dove passò gli ultimi mesi della sua vita. Ebbe comunque l'opportunità di presentare gran parte delle sue opere a una mostra personale nell'estate del 1849, che si tenne alla Società reale dell'arte (Royal Society of Arts). Poco tempo dopo, morì il 13 novembre del 1849 a York.[15]
Oggi i suoi quadri sono esposti in vari musei britannici.
Opere (lista non esaustiva)

- 1821: Arrivo di Cleopatra in Cilicia, National Museums, Liverpool
- 1825: Combattimento, Galleria Nazionale della Scozia, Edimburgo
- 1828: The Dawn of Love, Russell-Cotes Art Gallery & Museum, Bournemouth
- 1828: Il mondo prima del diluvio, Southampton City Art Gallery
- 1829: Benaiah, olio su tela, 64 × 80 cm, York Art Gallery[16]
- 1830: Candaule, re di Lidia, che mostra sua moglie di soppiatto a Gige, Tate Britain
- 1830: Tempesta, Manchester Art Gallery
- anni 1830: Andromeda, Lady Lever Art Gallery, Port Sunlight
- 1832: Gioventù sulla prora e Piacere al timone, Tate Britain
- 1835: Preparing for a Fancy Dress Ball, York Art Gallery
- 1836: Venus and Her Doves, Manchester Art Gallery
- 1837: Ulisse e le Sirene, Manchester Art Gallery
- 1841-1845: Mademoiselle Rachel, olio su cartone, 61 × 46 cm, York Art Gallery[17]
- 1842-1846: Joan of Arc Finds the Sword in the Chapel of Sainte-Catherine-de-Fierbois, olio su tela, museo di belle arti di Orléans[18]
- 1843 e 1846: Musidora (Tate Britain e Manchester Art Gallery)
- 1846-1847: Giovanna d'Arco, olio su tela, 305 x 460 cm, Museo di Belle Arti di Orléans[18]
- Nudo, galleria d'arte di Auckland[19]
- Jeune femme nue couchée, Galleria Didier Aaron & Cie[20]
- Male Nude Seated From Behind, collezione privata
Galleria d'immagini
Ero e Leandro, 1828
Andromeda, anni 1830
Tempesta, 1830
Preparing for a Fancy Dress Ball, 1835 circa
Note
- ↑ (EN) The shock of the nude: celebrating the 'fleshiness' of William Etty, su Art UK, 11 giugno 2019. URL consultato il 19 dicembre 2025.
- ↑ Farr 1958, p. 4.
- ↑ Myrone 2011, p. 47.
- ↑ Farr 1958, p. 14.
- ↑ Burnage e Bertram 2011, p. 21.
- ↑ Farr 1958, pp. 22-23.
- ↑ ETTY, William - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 19 dicembre 2025.
- ↑ Green 2011, p. 67.
- ↑ Farr 1958, p. 35.
- ↑ Robinson 2007, p. 135.
- ↑ Farr 1958, p. 60.
- ↑ Robinson 2007, p. 337.
- ↑ Burnage e Bertram 2011, p. 26.
- ↑ Farr 1958, p. 103.
- ↑ Robinson 2007, p. 475.
- ↑ (EN) Benaiah | York Museums Trust, su www.yorkmuseumstrust.org.uk. URL consultato il 19 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Portrait of Mlle Rachel | York Museums Trust, su www.yorkmuseumstrust.org.uk. URL consultato il 19 dicembre 2025.
- 1 2 (FR) Retour en images sur l'accrochage du tableau de William Etty, su Les musées d'Orléans, 29 agosto 2025. URL consultato il 19 dicembre 2025.
- ↑ (EN) A Nude, su Auckland Art Gallery Toi o Tāmaki. URL consultato il 19 dicembre 2025.
- ↑ (FR) Exposition (marché de l'art) : Foire de Maastricht (TEFAF) 2007, su archive.wikiwix.com. URL consultato il 19 dicembre 2025.
Bibliografia
- (EN) Sarah Burnage, Beatrice Bertram, "Chronology", in Sarah Burnage, Mark Hallett, Laura Turner (ed.), William Etty: Art & Controversy, Londra, Philip Wilson Publishers, 2011, pp. 20–30.
- (EN) Dennis Farr, William Etty, Londra, Routledge and Kegan Paul, 1958.
- (EN) Richard Green, "Etty and the Masters", in Sarah Burnage, Mark Hallett, Laura Turner (ed.), William Etty: Art & Controversy, Londra, Philip Wilson Publishers, 2011, pp. 61–74
- (EN) Martin Myrone, "'Something too Academical': The Problem with Etty", in Sarah Burnage, Mark Hallett, Laura Turner (ed.), William Etty: Art & Controversy, Londra, Philip Wilson Publishers, 2011, pp. 47–60.
- (EN) Leonard Robinson, William Etty: The Life and Art, McFarland, 2007, ISBN 978-0-7864-2531-0. URL consultato il 19 dicembre 2025.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su William Etty
Collegamenti esterni
- Etty, William, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Arthur Popham, ETTY, William, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
- (EN) William Etty, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Opere di William Etty, su Open Library, Internet Archive.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 2743563 · ISNI (EN) 0000 0001 1487 1526 · SBN VEAV318989 · BAV 495/320078 · CERL cnp01298204 · Europeana agent/base/148757 · ULAN (EN) 500115284 · LCCN (EN) nr92037993 · GND (DE) 1014039320 · BNE (ES) XX1596949 (data) · BNF (FR) cb149734623 (data) · J9U (EN, HE) 987007284141105171 |
|---|