Bertie Wooster

Bertram Wilberforce Wooster
Bertie Wooster e Jeeves in "Jeeves in the Springtime" (L'inimitabile Jeeves!) illustrato da Arthur Wallis Mills
SagaBertie e Jeeves
Lingua orig.Inglese
AutoreP. G. Wodehouse
1ª app. inExtricating Young Gussie (Il giovane Gussie si sbroglia) (1915)
Ultima app. inAunts aren't gentlemen (Le zie non sono gentiluomini) (1974)
1ª app. it. inAvanti Jeeves! (1928)
Interpretato da
Caratteristiche immaginarie
Alter ego
  • Eustace H. Plimsoll
  • Ephraim Gadsby
  • Joe l'Alpino
Soprannome
  • "Daredevil Bertie" ("Bertie il temerario")
  • "Bungling Wooster" ("Wooster il pasticcione")
SpecieEssere umano
SessoMaschio
EtniaBritannica
ProfessioneSocialite, ricco nullafacente

Bertram Wilberforce Wooster, detto Bertie, è un personaggio immaginario ricorrente, coprotagonista e narratore in prima persona dei romanzi e dei racconti umoristici della serie "Bertie e Jeeves" creati dallo scrittore in lingua inglese P. G. Wodehouse fra il 1915 e il 1974.

"Bertie" è un amabile gentiluomo inglese, single, molto ricco, che «non ha un lavoro, e passa la vita a vagare tra il suo appartamento di Londra, il club (il "Drones") e una sequenza di grandiose dimore di campagna inglesi che appartengono ai suoi amici e parenti»[1]. Segue scrupolosamente un "Codice dei Wooster" basato su due principi: non rifiutare mai aiuto a un amico in difficoltà; e non contraddire o offendere mai una donna[2]. Bertie è affiancato dal suo inimitabile valletto Jeeves, colto ed efficiente, capace di districarsi in ogni tipo di imprevisto, ma anche opportunista[3] e talvolta sleale[4][5]. Bertie Wooster e Jeeves sono stati descritti come «una delle più grandi coppie comiche di tutti i tempi»[6].

Bertie Wooster è il l'io narrante della maggior parte dei racconti e dei romanzi della serie "Bertie e Jeeves". Come narratore in prima persona, Bertie è un narratore inaffidabile: la narrazione procede rigorosamente dal suo punto di vista — «ed è nel suo punto di vista che si identifica l'autore»[7] — ma la scrittura è tale che, al contrario del lettore, spesso il Bertie (personaggio) non comprende ciò che il Bertie (narratore) sta esponendo[8].

Apparizioni

Bertie Wooster è l'io narrante di tutti i dieci romanzi della serie "Bertie e Jeeves" in cui compare, e di tutti i racconti della serie, tranne il racconto Parla Jeeves del 1925 narrato in prima persona da Jeeves[9]. I racconti furono scritti e pubblicati tra il 1915 e il 1930; i romanzi furono pubblicati successivamente, tra il 1934 e il 1974[10]. Quasi tutti i racconti sono stati pubblicati per la prima volta in riviste sia statunitensi (USA) che britanniche (UK), talora con titoli differenti, e successivamente furono raccolti in volume[11]. I romanzi e i racconti, d'altra parte, sono stati tradotti più volte in lingua italiana, e pubblicati spesso con titoli differenti[12].

Racconti

Si elencano in ordine cronologico, i trentacinque racconti della serie "Bertie e Jeeves" in cui compare il personaggio di Bertie Wooster, pubblicati dapprima su riviste, presentando nell'ordine: il titolo della più antica edizione in lingua italiana e, posti fra parentesi tonde, il titolo della più antica edizione in lingua inglese e l'anno di pubblicazione dell'edizione in lingua inglese. Nell'elenco è compreso il racconto Extricating Young Gussie (Il giovane Gussie si sbroglia) del 1915 sebbene il cognome di Bertie potrebbe essere "Mannering-Phipps" anziché "Wooster"[13]. Nell'elenco sono compresi inoltre quattro racconti pubblicati fra il 1911 e il 1913 su The Strand Magazine i quali avevano inizialmente per protagonista Reggie Pepper, ma furono riadattatti per la serie "Bertie e Jeeves" e pubblicati nel 1925 nella raccolta Avanti Jeeves! (Carry on... Jeeves!)[11][14]. Quattordici racconti della raccolta L'inimitabile Jeeves! provengono dalla divisione in due di sette racconti pubblicati in precedenza nei periodici[15].

