Zinnia
Zinnia L., 1759[1] è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Heliantheae, sottotribù Zinniinae.[2][3]
Etimologia
Il nome del genere è stato dato in onore di Johann Gottfried Zinn (1727–1759), professore di botanica a Gottinga, noto per i suoi studi botanici in Messico.[4]
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Carl Linnaeus (1707-1778) nella pubblicazione "Systema Naturae …Editio decima, reformata…" (Syst. Nat., ed. 10. 2: 1189, 1221, 1377) del 1759.[5]
Descrizione

Zinnia acerosa

Zinnia angustifolia

Zinnia peruviana

Zinnia marylandica
Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus erbaceo (con cicli biologici annuali/perenni) o arbustivo (anche suffrutici). Sono presenti numerosi ibridi orticoli dalle forme nane o giganti.[4][6][7][8][9]
Fusto. La parte aerea in genere è eretta o prostrata, semplice o ramosa. Altezza media: 10–100 cm.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto e sono sia picciolate che sessili. Le lamine delle foglie hanno varie forme da lineari a ovate con bordi interi o seghettati. La superficie è 1-3-5-nervata e punteggiata di ghiandole.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da capolini terminali con peduncoli talvolta fistolosi. I capolini sono solitari e scaposi oppure, se sono numerosi, sono disposti in aperte forme panicolate e sono di tipo radiato (raramente discoide) con fiori eterogami. I capolini sono formati da un involucro, con forme campanulate o emisferiche (a volte a spirale), composto da 12-30 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio ligulati e fiori del disco tubulosi. Le brattee, con forme orbicolate o obovate o oblunghe, sono subuguali o fortemente scalate, sono riflesse e sono disposte in 2 - 5 serie. Il ricettacolo ha una forma conica; in genere è provvisto di pagliette a protezione della base dei fiori. Diametro degli involucri: 5–25 mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
- fiori del raggio (esterni): da 5 a 21; sono femminili (pistillati); la forma è ligulata (zigomorfa);
- fiori del disco (centrali): sono più numerosi (20-150) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi o (raramente) funzionalmente maschili.
- */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
- fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula termina con alcuni denti; le corolle sono marcescenti e fuse con gli acheni (raramente sono decidue) e spesso senza tubo; i colori sono giallo, arancio o rosso;
- fiori del disco: la gola del tubo varia da urceolata a campanulata, talvolta è tubulosa e si apre gradualmente o improvvisamente all'infuori in 5 lobi terminali; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata; alla base delle gole spesso sono presenti diversi strati addizionali di cellule e sono prive di fasci fibrosi vascolari; i colori sono simili alle corolle del raggio.
- Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; i filamenti sono glabri, raramente papillosi. Le antere sono connate e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere, gialle, marrone o nere, sono provviste di appendici con tricomi ghiandolari. Le celle dell'endotecio sono fusiformi o isodiametriche, raramente sono quadrate o rotonde, con 1 - 5 ispessimenti polari, talvolta gli ispessimenti sono radiali. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
- Gineceo: il gineceo è composto da due carpelli (sincarpici) formanti un ovario infero uniloculare. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale; possiede inoltre due fasci vascolari. Le superfici stigmatiche degli stigmi sono fuse (raramente divise). Gli apici degli stigmi sono acuti.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni dei fiori del raggio sono obcompressi con forme a tre lati; il colore varia da nero a giallo paglierino; talvolta la superficie è striata e altre volte è provvista di tricomi uncinati. Gli acheni dei fiori del disco sono compressi con forme quadrate, talvolta sono alati. Il pappo è assente o formato da una o due scaglie disposte agli angoli dell'achenio.
Biologia
Riproduzione . Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama).
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in America. Altrove sono introdotte e naturalizzate. Il genere è originario del continente americano, in particolare del Messico.[3]
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi.[11] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[2][8][9]
Specie
Il genere comprende 25 specie:[3]
- Zinnia acerosa (DC.) A.Gray[12]
- Zinnia americana (Mill.) Olorode & A.M.Torres[13]
- Zinnia angustifolia Kunth[14]
- Zinnia anomala A.Gray
- Zinnia bicolor (DC.) Hemsl.
- Zinnia citrea A.M.Torres
- Zinnia coahuilana B.L.Turner
- Zinnia elegans L.
- Zinnia flavicoma (DC.) Olorode & Torres
- Zinnia grandiflora Nutt.
- Zinnia guanajuatensis (Calderón & Rzed.) B.L.Turner
- Zinnia haageana Regel
- Zinnia juniperifolia (DC.) A.Gray
- Zinnia leucoglossa S.F.Blake
- Zinnia maritima Kunth
- Zinnia marylandica D.M.Spooner, Stimart & T.H.Boyle
- Zinnia microglossa (DC.) McVaugh
- Zinnia oligantha I.M.Johnst.
