Barry Guy

Barry Guy
Barry Guy (2011)
NazionalitàInghilterra (bandiera) Inghilterra
(Londra)
GenereImprovvisazione libera
Free jazz
Musica antica
Musica classica
Musica contemporanea
Periodo di attività musicale1969 – in attività
StrumentoContrabbasso
Etichetta
Gruppi
  • John Stevens e Trevor Watts
  • Howard Riley
  • Bob Downes Open Music
  • Tony Oxley
  • Iskra
  • Barre Phillips
  • London Jazz Composers' Orchestra
  • Barry Guy New Orchestra
  • Evan Parker
  • Mats Gustafsson
  • Marilyn Crispell
  • Maya Homburger
Sito ufficiale

Barry John Guy (Londra, 22 aprile 1947[1]) è un compositore e contrabbassista inglese; i suoi interessi spaziano dalla musica antica alla composizione contemporanea, dal jazz all'improvvisazione, e ha lavorato con una grande varietà di orchestre nel Regno Unito e in Europa. Ha studiato alla Guildhall School of Music and Drama con Buxton Orr, dove in seguito ha insegnato[2].

Il trio Aurora a Mosca (2013)

Guy si fece notare come bassista improvvisatore come membro di un trio con il pianista Howard Riley e il batterista Tony Oxley (Witherden, 1969). Negli anni '60 e '70 divenne anche membro occasionale degli ensemble di John Stevens, tra cui lo Spontaneous Music Ensemble. All'inizio degli anni '70 è stato membro dell'influente gruppo di improvvisazione libera Iskra 1903 con Derek Bailey e il trombonista Paul Rutherford, un progetto ripreso alla fine degli anni '70, con il violinista Philipp Wachsmann che ha sostituito Bailey. Ha anche stretto una collaborazione di lunga data con il sassofonista Evan Parker, che ha portato alla formazione di un trio con il batterista Paul Lytton, diventato uno dei gruppi di improvvisazione libera più noti e più seguiti degli anni '80 e '90. Negli anni '80 è stato per un breve periodo membro della Michael Nyman Band, suonando nella colonna sonora di I misteri del giardino di Compton House.[1]

Carriera

Orchestra dei Compositori Jazz di Londra

L'interesse di Guy per l'improvvisazione e la composizione classica trovò la sua massima espressione nella London Jazz Composers' Orchestra. Originariamente fondata per eseguire la composizione di Guy Ode nel 1972, pubblicata come doppio LP dalla Incus e successivamente, in versione ampliata, come doppio CD dalla Intakt, divenne uno dei più grandi ensemble europei di improvvisazione su larga scala.[1] La documentazione dei primi anni è frammentaria; l'unica altra registrazione dei primi anni è Stringer: FMP, ora disponibile su Intakt in coppia con il successivo Study II. Ma, a partire dalla fine degli anni '80, l'etichetta svizzera Intakt decise di documentare la band in modo più approfondito. Il risultato è stata una serie di composizioni ambiziose, della durata di un album, progettate per dare a tutti i musicisti della band la massima opportunità di espressione, pur conservando un rigoroso senso della forma: Zurich Concerts, con Anthony Braxton, Harmos, Double Trouble, originariamente scritto per un incontro con la Globe Unity Orchestra di Alexander von Schlippenbach, anche se il CD finale era solo per la LJCO, Theoria, un concerto per la pianista ospite Irène Schweizer, Portraits, un cofanetto di 2 CD con ritratti musicali dei membri della band e dei loro gruppi interni, Three Pieces e Double Trouble Two. Le attività del gruppo si ridussero a metà degli anni '90, ma non fu mai sciolto formalmente e si riunì nuovamente nel 2008 per un concerto eccezionale in Svizzera. A metà degli anni '90 Guy creò anche un secondo ensemble più piccolo, la Barry Guy New Orchestra.[2]

Altre attività

Guy ha anche scritto per altri grandi gruppi di improvvisazione, come la NOW Orchestra e ROVA: il brano Witch Gong Game ispirato alle immagini dell'artista visivo Alan Davie.

