Chamaechaenactis scaposa

Chamaechaenactis scaposa
Chamaechaenactis scaposa
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùBahieae
GenereChamaechaenactis
Rydb., 1906
SpecieC. scaposa
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
GenereChamaechaenactis
SpecieC. scaposa
Nomenclatura binomiale
Chamaechaenactis scaposa
Rydb., 1906

Chamaechaenactis scaposa Rydb., 1906 è una specie di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae e tribù Bahieae. Chamaechaenactis scaposa è anche l'unica specie del genere Chamaechaenactis Rydb., 1906.[1][2][3]

Etimologia

Il nome generico (Chamaechaenactis) deriva dal greco "chamae-" (= strisciante, basso, sul terreno) e dal genere Chaenactis derivato, sempre dal greco antico, da "chaino" (= spalancare) e "aktis" (= raggio).[4][5] L'epiteto specifico (scaposa) indica una pianta con steli dei fiori privi di foglie.[6]

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico Per Axel Rydberg (1860-1931) nella pubblicazione "Bulletin of the Torrey Botanical Club. New York" (Bull. Torrey Bot. Club 33: 156) del 1906.[7] Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione

Il portamento
Le foglie
Infiorescenza
I fiori

Portamento. La specie di questa voce ha un piccolo habitus erbaceo con cicli biologici perenni; inoltre è una pianta priva di lattice.[5][8][9][10][11][12]

Fusto. La parte aerea in genere è eretta e scaposa. La parte sotterranea consiste in lunghe radici che crescono in aree rocciose. Altezza media: 2–9 cm.

Foglie. Le foglie lungo il caule hanno una disposizione alternata. Alla base è presente una rosetta densamente lanosa. Sono lungamente picciolate. La lamina, succulenta, è intera con ampie forme da ovate a subcordate.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini a forma discoide su lunghi peduncoli scaposi. Il capolino, come in tutte le Asteraceae, è formato da un involucro campanulato composto da 11-15 brattee al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori interni del disco. Le brattee sono disposte su due serie in modo embricato. Le dimensioni delle brattee tra di loro sono sub-uguali o anche di varie lunghezze scalate. Il ricettacolo varia da piatto a convesso ed è privo di pagliette a protezione della base dei fiori. Diametro degli involucri: 6–15 mm.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): sono assenti;
  • fiori del disco (centrali): sono da 10 a 30 con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi o (raramente) funzionalmente maschili.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[13]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: (solo fiori del disco) la forma è tubulare bruscamente divaricata in alcuni lobi; i fiori sono pentameri (5 lobi), raramente tetrameri; i lobi, patenti o eretti, con forme deltate o più o meno lanceolate, a volte sono uguali e a volte sono di lunghezza differente; il colore è bianco.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. L'appendice apicale delle antere è ampiamente ovata con tricomi ghiandolari sulla superficie abassiale. Le teche non sono calcarate (sono cioè prive di speroni) e sono senza coda. Il rivestimento delle cavità delle antere (endotecio) si presenta con ispessimenti radiali. Il polline è del tipo echinato (con punte sporgenti) a forma sferica.
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è snello, bifido con apici deltati e acuminati; gli stigmi sono lunghi quanto o più delle superfici stigmatiche. È pubescente per peli corti o papilloso alla base, mentre al di sotto alla biforcazione può essere glabro. Gli stigmi sono provvisti di superfici stigmatiche strette o ampie (talvolta si toccano), ma non confluenti all'apice (in genere sono marginali).

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo persistente. La forma dell'achenio è ob-piramidale con 4 lati e 8-12 nervature longitudinali. La superficie è densamente sericea. L'achenio di solito è striato con strati di fitomelanina (le Bahieae appartengono al clade Phytomelanic cipsela[14]) Il pappo è formato da 7-11 setole o scaglie a forma obovata disposte su due serie. Le scaglie possono essere ispessite alla base o con prominenti nervature centrali anche queste ispessite.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[9][10]

Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).

Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita negli USA centro-meridionali.[2]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi,[13] oppure 22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[15] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1679 generi).[16] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][11][12]

Filogenesi

Il genere della specie di questa voce fa parte della tribù Bahieae caratterizzata da ricettacoli privi di pagliette, da antere pallide o rossastre e da acheni con pareti striate.

All'interno della tribù il genere Chamaechaenactis, da un punto di vista filogenetico, si trova in posizione "basale" ossia è stato uno dei primi generi a separarsi dalla tribù.[11] Tradizionalmente questo genere era considerato affine al genere Chaenactis, che ha capolini superficialmente simili; ma successivi studi sul DNA nucleare (B. G. Baldwin et al. 2002) suggerirono una più stretta parentela con Bartlettia, Hymenopappus e altri membri di Bahieae. Tale collocazione fu suggerita anche da Rydberg quando segregò Chamaechaenactis da Chaenactis.[5]

I caratteri distintivi della specie sono:[12]

  • i capolini hanno una forma discoide (senza raggi);
  • la base dello stilo è papillosa;
  • gli stigmi dello stilo sono lunghi quanto o più delle superfici stigmatiche;
  • il rivestimento delle cavità delle antere (endotecio) si presenta con ispessimenti radiali.

Il numero cromosomico della specie Chamaechaenactis scaposa è: 2n = 32.[12]

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[2]

  • Actinella carnosa A.Nelson
  • Chaenactis scaposa Eastw.
  • Chamaechaenactis scaposa var. parva Preece & B.L.Turner

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. 1 2 3 (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 30 novembre 2025.
  3. ↑ Susanna et al. 2020
  4. ↑ (EN) eFloras, su Flora of North America. URL consultato l'8 novembre 2025.
  5. 1 2 3 (EN) eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 30 novembre 2025.
  6. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 29 novembre 2025.
  7. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 30 novembre 2025.
  8. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  9. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860.
  10. 1 2 Judd 2007, pag. 517.
  11. 1 2 3 Funk & Susanna 2009, pag. 696.
  12. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 436.
  13. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  14. ↑ (EN) Panero J.L., Phytomelanic Cypsela Clade, su The Tree of Life Web Project. URL consultato il 28 aprile 2011.
  15. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  16. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 18 aprile 2021.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni