Adolfo Urso

Adolfo Urso
Adolfo Urso nel 2024

Ministro delle imprese e del made in Italy
con delega alle politiche spaziali e aerospaziali[1]
In carica
Inizio mandato22 ottobre 2022
Capo del governoGiorgia Meloni
PredecessoreGiancarlo Giorgetti[2]
Vittorio Colao[3]

Viceministro delle attività produttive
con delega al commercio estero
Durata mandato19 ottobre 2001 –
17 maggio 2006
Vice diAntonio Marzano
Claudio Scajola
Capo del governoSilvio Berlusconi
PredecessoreCarica creata[4]
Enrico Letta[5]
SuccessoreSergio D'Antoni[4]
Emma Bonino[5]

Viceministro dello sviluppo economico
con delega al commercio internazionale
Durata mandato30 giugno 2009 –
15 novembre 2010
Vice diClaudio Scajola
Paolo Romani
ContitolarePaolo Romani
Capo del governoSilvio Berlusconi
PredecessoreSergio D'Antoni[4]
Emma Bonino[6]
SuccessoreCatia Polidori[4][6]

Portavoce di Alleanza Nazionale
Durata mandato1997 –
2001
PredecessoreFrancesco Storace
SuccessoreMario Landolfi

Senatore della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato23 marzo 2018
LegislaturaXVIII, XIX
Gruppo
parlamentare
Fratelli d'Italia
CoalizioneXVIII: Centro-destra 2018
XIX: Centro-destra 2022
CircoscrizioneVeneto
Incarichi parlamentari
XVIII legislatura:

XIX legislatura:

  • Presidente provvisorio del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (dal 13/10/2022 al 22/10/2022)
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato15 aprile 1994 –
14 marzo 2013
LegislaturaXII, XIII, XIV, XV, XVI
Gruppo
parlamentare
XII: AN-MSI
XIII-XV: AN
XVI:
- PdL (fino al 30/07/2010)
- FL per il Terzo polo (dal 30/07/2010 al 15/07/2011)
- Misto (dal 15/07/2011 al 09/11/2011)
- Misto/FareItalia per la Costituente Popolare (dal 09/11/2011)
CoalizioneXII: Polo del Buon Governo
XIII: Polo per le Libertà
XIV-XV: Casa delle Libertà
XVI: Centro-destra 2008
CircoscrizioneXII: Lazio 1
XIII: Lazio 2
XIV: Veneto 1
XV-XVI: Veneto 2
CollegioXII: 23. Roma-Primavalle
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoFratelli d'Italia (dal 2015)
In precedenza:
MSI-DN (fino al 1995)
AN (1995-2009)
PdL (2009-2010)
FLI (2010-2011)
FI (2011-2015)
Titolo di studioLaurea in sociologia
UniversitàUniversità di Roma "La Sapienza"
ProfessioneGiornalista

Adolfo Urso (Padova, 12 luglio 1957) è un politico italiano, dal 23 marzo 2018 senatore della Repubblica per Fratelli d'Italia e dal 22 ottobre 2022 ministro delle imprese e del made in Italy nel governo Meloni.

Presidente della Fondazione Farefuturo, è stato deputato alla Camera dal 15 aprile 1994 al 14 marzo 2013 per Alleanza Nazionale, Il Popolo della Libertà e Futuro e Libertà per l'Italia, viceministro delle attività produttive dal 19 ottobre 2001 al 17 maggio 2006 nei governi Berlusconi II e III e dello sviluppo economico dal 30 giugno 2009 al 15 novembre 2010 nel governo Berlusconi IV.[7]

Biografia

Nato a Padova da padre siciliano e madre veneta, da bambino va a vivere con la famiglia ad Acireale (Catania), dove trascorre gli anni di gioventù e di formazione scolastica tra lì e Catania, per poi conseguire la laurea in sociologia all'Università di Roma "La Sapienza".[8]

Giornalista professionista dal 1984, iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio, inizia l'attività per una rivista giovanile Controcorrente ad Acireale, per poi passare al Secolo d'Italia, quotidiano del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN). Dal 1991 al 1992 è vicedirettore di Roma, dal 1993 al 1994 è caporedattore del periodico L'Italia settimanale e nel 1994 direttore della rivista Charta Minuta.