Le sue attività di improvvisazione comprendono trii pianistici con Marilyn Crispell e Agusti Fernandez. Ha anche registrato diversi album per la ECM, spesso incentrati sull'interfaccia tra improvvisatori e strumenti elettronici, tra cui il suo lavoro nell'Electro-Acoustic Ensemble di Evan Parker e il suo Ceremony.

Il lavoro di Guy nel campo pop comprende la partecipazione come contrabbassista al brano “Nightporter”, dall'album Gentlemen Take Polaroids dei Japan.

È sposato con la violinista di musica antica Maya Homburger. Dopo aver trascorso alcuni anni in Irlanda, ora vivono in Svizzera. Gestiscono la piccola etichetta Maya, che pubblica una varietà di dischi nei generi dell'improvvisazione libera, della musica barocca e della composizione contemporanea.

Nel 2016 Guy è stato nominato professore onorario al Rhythmic Music Conservatory (RMC) di Copenhagen, in Danimarca, dove tiene periodicamente workshop e masterclass.[3]

Stile

Il lavoro jazzistico di Guy è caratterizzato dall'improvvisazione libera, con l'uso di una serie di metodi di esecuzione insoliti: suoni con l'archetto e pizzicato sotto il ponticello del basso; pizzicamento delle corde sopra la mano sinistra; percussione delle corde con mazzuoli per strumenti a percussione e “preparazione” dello strumento con bacchette e altri strumenti inseriti tra le corde e la tastiera. Le sue improvvisazioni sono spesso percussive e imprevedibili, non appartengono a nessun territorio armonico riconoscibile e spingono verso regioni sconosciute. Tuttavia, possono anche essere melodiche e delicate, con la dovuta attenzione all'integrazione armonica con gli altri musicisti e a volte Guy suona persino con un ritmo jazzistico swing.

Allo stesso modo, nelle sue opere da concerto, Guy riesce ad alternare una complessità armonica e ritmica degna degli sperimentatori degli anni '60 come Penderecki e Stockhausen con melodie gioiose, spesso estatiche. Opere come “Flagwalk” per orchestra d'archi e “Fallingwater – Concerto for Orchestra” mostrano l'abilità compositiva di Guy nel gestire forme estese e scrivere per grandi gruppi strumentali.

Alcune delle sue composizioni, come “Witch Gong Game” per ensemble, utilizzano la notazione grafica musicale in combinazione con cue card per guidare gli esecutori nell'esecuzione e nell'improvvisazione di materiale tratto da sezioni numerate della partitura.

È anche architetto.

Opere per concerti

Orchestra

  • Incontri (1970)
  • Anna (1974)
  • Flagwalk (1974)
  • Songs from Tomorrow (1975)
  • Voyages of the Moon (1983)
  • The Eye of Silence (1988)
  • UM 1788 (1989)
  • After the Rain (1992)
  • Concerto for Orchestra: "Fallingwater" (1996)

Grande ensemble (sette o più musicisti)

  • Bitz! (1979)
  • D (1972)
  • Look Up! (1991)
  • Play (1976)

Solisti e grandi gruppi (sette o più musicisti)

  • Statements II – Ex (1979)

Opere per 2-6 strumentisti

  • Bubblets (1998)
  • Buzz (1994)
  • Eos X (1976)
  • The Eye of Silence (1989)
  • Four Miniatures (1969)
  • Games (for All Ages) (1973)
  • Mobile Herbarium (1992)
  • Pfiff (1979)
  • Redshift (1998)
  • rondOH! (1985)
  • String Quartet No.2 (1970)
  • Un Coup de Dés (1994)
  • Whistle and Flute (1985)

Composizioni per solista (esclusa la tastiera)

  • Celebration (1994)
  • Statements II (1972)

Voci soliste e fino a sei musicisti

  • Remembered Earth (1992)
  • The Road to Ruin (1986)
  • String Quartet No.3 (1973)
  • Waiata (1980)
  • Eos (1978)
  • Kingdom (1992)
  • No Man's Land (1974)
  • Video Life (1986)

Musica per film o televisione

  • Breaking the Surface (1986)