- Zinnia peruviana (L.) L.
- Zinnia purpusii Brandegee
- Zinnia tenella B.L.Rob.
- Zinnia tenuis (S.Watson) Strother
- Zinnia venusta (A.M.Torres) Olorode & A.M.Torres
- Zinnia zamudiana Calderón & Rzed.
- Zinnia zinnioides (Kunth) Olorode & A.M.Torres
Zinnia acerosa
Zinnia grandiflora
Zinnia peruviana
Sinonimi
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[3]
- Crassina Scepin
- Diplothrix DC.
- Lepia Hill
- Mendezia DC.
- Tragoceros Kunth
Filogenesi
La sottoribù Zinniinae, all'interno della tribù, da un punto di vista filogenetico, occupa una posizione più o meno centrale. Le caratteristiche principali della sottotribù sono: le corolle dei fiori del disco non hanno delle fibre prominenti; le corolle dei fiori del raggio sono fuse con l'achenio, se i fiori sono sterili, allora le corolle dei fiori del disco sono profondamente lobate e i lobi sono densamente papillosi sulla faccia adassiale, oppure l'ovario dei fiori del raggio ha 3 piccole protuberanze e il ricettacolo ha una forma colonnare.[9]
Il genere Zinnia nella sottotribù occupa una posizione abbastanza centrale e si presenta monofiletico.[15]
Il genere tradizionalmente è suddiviso in due sottogeneri e alcune sezioni:[15]
- subgenere Zinnia
- sezione Zinnia: 3 specie tipo erbe annuali, fusti eretti, capolini più grandi e vistosi con una ampia distribuzione geografica (cromosomi: n = 12);
- sezione Mendezia: 6 specie tipo annuali o perenni, spesso con infiorescenze piccole e distribuzione sull'altopiano meridionale del Messico (cromosomi: n = 10, 11, 12);
- sezione Tragoceros: 5 specie tipo fiori piccoli, non ornamentali con distribuzione dal Messico (Sonora) al Nicaragua (cromosomi: n = 11);
- subgenere Diplothrix: comprende 10 specie, tutte perenni arbustive o subarbustive, distribuite tra sud-ovest degli USA e nord del Messico (cromosomi: n = 10, con presenza di diploidi, tetraploidi e octoploidi).
Nota: a parte la sezione Tragoceros, tutti le altre risultano parafiletiche e quindi da ristrutturare. Dalle ricerche si evidenza inoltre una ibridazione antica tra il genere Heliopsis e Zinnia.[15]
Zinnia si è separato dal resto della sottotribù circa 15 milioni di anni fa, e si è diversifico principalmente in Messico, confermato come centro di origine della sottotribù. Quindi si sono avute espansioni successivamente verso il Sud America (Z. peruviana) e gli Stati Uniti sud-occidentali (Z. grandiflora, Z. acerosa, ecc.).[15]
Alcuni caratteri distintivi del genere:[9]
- i fiori del disco sono funzionalmente maschili;
- il pappo degli acheni dei fiori del raggio è assente o variamente formato, ma sempre privo di una finale ampia scaglia;
- le corolle dei fiori del raggio spesso sono prive del tubo.
Il numero cromosomico delle specie di Zinnia è: 2n = 20, 22 e 24.[9]
Specie spontanee italiane
Specie presenti in Italia:[3][16]
- Zinnia elegans L. - Zinnia: l'altezza massima della pianta è di 3 - 12 dm; il ciclo biologico è annuo; la forma biologica è terofita scaposa (T scap); il tipo corologico è Messico; l'habitat tipico gli ambienti antropizzati e i giardini; in Italia è una specie relativamente comune e si trova su tutto il territorio.
Usi
Si utilizzano nei giardini per aiuole e bordure o in vaso sui terrazzi. Grazie alla lunga durata dei capolini viene coltivata industrialmente per la produzione del fiore reciso.
Coltivazione
Piante resistenti e rustiche richiedono esposizione soleggiata, clima mite, terreno soffice anche asciutto.
Tra le specie coltivate si ricordano:
- Zinnia acerosa, originaria del Messico e del Sud-ovest degli USA, pianta perenne, alta fino a 60 cm, con fiori bianchi simili a margherite
- Zinnia angustifolia, originaria del Messico, pianta annuale alta fino a 45 cm, con foglie lanceolate
- Zinnia haageana, originaria del Messico, che ha dato origine a numerose coltivazioni, a forma nana o gigante, con fiori doppi di varie dimensioni e dai colori brillanti, nelle varie tonalità di giallo, rosa e rosso
- Zinnia linearis, con piccole corolle di colore giallo-arancione brillante e con ricche fioriture estive
Si moltiplicano in primavera con la semina, nelle zone a clima freddo sotto vetro trapiantandole a dimora cessato il periodo delle gelate.