  • Il giovane Gussie si sbroglia (Extricating Young Gussie, 1915)
  • La carriera artistica di Corky (Leave It to Jeeves o The Artistic Career of Corky, 1916)
  • La zia e il poltrone (The Aunt and the Sluggard, 1916)
  • Jeeves prende servizio (Jeeves Takes Charge, 1916)
  • Jeeves e l'ospite non invitato (Jeeves and the Unbidden Guest, 1916)
  • Jeeves e l'uovo sodo (Jeeves and the Hard-boiled Egg, 1917)
  • Jeeves and the Chump Cyril, 1918. Dalla divisione di questo racconto, nell'Inimitabile Jeeves! abbiamo: Una lettera di presentazione (A Letter of Introduction) e Le scarpe rosse fanno un cuore felice (Startling Dressiness of a Lift Attendant)
  • Jeeves in the Springtime, 1921. Dalla divisione di questo racconto, nell'Inimitabile Jeeves! abbiamo: Il cerebro di Jeeves lavora (Jeeves Exerts the Old Cerebellum) e Le campane nuziali non vogliono sonare (No Wedding Bells for Bingo)
  • Scoring off Jeeves, 1922. Dalla divisione di questo racconto, nell'Inimitabile Jeeves! abbiamo: L'orgoglio dei Woosters ferito (The Pride of the Woosters Is Wounded) e Il premio all'eroe (The Hero's Reward)
  • Sir Roderick Comes to Lunch, 1922. Dalla divisione di questo racconto, nell'Inimitabile Jeeves! abbiamo: Presentazione di Claude ed Eustace (Introducing Claude and Eustace) e Sir Roderick a colazione (Sir Roderick Comes to Lunch (UK) o Jeeves the Blighter (USA))
  • Aunt Agatha Takes the Count, 1922. Dalla divisione di questo racconto, nell'Inimitabile Jeeves! abbiamo: Zia Agatha comanda (Aunt Agatha Speaks Her Mind) e Perle che portano lacrime (Pearls Mean Tears)
  • Comrade Bingo, 1922. Dalla divisione di questo racconto, nell'Inimitabile Jeeves! abbiamo: Il collega Bingo (Comrade Bingo) e Le finanze di Bingo vanno male (Bingo Has a Bad Goodwood, 1922)
  • L'handicap delle prediche (The Great Sermon Handicap, 1922)
  • L'ingenuità agreste (The Purity of the Turf, 1922)
  • Il gusto cittadino (The Metropolitan Touch, 1922)
  • La partenza di Claude e d'Eustace (The Delayed Exit of Claude and Eustace, 1922)
  • Bingo and the Little Woman, 1922. Dalla divisione di questo racconto, nell'Inimitabile Jeeves! abbiamo: Bingo e la donnina (Bingo and the Little Woman) e Tutto finisce bene (All's Well)
  • La faccenda del buon Biffy (The Rummy Affair of Old Biffy, 1924)
  • Parla Jeeves (Bertie Changes His Mind, 1925)
  • La sostituzione (Without the Option, 1925)
  • Intorno ad Anatolio (Clustering Round Young Bingo, 1925)
  • La riconciliazione (Helping Freddie o Lines and Business, 1925). Il racconto era stato pubblicato già nel 1911, ma accanto a Jeeves in luogo di Bertie Wooster appariva Reggie Pepper[16]
  • Jeeves e il pericolo imminente (Jeeves and the Impending Doom, 1926)
  • Il complesso d'inferiorità di Sippy (The Inferiority Complex of Old Sippy, 1926)
  • Jeeves e lo spirito natalizio (Jeeves and the Yule-tide Spirit, 1927)
  • Jeeves e il Cantico dei Cantici (Jeeves and the Song of Songs, 1929)
  • Il caso del cane McIntosh (Episode of the Dog McIntosh o Jeeves and the Dog McIntosh, 1929)
  • Un tocco d'arte (The Spot of Art o Jeeves and the Spot of Art, 1929)
  • Jeeves e Clementina (Jeeves and the Kid Clementina, 1930)
  • L'amore che purifica (The Love That Purifies o Jeeves and the Love That Purifies, 1929)
  • Jeeves e la vecchia compagna di scuola (Jeeves and the Old School Chum, 1930)
  • La seconda giovinezza dello zio George (Indian Summer of an Uncle o The Indian Summer of an Uncle, 1930)
  • L'ordalia di Tuppy (The Ordeal of Young Tuppy o Tuppy Changes His Mind, 1930)
  • Jeeves fa una frittata (Jeeves Makes an Omelette, 1958). Il racconto era stato pubblicato già nel 1913 col titolo Rallying Round Clarence, ma accanto a Jeeves in luogo di Bertie Wooster appariva Reggie Pepper[17]
  • Jeeves and the Greasy Bird, pubblicato su Playboy del dicembre 1965[18]

Romanzi

Si elencano, in ordine cronologico, i romanzi della serie "Bertie e Jeeves" in cui compare il personaggio di Bertie Wooster[19]. In ciascuna riga sono presentati nell'ordine: il titolo della più antica edizione in lingua italiana[20] e, posti fra parentesi tonde, il titolo della più antica edizione in lingua inglese e l'anno di pubblicazione dell'edizione in lingua inglese[19].

  • Grazie, Jeeves (Thank you, Jeeves, 1934)
  • Alla buonora Jeeves! (Right Ho, Jeeves, 1934). Altri titoli in lingua italiana: Alla buon'ora Jeeves! e Perfetto, Jeeves
  • Jeeves non si smentisce (The Code of the Woosters, 1938). Altro titolo in lingua italiana: Il codice dei Wooster
  • La gioia è col mattino (Joy in the Morning, 1947). Altro titolo in lingua italiana: Un mattino di gioia
  • Sotto le fresche frasche (The Mating Season, 1949). Altro titolo in lingua italiana: La stagione degli amori
  • Tanto di cappello a Jeeves (Jeeves and the Feudal Spirit, 1954). Altro titolo in lingua italiana: Jeeves e la cavalleria; titolo della prima edizione statunitense: Bertie Wooster Sees It Through
  • Jeeves taglia la corda (Jeeves in the Offing, 1960). Altro titolo in lingua italiana: Jeeves sta alla larga; titolo della prima edizione statunitense: How Right You Are, Jeeves
  • Lei è unico, Jeeves (Stiff Upper Lip, Jeeves, 1963). Altro titolo in lingua italiana: Teniamo duro, Jeeves
  • Molto obbligato, Jeeves (Much obliged, Jeeves, 1971); titolo della prima edizione statunitense: Jeeves and the Tie That Binds
  • Le zie non sono gentiluomini (Aunts Aren't Gentlemen, 1974). Titolo della prima edizione statunitense: The Cat-nappers

Il romanzo Chiamate Jeeves (Ring for Jeeves o The Return of Jeeves, 1953) non è presente in quanto Bertie Wooster è solo menzionato, ma non compare nella trama.

Raccolte di racconti

Biografia fittizia

Le vicende della serie "Bertie e Jeeves" sono ambientate in una "floating timeline" o "floating timescale": ogni vicenda è ambientata nell'epoca in cui è stata scritta, ma i personaggi non invecchiano[21][22], sebbene possano evolvere[23]. Tony Ring e Geoffrey Jaggard calcolano che, nelle varie opere della serie, l'età di Bertie vari fra 24 e 29 anni [24]. Nel racconto Jeeves prende servizio del 1916 Bertie ha circa ventiquattro anni[25]. Nigel Cawthorne, autore di A Brief Guide to Jeeves and Wooster, stima che Bertie abbia circa 29 anni nell'ultimo romanzo della serie: Le zie non sono gentiluomini del 1974[26].

Modelli

Intestazione di "Absent Treatment", racconto avente per protagonista Reggie Pepper (illustrazione di Wallace Morgan, Collier's, 1911).

Un antecedente di Bertie Wooster è il personaggio di Reginald ("Reggie") Pepper. Reggie Pepper è un giovane uomo di mondo londinese, che ha ereditato grandi ricchezze da uno zio proprietario di una miniera di carbone, protagonista e voce narrante di sette racconti di Woodehouse scritti negli anni Dieci del '900, quattro dei quali furono inclusi nella raccolta My Man Jeeves[27]. Spesso nel tentativo di aiutare i suoi amici, Reggie Pepper si caccia in guai da cui deve tirarsi fuori da solo. Nel racconto "Rallying Round Old George" appare un suo valletto, di nome Wilbeforce, il quale pur promettendogli fedeltà tradisce poi il suo padrone. In una lettera di P.G. Wodehouse indirizzata a un lettore il cui cognome era Wooster e che aveva chiesto a Wodehouse perché avesse dato il suo cognome a Bertie, lo scrittore rispose di non ricordare bene l'origine, ma che probabilmente "Wooster" derivava da "Worcester", un personaggio ricorrente sulla rivista per ragazzi The Captain. Wodehouse aggiunse di non ricordare neanche come mai avesse deciso di cambiare il nome del suo personaggio da Reggie Pepper in Bertie Wooster[28]. Curiosamente, "Wilberforce", che è il nome proprio del valletto di Reggie Pepper, è il secondo nome di Bertie Wooster[29], mentre "Reginald", il nome proprio di Reggie Pepper, è anche il nome proprio di Jeeves[30].

