Worldvision Enterprises

Worldvision Enterprises, Inc.
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StatoStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
Forma societariaSocietà controllata
Fondazione27 marzo 1954 (come ABC Film Syndication)
30 marzo 1973 (come Worldvision Enterprises)
Chiusura21 maggio 1999 (Incorporata in Paramount Domestic Television)
Sede principaleLos Angeles
GruppoAmerican Broadcasting-Paramount Theatres (1954–1973)
Taft Broadcasting (1979–1987)
Great American Broadcasting (1987–1989)
Spelling Entertainment Group (1989–1999)
ControllateWorldvision Home Video Inc.
SettoreTelevisione
Syndication
Home video

Worldvision Enterprises, Inc., precedentemente nota come ABC Film Syndication, era una società statunitense di distribuzione di programmi televisivi e home video fondata il 27 marzo 1954 con il nome di ABC Film Syndication, la divisione di distribuzione di programmi sul territorio nazionale e all'estero della rete televisiva ABC. Il 30 marzo 1973 è stata ribattezzata Worldvision Enterprises e il 21 maggio 1999 è stata incorporata nella Paramount Domestic Television. L'azienda si occupava principalmente di acquisire i diritti di programmi da produttori indipendenti, piuttosto che di produrre contenuti propri.

Storia

ABC Films Syndication

Nella primavera del 1954, la American Broadcasting-Paramount Theatres, Inc. fondò la ABC Films Syndication, Inc. (AFS), nota come ABC Films, una controllata guidata da George Shupert, specializzata nella distribuzione in syndication e nella produzione interna di programmi.[1] Nel gennaio 1956, l'AFS costituì una società di produzione in joint venture al 50%, la Rabco Productions, con Hal Roach Jr.[2][3]

Nel gennaio 1956, la AFS annunciò un potenziamento del personale addetto alla produzione e alle vendite per l'anno in corso. La società acquisì cinque nuovi diritti e per tutti furono realizzati degli episodi pilota. Due di questi sarebbero stati destinati alla syndication qualora non fossero stati acquistati a livello nazionale. Due dovevano essere prodotti da John Gibbs e Meridian Pictures, Renfrew of the Mounted e Ripley's Believe It or Not!, mentre Bernard Fox della Rabco fu incaricato di Forest Ranger. I due episodi pilota destinati alla produzione erano The Americano, diretto da Martin Gosch e girato in Spagna, e The Force, prodotto da Victor Stoloff, sulla Royal Canadian Mounted Police. Due programmi, Code 3 e The Three Musketeers, erano invece già in produzione per la syndication.[2] Uno dei primi successi di AFS fu Sheena, regina della giungla, prodotto in gran parte in Messico dai Nassour Studios e con Irish McCalla nel ruolo dell'eroina dei fumetti. Anche se furono girati solo 26 episodi, la serie andò in onda per anni in replica sulle emittenti locali, nelle fasce orarie dedicate ai programmi per bambini.

Nel 1959, la ABC International fondò la Worldvision Corporation con l'obiettivo di distribuire programmi per i mercati esteri. Henry G. Plitt, in precedenza presidente della Paramount Gulf Theatres, assunse la presidenza della società nel febbraio 1959, subentrando a Shupert dopo che questi era passato alla Metro-Goldwyn-Mayer (MGM).[4] Successivamente, Kevin O’Sullivan divenne presidente della società.[5]

Nel 1965 divenne distributrice internazionale della serie della NBC Branded, uno dei rari casi in cui la ABC distribuì una serie che non veniva effettivamente trasmessa dal proprio network.[6]

Worldvision Enterprises

Nel 1971, la FCC vietò alle reti televisive di partecipare alla distribuzione dei propri programmi, sulle reti che possedevano, tale norma fu poi abolita nel 1993. Quindi, il 30 marzo 1973,[5][7] cinque ex dirigenti della ABC Films fondarono la Worldvision Enterprises per acquistare le attività di syndication della rete, continuando a collaborare attivamente con la ABC.[8]
Nel 1974, Charles Fries e la sua società Alpine Productions avevano stipulato un contratto di distribuzione con lo studio.[9]

Worldvision aveva instaurato ottimi rapporti con le tre grandi reti televisive che producevano i suoi programmi, in particolare la NBC, produttrice di La casa nella prateria, e la CBS, produttrice di I piloti di Spencer, che Worldvision distribuiva per la syndication internazionale.[10]

Più o meno nello stesso periodo, Worldvision decise di restituire i diritti di distribuzione del game show The Dating Game alla Chuck Barris Productions e di mantenere quelli di The Newlywed Game fino al termine della sua messa in onda in rete.[11]

Nel 1977, la Worldvision Enterprises aveva stipulato un accordo con la società di produzione televisiva Mark VII Limited, che si era separata dalla Universal Pictures ed era diventata una società di produzione indipendente, per la distribuzione delle sue produzioni, tra cui Project UFO e Sam.[12]

Il 7 novembre 1981, Worldvision fondò una filiale dedicata all'home video, la Worldvision Home Video, Inc., incaricata di distribuire videocassette con contenuti della Taft Entertainment Company, in particolare i cartoni animati della Hanna-Barbera, la serie di video didattici Golf My Way di Jack Nicklaus, nonché il catalogo della QM Productions. Albert Hartigan ricopriva la carica di vicepresidente esecutivo e Martin Weinstein quella di direttore commerciale della società.[13][14]