Opere elettroacustiche

  • Hold Hands and Sing (1978)

Queste opere sono pubblicate da Chester Novello, Regno Unito, e ulteriori informazioni sono disponibili sulla loro pagina dedicata a Barry Guy.[4]

Registrazioni

Solista

  • Statements V-XI for double bass and violone (1976), Incus 22 – Primi passi da solista
  • Assist, Jazz & NOW 4 (1985) – Assoli più una lunga improvvisazione in duo con Fred Van Hove
  • Fizzles (1993), Maya MCD 9301 – Contrabbasso solista e contrabbasso da camera
  • Symmetries (2002), Maya MCD 0201 – Contrabbasso solista
  • Five Fizzles for Samuel Beckett (2014), NoBusiness NBEP 2 – Contrabbasso solista
  • Irvin's Comet (2020), NoBusiness NBLP 137 – Contrabbasso solista

Con John Stevens e Trevor Watts

  • Withdrawal (1966–67), Emanem 4020 – come Spontaneous Music Ensemble
  • Prayer for peace (1969), Transatlantic TRA 196/FMRCD96-V0402 – come Amalgam (Guy appare solo in una traccia)
  • No fear (1977), Spotlite SPJ 556/Hi 4 Head Records HFHCD001
  • Mining the Seam (1977), Spotlite SPJ 556/Hi 4 Head Records HFHCD003
  • Application, interaction, and... (1978), Spotlite SPJ 513/Hi 4 Head Records HFHCD002

Con Howard Riley

  • Discussions (1967), Opportunity CP2500
  • Angle (1968-69), CBS Realm 52669/Sony–Columbia 494433 – con Howard Riley Trio
  • The Day Will Come (1970), CBS 64077//Sony–Columbia 494434 1970 – con Howard Riley Trio
  • Flight (1971), Turtle TUR301 – con Howard Riley trio; ripubblicato su FMR nel 1995
  • Synopsis (1973), Incus 13 LP/Emanem 4044 CD – con Howard Riley trio
  • Overground (1974-75), Emanem 4054 CD – con Howard Riley Trio
  • Improvisations are forever now (1977) Vinyl VS 113 – con Riley & Wachsmann
  • Improvisations are forever now (1977-79), Emanem 4070; Ristampa dell'LP in vinile con brani extra del 1979 – con Riley & Wachsmann
  • Endgame (1979), JAPO Records 60028 – con Riley, John Stevens e Trevor Watts
  • Facets (1979), Impetus 38002 – con Riley e John Stevens
  • Organic (1979), Jazzprint JPVP115 – con Riley e John Stevens

Con Bob Downes Open Music

  • Diversions (1969), Openian 001
  • Hell's angels (1970), BDOM 003

Con Tony Oxley

  • Die jazz werkstatt (1970), NDR – su "Saturnalia" di Tony Oxley
  • Ichnos (1971), RCA Victor SF 8215 – col Tony Oxley Group
  • Tony Oxley (1972), Incus 8
  • February Papers (1977), Incus 18
  • Tomorrow is here (1985), Dossier ST 7507 – con il Tony Oxley Celebration Orchestra
  • Unreleased 1974–2016 (2022), Discus 129CD - registrato nel 1974, nel 1981 e nel 2016

Con Iskra 1903

  • Buzz Soundtrack (1970-71), Emanem – con Paul Rutherford and Derek Bailey
  • Iskra 1903 (1972), Incus – con Rutherford and Bailey
    Reissued as Chapter One 1970-1972 (Emanem, 2000) con materiale aggiuntivo
  • Goldsmiths (1972), Emanem – con Rutherford e Bailey
  • Free improvisation (1973), Deutsche Grammophon 2740 105 – set di tre dischi con un disco dedicato a Iskra 1903
  • Chapter Two 1981-3 (1981-3), Emanem – con Rutherford e Phil Wachsmann
  • South on the Northern (1988-9), Emanem – con Rutherford e Wachsmann
  • Frankfurt 1991 (1991), Emanem – con Rutherford e Wachsmann
  • Iskra Nckpa 1903 (1992), Maya Recordings 9502 – con Rutherford e Wachsmann

