Casa Besozzi

Casa Besozzi
Il palazzo visto da corso Montevecchio
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegionePiemonte
LocalitàTorino
IndirizzoCorso Rodolfo Montevecchio 58, quartiere Crocetta
Coordinate45°03′52.07″N 7°39′47.33″E
Informazioni generali
Condizioniattivo
Costruzione1904
StileLiberty
Usoresidenziale
Altezza
  • 4 piani fuori terra
Realizzazione
IngegnereGiuseppe Besozzi
Appaltatorefamiglia Besozzi
Proprietarioprivati

Casa Besozzi è un edificio storico di Torino costruito dall'ingegnere Giuseppe Besozzi nel 1904 [1] in Corso Rodolfo Montevecchio angolo via Colli nel quartiere Crocetta. È uno dei più importanti esempi di Art Nouveau nel capoluogo subalpino. Si trova di fronte al Liceo Scientifico Statale Galileo Ferraris.

Storia

Particolare del balcone

Il palazzo fu costruito dai fratelli Besozzi, Giuseppe (ingegnere, amico di Pietro Fenoglio, che ne curò i lavori), Francesco (geometra) e Achille, titolari di un’attiva impresa di costruzioni ed entrambi ancorati a propensioni di gusto simbolista storicistico [2]. L'impresa costruì anche, per reddito, l'attiguo palazzo in via Colli 19.

L'ingegner Besozzi in quegli anni realizzò una fiorente attività immobiliare, progettando numerosi edifici di sua proprietà. Ne sono registrati ben otto dal 1894 al 1912 in Torino, e ne realizzò altri per proprietari suoi parenti [3].

Descrizione

Lo scalone elicoidale

Il palazzo si compone di 4 piani fuori terra di due alloggi cadauno ed il piano terreno è sopraelevato di 1 metro. Sopra il portone di ingresso è scolpita la scritta beneaugurante "Salve" [4].

L'edificio si distingue per la sua facciata maestosa e ricca di elementi inaspettati. La figura femminile, in particolare le tre Grazie, ricorre frequentemente, simbolo sia dell’emergente ruolo della donna nella società, sia dell’ideale di armonia ed eleganza attribuito alla natura [5]. Le decorazioni delle figure sono dello scultore torinese Giuseppe Realini [6], il quale, nei pannelli decorativi che ornano la facciata, volle rappresentare lo svolgersi della vita dalla nascita alla morte in rapporto al tempo dall’alba al tramonto. Particolarmente riuscita risulta l'allegoria "Fanciulle sull'altalena" [7]. Le decorazioni a colori delle fascie della facciata e dell’atrio furono eseguite su disegni forniti dal prof. Giulio Casanova, allievo della “nuova scuola bolognese di decorazione”, appena giunto a Torino, che le inserì tra raffaellesche neorinascimentali e ghirlande, nastri, rose, teste medusee e mascheroni in pietra artificiale desunti dal lessico Art Nouveau. Le decorazioni interne a colori, volte e scalone elicoidale furono eseguite dal pittore Fabrizio Parachini e da Placido Mossello e nipote. Le restanti decorazioni spettano a Pietro Quadri, che eseguì gli ornati in getto [2].

Le parti in pietra (zoccolo, modiglioni e lastroni) dei balconi sono in granito. La casa fu una delle prime a Torino provvista di riscaldamento a termosifone [8].

Note