Coupé

Una Maserati GranTurismo, esempio di coupé.
Una Jaguar F-Type, esempio di coupé.
Un'Audi TT, esempio di coupé.

Il termine coupé indica una tipologia di carrozzeria per autovetture a due o tre volumi caratterizzata dalla presenza di un vano motore, di un abitacolo dalle dimensioni contenute e di un vano bagagli accessibile solo dall'esterno[1]. Una coupé ha due porte, un tetto fisso, una linea del tetto posteriore spiovente e due sedili anteriori. Con questa configurazione, rispetto a una berlina, non è possibile avere i sedili posteriori, ma è presente un maggiore spazio per il vano bagagli. Le coupé, insieme alle berline sportive, le roadster, le berlinette, le spider e le cabriolet appartengono al gruppo delle autovetture sportive.

La prima autovettura coupé costruita nella storia, comparsa all'incirca negli anni 1910, mantenne tendenzialmente la forma tipica della carrozza coupé, da cui prese il nome. Nel corso dei decenni il concetto stilistico e il design delle autovetture coupé si evolsero costantemente fino ad arrivare ai giorni nostri. Alcune coupé hanno solo due posti, mentre altre hanno anche i sedili posteriori. Tuttavia, questi sedili posteriori sono più piccoli e meno spaziosi rispetto a quelli anteriori.

Le coupé possono essere veicoli caratterizzati da una meccanica e da un design unici, ma possono anche derivare da una berlina. In quest'ultimo caso le coupé si ottengono accorciando la carrozzeria della berlina e modificandone il tetto oppure la linea laterale. Una delle varianti della classica carrozzeria coupé ha anche l'opzione di configurazione a cabriolet, con un tetto metallico retrattile che si può ripiegare collocandosi all'interno il vano bagagli. Questo tipo di autovettura è chiamata coupé-cabriolet. Un'altra variante della classica carrozzeria coupé possiede quattro porte anziché le canoniche due, e pertanto è definita coupé a quattro porte. Essa è caratterizzata da una carrozzeria più lunga e da un tetto spiovente nella parte posteriore dell'abitacolo.

Un'altra variante della classica carrozzeria coupé è quella avente configurazione 2+2, che indica la presenza di due piccoli sedili posteriori che si affiancano a quelli anteriori, che sono di dimensione maggiore. Essa è comunque a due porte. Su una coupé 2+2 lo spazio per le gambe dei passeggeri posteriori è limitato, soprattutto a causa del design di questi veicoli, che comprende una linea del tetto spiovente pronunciata e un grande cofano motore posteriore.

Altra variante della coupé è la berlinetta, che è un tipo di autovettura sportiva con carrozzeria chiusa[2]. La berlinetta è talvolta un sinonimo, talvolta un sottoinsieme della più vasta categoria delle coupé, priva dei posti posteriori o con posti di fortuna nella configurazione 2+2. Le vetture definite berlinette hanno tutte in comune determinati canoni stilistici, che di solito sono caratterizzati dal disegno e dalla forma del lunotto, che è inclinato di 45° rispetto al piano orizzontale della linea del tetto.

Etimologia

Una carrozza coupé esposta al castello di Opočno, nella Repubblica Ceca.
Una carrozza coupé da parata dell'imperatrice Caterina II di Russia esposta presso il palazzo di Arkhangelskoe, che si trova nell'omonimo villaggio situato nell'oblast' di Krasnogorskij.

"Coupé" è un termine della lingua francese che indica un tipo di carrozza chiusa a quattro ruote avente una portiera per lato e un solo sedile a panca nel vano passeggeri[3]. Il lemma francese "coupé" fu inizialmente adattato in lingua italiana con i termini "cupé"[4] o "cupè"[4], poi diventato "coupé" come in francese. Normalmente una carrozza coupé aveva un finestrino fisso in vetro nella parte anteriore del vano passeggeri. La carrozza coupé era considerata un veicolo ideale per le donne, comoda per essere usata per recarsi a fare acquisti oppure per fare visite[5]. Ci furono anche carrozze coupé da parata o di Stato, alcune delle quali usate ancora oggi, che di solito avevano due lacchè vestiti in livrea situati in piedi sulla piattaforma posteriore della carrozza[6].

Il termine "coupé", nella forma di participio passato del verbo francese couper (it. «tagliare»[7]), è stato coniato per differenziare quel tipo di carrozza ottenuta "tagliando" una porzione della parte anteriore di una carrozza berlina. Quest'ultima è solitamente a quattro porte ed è in grado di ospitare da quattro a sei passeggeri. Nella fattispecie, la carrozza berlina, essendo più lunga, può ospitare una seconda fila di sedili situati nella parte "tagliata" che dà origine alla coupé. Come sostantivo, il termine "coupé" è stato poi trasferito anche in ambito automobilistico per indicare un'autovettura a due porte e a due o tre volumi con vano motore anteriore, abitacolo "tagliato" nella parte posteriore (quindi provvisto dei soli posti anteriori) e vano bagagli posteriore accessibile solo dall'esterno. Il termine "coupé" indica anche una tipologia di scompartimento a un solo sedile presente in alcune carrozze ferroviarie[7].