Promotore della fondazione Osservatorio parlamentare[9], nel 2007 costituisce la Fondazione Farefuturo, della quale è prima segretario generale, poi (da febbraio 2011) presidente.

Durante gli anni trascorsi fuori dalle istituzioni Urso ha fondato Italy World Services, società di consulenza che si occupa di internazionalizzazione delle imprese, operando in 13 Paesi[10], con sede a Teheran e che l'11 ottobre 2022, quando sta per diventare ministro nel governo Meloni, cede le sue quote al figlio Pietro.[8]

Attività politica

Gli inizi ed elezione a deputato

La sua esperienza politica comincia agli inizi degli anni '80, quando fa parte della Direzione nazionale del Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del MSI-DN, all'epoca guidata da Gianfranco Fini. Verso la fine degli anni '80 diventa uno dei leader della corrente del MSI-DN Proposta Italia guidata da Domenico Mennitti.

Negli anni '90 è tra i principali promotori della nascita di Alleanza Nazionale (AN), di cui nel novembre 1993 assume l'incarico di coordinatore nazionale del comitato promotore e con cui alle elezioni politiche del 1994, nata come lista elettorale, viene candidato alla Camera dei deputati nel collegio elettorale di Roma - Primavalle, sostenuto dalla coalizione di centro-destra Polo del Buon Governo. Eletto deputato con il 47,59% dei voti, supera i candidati dei Progressisti Carmine Fotia (41,31%) e del Patto per l'Italia Giacomo Valeriani (11,1%)[11]. Nel corso della XII legislatura ha fatto parte della 9ª Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni, della Commissione speciale per le politiche comunitarie, del Comitato di vigilanza sull'attività di documentazione e della Commissione parlamentare antimafia.

Dal MSI-DN ad Alleanza Nazionale

Durante il congresso di Fiuggi del 1995, dove avvenne la famosa "svolta" guidata da Gianfranco Fini che portò allo scioglimento del MSI-DN e la sua confluenza in AN come partito, introduce i lavori come segretario generale. Al suo interno aderisce alla corrente Area Vasta di Giuseppe Tatarella, che si richiama al conservatorismo nazionale e rappresenta la maggioranza nel partito.[12]

Dopo il congresso di AN, Urso fonda, insieme ad Altero Matteoli, all'ex liberale Giuseppe Basini e soprattutto assieme ai suoi due amici storici, Enzo Raisi e Maurizio Saia, grazie ai quali ha potuto avere un riconoscimento nazionale , la corrente Destra e Libertà, decisamente più vicina a Fini, che nel 2001 si unisce a Destra Plurale di Domenico Nania e Paolo Armaroli per dare vita a Nuova Alleanza, corrente europeista e liberale, che si caratterizza per il forte sostegno alla leadership di Fini, nonché quella maggiormente vicina ad esso, e che spingeva per un approccio liberista in economia[13]; in entrambe figurava come leader, insieme ad Altero Matteoli e Domenico Nania.

Rielezione alla Camera

Adolfo Urso rieletto alla Camera nel 1996

Alle politiche del 1996 viene ricandidato alla Camera, come capolista di Alleanza Nazionale nella circoscrizione Lazio 2, venendo rieletto a Montecitorio. Nella XIII legislatura della Repubblica è stato componente della 9ª Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni e della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Nelle prime due legislature ha presentato vari disegni di legge in materia di trasporti, oltre ad altre proposte che includono l'indulto per le pene relative a reati commessi con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordinamento costituzionale che non abbiano provocato la morte, l'elezione di un'assemblea costituente per la revisione dell'ordinamento della Repubblica italiana (disegno di legge costituzionale)[14], l'istituzione del Ministero del mare e dell'Agenzia di Stato per la sicurezza aeronautica.[15]

Nel 1999 presenta una proposta di legge costituzionale, assieme a Gianfranco Fini e Maurizio Gasparri, per eliminare il quorum dal referendum, che però non arriva mai all'esame parlamentare e viene messo da parte.[16]

Viceministro delle attività produttive

Alle elezioni politiche del 2001 viene confermato deputato, tra le liste proporzionale di AN nella circoscrizione Veneto 1[17]. Nel corso della XIV legislatura ha fatto parte della 14ª Commissione Politiche dell'Unione europea e della 1ª Commissione Affari costituzionali, della Presidenza del consiglio e interni, venendo sostituito per l'incarico di governo da Giorgio Conte in entrambe e da Gian Paolo Landi nella prima.