Con Iskra 1912

  • Sequences 72 & 73 (1972-4), Emanem 4018

Con Barre Phillips

  • Jazz workshop 71 (1971), NDR TV – on "Whoop" e "La Palette" di Barre Phillips
  • For all it is (1971)[5] – con Phillips, J.F.Jenny-Clarke, Danielson e Martin (Quattro bassi e percussioni)
  • Bass duets (1981), FMP CD 102 – Peter Kowald duos con Barre Phillips, Barry Guy, Maarten Altena
  • Arcus (1989), Maya MCD 9101 – duetti per contrabbasso con Barre Phillips

Con la London Jazz Composers' Orchestra

  • Ode (1972), Incus
  • Study II/Stringer (1980–91), Intakt CD095
  • Stringer (1984), SAJ–41
  • Zurich Concerts (1987–88), Intakt 005 - con Anthony Braxton
  • Harmos (1989), Intakt CD013
  • Double Trouble (1990), Intakt CD019
  • Theoria (1991), Intakt CD024 - con Irène Schweizer
  • Portraits (1993), Intakt CD 035
  • Three Pieces for Orchestra (1995), Intakt CD 045 - feat. Marilyn Crispell & Maggie Nicols
  • Double Trouble Two (1998), Intakt CD 053
  • Radio Rondo/Schaffhausen Concert (2009), Intakt CD 158
  • That Time (2020), Not Two MW1001-2 (registrato nel 1972 e nel 1980)

Con la Barry Guy New Orchestra

  • Inscape–Tableaux (2000), Intakt CD 066
  • Oort–Entropy (2004), Intakt CD 101

Con Evan Parker

  • 4,4,4 (1980), View VS 0011/Konnex CD – con Parker, Paul Rutherford e John Stevens
  • Incision (1981), FMP SAJ-35 – Duo con Evan Parker
  • Tracks (1983), Incus 42 – con Parker and Lytton
  • Tai kyoku (1985), Jazz & NOW 3 – Duo con Parker
  • To whom it may concern (1985), Allelopathy ALL-1 – Due quartetti con Parker
  • Hook, Drift and Shuffle (1985), Incus 45 LP/psi 07.07 CD – con Parker, George Lewis e Paul Lytton
  • Atlanta (1986), Impetus IMP 18617 – trio con Parker e Paul Lytton
  • Supersession (1988), Matchless MR17 – con Parker, Keith Rowe e Eddie Prévost
  • Birmingham concert (1993), Rare Music RM026 – con Parker, Paul Dunmall, Tony Levin
  • 50th Birthday Concert (1994), Leo Records CD LR 212/213
  • Imaginary Values (1994), Maya MCD 9401 – con Parker e Lytton
  • Bush Fire (1995), Ogun OGCD 009 – con Parker, Louis Moholo, Pule Pheto, Gibo Pheto
  • Breaths and Heartbeats (1995), Rastascan BRD 019 – con Parker e Lytton
  • The Redwood Session (1995), CIMP 101 – con Parker e Lytton
  • Obliquities (1995), Maya 9501 – Duo con Parker
  • Natives and Aliens (1996), Leo CD LR 243 – Evan Parker trio con Marilyn Crispell
  • Toward the Margins (1996), ECM New series 1612 – The Evan Parker Electro-Acoustic Ensemble
  • At the Vortex (1996), Emanem 4022 – con Parker e Lytton
  • Dividuality (1997), Maya MCD0101 – con Parker e Lawrence Casserley
  • At Les Instants Chavirés (1997), psi 02.06 – con Parker and Lytton
  • Drawn Inward (1998), ECM 1693 – The Evan Parker Electro-Acoustic Ensemble
  • After Appleby (1999), Leo CD LR 283/284 – Evan Parker trio con Marilyn Crispell
  • 2X3=5 (1999), Leo CD LR 305 – con Parker and Lytton, plus the Schlippenbach Trio
  • Memory/Vision (2002), ECM – The Evan Parker Electro-Acoustic Ensemble
  • Birds and Blades (2003), Intakt 080 – Duo con Parker
  • Boustrophedon (2004), ECM – Evan Parker e the Transatlantic Art Ensemble
  • Free zone Appleby 2004 (2004), psi 05.05 – con Paul Lytton, Joel Ryan, Philipp Wachsmann
  • Zafiro (2006), Maya Recordings MCD0602 – con Parker and Lytton
  • The Moment's Energy (2007), ECM – The Evan Parker Electro-Acoustic Ensemble
  • Topos (2007), Maya Recordings MCD 0701 – con Parker, Fernandez and Lytton
  • Hasselt (2012), psi 12.03 – The Evan Parker Electro-Acoustic Ensemble
  • Live at Maya Recordings Festival (NoBusiness, 2013)
  • Music for David Mossman: Live at Vortex London (2018), Intakt – con Parker e Lytton

