Barry Burman

Barry Burman (Bedford, 14 giugno 1943 – Warwick, 17 febbraio 2001) è stato un pittore, artista e insegnante inglese; come pittore figurativo, era noto per le sue tematiche cupe e spesso inquietanti. È morto all’età di 57 anni a seguito di un’overdose.

Biografia

Burman nacque a Bedford nel giugno 1943. Conseguì una laurea con votazione 2/1 in belle arti presso il Coventry College of Art e proseguì per un certo periodo i suoi studi al Royal College of Art. Tra i suoi docenti a Coventry figuravano Michael Sandle e Ivor Abrahams, entrambi membri della Royal Academy. Tra i suoi compagni di corso figuravano Mike Baldwin, artista concettuale, Fred Orton, storico dell’arte, Sue Gollifer, miniaturista della stampa e artista digitale, e Phillip Wetton, che in seguito insegnò alla Brown University negli Stati Uniti.

Attività lavorativa

Nonostante il successo come artista, tra il 1974 e il 1994 continuò a insegnare part-time al Mid-Warwickshire College di Leamington.

Metodo creativo

Burman dipingeva con colori a olio, acrilici, inchiostro e pastello a cera mescolati con tuorlo d'uovo e aceto su carta spessa, in modo da ottenere una superficie simile al cuoio.[1]

Poco prima della sua morte, Burman iniziò a cimentarsi con una nuova tecnica, realizzando una serie di figure / marionette in cartapesta, un ritorno in tre dimensioni a temi già trattati in precedenza (“Leather Face”, “Uncle Tic Tac” e “Tommy Rawhead”).

Temi artistici

«Se per errore ci si fosse fatti un'idea di sadismo o brutalità, l'incontro con l'artista faceva cambiare idea. Il suo carattere era quanto di più lontano si potesse immaginare da quello dei mostri che raffigurava. Era l'uomo più gentile, il più privo di pregiudizi, il più modesto, affettuoso con gli amici, premuroso nei loro confronti, pronto a sostenerli, ed era anche uno degli artisti più dediti al proprio lavoro.[2]»

Sessualità e femminismo

I suoi primi dipinti sono descritti dal critico Peter Webb come: «immagini meticolose e controverse che esprimevano le sue idee sulla sessualità femminile; studentesse provocanti su divani di pelle nera; nudi malevoli che stringevano bambole vittoriane; e minacciose femme fatale che impugnavano teste maschili mozzate». Secondo Webb, ciò portò in un’occasione a un’aggressione fisica da parte di critiche femministe durante un programma televisivo della BBC2.[1]

Omicidio

Negli anni ’80 realizzò una serie di immagini ispirate a serial killer sia reali che di fantasia, tra cui Jack lo Squartatore, Ed Gein e Hannibal Lecter. Secondo Malcolm Yorke, visitò i luoghi degli omicidi di Whitechapel, che «trasudavano ancora un odore di male, o “tracce di agonia”, come lui stesso le definiva».[3]

Nel 1991 Burman vinse il premio Hunting Group / The Observer[4] con il suo dipinto «Manac Es», ispirato agli omicidi di Whitechapel così come romanzati nel primo romanzo di Iain Sinclair, «White Chappell, Scarlet Tracings».

Scene di strada

Sempre negli anni ’80, Burman dipinse una serie di scene di strada (tra cui “Angel Alley”) e di ingressi a Whitechapel: «La vernice scrostata e la muratura fatiscente della zona… gli offrivano stimoli visivi, e nessuno sapeva trasmettere più senso di minaccia in un muro o in una finestra incrinata di Burman».[3]

Politica

Negli anni ’80 affrontò temi politici, in particolare lo “sciovinismo e l’ostinazione” del governo di Margaret Thatcher e la guerra delle Falkland (“Patriots”).[2]

Mostre personali

Nel corso della sua vita, Burman ha tenuto nove mostre personali:

The Pilgrim's Progress

L'opera di John Bunyan The Pilgrim's Progress si ispirava a un libro che, a quanto si dice, veniva collocato nelle camere d’albergo americane perché era troppo noioso perché qualcuno potesse rubarlo.[7] Glyn Hughes ha collegato questa idea all’infanzia dello stesso Burman (era stato battezzato nello stesso fonte battesimale di Bunyan e frequentava regolarmente la chiesa), alla sua fede nel Republicanismo, condivisa con Bunyan, e a un processo di guarigione per lo stesso Burman.[7]

Dopo la sua morte, sono state organizzate tre mostre retrospettive:

  • 2004: Retrospettiva su Barry Burman, The Royal Pump Rooms, Leamington Spa
  • 2007: The Unseen Burman, Gallery 12, Londra
  • 2008: Burman – Barry Burman 1943–2001, Knifesmith Gallery, Bristol

Altre mostre

Burman ha inoltre partecipato a numerose mostre collettive nel Regno Unito e all’estero.

Dedica

Il romanzo Antwerp di Nicholas Royle (Editore Serpent's Tail, 2004)[8] è dedicato a Barry Burman.

Morte

Burman morì per overdose nel 2001, all'età di 57 anni.[2]

Note

  1. 1 2 (EN) Peter Webb, Obituary, in The Guardian, London and Manchester, 26 febbraio 2001. Reprinted as an essay in catalogue for retrospective exhibition at The Royal Pump Rooms, Leamington Spa, 2004
  2. 1 2 3 Glyn Hughes, Obituary, in The Independent, London, 10 marzo 2001. Ripubblicato come saggio nel catalogo della mostra retrospettiva tenutasi presso The Royal Pump Rooms, Leamington Spa, nel 2004.
  3. 1 2 (EN) Malcolm Yorke, The Times (London), 24 maggio 2001 (obituary). Reprinted as an essay in catalogue for a retrospective exhibition at The Royal Pump Rooms, Leamington Spa, 2004.
  4. ↑ (EN) Hunting Art Prize | Artist Biographies, su artbiogs.co.uk. URL consultato il 22 luglio 2026.
  5. ↑ (EN) Treadwell Gallery and Art Collection, su superhumanism.eu. URL consultato il 22 luglio 2026.
  6. ↑ (EN) Heart of Darkness | Summary, Characters, Analysis, & Facts, su britannica.com, Britannica Editors, 1º luglio 2026. URL consultato il 22 luglio 2026.
    «Cuore di tenebra, romanzo breve di Joseph Conrad pubblicato per la prima volta nel 1899 su Blackwood’s Edinburgh Magazine e successivamente nella raccolta di Conrad Youth: and Two Other Stories (1902). Cuore di tenebra analizza gli orrori del colonialismo occidentale, descrivendolo come un fenomeno che infanga non solo le terre e i popoli che sfrutta, ma anche coloro che, in Occidente, ne promuovono l’espansione. Sebbene inizialmente abbia ricevuto un’accoglienza poco entusiasta, il racconto semi-autobiografico di Conrad è poi diventato una delle opere più ampiamente analizzate della letteratura inglese. I critici non hanno sempre valutato favorevolmente Cuore di tenebra, criticandone la rappresentazione disumanizzante dei popoli colonizzati e il trattamento sprezzante riservato alle donne. Ciononostante, Cuore di tenebra ha resistito al tempo e oggi si erge come un capolavoro modernista che affronta direttamente le realtà postcoloniali.»
  7. 1 2 (EN) Glyn Hughes: Barry Burman – The Pilgrim's Progress, Goldmark, 1999,
  8. ↑ (EN) Discovery, su profiles.sussex.ac.uk. URL consultato il 22 luglio 2026.

Collegamenti esterni

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