Nel corso degli anni, Worldvision è passata di mano in mano a diverse società. La crescita della sua divisione dedicata all'home video avvenne principalmente sotto la proprietà della Taft Broadcasting, che acquisì la società nel 1979, che divenne così la distributrice dei prodotto della Hanna-Barbera (già in "pancia" alla Taft dal 1966).[5] La vendita fu annunciata per la prima volta nel novembre 1978.[15] A seguito dell'acquisizione di Worldvision da parte di Taft, quest'ultima incorporò nella società le proprie divisioni dedicate alla distribuzione in syndication, Taft H-B Program Sales e Taft H-B International. Nel 1981, Worldvision ha lanciato la controllata Evergreen Programs per generare vendite dei propri programmi già trasmessi da reti e emittenti.[16] Nell'ottobre 1987, le attività di Taft, inclusa Worldvision, furono acquisite dalla Great American Communications.[17]

Il produttore televisivo Aaron Spelling, alla ricerca di un canale per distribuire i propri programmi, tentò di acquistare la Worldvision dalla Great American, ma l'azionista di maggioranza della società, Carl H. Lindner, comunicò a Spelling di non essere interessato a vendere l'azienda.[18] Nel 1988 Lindner accettò tuttavia di cedere la Worldvision alla Spelling Productions in cambio del 50% della Spelling, Inc., la società risultante dalla fusione.[17][18] La fusione fu finalizzata il 1° marzo 1989.[19]

Nel 1993 Blockbuster Inc., gestore della catena di videonoleggi ormai defunta, acquistò una quota della Republic Pictures, quest'ultima a sua volta nel 1994 acquistò la Spelling Entertainment, che incorporò la divisione home video di Worldvision in quella della Republic Pictures. A seguito di ciò il logo della Blockbuster apparve sui programmi accanto a quello di Worldvision.

Il 26 maggio 1999 con la completa acquisizione della Spelling Entertainment Group da parte della Viacom (che già ne deteneva una parte grazie all'acquisto di Blockbuster nel 1994), le attività di Worldvision furono integrate nella Paramount Domestic Television, per poi passare alla CBS Corporation alla fine del 2005, quando la Viacom e la CBS furono scisse in società distinte.

Il 4 dicembre 2019, CBS Corporation e Viacom si sono fuse nuovamente in un'unica entità denominata ViacomCBS (in seguito Paramount Global e attualmente Paramount Skydance Corporation), che attualmente distribuisce il catalogo Worldvision tramite CBS Media Ventures. Il catalogo Hanna-Barbera (che include Hanna-Barbera Pty, Ltd./Taft-Hardie Group Pty. Ltd. e la maggior parte del catalogo Ruby-Spears Enterprises precedente al 1991) è attualmente distribuito da Warner Bros. Discovery tramite Warner Bros. Animation. I cartoni animati Harvey sono tornati alla The Harvey Entertainment Company e sono ora di proprietà della NBCUniversal Syndication Studios (tramite DreamWorks Classics).

Note

  1. ↑ ABC Film Div. Is Now Indie Subsid. Corp., in The Billboard, 3 aprile 1954, p. 10. URL consultato il 18 gennaio 2018.
  2. 1 2 ABC Film Synd. Plans for Big 1956, in Billboard, 28 gennaio 1956, p. 8. URL consultato il 6 maggio 2015.
  3. ↑ Ward Richard Lewis, A History of the Hal Roach Studios, SIU Press, 2006, p. 148, ISBN 0809388065, OCLC 607559067. URL consultato l'11 maggio 2015.
  4. ↑ Week's Headliners (PDF), su Broadcasting, 16 febbraio 1959, p. 10. URL consultato il 9 aprile 2015.
  5. 1 2 3 Kevin O'Sullivan, su Variety, 13 gennaio 2006. URL consultato il 12 maggio 2015.
  6. ↑ P&G series in unusual distribution situation (PDF), su Broadcasting & Cable, February 1, 1965, p. 56. URL consultato il 6 ottobre 2023.
  7. ↑ Price of film (PDF), su Broadcasting & Cable, 19-03-1973. URL consultato il 25-11-2021.
  8. ↑ Worldvision Enterprises, Inc. v. American Broadcasting Companies, Inc. (1983), su law.justia.com. URL consultato il 09-09-2016.
  9. ↑ Worldvision adds (PDF), su Broadcasting & Cable, 24 giugno 1974. URL consultato il 04-09-2021.
  10. ↑ North American line-up (PDF), su Broadcasting & Cable, 17-04-1978. URL consultato il 25-11-2021.
  11. ↑ In Brief (PDF), su Broadcasting & Cable, 23 luglio 1973, p. 8. URL consultato il 28 ottobre 2023.
  12. ↑ Hayde Michael J., My Name's Friday: The Unauthorized But True Story of Dragnet and the Films of Jack Webb, Cumberland House, 2001, ISBN 9781581821901.
  13. ↑ Worldvision Enterprises Forms Distrib Subsidiary (PDF), in Billboard, 07-11-1981. URL consultato il 25-11-2021.
  14. ↑ Joseph Barbera, My Life in "Toons": From Flatbush to Bedrock in Under a Century, Atlanta, Turner Publishing, 1994, p. 191–192, ISBN 1570360421, OCLC 624399752.
  15. ↑ In with Taft (PDF), su Broadcasting & Cable, 17-09-1979. URL consultato il 24-10-2021.
  16. ↑ In Brief (PDF), su Broadcasting & Cable, 13-07-1981. URL consultato l'08-11-2021.
  17. 1 2 (EN) Adelson Andrea, THE MEDIA BUSINESS; Spelling and Worldvision in Merger Pact, su The New York Times, 26-07-1988, ISSN 0362-4331. URL consultato il 12-05-2015.
  18. 1 2 Interview with Aaron Spelling. Archive of American Television (18/24 novembre 1999).
  19. ↑ In Brief, in Broadcasting, 02-10-1989, p. 89.

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