Con la nascita del secondo governo presieduto da Silvio Berlusconi, viene nominato viceministro delle attività produttive con delega al commercio estero, venendo confermato in tale incarico nel successivo governo Berlusconi III, affiancando i ministri Antonio Marzano prima e Claudio Scajola poi e rimanendo in carica fino alla fine. Durante i suoi mandati si è occupato di internazionalizzazione delle imprese (Legge 56/2005) e presenta per la ratifica parlamentare l'accordo Italia-Siria sulla protezione degli investimenti (Legge 258/2003).

Riconferma a Montecitorio

Alle elezioni politiche del 2006 viene riconfermato alla Camera, tra le liste di Alleanza Nazionale nella circoscrizione Veneto 2 in seconda posizione[18]. Nella XV legislatura della Repubblica è stato membro della 10ª Commissione Attività produttive, commercio e turismo, della Commissione parlamentare di collaborazione italo-egiziana e della Commissione parlamentare di collaborazione italo-spagnola, oltre a presentare, tra gli altri, disegni di legge per la reintroduzione dell'energia nucleare in Italia e la soppressione delle comunità montane.[19]

Viceministro dello sviluppo economico

Alle elezioni politiche del 2008 Urso viene ricandidato alla Camera, tra le liste del Popolo della Libertà (lista elettorale che univa principalmente Forza Italia e AN) nella medesima circoscrizione in quarta posizione, venendo eletto deputato[20]. Nel corso della XVI legislatura ha presentato disegni di legge per l'accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore, e sulla commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri.[21]

Urso come viceministro dello sviluppo economico a Nuova Delhi il 14 dicembre 2009

Con la nascita del quarto governo presieduto da Berlusconi, il 12 maggio 2008 viene nominato sottosegretario di Stato al Ministero dello sviluppo economico, prestando giuramento il giorno stesso, venendo poi promosso a viceministro con delega al commercio estero, affiancando i ministri Scajola prima e Paolo Romani poi e rimanendo in carica fino alle dimissioni nel novembre 2010. È stato relatore per il Governo sulla legge 133/2008 per il ritorno all'energia nucleare, poi sospesa con il decreto omnibus a seguito del disastro di Fukushima e cancellata definitivamente col referendum abrogativo del 2011.

Futuro e Libertà per l'Italia

Nel 2009 Urso aderisce alla confluenza di AN nel Popolo della Libertà (PdL) come partito, facendo parte della corrente dei finiana e di Generazione Italia, tuttavia il 2 agosto 2010 prende parte alla scissione del PdL di Futuro e Libertà. Il 4 agosto successivo viene nominato coordinatore del comitato costituente del nuovo gruppo, e il 6 ottobre è nominato coordinatore nazionale. Si dichiara contrario alla rottura col governo Berlusconi ed orientato a chiedere un riconoscimento di FLI come terza gamba della maggioranza[22], che successivamente arriva.[23]

Comunque il 15 novembre 2010, assieme agli altri esponenti governativi di FLI Andrea Ronchi, Roberto Menia e Antonio Buonfiglio, così come Giuseppe Maria Reina del Movimento per l'Autonomia[24], Urso si dimette lasciando il governo a causa del rifiuto del premier di dimettersi per formare successivamente un nuovo governo aperto all'Unione di Centro, come aveva chiesto Gianfranco Fini.[25]

Dopo l'Assemblea costituente FLI del 13 febbraio 2011, che incarica il solo presidente Fini di provvedere all'intero organigramma, viene indicato, con qualche sorpresa anche nei media che fino a due giorni prima lo davano per segretario di FLI, come nuovo portavoce di Futuro e Libertà per l'Italia. Ma Urso rifiuta la carica, ritenendola non adeguata ad influenzare la linea politica ed assicurare la collocazione del movimento[26][27][28]. Rimarca infatti la necessità che il partito assicuri la propria collocazione a destra, ribadendo: "dobbiamo costruire una destra riformista ed europea, liberale e moderna"[29], più volte e con particolare intransigenza. A seguito del cambiamento degli organigrammi, che non lo vede più coordinatore e titolare della linea politica, insieme ad Andrea Ronchi, Urso si scontra con altri esponenti di FLI quali Giulia Bongiorno[30], Fabio Granata[31] Carmelo Briguglio e lo stesso vicepresidente di FLI Italo Bocchino[32] sul tema delle alleanze per le elezioni amministrative del 2011 e dell'ipotizzabilità o meno di un accordo di FLI con Italia dei Valori e Partito Democratico per le prossime elezioni politiche.

FareItalia

Il 19 aprile 2011 Urso fonda l'associazione politica Fareitalia, alla quale aderiscono una cinquantina tra parlamentari e consiglieri regionali[33], con l'obiettivo di ricostruire un'area di centro-destra moderata e con un saldo riferimento al Partito Popolare Europeo[34].Il 9 luglio successivo abbandona FLI, insieme ad Andrea Ronchi e Giuseppe Scalia, e passano al gruppo misto[35], assumendo posizioni intermedie tra FLI e il PdL, dichiarando più volte l'esigenza di ricomporre il centrodestra, in una costituente popolare. Le sue scelte parlamentari vengono decise volta per volta; in particolare, vota l'arresto del deputato Alfonso Papa del PdL e la perquisizione nei confronti del suo collega anch'egli di centrodestra Marco Mario Milanese[36]. D'altra parte, sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni al ministro Saverio Romano, Urso dichiara di non essere disposto a votarla prima che le accuse della procura si materializzino almeno in un rinvio a giudizio accolto dal GUP, ma promette di votare a favore se esso arriva.

Il 14 ottobre 2011 vota la fiducia al governo Berlusconi, dichiarando tuttavia: "considero questo l'ultimo tempo supplementare. Il governo presenti quei provvedimenti di liberalizzazione, privatizzazione, riforma del welfare e delle pensioni" avvertendo che "ove questo non accadesse è meglio che Berlusconi faccia un passo indietro"[37]. La sua componente Fareitalia per la Costituente Popolare aderisce al Senato della Repubblica al gruppo Coesione Nazionale, e alla Camera al gruppo misto.

In seguito, il 22 ottobre, in una nota ufficiale di Fareitalia Urso avvisa il Governo che un decreto sviluppo a costo zero senza riforme non sarebbe accettabile e preavvisa la rottura[38]. A seguito dell'inattività del Governo, il 5 novembre, Urso con un editoriale sul sito di Fareitalia chiede le dimissioni di Berlusconi entro fine anno, dopo aver chiesto alle opposizioni di approvare un provvedimento contenente le riforme garantite nel frattempo all'UE dall'Italia, e la formazione di un nuovo esecutivo.[39]. Poco dopo fa istituire la componente del gruppo misto "Fareitalia per la costituente popolare" che raggruppa gli esponenti parlamentari della sua associazione[40] alla quale aderisce. L'8 novembre 2011 Berlusconi si dimette a seguito dell'approvazione della legge di stabilità contenente le prime misure promesse all'UE e Urso dichiara il proprio appoggio all'ipotesi di un governo presieduto da Angelino Alfano o da Mario Monti, chiedendo al PdL di sostenerlo unito insieme al Terzo Polo[41][42].

Alle politiche politiche del 2013 Urso non viene candidato dal PdL, perché [43] il 20 gennaio 2013 Berlusconi cancella dalle liste gran parte di coloro che avevano fatto la storia della Destra".[44]

Elezione a senatore

Nel 2015 aderisce a Fratelli d'Italia (FdI) di Giorgia Meloni[8], in cui confluisce FareItalia e con cui alle elezioni politiche del 2018 viene candidato al Senato della Repubblica[45], tra le sue liste nei collegi plurinominali Sicilia - 01 e Veneto - 02 in seconda posizione[46][47], risultando eletto senatore nel primo[48]. Nel corso della XVIII legislatura ha fatto parte della 3ª Commissione Affari esteri, emigrazione e della Commissione speciale per l'esame degli atti urgenti presentati dal Governo, oltre a ricoprire gli incarichi di vicepresidente prima e presidente poi del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR), eletto in quest'ultimo ruolo il 9 giugno 2021, dopo un lungo scontro tra FdI e Lega a seguito della nascita del governo Draghi.[49][50]

Ministro delle imprese e del made in Italy

Adolfo Urso mentre presta giuramento come ministro del governo Meloni il 22 ottobre 2022.