Con Mats Gustafsson

  • Mouth eating trees and related activities (1992), Okka Disk OD12010 – con Lovens
  • You Forget to Answer (1994-95), Maya MCD 9601 – con Raymond Strid
  • Gryffgryffgryffs (1996), Music & Arts CD-1003 – con Strid, Crispell
  • Frogging (1997), Maya MCD 9702 – Duo con Gustafsson
  • Hidros one (1997), Caprice 21566
  • Tarfala (2008), Maya Recordings MCD0801 – con Strid

Con Marilyn Crispell

  • Cascades (1993), Music e Arts 853
  • Odyssey (1999), Intakt CD 070 – con Paul Lytton
  • Ithaca (2003), Intakt CD 096 – con Paul Lytton
  • Phases of the Night (2008), Intakt CD 138 – con Paul Lytton
  • Deep Memory (2016), Intakt CD 273 – con Paul Lytton

Con Maya Homburger

  • Ceremony (1997), ECM New series 1643
  • Celebration (2001), Auditorium AUD 01203 – con Walter Prati
  • J.S. Bach/Barry Guy (2002), Maya MCD 0301 – (Guy non suona in questo CD.)
  • Dakryon (2004), Maya MCD 0501 – con Pierre Favre

Con altri

  • Pisa 1980: Improvisors' Symposium (1980), Incus 37 (LP)/psi 04.03/4 (CD)
  • Long on Dossier (1980), ST 7529 – Single track on Jon Rose LP
  • Paintings (1981), FMP 0960 – Duetti di bassi con Peter Kowald
  • IRCAM, un portrait (1983), IRCAM 001/1983 – Barry Guy/Jane Manning, Soft Morning City (Machover)
  • Re Touch (1983), View VS0025 – Allan Holdsworth/Jeff Young/Barry Guy/Ron Mathewson/John Stevens
  • Machover, American Contemporary (1984), CRI SD 506 – Ensemble contemporaneo con Jane Manning & Barry Guy
  • Play with light and shade (1990), SLAMCD 402 – Duo con Vanessa Mackness su CD compilation
  • Nailed (1990), FMP CD 108 – Cecil Taylor: The Quartet
  • Melancholy (1990), FMP CD 104 – Cecil Taylor Workshop Ensemble
  • Elsie Jo live (1991), Maya MCD 9201 – con Irène Schweizer, Evan Parker, Konrad Bauer, Barre Phillips e Paul Lytton
  • Meetings (1992), Splasc(h) – Mario Schiano
  • After the rain (1993), NMC DO13S – Composition by Guy; City of London Sinfonia, conductor Richard Hickox
  • Vade Mecum (1993), Soul Note 121208 – con Bill Dixon
  • Vade Mecum II (1993), Soul Note 121211 – con Bill Dixon
  • 1994, Study – Witch Gong Game (1994), Maya MCD 9402 – Barry Guy e la NOW Orchestra
  • Nickelsdorf Konfrontation (1995), Silkheart 143 – Joel Futterman-Kidd Jordan Quintet
  • Sensology (1995), Maya MCD 9701 – Duo con Paul Plimley
  • The Secret Magritte (1995), Black Saint 120177-2 – Larry Ochs con Lisle Ellis, Barry Guy, Chris Brown, Marilyn Crispell, William Winant, Rova Sax Quartet
  • Social security (1996), Victo cd043 – Mario Schiano
  • Extremely Quartet Hat (1996), ART CD 6199 – John Law
  • Hilliard songbook: new music for voices (1997), ECM New Series 1614/15 – Hilliard Ensemble con Barry Guy bass
  • Gudira (1998), Nuscope Recordings 1003 – con Robert Dick and Randy Raine-Reusch