George Grossmith Jr.

George Orwell osserva che la società inglese descritta da Wodehouse è quella del periodo precedente il primo conflitto mondiale; dopo il 1914 d'altra parte lo scrittore trascorse la sua vita quasi sempre all'estero[31]. Pertanto, sebbene Bertie Wooster sia un personaggio concepito nell'immediato primo dopoguerra, in realtà è uno "knut", un elegantone dell'età edoardiana[32], e se mai esistito, Bertie Wooster fu ucciso intorno al 1915[31]. Lo studioso Norman Murphy, fondatore della PG Wodehouse Society[33], ritiene che il personaggio "Reggie Pepper/Bertie Wooster" sia stato ispirato a Wodehouse dall'attore George Grossmith Jr.[34]. Dalla corrispondenza di Wodehouse si apprende che Wodehouse aveva ammirato su un palcoscenico di New York l'interpretazione di un aristocratico edoardiano fattane da George Grossmith[35].

Infanzia e giovinezza

Bertie Wooster e il suo amico Bingo Little sono nati nello stesso villaggio a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro[36]. Il secondo nome di Bertie è "Wilberforce" poiché il giorno precedente il suo battesimo suo padre «aveva vinto un mucchio di soldi al Grand National grazie a un cavallo dato perdente chiamato Wilberforce»[29].

Frontespizio del racconto "'Extricating Young Gussie", Strand, gennaio 1916 (illustrazione di Alfred Leete)

Nel primo racconto della serie (Il giovane Gussie si sbroglia pubblicato su The Saturday Evening Post del 18 settembre 1915) il cognome di Bertie sembra essere Mannering-Phipps: in realtà in quel racconto il cognome di Bertie non viene palesato, ma "Mannering-Phipps" è il cognome di tutti i suoi parenti del lato paterno: dello zio Cuthbert, un fratello del padre di Bertie, della moglie Julia e del loro figlio Gussie[37]. Daniel Garrison suggerisce che l'io narrante del racconto si chiami Bertie Mannering-Phipps, e sia un prototipo del successivo Bertie Wooster[38]. Richard Usborne sostiene che nel racconto compaia il personaggio definitivo "Bertie Wooster", ma col cognome provvisorio Mannering-Phipps cambiato successivamente in Wooster[39]. Ring e Jaggard hanno ipotizzato che la nonna paterna di Bertie sia stata sposata due volte, la prima volta con un Mannering-Phipps, da cui sarebbe nato il padre di Gussie, e la seconda con un Wooster, da cui sarebbero nati il padre, gli zii e le zie di Bertie[13]. A causa della difficoltà di dare una spiegazione condivisa, il racconto Il giovane Gussie si sbroglia viene escluso dalla maggior parte delle antologie e delle raccolte di racconti della serie, sebbene gli eventi narrati in questo racconto siano citati di frequente nei saggi riguardanti Woodehouse e la sua opera[13].

Bertie è orfano di entrambi i genitori, sebbene né i dettagli né il periodo delle morti dei genitori siano presenti nelle opere di Wodehouse. Bertie ricorda che sua madre aveva fiducia nelle facoltà intellettive del figlio [40]. A circa sette anni la madre lo costrinse a recitare "La carica della brigata leggera" di Alfred Tennyson, "Ben Battle" di Thomas Hood e alcune ballate di Walter Scott; nonostante l'apprezzamento finale di sua madre, Bertie non ha un buon ricordo delle sue prestazioni[41]. Bertie non fa altri accenni a sua madre; fa tuttavia un'osservazione sul ruolo materno nella formazione di un individuo, dopo lo sbalordimento procuratogli dall'aver ascoltato una colossale bugia da parte del suo amico Ted Glossop: «E questo era un uomo che aveva avuto una buona educazione, notate, e passato anni durante i quali, presso le ginocchia della madre, aveva indubbiamente da lei appreso a dire la verità.»[42].

All’età di otto anni Bertie ha ricevuto lezioni di ballo assieme a Corky Potter-Pirbright, sorella di Catsmeat Potter-Pirbright[43].

Educazione

Bertie Wooster ha frequentato la scuola preparatoria nella semi-immaginaria Malvern House Preparatory School di Bramley-on-Sea, diretta dal reverendo Aubrey Upjohn; erano suoi compagni di classe Kipper Herring, Bingo Little, Freddie Widgeon, Gussie Fink-Nottle e Catsmeat Potter-Pirbright[44][45]. Una Malvern House Preparatory School esiste anche nella realtà: è specializzata nel preparare i ragazzi all'ingresso all'Accademia militare navale di Dartmouth ed è stata frequentata dallo stesso Wodehouse dal 1891 al 1893[46]. Alla Malvern House di Bramley-on-Sea Bertie veniva chiamato "Daredevil Bertie" dai compagni di scuola o quanto meno da Gussie Fink-Nottle[47], mentre il reverendo Upjohn ricorda che gli insegnanti lo avevano soprannominato "Bungling Wooster"[48]. Bertie ricorda più volte con orgoglio di aver vinto a scuola un premio per la sua conoscenza delle Sacre scritture: «una copia elegantemente rilegata di un libro devozionale di cui al momento mi sfugge il titolo»[49]. A scuola vinse anche un premio per la migliore collezione di fiori selvatici fatta durante le vacanze estive[50]. All'età di quattordici anni vinse la gara ciclistica della scuola[51].

Successivamente Bertie ha ricevuto un'ottima istruzione scolastica frequentando prima l'Eton College, quindi l'università di Oxford (Magdalen College). Nonostante i modesti risultati nello studio, Bertie si è distinto nello sport, giungendo ad ottenere i prestigiosi blue colors per aver fatto parte della rappresentativa universitaria del racquets[52].

Nell'Inghilterra dei primi anni Cinquanta, Bertie frequentò una scuola che insegnava agli aristocratici le competenze domestiche di base, quali pulire le scarpe, rifare il letto, ecc. Fu premiato per l'abilità nel rammendo dei calzini, ma poi si scoprì che aveva barato: aveva fatto eseguire il lavoro nottetempo da una vecchia lavoratrice domestica[53].