Alle elezioni politiche anticipate del 2022 viene ricandidato al Senato tra le liste di Fratelli d'Italia nei collegi plurinominali Veneto - 01 come capolista, Veneto - 02 in seconda posizione e Umbria - 01 in terza posizione[51], venendo rieletto a Palazzo Madama nei primi due ma optando per il secondo[52]. Nella XIX legislatura è membro della 4ª Commissione Politiche dell'Unione europea, sostituito per l'incarico di governo che occupa da Giovanni Satta.

Dopo la vittoria della coalizione di centro-destra alle elezioni e il successivo incarico di formare un governo affidato a Giorgia Meloni, il 21 ottobre 2022 viene indicato quale ministro delle imprese e del made in Italy, rinominato "Ministro delle imprese e del made in Italy"[53]. Giura il giorno successivo.[54]

Fin dall'inizio il ministero guidato da Urso subisce cambiamenti, acquisendo la competenza in materia di promozione e valorizzazione del made in Italy in Italia e nel mondo ed istituendo il Comitato interministeriale per il made in Italy nel mondo e la Struttura di supporto e tutela dei diritti delle imprese.[55]

Urso insieme al commissario europeo per il mercato interno e i servizi Thierry Breton nel 2024.

Ad Urso è inoltre affidata la delega allo spazio; pertanto partecipa a Parigi alla ministeriale di novembre 2022, in cui sono selezionati i diciassette nuovi membri del programma astronauti europeo. Tra le riserve del programma vengono scelti due italiani: Anthea Comellini e Andrea Patassa. Nello stesso incontro viene confermata la presenza di un astronauta italiano sulla futura stazione spaziale Lunar Gateway, ed i nomi più papabili sono Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano.[56] L’Italia sottoscrive l’avvio del nuovo programma, Moonlight, mirato allo sviluppo di un sistema di telecomunicazioni e navigazione lunari con i servizi associati, come nuovo contributo europeo al programma Artemis della NASA e del programma Future EO, che prepara alle prossime missioni e sviluppa i nuovi strumenti tecnologici di osservazione europei.[57] Il bilancio economico di questa tornata ministeriale porta ad un contributo totale complessivo di 16,9 miliardi di euro. L’impegno italiano è superiore ai tre miliardi di euro nei successivi cinque anni, con un incremento superiore al 20% rispetto alla precedente ministeriale del 2019. Tale ammontare rappresenta circa 18,2% del contributo globale dei 22 stati membri e conferma il posizionamento dell’Italia al terzo posto dopo Germania e Francia.[57]

Vita privata

Dopo un primo matrimonio, da cui ha avuto due figli[58], si è risposato con una cittadina ucraina di Lugansk, Ol'ha Sochnenko (in ucraino Ольга Сохненко?); la coppia ha un figlio.[59]

Opere

  • Atleti in camicia nera. Lo sport nell'Italia di Mussolini (con Renato Bianda, Scipione Rossi, Giuseppe Leone), Roma, Volpe editore, 1983
  • L'Età dell'intelligenza. La destra, il cambiamento e la rivoluzione informatica (con Maurizio Gasparri), Roma, Ed. Settimo Sigillo, 1984.
  • Euroglobal: libertà, identità, integrazione, Venezia, Marsilio, 2003
  • Vent'anni e una notte. 1993-2013. La parabola della destra italiana raccontata dai suoi protagonisti (con Mauro Mazza), Roma, Ed. Castelvecchi, 2013.