  • Bingo (1998), Victo CD056 – Rova Saxophone Quartet, composizione: Witch Gong Game di Barry Guy (Guy non suona)
  • Sit fast (1998), Virgin Classics 7243 – Fretwork, composizione: Buzz di Barry Guy (Guy non suona)
  • Lux aeterna (2000), ECM 1695 – Thomas e Patrick Demenga, violoncello; include la composizione Redshift di BG (Guy non suona)
  • Fayka (2001), Enja ENJ-9447 2 – Duetti con Mahmoud Turkmani
  • 2 of 2 (2001), SOFA 510 – Tri-Dim + Barry Guy (+ Jim O'Rourke)
  • Total Music Meeting 2002 (2002), Audiology II, a/l/l 006 – CD compilation di 11 gruppi dal vivo a Berlino
  • Grain (2002?), DotDotDot Music 003 – Un brano solista (molto) breve in questa compilation
  • November Music 2003 (2003), November Music NM 007 – Un brano su CD compilation
  • Gubbröra (2004), psi 04.10 – Sandell/Stackenas/Parker/Guy/Lytton
  • Brainforest (2004), Intakt CD 107 – Jacques Demierre/Barry Guy/Lucas Niggli
  • Composition/Improvisation Nos. 1, 2 & 3 (2004), ECM 1872/171 6989 – Roscoe Mitchell e il Transatlantic Art Ensemble
  • Aurora (2004–06), Maya Recordings MCD0601 – Fernandez/Guy/Lopez
  • Folio (2005), ECM New series 1931 – con Maya Homburger, Muriel Cantoreggi e l'Orchestra da Camera di Monaco diretta da Christoph Poppen
  • Open textures (2005), Forward.rec 006 – Carlos Bechegas/Barry Guy
  • Falkirk (2005), FMRCD168-i0706 – Glasgow Improvisers Orchestra con Barry Guy
  • Portrait (1972-2006), Intakt CD 123 – Compilation/Celebrazione dei 25 anni di musica di Barry Guy
  • Occasional Poems (2015), Not Two MW931-2 – Barry Guy / Ken Vandermark
  • Grande Casino (2016), Euphorium 064 – EUPHORIUM_freakestra
  • One For My Baby And One More For The Bass (2018), Euphorium 077 – Oliver Schwerdt/Barry Guy/Günter Sommer

Note

  1. 1 2 3 (EN) Colin Larkin (a cura di), The Guinness Who's Who of Jazz, 1ª ed., Guinness Publishing, 1992, p. 177, ISBN 0-85112-580-8.
  2. 1 2 (EN) And Did Those Feet … Six British Jazz Composers by Duncan Heining from Jazz In Britain, su Jazz In Britain. URL consultato il 13 dicembre 2025.
  3. ↑ (EN) RMC appoints Barry Guy, su Rmc.dk. URL consultato il 5 setembre 2017.
  4. ↑ (EN) Home - Wise Music Classical, su Wisemusicclassical.com. URL consultato il 26 marzo 2020.
  5. ↑ (EN) JAPO 60003, su Trovar.com. URL consultato il 26 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2017).

Bibliografia

  • (EN) Barry Witherden, "Conversation Pieces", in Jazz Monthly, aprile 1969, pp. 8–10.
    «Un articolo che descrive lo stile musicale di Guy come membro dell'Howard Riley Trio alla fine degli anni '60»
  • (EN) Benjamin Dwyer, "An Interview with Barry Guy", in B. Dwyer (a cura di), Different Voices. Irish Music and Music in Ireland, Hofheim, Wolke Verlag, 2014, pp. 133–142.

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