Caratteristiche personali

Bertie Wooster è alto e snello[54], ha dei «grandi occhi azzurri» [55] e un volto espressivo nel quale Jeeves può leggere con facilità[56]. Di norma è ben rasato; si è fatto crescere i baffi in due diverse occasioni (nel romanzo Tanto di cappello a Jeeves e nel racconto Jeeves e l'uovo sodo) ma li tagliò subito perché i baffi non piaccevano a Jeeves[57]. Bertie veste in modo elegante ed è orgoglioso di avere scritto un articolo sul guardaroba dell'uomo elegante pubblicato sulla rivista Milady's Boudoir, il settimanale femminile diretto dalla zia Dahlia[58]. Jeeves tuttavia interviene quando ritiene che l'abbigliamento di Bertie sia troppo appariscente[54]. Modesto e privo di ambizioni, Bertie dice di sé di essere «il tipo che si accontenta di esistere in bellezza»[59].

Bertie è membro del Drones Club, un club per gentiluomini situato nell'elegante West End londinese, frequentato soprattutto da figli cadetti di famiglie aristocratiche[60][61], il cui comportamento e i cui valori sono quelli di adolescenti, non di uomini adulti[62]. Sebbene d'abitudine Bertie sia un bevitore moderato, la notte della Boat Race, l'annuale Regata Oxford-Cambridge, Bertie è solito bere smodatamente assieme ai suoi compagni di università e membri del Drones Club; in queste occasioni si progettano anche azioni riprovevoli, per esempio rubare l'elmetto ai poliziotti, punite di solito dalla legge con una multa di cinque sterline[63].

Lo stile narrativo di Bertie riflette una notevole dimestichezza con la lingua inglese[64] con frequenti allusioni alla Bibbia di re Giacomo[65], alle opere più note di Shakespeare[66], alla letteratura romantica del XIX secolo[67], opere letterarie che verosimilmente Bertie ha studiato nella public school[64] e alla letteratura di consumo (Bertie ama leggere libri gialli e assistere a operette e musical)[68]. Le citazioni di Bertie non sono tuttavia esatte, ma consistono per lo più in allusioni approssimative e al di fuori del contesto, col ricorso a spoonerismi, a metatesi, all'ipallage, a similitudini e metafore[64][69].

Alter ego

Bertie ha assunto qualche volta uno pseudonimo. In due occasioni (in Grazie, Jeeves e Alla buon'ora Jeeves!), dopo essere stato arrestato per aver rubato l'elmetto di un poliziotto la notte della Boat Race, ha dichiarato in tribunale di chiamarsi Eustace H. Plimsoll; in Tanto di cappello a Jeeves, arrestato con l'accusa di aver fatto inciampare un poliziotto durante una retata, ha dichiarato in tribunale di chiamarsi Ephraim Gadsby. In una scena di Teniamo duro, Jeeves Bertie è presentato da Jeeves come un criminale chiamato "Joe l'Alpino", episodio ricordato di nuovo anche in Le zie non sono gentiluomini. Bertie ha finto inoltre di essere altre persone: Rosie M. Banks nei racconti Le campane nuziali non vogliono sonare e in Bingo e la donnina (entrambi nella raccolta L'inimitabile Jeeves!); Oliver Sipperley ("Sippy") nel racconto La sostituzione; e Gussie Fink-Nottle nel romanzo La stagione degli amori.[70]

Relazioni

Famiglia

Florence Craye, Sir Willoughby e Bertie Wooster (illustrazione di A. Wallis Mills, 1923)
Bertie Wooster ed Erwin Craye (illustrazione di A. Wallis Mills, 1923)

Bertie è orfano di entrambi i genitori, ma ha molti parenti. Sono state osservate talora incongruenze o contraddizioni nella descrizione dei rapporti parentali, spiegate per lo più dal fatto che la serie "Bertie e Jeeves" comprende numerosi racconti e romanzi scritti nell'arco temporale di circa sessant'anni[71][72]. Per esempio, Bertie ha una sorella, menzionata solo nel racconto Parla Jeeves, di cui si conosce solo il cognome maritale ("Mrs Scholfield"); la sorella trascorre la maggior parte del tempo in India e, a sua volta, ha tre figlie adolescenti, di nessuna delle quali viene detto il nome[73]. Quando tuttavia il suo amico Chuffy gli chiede se ha delle sorelle, Bertie risponde di no[74]. Secondo alcuni critici, Bertie avrebbe fatto un'affermazione non vera nel tentativo di placare l'ira di un amico geloso; altri critici hanno ipotizzato la signora Scholfield, sorella di Bertie, nel frattempo fosse deceduta[73].

Zii di parte paterna
  • Dei numerosi zii di Bertie che compaiono nella serie "Bertie e Jeeves", un ruolo di primo piano lo svolgono solo le zie Dahlia e Agatha Wooster. Zia Dahlia è la preferita di Bertie, nonostante che le sue iniziative siano spesso illegali e facciano correre al nipote rischi immani; Zia Agatha è invece detestata da Bertie sebbene si limiti a desiderare che il nipote trovi un lavoro rispettabile, faccia un buon matrimonio e affronti con serietà i suoi doveri familiari[75].
  • Henry Wooster, fratello del padre di Bertie. È citato nel racconto La partenza di Claude e d'Eustace (The Delayed Exit of Claude and Eustace) contenuto nella raccolta di racconti L'inimitabile Jeeves!. Nel racconto sono presenti i gemelli Claude ed Eustace Wooster (figli dello zio Henry) e la loro madre Emily, vedova di Henry Wooster; quest'ultimo, un "eccentrico" che la famiglia riteneva fonte di considerevole imbarazzo, all'epoca della narrazione è già defunto.
  • Willoughby Wooster (ma il cognome non è certo), è un congiunto molto ricco che risiede a Easeby Hall; nel racconto Jeeves prende servizio del 1916, l'unico nel quale lo zio Willoughby compaia, Bertie dipende finanziariamente da lui[76]. Nelle opere successive non si accenna più alla dipendenza finanziaria di Bertie per cui è stato ipotizzato che lo zio Willoughby sia morto e Bertie ne abbia ereditato i beni, oppure che lo zio Willoughby fosse il tutore di Bertie e quest'ultimo avrebbe ottenuto la piena disponibilità dei suoi beni al raggiungimento di una determinata età[77].
  • George Wooster, Lord Yaxley. Anziano aristocratico, senza figli, obeso e amante dell'alcool. Gioca un ruolo importante nel racconto La partenza di Claude e d'Eustace mentre nel racconto La seconda giovinezza dello zio George del 1930, è fidanzato con la barista Rhoda Platt ma poi sposa la sua vecchia fiamma Maud Wilbeforce, anch'essa barista[78]. Si presume che Bertie sarà l'erede del suo titolo nobiliare[79].
  • Cuthbert Mannering-Phipps, marito di Julia e padre di Gussie[37].
Zii acquisiti
  • Thomas ("Tom") Portarlington Travers, marito di zia Dahlia, padre di Angela e Bonzo Travers, uomo di affari riluttante a spendere e soprattutto a pagare le tasse, dispeptico, collezionista di argenteria antica[80];
  • Spenser Gregson, agente di borsa, primo marito di zia Agatha e padre del pestifero cugino Thos Gregson[81];
  • Percival ("Percy") Craye, Lord Worplesdon, secondo marito di zia Agatha, padre di Florence ed Edwin Craye, tutore di Zenobia ("Nobby") Hopwood, ex datore di lavoro di Jeeves[82].
Cugini
  • Gussie Mannering-Phipps, figlio del defunto zio Cuthbert Mannering-Phipps e della moglie Julie[37].;
  • Harold e i gemelli Claude e Eustace Wooster, figli del defunto zio Henry Wooster e della moglie Emily;
  • Angela e Bonzo Travers, figli dell'amata zia Dahlia e del marito Tom Travers;
  • l'antipatico adolescente Thomas ("Thos") Gregson figlio della detestata zia Agatha e del defunto primo marito Spenser Gregson.

