Alan Davie
James Alan Davie (Grangemouth, 28 settembre 1920[1] – Londra, 5 aprile 2014) è stato un pittore e musicista scozzese presenti nella collezione del Pier Arts Centre.
Biografia
Davie nacque a Grangemouth, in Scozia, nel 1920, figlio di Elizabeth (nata Turnbull) e James William Davie, insegnante d'arte e pittore,[2] che espose al Salon des artistes français nel 1925.[3] Alan Davie studiò all'Edinburgh College of Art dal 1937 al 1941.[2][4] Una delle sue prime mostre fu organizzata dalla Society of Scottish Artists. Il 29 ottobre 1947, a Edimburgo, Davie sposò Janet Gaul, ceramista, artista e designer. Insieme ebbero una figlia, Jane, nata nel 1949.[2]
Dopo la Seconda guerra mondiale, Davie suonò il sassofono tenore nella Tommy Sampson Orchestra, con sede a Edimburgo, che trasmetteva e faceva tournée in Europa.[5] Nel dopoguerra si guadagnò da vivere anche creando gioielli.[6] Davie viaggiò molto e a Venezia subì l'influenza di altri pittori dell'epoca, come Paul Klee, Jackson Pollock e Joan Miró, oltre che di una vasta gamma di riferimenti culturali.[1]
Sebbene Peggy Guggenheim avesse acquistato due dipinti di Davie a Venezia e le opere della sua mostra del 1956 a New York fossero andate esaurite, egli non ottenne riconoscimento e successo commerciale in Gran Bretagna fino alla sua mostra del 1958 alla Wakefield Art Gallery e alla Whitechapel Art Gallery.[7]
Il suo stile pittorico deve molto alla sua affinità con lo Zen. Dopo aver letto il libro di Eugen Herrigel Zen in the Art of Archery (1953),[8] assimilò la spontaneità enfatizzata dallo Zen.[9][10] Dichiarando che il percorso spirituale è incompatibile con la pianificazione anticipata, cercò di dipingere nel modo più automatico possibile, con l'intento di far emergere elementi del suo inconscio.[11] In questo condivideva la visione di pittori surrealisti come Miró ed era anche affascinato dal lavoro dello psicoanalista Carl Gustav Jung.[9][12]
Come Pollock molte delle opere di Davie venivano realizzate stando in piedi sopra il dipinto, che era steso a terra.[9][13] Aggiungeva strati di vernice fino a coprire più volte il dipinto originale. Nonostante la velocità con cui lavorava (di solito aveva diversi dipinti in corso contemporaneamente), era tuttavia convinto che le sue immagini non fossero pura astrazione, ma avessero tutte un significato simbolico.[11] Sostenitore del primitivo, vedeva il ruolo dell'artista come simile a quello dello sciamano[6] e sottolineava come culture disparate avessero adottato simboli comuni nei loro linguaggi visivi.
Oltre alla pittura, sia su tela che su carta, ha prodotto diverse serigrafie. Ha trovato un pubblico per il suo lavoro nel continente e in America qualche tempo prima che il pubblico artistico britannico potesse riconciliarsi con il suo mix di simboli antichi e di nuova invenzione. Nelle sue lezioni Davie sottolineava l'importanza dell'improvvisazione come metodo da lui scelto. La sua posizione era quella di un indovino ispirato che resisteva alle incursioni della civiltà razionale.[14]
Dal punto di vista musicale, Davie suonava anche il pianoforte, il violoncello e il clarinetto basso. All'inizio degli anni '70 il suo interesse per l'improvvisazione libera lo portò a strettere una stretta collaborazione con il percussionista Tony Oxley. I suoi dipinti hanno anche ispirato la musica di altri artisti, in particolare il bassista e compositore Barry Guy.[15][16]
Davie disegnò la copertina del libro di R.W. Feachem Prehistoric Scotland, pubblicato da Batsford nel 1963.[17] Il disegno era basato su motivi trovati sulle pietre simboliche dei Pitti. Morì all'età di 93 anni nell'Hertfordshire, in Inghilterra, il 5 aprile 2014.[18][19]
Collezioni d'arte
Le collezioni d'arte e i musei che possiedono opere di Alan Davie comprendono l'Art Institute of Chicago, il Dallas Museum of Art, i Fine Arts Museums of San Francisco, il Metropolitan Museum of Art, il Museum of Modern Art, le National Galleries of Scotland, la Peggy Guggenheim Collection, la Tate Gallery, l'Art Gallery of New South Wales, il Brauer Museum of Art della Valparaiso University, il Fred Jones Jr. Museum of Art dell'Università dell'Oklahoma, Harvard University Art Museums, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Mildred Lane Kemper Art Museum, Oklahoma City Museum of Art, The Priseman Seabrook Collection, San Diego Museum of Art, Southampton City Art Gallery, The Hepworth Wakefield e Worcester City Art Gallery & Museum.
Ritratti di Alan Davie
Un ritratto fotografico è conservato sia nella collezione della National Portrait Gallery[20] che presso la Gimpel Fils, una galleria d'arte moderna e contemporanea a Mayfair.[21] Esiste anche un autoritratto di John Bellany che raffigura Davie, conservato presso la National Galleries of Scotland.[22]
Discografia
- The Alan Davie Music Workshop (ADMW, 1970)
- Suite for Prepared Piano and Mini Drums (ADMW, 1971)
- Bird Through the Wall (ADMW, 1971)
- Phantom in the Room (ADMW, 1971)
- The Tony Oxley/Alan Davie Duo (ADMW, 1975)
- Elaboration of Particulars (Confront, 2021)
Note
- 1 2 (EN) Davie, Alan, su FMP/Free Music Production. URL consultato il 2 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2005).
