Carlomonnius
†Carlomonnius è un genere estinto di piccoli pesci teleostei appartenente ai Gobioidei, descritto per la prima volta nel 2016 da Alexander Bannikov e Giorgio Carnevale sulla base di un esemplare proveniente dal celebre giacimento eocenico di Monte Bolca in Italia, risalente all'Eocene inferiore (Ypresiano). Si tratta del più antico gobioide conosciuto sulla base di resti scheletrici articolati.
Etimologia
Il nome generico Carlomonnius è stato dedicato all’attore e poeta italiano Carlo Monni.
La specie tipo, †Carlomonnius quasigobius, combina il termine latino quasi (“come se”) con il genere vivente Gobius, in riferimento alla sua somiglianza morfologica con i gobidi.[1] La specie C. carnevalei è invece dedicata a Giorgio Carnevale, paleontologo tra gli autori della descrizione della specie tipo.[2]
Descrizione
Il corpo di Carlomonnius quasigobius è allungato, con peduncolo caudale relativamente profondo e circa due volte più basso rispetto alla massima profondità corporea, che si osserva a livello dell’occipite. La testa, grande e appiattita, supera in lunghezza la profondità corporea, e misura circa un terzo della lunghezza standard (SL). Il profilo dorsale e ventrale è delicatamente convesso.
Carlomonnius è un piccolo gobioide caratterizzato da corpo moderatamente allungato con peduncolo caudale relativamente sviluppato, testa grande e leggermente depressa, mascelle provviste di denti conici appuntiti e ricurvi, cinque raggi branchiostegali, colonna vertebrale con 24 vertebre (10+14), spina emale del secondo centro preurale autonoma, pinna dorsale continua con sette spine flessibili e undici raggi, pinna anale breve con una spina e sette raggi, tre pterigiofori anali anteriori inseriti davanti alla prima spina emale, pinne pelviche con una spina e quattro raggi segmentati, pinne pelviche in posizione anteriore rispetto alle pettorali, postcleitro ventrale presente, pinna caudale arrotondata con 13 raggi principali (7+6), corpo rivestito di scaglie cicloidi sottili.
L’olotipo di C. quasigobius (MCSNV IGVR71187) consiste in uno scheletro articolato completo, ben conservato, lungo 13 mm, proveniente dalla Pesciara di Monte Bolca.[1]
Carlomonnius carnevalei mostra pinne pelviche con una spina e quattro raggi, 10 vertebre addominali e 14 caudali, conservando caratteri plesiomorfici come la spina emale autonoma del secondo centro preurale.[2]
Paleoecologia
Le caratteristiche anatomiche suggeriscono che Carlomonnius fosse un carnivoro bentonico generalista, probabilmente simile, per comportamento ecologico, ad alcuni gobiidi e eleotridi attuali.[1]
Importanza evolutiva
Per l’unicità della combinazione dei caratteri derivati e plesiomorfici, Carlomonnius inizialmente non è stato attribuito con sicurezza ad alcuna famiglia attuale dei Gobioidei, pur rappresentando la più antica testimonianza scheletrica del gruppo.[1] Un’analisi filogenetica bayesiana aggiornata, arricchita con sette specie attuali di gobioidi (sei Butidae e un Gobiidae), ha risolto C. quasigobius e C. carnevalei come taxa fratelli, collocando il genere come probabile linea basale dei Butidae. Confronti morfologici hanno inoltre evidenziato affinità con altri gobioidi nani associati alle barriere coralline, come Oniketia (Oligocene inferiore) e il genere attuale Eviota, suggerendo che la diversificazione dei gobioidi di piccola taglia adattati ad ambienti corallini fosse già avviata precocemente nell’evoluzione del gruppo.[2]
Note
- 1 2 3 4 Bannikov, A. & Carnevale, G. (2016). "†Carlomonnius quasigobius gen. et sp. nov.: the first gobioid fish from the Eocene of Monte Bolca, Italy". Bulletin of Geosciences, 91: 13–22. doi:10.3140/bull.geosci.1577
- 1 2 3 Reichenbacher, B.; Bannikov, A. F.; Erpenbeck, D. (2025). "Earliest gobioid fishes were coral-reef associated dwarfs: New evidence from the Eocene of Monte Bolca, Italy". Journal of Systematic Palaeontology. 23 2546601. doi:10.1080/14772019.2025.2546601