Jeeves

Bertie Wooster e Jeeves in "Scoring off Jeeves" (L'inimitabile Jeeves!) illustrato da Arthur Wallis Mills.

Jeeves è diventato il maggiordomo (butler) per antonomasia, sebbene non sia un maggiordomo ma il valletto (gentleman's gentleman) di Bertie[83][84]. Un butler, infatti, sovrintende più domestici di una grande residenza; un gentleman's gentleman in età edoardiana è il domestico personale di un giovane rampollo delle classi superiori non ancora sposato[84]. Se Bertie si sposasse non avrebbe più bisogno di un valletto, condizione di cui Jeeves è perfettamente consapevole[85].

Il personaggio di Jeeves mostra una certa evoluzione. Nella sua prima apparizione, nel racconto Il giovane Gussie si sbroglia del 1915, è un personaggio secondario e pronuncia due sole battute generiche. Nel racconto Jeeves prende servizio del 1916 è invece un personaggio ben delineato: appena assunto mostra disapprovazione per le preferenze di Bertie in fatto di donne e abbigliamento e le cambia senza attendere il consenso del padrone, prende decisioni autonome (prepara un rimedio anti-sbronza, spedisce a un editore il libro di memorie dello zio Willoughby). Bertie tenta di resistere e lo licenzia; ma infine riconosce la superiorità intellettuale del suo domestico[86]. Sebbene il tema del "rapporto padrone-servo rovesciato" — padrone sciocco e domestico avveduto — sia antico e presente già nella commedia antica[87], in Jeeves è stata evidenziata una componente di superomismo: il valletto è onniscente, onnipotente e ha sempre ragione[88]. Lo stesso Orwell mostra tuttavia gli aspetti opportunistici e venali della personalità di Jeeves[4]. John Watson Aldridge, pur ammettendo che Jeeves lo sconcerta, afferma che Jeeves fa molto di più che servire, svolge il ruolo di "surrogato di un genitore, fratello maggiore, tutore, mentore intellettuale, censore apollineo, agente sotto copertura, gendarme e mercenario"[89]. Richard Usborne ritiene che il rapporto fra Jeeves e Bertie sia ispirato al rapporto fra Sherlock Holmes e il Dottor Watson: Sherlock Holmes e Jeeves sarebbero i grandi cervelli mentre Watson e Bertie sarebbero i narratori che combinano pasticci quando cercano di risolvere i problemi da soli[90].

Fidanzate

Bertie e Honoria Glossop (illustrazione di A. Wallis Mills, The Strand Magazine, 1924)

Bertie non si è mai sposato, ma è stato spesso fidanzato; dirà nell'ultima apparizione: «Ho amato un discreto numero di donne, benché non per molto tempo»[91]. Si è trovato spesso prossimo a contrarre il vincolo matrimoniale. Nelle prime opere, spinto da infatuazioni precipitose, ha fatto proposte di matrimonio a:

  • Florence Craye, «una fanciulla dal profilo meraviglioso, ma immersa fino al collo nei più seri princìpi. Non posso darvi un'idea migliore della situazione che dicendovi che il libro da lei datomi da leggere era intitolato Tipi di teoria etica» [92]. La rottura del fidanzamento con Fiorenza è determinata da Jeeves. In altre opere della serie, Florence è spesso fidanzata con altri, ma è pronta a lasciare il fidanzato, se costui non riesce a soddisfare i suoi elevati standard intellettuali, e a ritornare nuovamente da Bertie[93]; Florence ritiene infatti che Bertie sia sempre innamorato di lei; e Bertie, per non ferire i sentimenti di una ragazza opponendole un rifiuto, ridiventa nuovamente il promesso sposo di Florence[94].
  • Gwladys Pendlebury, un'artista che dipinge un ritratto di Bertie. Bertie le chiede di sposarlo; ma la ragazza e la sua tecnica artistica non piacciono a Jeeves il quale si impegnerà con successo a sabotare le nozze[95]
  • Pauline Stoker. Figlia del milionario statunitense Washburn Stoker, accetta la proposta di matrimonio che Bertie le ha rivolto a New York. Due giorni prima delle nozze il padre, su consiglio di Sir Roderick Glossop, uno psichiatra che reputa Bertie psicotico, vieta il matrimonio [96]. In seguito Pauline si fidanza con Chuffy, un amico di Bertie. Ma Pauline e Bertie sono rimasti in rapporti amichevoli sufficienti a dare a Chuffy e a Washburn Stoker la netta impressione che fra i due l'amore persista.
  • Roberta ("Bobbie") Wickham, bella e vivace ragazza dai capelli rossi, cugina di Mr. Mulliner, imprevedibile e dispettosa. Bertie si innamora di lei e si appresta a chiederle di sposarlo, ma l'intervento di Jeeves e uno sciagurato piano di Bobbie con una borsa d'acqua calda gli faranno cambiare idea [97].
  • Vanessa Cook. Una «radiosa bellezza», militante politica, non si lascia convincere dalla proposta di Bertie di unire i loro destini. Col tempo Bertie si consolerà: «una radiosa bellezza è una magnifica cosa, ma non è tutto. Che vita sarebbe stata la mia, con una moglie sempre impegnata in marce di protesta? E con me obbligato a marciare al suo fianco scaraventando bottiglie addosso ai poliziotti? Veniva la pelle d’oca a pensare che cosa mi sarebbe potuto succedere se fossi stato più affascinante.»[98].