- 1 2 3 (EN) Andrew Patrizio, Davie, (James) Alan (1920–2014), artist, in Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 15 febbraio 2018, DOI:10.1093/odnb/9780198614128.013.108522, ISBN 978-0-19-861412-8. URL consultato il 12 settembre 2021.
- ↑ (EN) Stephen Bury (a cura di), Davie, James William, in Benezit Dictionary of British Graphic Artists and Illustrators, Oxford University Press, 2012, ISBN 9780199923052. URL consultato l'11 giugno 2020.
- ↑ (EN) Cheryl Livingstone, New exhibition celebrates Grangemouth artist, in Falkirk Herald, 16 giugno 2010. URL consultato il 1º dicembre 2010 (archiviato dall'url originale l'8 luglio 2010).
- ↑ (EN) Jim Gilchrist, Leader of the band, in The Scotsman, 23 aprile 2008. URL consultato il 2 settembre 2008.
- 1 2 (EN) Adrian Lewis, Davie, Alan, in Oxford Art Online, Oxford Art Online, 2003, DOI:10.1093/gao/9781884446054.article.T021582, ISBN 978-1-884446-05-4. URL consultato il 9 giugno 2020.
- ↑ (EN) Mark Hudson, Alan Davie in Hertford, Unicorn, 2022, pp. 22–31, ISBN 9781914414558.
- ↑ (EN) Eugen Herrigel, Zen in the Art of Archery, traduzione di R. F. C. Hull, 1ª ed., Vigeo Press, 8 gennaio 2018, ISBN 978-1941129937.
- 1 2 3 (EN) Bill Hare, Scottish Artists in an Age of Radical Change, Luath Press, 2019, ISBN 9781912147915.
- ↑ Hare, p. 34
- 1 2 (EN) Past Exhibitions: Alan Davie: Jingling Space, su Tate St Ives. URL consultato il 2 settembre 2008.
- ↑ Hare, p. 32
- ↑ Hare, p. 35
- ↑ (EN) Norbert Lynton, The Story of Modern Art, Prentice Hall, 1983.
- ↑ (EN) Barry Guy, su British Composers Project. URL consultato il 2 settembre 2008.
- ↑ (EN) Glasgow Improvisers Orchestra with Barry Guy: Falkirk (PDF), su FMR Records. URL consultato il 2 settembre 2008.
- ↑ (EN) Richard Feachem, Guide to Prehistoric Scotland, 2ª ed., Batsford, 27 gennaio 1977, ISBN 978-0713432640. URL consultato il 9 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Alan Davie, Scottish artist, has died aged 93, in The Daily Telegraph. URL consultato il 1º luglio 2017.
- ↑ (EN) Bruce Weber, Alan Davie, Painter With a Global Bent, Dies at 93, in The New York Times, 16 aprile 2014. URL consultato il 1º luglio 2017.
- ↑ (EN) Portrait - Alan Davie, su National Portrait Gallery. URL consultato il 1º luglio 2017.
- ↑ (EN) Gimpel Fils - London, su gimpelfils.com. URL consultato il 1º luglio 2017.
- ↑ (EN) John Bellany, b. 1942. Artist (Self-portrait) (with Alan Davie, b. 1920), su National Galleries of Scotland. URL consultato il 1º luglio 2017.
Bibliografia
- (EN) Bill Hare, Scottish Artists in an Age of Radical Change, Luath Press, 2019, ISBN 9781912147915.
Collegamenti esterni
- Davie, Alan, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (PT) Alan Davie, su Enciclopédia Itaú Cultural, Itaú Cultural.
- Opere di Alan Davie, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Alan Davie, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Alan Davie, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) 102 opere di o ispirate ad Alan Davie, su Art UK.
- (EN) Works by Alan Davie at Gimpel Fils, su gimpelfils.com. URL consultato il 2 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2022).
- (EN) Alan Davie Obituary, su telegraph.co.uk. URL consultato il 2 dicembre 2025.
- (EN) Alan Davie | National Galleries of Scotland, su nationalgalleries.org. URL consultato il 2 dicembre 2025.
- (EN) Tate, Alan Davie 1920–2014 - Works in the Tate Collection, su Tate. URL consultato il 2 dicembre 2025.
- (EN) Alan Davie - Artists - Spellman Gallery, su spellmangallery.com. URL consultato il 2 dicembre 2025.
- (EN) Painter Alan Davie dies at 93, su The Herald, 7 aprile 2014. URL consultato il 2 dicembre 2025.
- (EN) Obituary: Alan Davie CBE, artist, su The Scotsman, 9 aprile 2014. URL consultato il 2 dicembre 2025.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 95858518 · ISNI (EN) 0000 0000 8592 4632 · BAV 495/168946 · Europeana agent/base/159927 · ULAN (EN) 500028636 · LCCN (EN) n50035675 · GND (DE) 119171627 · BNE (ES) XX5561776 (data) · BNF (FR) cb12098500m (data) · J9U (EN, HE) 987007506116605171 |
|---|