Curiosità
La zinnia è stata la prima pianta a fiorire sulla Stazione spaziale internazionale il 15 gennaio 2016.[17]
Note
- ↑ (EN) Zinnia L., su The International Compositae Alliance (TICA), 1759. URL consultato il 21 luglio 2026 (archiviato il 9 marzo 2026).
- 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
- 1 2 3 4 5 (EN) Zinnia, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 18 maggio 2026.
- 1 2 (EN) eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 18 maggio 2026.
- ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 18 maggio 2026.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
- ↑ Judd 2007, pag. 517.
- 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 703.
- 1 2 3 4 5 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 476.
- ↑ Judd 2007, pag. 520.
- ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22/02/2026.
- ↑ (EN) Zinnia acerosa (DC.) A.Gray, su The International Compositae Alliance (TICA), 1852. URL consultato il 21 luglio 2026 (archiviato il 21 luglio 2026).
- ↑ (EN) Zinnia americana (Mill.) Olorode & A.M.Torres, su The International Compositae Alliance (TICA), 1971. URL consultato il 21 luglio 2026 (archiviato il 14 settembre 2025).
- ↑ (EN) Zinnia angustifolia Kunth, su The International Compositae Alliance (TICA), 1818. URL consultato il 21 luglio 2026 (archiviato il 21 luglio 2026).
- 1 2 3 4 (EN) Samuel Victor Skibicki, Phylogenomics and Biogeography of Zinniinae (Asteraceae: Heliantheae) using plastome and nuclear datasets, West Virginia University, 2025, pp. 1-87.
- ↑ Pignatti 2018, vol. 3, pag. 808.
- ↑ Scott Kelly on Twitter, su Twitter. URL consultato il 18 gennaio 2016.
Bibliografia
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- (EN) Victoria "Vicki" Ann Funk, Alfonso Susanna, Tod F. Stuessy e Randall J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae (PDF), Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, ISBN 978-3-9501754-3-1 (archiviato il 17 agosto 2025).
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- (EN) Alfonso Susanna, Bruce G. Baldwin, Randall J. Bayer, José Mauricio Bonifacino, Núria Garcia-Jacas, Sterling C. Keeley, Jennifer R. Mandel, Santiago Ortiz, Harold Robinson e Tod F. Stuessy, The classification of the Compositae: A tribute to Vicki Ann Funk (1947–2019), in Taxon, vol. 69, n. 4, 2020, pp. 807-814 (archiviato il 26 febbraio 2025).
- (EN) Jennifer R. Mandel, Rebecca B. Dikow, Carolina M. Siniscalchi, Ramhari Thapa, Linda E. Watson e Victoria Ann “Vicki” Funk, A fully resolved backbone phylogeny reveals numerous dispersals and explosive diversifications throughout the history of Asteraceae, in PNAS - Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 116, n. 28, 17 giugno 2019, pp. 14083-14088 (archiviato il 26 gennaio 2025).
- (EN) Caifei Zhang, Chien-Hsun Huang, Mian Liu, Yi Hu, Jose L. Panero, Federico Luebert, Tiangang Gao e Hong Ma, Phylotranscriptomic insights into Asteraceae diversity, polyploidy, and morphological innovation, in Journal of Integrative Plant Biology (JIPB), vol. 63, n. 7, 2021, pp. 1273-1293 (archiviato il 15 giugno 2025).
- (EN) Lowell E. Urbatsch, Bruce G. Baldwin, Michael J. Donoghue, Phylogeny of the Coneflowers and Relatives (Heliantheae: Asteraceae) Based on Nuclear rDNA Internal Transcribed Spacer (ITS) Sequences and Chlorplast DNA Restriction Site Data, in Systematic Botany 25(3):539-565. 2000.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Seconda edizione, Bologna, Edagricole, 2018.
- (EN) Fabio Conti, Giovanna Abbate, Alessandro Alessandrini e Carlo Blasi, An annotated checklist of the Italian vascular flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 91, ISBN 88-7621-458-5 (archiviato il 24 febbraio 2022).
- David Aeschimann, Konrad Lauber, Daniel Martin Moser e Jean Paul Theurillat, Flora alpina, 3 volumi, Bologna, Zanichelli, 2004, ISBN 978-8808071590 (archiviato il 30 giugno 2024).
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
Voci correlate
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Zinnia
Wikispecies contiene informazioni su Zinnia
Collegamenti esterni
- Zinnia: Coltivazione e Cura, su edendeifiori.it.
- (EN) zinnia, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Zinnia, su Catalogue of Life.
- (EN) Zinnia, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Zinnia, su npgsweb.ars-grin.gov.
- (EN) Zinnia, su International Plant Names Index.
- (EN) Zinnia, su ITIS.
- (EN) Zinnia, su WoRMS.
| Controllo di autorità | J9U (EN, HE) 987007534258205171 |
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