Avendo ricevuto una proposta di matrimonio da Bertie, ciascuna di queste ragazze presume di essere nuovamente la promessa sposa di Bertie ogni volta che litiga con il proprio fidanzato. Anche Madeline Bassett e Honoria Glossop soffrono di questo disturbo delirante sebbene Bertie non abbia mai avuto l'intenzione di far loro una proposta di matrimonio e la convinzione delle due presunte fidanzate sia fondata su un equivoco. In realtà Bertie aveva cercato di perorare la causa di un amico innamorato (rispettivamente Gussie Fink-Nottle nel caso di Madeline Bassett [99] e Bingo Little nel caso di Honoria Glossop [100]) ma le ragazze avevano creduto di essere loro l'oggetto dell'interessamento di Bertie. In ogni caso, ligio al "Codice dei Wooster" Bertie si sente obbligato a non smentirle: «Se una ragazza è sicura che siate innamorato di lei e dice di volervi sposare, è difficile risponderle che preferireste trovarvi morto in un fosso. No, è una cosa che non farete mai se, come nel mio caso, vi conside­rate un cavaliere senza macchia e senza paura e desi­derate continuare ad esserlo»[101].

Negli ultimi racconti e romanzi, Bertie è fidanzato solo per qualche equivoco e Jeeves deve sempre cercare di trarlo fuori dalla sgradita condizione. Jeeves dirà a Pauline Stoker che un'unione tra lei e Bertie difficilmente avrebbe avuto successo perché «Mr. Wooster è [...] essenzialmente uno scapolo per natura»[102]. È possibile che i giudizi di Jeeves sulla vocazione al celibato del suo datore di lavoro siano viziati da un conflitto di interessi[89].

Amici

Bertie è affezionato ai suoi amici ed è disposto a fare tutto il possibile per risolvere i loro problemi: «quando si presenta l'occasione di aiutare un amico, noi Wooster non abbiamo alcun pensiero egoistico»[103]. Questa disposizione d’animo è fonte continua di guai. «È sempre dalla generosa improntitudine del Giovin Signore a vita che hanno origine i più catastrofici e ilari tumulti, anche perché tutti gli altri personaggi, consanguinei, affini, amici, conoscenti e persino perfetti sconosciuti tendono ad abusare del suo cuor d'oro»[7]. E Bertie è consapevole che le persone non esitano a scaricare su di lui tutte le incombenze sgradevoli. Dirà: «Ogni volta che c’era da affrontare un’impresa pericolosa o da sobbarcarsi a qualche fastidio, cosa diceva la gente? diceva tutta, subito, a una voce: "C’è Wooster, ci pensa lui".»[104]. Gli amici di Bertie sono ansiosi di chiedere consigli a Jeeves, il quale peraltro è disposto a prestare aiuto agli amici di Bertie[105]. Nei primi tempi Bertie si mostrava infastidito dal fatto che i suoi amici chiedessero consigli a Jeeves, anziché a lui; per esempio, nel romanzo Alla buon'ora Jeeves!, ambientato in quello che Kristin Thompson definiva il "periodo ribelle" di Bertie, Bertie ordina a Jeeves di non intromettersi più fra lui e i suoi amici, ma con esiti catastrofici[106]. In seguito, dopo che Jeeves afferma definitivamente la sua autorità sul padrone, Bertie si abitua al fatto che i suoi amici consultino direttamente Jeeves senza la sua intermediazione[105].

Alcuni amici di Bertie compaiono più volte nella serie, soprattutto se soci del Drones Club: Bingo Little (10 racconti), Gussie Fink-Nottle (4 romanzi) e Tuppy Glossop (3 racconti, 1 romanzo), il reverendo Harold P. Pinker detto "Stinker" (3 romanzi), Claude Potter-Pirbright detto "Catsmeat" (1 romanzo e 4 racconti)[72].

Avversari

Bertie Wooster si imbatte spesso in personaggi che sono sospettosi nei suoi confronti, lo giudicano un delinquente o uno squilibrato, lo osteggiano o lo minacciano apertamente. Tra coloro che compaiono più frequentemente come avversari di Bertie si ricordano l'aspirante dittatore fascista Roderick Spode[107] (in 4 romanzi), l'ex magistrato Sir Watkyn Bassett[108] (2 romanzi), l'ex esploratore Maggiore Plank[109] (2 romanzi) e lo psichiatra Sir Roderick Glossop (4 romanzi e 7racconti)[110]; quest'ultimo tuttavia col tempo diventerà uno dei migliori amici di Bertie[111]. Si osservi che due sedicenti fidanzate di Bertie sono figlie di suoi avversari: Madeline Bassett è figlia di Sir Watkyn Bassett e Honoria Glossop figlia di Sir Roderick Glossop[112].

Adattamenti

Film

  • David Niven è stato finora l'unico attore ad aver interpretato Bertie Wooster in un film, precisamente Thank You, Jeeves!, un film del 1936 diretto da Arthur Greville Collins[113][114]. In realtà, nonostante somigliasse nel titolo al romanzo Grazie, Jeeves, il film di Collins non aveva quasi nulla a che vedere con la narrativa di Wodehouse. Nel film Bertie era ritratto come un cacciatore di donne, l'opposto del suo comportamento più comune nei racconti e nei romanzi della serie[113]. Jeeves, l'altro protagonista della serie, era presente nel titolo di Step Lively, Jeeves, un film del 1937 nel quale Bertie Wooster addirittura non appariva[113].

Televisione

  • Ian Carmichael ha interpretato Bertie nella serie televisiva The World of Wooster trasmessa dal primo canale della BBC dal maggio 1965 al novembre 1967 in venti episodi, di circa mezz'ora ciascuno, distribuiti in tre serie[115].
  • Jonathan Cecil ha interpretato Bertie nel film-TV Thank You, P.G. Wodehouse diretto da Brian Morgan e trasmesso dalla BBC il 16 ottobre 1981[116].
  • Hugh Laurie è stato l'interprete di Bertie Wooster nella serie Jeeves and Wooster, trasmessa sulla rete televisiva privata inglese ITV dal 22 aprile 1990 al 20 giugno 1993 in 23 episodi distribuiti in quattro serie[117]. Il personaggio interpretato da Laurie è abbastanza fedele al Bertie Wooster della narrativa di Wodehouse; poiché tuttavia Hugh Laurie è un abile musicista, nella serie televisiva il personaggio Bertie dimostra di essere un abile pianista e buon cantante[117].