Onorificenze

Straniere

Cavaliere di Terza Classe dell'Ordine al merito (Ucraina) - nastrino per uniforme ordinaria
«Per un significativo contributo personale al rafforzamento della cooperazione interstatale, al sostegno della sovranità statale e all'integrità territoriale dell'Ucraina, alla divulgazione dello Stato ucraino nel mondo[60]»
— 15 novembre 2022

Note

  1. ↑ Dal 21 novembre 2022
  2. ↑ Imprese e del made in Italy rinominato Sviluppo economico
  3. ↑ Delega alle politiche spaziali e aerospaziali
  4. 1 2 3 4 Viceministro
  5. 1 2 Delega al commercio estero
  6. 1 2 Delega al commercio internazionale
  7. ↑ Michele Mezzanzanica, Chi è Adolfo Urso, nuovo ministro delle Imprese e del Made in Italy, su Quotidiano Nazionale, 21 ottobre 2022.
  8. 1 2 3 Adolfo Urso - L'ufficiale di collegamento tra destra di lotta e governo: chi è il ministro delle Imprese e del made in Italy (ex Mise), su Il Fatto Quotidiano, 21 ottobre 2022.
  9. ↑ Copia archiviata, su osservatorioparlamentarepadova.it. URL consultato il 30 giugno 2011 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2006).
  10. ↑ Adolfo Urso, su Energia Italia 2022.
  11. ↑ Eligendo Archivio - Ministero dell'Interno DAIT, su Eligendo.
  12. ↑ PARLAMENTINO GASPARRI BATTE STORACE & CO - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 31 gennaio 1995. URL consultato il 15 luglio 2025.
  13. ↑ An: Domani Nasce 'Nuova Alleanza' Con Urso, Matteoli E Nania, su adnkronos.com (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2014).
  14. ↑ Camera.it Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., DDL Urso XII Legislatura
  15. ↑ Camera.it Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., XIII Legislatura
  16. ↑ Da trent’anni chi perde ai referendum chiede di cambiare le regole, su Pagella Politica. URL consultato il 19 settembre 2025.
  17. ↑ Camera 13/05/2001 Area ITALIA Circoscrizione VENETO 1, su Eligendo.
  18. ↑ Camera 09/04/2006 Area ITALIA (escl. Valle d'Aosta) Circoscrizione VENETO 2, su Eligendo.
  19. ↑ Camera.it Archiviato il 13 giugno 2021 in Internet Archive., DDL Urso XV Legislatura
  20. ↑ Camera 13/04/2008 Area ITALIA (escl. Valle d'Aosta) Circoscrizione VENETO 2, su Eligendo.
  21. ↑ Camera dei Deputati XVI Legislatura (dal 29/04/2008 - al 14/03/2013) attività svolta dall'on. URSO Adolfo, su leg16.camera.it, 14 marzo 2013.
  22. ↑ Finiani: voteremo con il Pdl se ci riconoscono “terza gamba” della maggioranza | Blitz quotidiano, su blitzquotidiano.it. URL consultato il 30 giugno 2011 (archiviato il 18 gennaio 2012).
  23. ↑ Berlusconi riconosce il ruolo politico di Fini e denuncia: “Dietro scandali c'è la malavita” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 30 giugno 2011 (archiviato il 13 marzo 2011).
  24. ↑ "Niente governo-bis, fiducia oppure voto" - Politica - ANSA.it, su ansa.it. URL consultato il 15 novembre 2010 (archiviato il 15 novembre 2010).
  25. ↑ Governo, Berlusconi a caccia di voti Fli: dimissioni e reincarico in 72 ore- LASTAMPA.it, su www3.lastampa.it. URL consultato il 30 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 12 dicembre 2010).
  26. ↑ Bocchino nominato vice presidente Fli - Top News - ANSA.it, su ansa.it. URL consultato il 13 febbraio 2011 (archiviato il 16 febbraio 2011).
  27. ↑ Fini nella bufera: mezzo partito se ne va?, su giornalettismo.com (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2011).
  28. ↑ Fli un passo indietro di Della Vedova per non perdere Adolfo Urso | NanoPress Archiviato l'11 gennaio 2012 in Internet Archive.
  29. ↑ Urso non lascia Fini ma chiede di restare a destra, su affaritaliani.it, 24 febbraio 2011. URL consultato il 13 giugno 2021 (archiviato dall'url originale il 13 giugno 2021).
