Yakov Blumkin
Yakov Blumkin (Odessa, 12 marzo 1900 – Mosca, 3 novembre 1929) è stato un agente segreto russo.

Yakov Grigoryevich Blumkin (in russo: Я́ков Григо́рьевич Блю́мкин) fu in gioventù un socialista rivoluzionario di sinistra. Nel 1918 fu arruolato come agente segreto della Čeka, e nel 1919 divenne un agente bolscevico incaricato di molte missioni. Fu anche membro della Direzione politica statale congiunta (OGPU), la polizia segreta sovietica.
Primi anni di vita
Yakov Blumkin nacque a Odessa in una famiglia ebraica e rimase orfano in tenera età. Andò a scuola solo per qualche anno e dovette iniziare a lavorare da giovanissimo per mantenersi. Nel 1914, a soli 14 anni, aderì al Partito Socialista Rivoluzionario[1]. Dopo la Rivoluzione d'Ottobre del 1917, fu arruolato a Mosca nel servizio di controspionaggio della Čeka, da poco istituito da Felix Dzeržinskij. Blumkin ebbe l’incarico di sorvegliare l'ambasciata tedesca recentemente aperta a seguito della pace separata siglata con il Trattato di Brest-Litovsk.[2]
Agente della Čeka

La sezione della Čeka, di cui faceva parte Blumkin, era composto in maggioranza da socialisti rivoluzionari di sinistra (SRS) allora in contrasto con i bolscevichi. Poiché il partito SRS si opponeva al Trattato di Brest-Litovsk voluto da Lenin, Blumkin ricevette l'ordine da parte del suo partito di assassinare Wilhelm von Mirbach, l'ambasciatore tedesco da poco giunto in Russia ed incaricato di assicurare l'applicazione delle dure clausole del trattato di Pace. I socialisti rivoluzionari speravano che in tale maniera avrebbero scatenato una reazione tedesca con la ripresa della guerra con la Germania.
L'attentato fu pianificato per coincidere con i lavori del V Congresso panrusso dei Soviet al Teatro Bolshoi di Mosca e doveva essere l'innesco di una rivolta dei socialisti rivoluzionari contro i bolscevichi. Nel pomeriggio del 6 luglio 1918 Blumkin ed il suo autista, Nikolaj Andreev, si recarono all'ambasciata tedesca allora ospitata a Villa Berg e chiesero di vedere l'ambasciatore. A riceverli assieme con l'ambasciatore von Mirbach c'erano il dottor Rietzler, consigliere dell'ambasciata, e il tenente Moeller, addetto militare. Durante il colloquio Blumkin estrasse una pistola e sparò, mentre Andreev lanciò una bomba a mano. L'assassinio doveva provocare l'insurrezione contro Lenin, ma la rivolta fu rapidamente repressa. I membri del partito SRS al Teatro Bolshoi furono arrestati e il partito fu soppresso con la forza. Andreev fu arrestato e fucilato, ma Blumkin riuscì a fuggire e si nascose in Ucraina.[3][4]
A Kiev Blumkin si arrese ai bolscevichi nell'aprile del 1919. Dzerzhinsky lo graziò e lo inviò in missione per assassinare l'ammiraglio Kolchak, allora comandante dell'Armata Bianca nella Guerra civile russa. Blumkin non riuscì nell'intento, ma entrò nella 13ª Armata Rossa come direttore del controspionaggio.
Persia

Nella primavera del 1920 Dzerzhinsky inviò Blumkin in Persia, nella provincia di Gilan, sul Mar Caspio. Sulle montagne del Gilan il Movimento della Giungla, guidato da Mirza Kuchak Khan, aveva instaurato una repubblica separatista, la Repubblica Socialista Sovietica Persiana. Nel maggio 1920 Blumkin organizzò un colpo di Stato sovietico che estromise Kuchak Khan e il suo partito dal potere, sostituendoli con il Partito Comunista Iraniano controllato dai russi.
Il nuovo governo, nominalmente guidato dal vice di Kuchak Khan, Ehsanollah Khan, era in realtà dominato dal commissario bolscevico russo Abukov. Questi avviò una serie di riforme radicali che includevano la chiusura delle moschee e la confisca dei beni dei ricchi. Blumkin divenne brevemente capo di stato maggiore dell'Armata Rossa Persiana.
Nell'agosto del 1920 Blumkin tornò in Russia, dove gli fu affidato il comando del treno blindato che doveva trasportare i capi bolscevichi Grigory Zinoviev, Karl Radek, Béla Kun e John Reed dal secondo Congresso Mondiale dell'Internazionale Comunista di San Pietroburgo al Congresso dei Popoli dell'Est a Baku, nell'attuale Azerbaigian, da poco riconquistata dai sovietici dopo la battaglia vinta contro i turchi.
Agente itinerante