Teatro

David Hemmings è stato l'interprete di Bertie nel musical Jeeves! con musiche di Andrew Lloyd Webber e testi di Alan Ayckbourn rappresentato per la prima volta al His Majesty's Theatre di Londra il 22 aprile 1975. Il musical fu ripreso nel 1996 col titolo By Jeeves e in parte modificato. La nuova versione ebbe la prima il 1º maggio 1996 allo Stephen Joseph Theatre di Scarborough e la parte di Bertie Wooster fu interpretata da Steven Pacey[118]. Nel marzo 2001 il musical fu trasmesso dalla televisione canadese CBC con John Scherer nella parte di Bertie Wooster[119].

Note

  1. ↑ J. Coe, 2025.
  2. ↑ T. Mordue, 2012.
  3. ↑ R. Easdale, 2004, p. 143.
  4. 1 2 «The most immoral, or rather un-moral, of Wodehouse’s characters is Jeeves, who acts as a foil to Bertie Wooster’s comparative high-mindedness» (G. Orwell, In Defence of P.G. Wodehouse).
  5. ↑ K. Thompson, 1992, pp. 191-192.
  6. ↑ «Jeeves and Wooster remain one of the great comic double-acts of all time, alongside Bouvard and Pécuchet, Don Quixote and Sancho Panza, Laurel and Hardy, Blackadder and Baldrick» (Sam Leith, Dash it, Jeeves! Why are we so funny?, in The Telegraph, 12 aprile 2007.)
  7. 1 2 Oreste Del Buono, "Presentazione" in PG Wodehouse, Il codice dei Wooster, Mursia, 1989, p. 6.
  8. ↑ R. Usborne, 1988, pp. 175-77.
  9. ↑ R. Usborne, 1988, p. 175.
  10. ↑ N. Cawthorne, 2013, pp. 42-151.
  11. 1 2 Neil Midkiff, The Wodehouse short stories, su madameulalie.org, 2026. URL consultato il 25 febbraio 2026.
  12. ↑ G. Valentino, 2017.
  13. 1 2 3 Ring e Jaggard, 1999, p. 24.
  14. ↑ E. McIlvaine et al., 1990, pp. 47-49.
  15. ↑ McIlvaine et al., 1990, pp. 41-42.
  16. ↑ McIlvaine et al., 1990, p. 49.
  17. ↑ McIlvaine et al., 1990, pp 33-34 e A22a.
  18. ↑ McIlvaine et al., 1990, p. 154, D51.14.
  19. 1 2 N. Cawthorne, 2013, Cap. 4 (The Novels), pp. 92-152.
  20. ↑ G. Valentino, 2017.
  21. ↑ Roz Kaveney, Superheroes!: Capes and Crusaders in Comics and Films, Bloomsbury Academic, 2008, p. 22, ISBN 978-18-451-1569-2.
  22. ↑ K. Thompson, 1992, pp. 343-345.
  23. ↑ R. Easdale, 2004.
  24. ↑ Ring e Jaggard, 1999, pp. 124-126.
  25. ↑ Nel racconto Bertie narra che nove anni prima, quando aveva quindici anni, Lord Worplesdon, il padre di Florence Craye, lo sorprese a fumare un sigaro e lo inseguì con uno staffile ("Jeeves prende servizio" in Avanti Jeeves!, Milano, Bietti, 1938, p. 9).
  26. ↑ N. Cawthorne, 2013, p. 160.
  27. ↑ D.A. Jasen, 2002, p. 82.
  28. ↑ P. G. Wodehouse, P. G. Wodehouse: Typed Letter Signed, su Manhattan Rare Book Company, 20 maggio 1962. URL consultato il 7 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 1º settembre 2018).
  29. 1 2 P.G.Wodehouse, Molto obbligato, Jeeves, traduzione di Mary Buckwell Gislon, Milano, Mursia, 1989, p. 90.
  30. ↑ Molto obbligato, Jeeves, traduzione di Mary Buckwell Gislon, presentazione di Lucio Villari, Milano, Mursia, 1989, p. 41.
  31. 1 2 G. Orwell, In Defence of P.G. Wodehouse.
  32. ↑ "Knut" = giovane inglese benestante e di ricercata eleganza nel vestire, fiorito nel periodo precedente al 1914, celebrato in canzoni come "Gilbert the Filbert" o "Reckless Reggie of the Regent's Palace" (George Orwell, In Defence of P.G. Wodehouse).
  33. ↑ Norman Murphy Book of Rimembrance, su The PG Wodehouse Society (UK).
  34. ↑ Chris Hastings e Beth Jones, P G Wodehouse fan reveals the real-life Jeeves, in The Sunday Telegraph, 6 gennaio 2008. URL consultato il 13 novembre 2025.
  35. ↑ S. Ratcliffe (ed.), 2013, p. 72.
  36. ↑ N. Cawthorne, 2013, p. 211.
  37. 1 2 3 (EN) P.G.Wodehouse, The Man with Two Left Feet, and Other Stories, 1ª ed., Londra, Methuen Publishing, 1917, p. 19.
  38. ↑ D.H. Garrison, 1991, p. 111.
  39. ↑ R. Usborne, 2003, p. 73.
  40. ↑ Il caso del cane McIntosh in Benissimo, Jeeves!, Mursia, p. 118.
  41. ↑ Tanto di cappello a Jeeves, Cap. XIII.
  42. ↑ Jeeves e il Cantico dei Cantici in Benissimo, Jeeves!, trad. Angela Zuffato Locuratolo, Mursia, p. 101.
  43. ↑ La stagione degli amori, Capp. 3, 9, 10.
  44. ↑ P. G. Wodehouse, Jeeves taglia la corda.
  45. ↑ Ring e Jaggard, 1999, pp. 160-161.
  46. ↑ D.A. Jasen, 2002, p. 26.
  47. ↑ The Code of the Woosters, London, Herbert Jenkins, 1938, cap. 5, p. 114; tradotto "Bertie il temerario" da Mary Buckwell Gislon ne Il codice dei Wooster, Mursia, 1989, p. 113.
  48. ↑ PG Wodehouse, Jeeves in the Offing, Arrow Books, 2008, cap. 4, p. 41. Tradotto "Wooster pasticcione" da Rosetta Palazzi in Jeeves sta alla larga, Mursia, 1989, p. 44.