    «Raggiunto un punto di pacificazione con Andrea Ronchi, uno dei finiani dato in uscita dal partito»
  30. ↑ «Intese tra Fli e Pd? Niente panico Destra e sinistra categorie superate» - Corriere della Sera, su corriere.it. URL consultato il 30 giugno 2011 (archiviato il 19 maggio 2011).
  31. ↑ Divorzio di Fli, Fabio Granata “Urso e Ronchi se ne vadano pure” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano Archiviato il 24 giugno 2011 in Internet Archive.
  32. ↑ Intervista a Italo Bocchino (da “la Repubblica” del 6 giugno 2011) - Futuro e Libertà Noicàttaro
  33. ↑ [http://www.fareitalia.com/95_la_pattuglia_di_fareitalia_per_un_centrodestra_diverso]
  34. ↑ Urso, Ronchi e Scalia lasciano Fli- LASTAMPA.it, su www3.lastampa.it (archiviato dall'url originale il 17 agosto 2011).
  35. ↑ Fli, lasciano Ronchi, Urso e Scalia - Corriere della Sera, su corriere.it. URL consultato il 9 luglio 2011 (archiviato il 12 luglio 2011).
  36. ↑ P4, Urso: "Papa faccia passo indietro o voterò per arresto" | Blitz quotidiano, su blitzquotidiano.it. URL consultato il 17 luglio 2012 (archiviato il 19 aprile 2014).
  37. ↑ Governo: Urso, Si' A Fiducia. Ultimo Tempo Supplementare Per Il Paese - YouTube, su youtube.com. URL consultato il 25 aprile 2019 (archiviato il 24 ottobre 2020).
  38. ↑ Sviluppo:Urso,non voteremo decreto senza riforme | FARE ITALIA Archiviato il 19 aprile 2014 in Internet Archive.
  39. ↑ Urso: contro la crisi serve cura shock. Premier proponga patto nazionale | FARE ITALIA Archiviato il 19 aprile 2014 in Internet Archive.
  40. ↑ Nasce alla Camera FareItalia per la Costituente Popolare | FARE ITALIA Archiviato il 19 aprile 2014 in Internet Archive.
  41. ↑ Governo:Urso “Ottimo Alfano per la guida del paese” | FARE ITALIA Archiviato il 19 aprile 2014 in Internet Archive.
  42. ↑ Governo: Urso, Monti? Bene ok di Berlusconi. PDL risponda unito | FARE ITALIA Archiviato il 19 aprile 2014 in Internet Archive.
  43. ↑ Mauro Mazza e Adolfo Urso, Vent'anni e una notte : 1993-2013 : la parabola della Destra italiana raccontata dai suoi protagonisti, Roma, Castelvecchi Rx, 2013.
  44. ↑ Il Fatto quotidiano, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 20 marzo 2018 (archiviato il 21 marzo 2018).
  45. ↑ Urso, l’ex viceministro che ama l’Iran recuperato da FdI, in La Notizia giornale.it, 2 febbraio 2018. URL consultato il 16 giugno 2018 (archiviato il 17 giugno 2018).
  46. ↑ Senato 04/03/2018 Area ITALIA (escl. Valle d'Aosta) Regione SICILIA Collegio Plurinominale SICILIA - 01, su Eligendo.
  47. ↑ Senato 04/03/2018 Area ITALIA (escl. Valle d'Aosta) Regione VENETO Collegio Plurinominale VENETO - 02, su Eligendo.
  48. ↑ Corriere del Veneto, su corrieredelveneto.corriere.it. URL consultato il 20 marzo 2018 (archiviato il 21 marzo 2018).
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  50. ↑ Salvini ha perso sul COPASIR, su Il Post, 9 giugno 2021.
  51. ↑ Candidati alle elezioni politiche: tutti i nomi, su la Repubblica, 23 agosto 2022. URL consultato il 3 ottobre 2025.
  52. ↑ Tutti i senatori eletti al proporzionale, in la Repubblica, 26 settembre 2022.
  53. ↑ Governo: da Mattarella l'incarico a Meloni, presentata la lista dei ministri - Notizie - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 21 ottobre 2022. URL consultato il 6 dicembre 2025.
  54. ↑ Meloni, il giuramento del governo al Quirinale: «Serviremo l'Italia con orgoglio». Domani passaggio di consegne e Cdm, su www.ilmattino.it, 22 ottobre 2022.
  55. ↑ Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 3, su www.governo.it, 4 novembre 2022. URL consultato il 24 novembre 2022.
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