Dopo la sua avventura nel Caucaso, Blumkin tornò a Mosca e si iscrisse all'accademia militare. Fece amicizia con Lev Trotskij, diventandone segretario, e nei due anni successivi lo aiutò nella "selezione, verifica critica, organizzazione e correzione dei materiali" degli Scritti militari (1923).[5] Quella condivisione di amicizia, studi e idee politiche con Trotskij sarebbe poi costata la vita a Blumkin.
Dall'estate del 1924 all'autunno del 1925 lavorò per l'OGPU a Tbilisi e fu vicepresidente della delegazione sovietica nella commissione di confine mista sovietico-persiana. Nel 1924 si recò segretamente in Afghanistan e nel Pamir per contattare gli ismailiti e il rappresentante locale dell'Aga Khan allo scopo di unirsi alla "lotta antimperialista" contro gli inglesi. Viaggiò poi in India fino a sud di Ceylon.
Nel 1926 Blumkin fu in Mongolia da dove si recò in missione anche in Cina, Tibet e India, finché non fu richiamato a Mosca perché i dirigenti comunisti locali erano stanchi dei suoi metodi aggressivi.[6]
Turchia
Nel 1929 Blumkin era l'agente segreto principale dei sovietici in Turchia, dove, per finanziare una rete di spionaggio in Medio Oriente, avrebbe venduto incunaboli ebraici che aveva "raccolto" nelle sinagoghe di tutta l'Ucraina e della Russia meridionale e persino in musei statali come la Biblioteca Lenin di Mosca. Si dice che si sia recato personalmente anche in Palestina per organizzarvi una rete spionistica fingendosi un devoto ebreo proveniente dall'Azerbaigian.
In Turchia, Blumkin incontrò Trotsky, che vi si era rifugiato dopo l'espulsione dall'Unione Sovietica. Trotsky affidò a Blumkin un messaggio segreto per Karl Radek, suo ex sostenitore e amico. La notizia dell'incontro giunse a Mosca e Stalin l'interpretò come un tradimento.
Trotsky affermò in seguito che era stato Radek a tradire Blumkin, consegnandolo nelle mani di Stalin. Radek avrebbe ammesso la sua colpa, ma è probabile che un rapporto sull'incontro con Trotsky sia stato trasmesso da un informatore dell'OGPU infiltrato all'interno dell'entourage di Trotsky.
Dopo l'incontro tra Blumkin e Radek a Mosca, Mikhail Trilisser, capo della Sezione Esteri dell'OGPU, ordinò a un'attraente agente segreto, Lisa Gorskaya (nota anche come Elizabeth Zubilin), di "abbandonare i pregiudizi borghesi" e di sedurre Blumkin. Iniziò così una relazione che durò diverse settimane in cui Gorskaya informava regolarmente Trilisser. Quando gli agenti arrivarono per arrestare Blumkin, questi si rivolse a Gorskaya e disse: "Lisa, mi hai tradito!".
Dopo l'arresto, Blumkin fu condotto davanti a un tribunale dell'OGPU, ma fu Stalin a decidere la condanna a morte.
Alexander Orlov scrisse che Blumkin si presentò davanti al plotone d'esecuzione e gridò: "Viva Trotsky!". Il governo russo non ha mai riabilitato Blumkin.
Note
- ↑ (RU) Линдер И.Б, Спецслужбы России за 1000 лет, Рипол Классик, pp. 571, ISBN 978-5-386-09586-4.
- ↑ (EN) Isaac Deutscher, The Prophet Outcast: Trotsky 1929-1940, Verso, 2003, pp. 67, ISBN 978-1-85984-451-9.
- ↑ William Chamberlin, The Russian Revolution, 1917-1921, Volume Two, The Macmillan Company, 1935, pp. 50–57.
- ↑ (RU) Шестое июля, su www.kommersant.ru, 2 luglio 2018. URL consultato il 13 gennaio 2023.
- ↑ Leon Trotsky: 1918 - How The Revolution Armed/Volume I (Author's Preface), su marxists.org. Archiviato il 2 settembre 2006 in Internet Archive. at www.marxists.org
- ↑ Бажанов, Борис.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Leon Trotsky, La rivolta della sinistra SR." ", su marxists.org.
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