  49. ↑ P. G. Wodehouse, Le zie non sono gentiluomini, traduzione di Elena Spagnol, Oscar Mondadori, 1976, cap. VII, p. 62.
  50. ↑ PG Wodehouse, Le campane nuziali non vogliono sonare in L'inimitabile Jeeves!, Bietti, 1930, p. 30.
  51. ↑ PG Wodehouse, Alla buon'ora Jeeves!, Bietti, 1976, Cap. XXII, p. 269.
  52. ↑ PG Wodehouse, La stagione degli amori, Mursia, 1990, cap. XVII, p. 172.
  53. ↑ PG Wodehouse, Chiamate Jeeves, Mursia, 1988, p. 225
  54. 1 2 N. Cawthorne, 2013, p. 159.
  55. ↑ P.G. Wodehouse, Grazie, Jeeves, trad. Pia Janin, Mursia, 1993, Cap. XXI, p. 202.
  56. ↑ «La faccia del signor Wooster non è di quelle in cui non si possa leggere. Al contrario è un limpido specchio in cui si riflette anche il più lieve sentimento. Potei leggerla in quel momento come un libro»(PG Wodehouse, "Parla Jeeves" in Avanti Jeeves!, trad. S. Spaventa Filippi, Bietti, 1933).
  57. ↑ D.H. Garrison, 1991, pp. 119-221.
  58. ↑ PG Wodehouse, "Intorno ad Anatolio" in Avanti Jeeves!, Bietti, 1973, p. 223.
  59. ↑ P. G. Wodehouse, Le zie non sono gentiluomini, traduzione di Elena Spagnol, Oscar Mondadori, 1976, cap. VII, p. 18.
  60. ↑ R. Usborne, 1988, p. 174.
  61. ↑ PG Wodehouse, Un mattino di gioia, Mursia, 1990, "Introduzione" pp. 9-14.
  62. ↑ J. B. Priestley, English humour, Londra, Heinemann, 1976, pp. 108-109.
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  67. ↑ R. Usborne, 1988, p. 178.
  68. ↑ R. Usborne, 1988, pp. 178-181.
  69. ↑ K. Thompson, 1992, p. 287.
  70. ↑ Ring e Jaggard, 1999, p. 129.
  71. ↑ Ring e Jaggard, 1999.
  72. 1 2 N. Cawthorne, 2013.
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  74. ↑ P.G. Wodehouse, Grazie, Jeeves, Mursia, 1993, Cap. VI "Insorgono complicazioni", p. 58.
  75. ↑ R. Easdale, 2004, pp. 137-138.
  76. ↑ Ring e Jaggard, 1999, p. 264.
  77. ↑ N. Cawthorne, 2013, p. 179.
  78. ↑ In italiano nella raccolta Benissimo, Jeeves!, Mursia, 1990, pp. 221-242.
  79. ↑ R. Usborne, 1988, p. 74.
  80. ↑ Ring e Jaggard, 1999, pp. 255-256.
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  83. ↑ Oliver Bullough, Butler to the world, St. Martin Press, 2022, ISBN 9781250281920.
  84. 1 2 R. Easdale, 2004, p. 135.
  85. ↑ «l'esperienza m'insegna che quando la moglie entra dalla porta, il domestico dello scapolo deve uscire, per dir così, dalla finestra.»(Parla Jeeves in Avanti Jeeves!, trad. S. Spaventa Filippi, Bietti, 1966, p. 321).
  86. ↑ PG Wodehouse, Jeeves prende servizio, ed. Bietti, 1973, p. 31.
  87. ↑ R.J. Voorhees, 1981.
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  90. ↑ R. Usborne, 2003, pp. 58-59.
  91. ↑ PG Wodehouse, Le zie non sono gentiluomini, trad. Elena Spagnol, Oscar Mondadori, 1976, cap. II, p. 20.
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  93. ↑ T. Ring e G. Jaggard, 1999, p. 68.
  94. ↑ N. Cawthorne, 2013, pp. 47-49, 189-191.
  95. ↑ PG. Wodehouse, Un tocco d'arte (The Spot of Art o Jeeves and the Spot of Art, 1929). Nella raccolta Benissimo, Jeeves!, Mursia, pp. 124-148.
  96. ↑ PG Wodehouse, Grazie, Jeeves, Mursia, 1993, pp. 15-18.
  97. ↑ PG Wodehouse, Jeeves e lo spirito natalizio in Benissimo, Jeeves!, Mursia, 1990, pp. 61-81.
  98. ↑ PG Wodehouse, Le zie non sono gentiluomini, Mondadori, 1976, pp. 17-18.
  99. ↑ PG Wodehouse, Alla buon'ora Jeeves!.
  100. ↑ PG Wodehouse, L'orgoglio dei Woosters ferito in L'inimitabile Jeeves!.
  101. ↑ PG Wodehouse, Molto obbligato, Jeeves, trad. di Mary Buckwell Gislon, Mursia, 1989, p. 15.
  102. ↑ P.G. Wodehouse, Grazie, Jeeves, trad. Pia Janin, Mursia, 1993, Cap. XVIII, p. 174.
  103. ↑ PG Wodehouse, "La strana faccenda del buon Biffy" in Avanti Jeeves!, trad. S. Spaventa Filippi, Bietti, 1933.
  104. ↑ P. G. Wodehouse, Le zie non sono gentiluomini, traduzione di Elena Spagnol, Oscar Mondadori, 1976, cap. XVIII, p. 145.
  105. 1 2 R. Usborne, 2003, pp. 86, 93.
  106. ↑ K. Thompson, 1992, pp. 234-247.
  107. ↑ D.H. Garrison, 1991, pp. 32, 148.
  108. ↑ Ring e Jaggard, 1999, p. 250.
  109. ↑ D.H. Garrison, 1991, p. 179.
  110. ↑ N. Cawthorne, 2013, pp. 222-223.
  111. ↑ PG Wodehouse, Molto obbligato, Jeeves, 1989, p. 60.
  112. ↑ R.J. Voorhees, 1981.
  113. 1 2 3 B.Taves, 2006, pp. 74-79.
  114. ↑ (EN) Thank You, Jeeves!, su IMDb, IMDb.com. URL consultato il 25 novembre 2025.
  115. ↑ B.Taves, 2006, p. 114.
  116. ↑ (EN) 'Thank You, P.G. Wodehouse, su IMDb, IMDb.com. URL consultato il 25 novembre 2025.
  117. 1 2 B.Taves, 2006, pp. 89-98.
  118. ↑ B.Taves, 2006, pp. 198-199.
  119. ↑ B.Taves, 2006, p. 135.

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