La carrozza coupé nacque per alleggerire il peso della carrozza versione berlina, rendendola più compatta. Originariamente, "coupéizzare" una carrozza significava "tagliarla" in qualsiasi parte o in qualsiasi direzione. L'accorciamento della lunghezza era lo stile più associato al termine, sebbene le carrozze venissero "tagliate" in molti altri modi. "Tagliando" la parte anteriore dell'abitacolo della carrozza berlina sino al montante situato tra le due porte si ottiene la carrozza coupé. La coupé è quindi una versione accorciata di una carrozza berlina, dove il montante tra le due porte di quest'ultima diventa il montante d'angolo anteriore della coupé.

Il cocchiere della carrozza coupé sedeva su un sedile anteriore esterno. Di conseguenza i passeggeri non avevano la visuale dal finestrino anteriore, che è coperto dal cocchiere. La migliore visuale per i passeggeri attraverso questo finestrino si aveva quando la coupé era guidata da un postiglione che conduceva il veicolo cavalcando uno dei cavalli[8]. Nel Regno Unito la carrozza coupé è chiamata "chariot", mentre negli Stati Uniti con il termine "coupé" ci si riferisce a una carrozza tipo brougham con un arco sotto il sedile del cocchiere in sostituzione del molto più comune telaio in ferro[9].

Storia

Una Renault Floride versione coupé del 1962.
Un'Alfa Romeo Giulia GT, una coupé del 1969.
Una Fiat 124 Sport Coupé del 1969.
Una Lancia Fulvia Coupé del 1972.
Una Citroën SM versione coupé del 1973.

L'abitacolo delle prime automobili coupé seguiva la concezione delle carrozze coupé, con la presenza un piccolo vano passeggeri per due occupanti seduti su un sedile a panca. Il conducente era invece situato all'aperto nella parte anteriore dell'autovettura[10]. Il termine "coupé" indicava quindi inizialmente un'autovettura con un piccolo abitacolo, con due porte e con il conducente seduto esternamente al veicolo. Negli anni 1910 l'autovettura si è evoluta diventando un veicolo a due porte con il conducente posizionato all'interno dell'abitacolo insieme agli altri passeggeri. Tutti gli occupanti, conducente compreso, erano seduti su un unico sedile a panca.

Il design delle autovetture coupé cambiò notevolmente dagli anni 1910 agli anni 1950, dando spesso anche nuovi connotati al significato del termine "coupé". La linea di base cambiò spesso a seconda delle mode e del design in voga in quel momento[1]. Negli anni 1950 il termine "coupé" veniva utilizzato per berline a due porte particolarmente sportive o esclusive, oppure anche per autovetture genericamente sportive. Le coupé di quel periodo avevano spesso solo due posti a sedere. Dagli anni 1960 agli anni 1970 il termine "coupé" è stato utilizzato per definire berline sportive a due porte, spesso con una parte posteriore fortemente inclinata verso il basso.

Per i produttori mondiali negli anni 1960 e negli anni 1970 una coupé era quindi semplicemente una variante accorciata e leggermente modificata di una berlina, con la quale condivideva il frontale, il design generale, la componentistica e la meccanica. Dagli anni 1960 agli anni 1980 l'Italia, e in una certa misura anche la Francia, fecero un'eccezione alla tendenza mondiale creando modelli coupé con caratteristiche completamente diverse da quelle delle berline presenti nello stesso listino. Ciò riguardava soprattutto i produttori italiani Alfa Romeo, Maserati, Fiat e Lancia.

Un esempio è la berlina Alfa Romeo Giulia. Le sue omonime coupé Alfa Romeo Giulia GT e Alfa Romeo Giulia GTA sono entrambe totalmente differenti dalla versione berlina da cui prendono il nome per quanto riguarda la meccanica, la componentistica e il design. Altro esempio sono la berlina Fiat 124 e la Fiat 124 Sport Coupé, che non avevano nulla in comune a parte il nome. Della Fiat 124 fu realizzata anche una versione con carrozzeria cabriolet, la Fiat 124 Sport Spider, anch'essa sviluppata in modo totalmente autonomo e indipendente dalla berlina da cui ha preso il nome. Altro esempio sono la Lancia Fulvia e la Lancia Fulvia Coupé, che non hanno nulla in comune tranne il nome. La Lancia Fulvia Coupé ha poi avuto una versione utilizzata nelle competizioni automobilistiche, la Lancia Fulvia Coupé HF, che ha partecipato al Campionato del mondo rally, campionato in cui ha gareggiato dal 1970 al 1974, vincendo il titolo campionato internazionale costruttori nel 1972[11]. Altro esempio sono la Lancia Flavia e la Lancia Flavia Coupé, che non avevano nulla in comune tranne il nome.

Ciò era radicato nelle tradizioni stilistiche presenti in Francia e soprattutto in Italia, che erano uniche grazie alla presenza in entrambi i Paesi di numerose carrozzerie e aziende di design come le italiane Bertone, Ghia, Giugiaro, Pininfarina, Scaglietti, Touring, Vignale e Zagato e le francesi Letourneur et Marchand e Saoutchik. Tale tradizione stilistica era attiva in questi due Paesi fin dagli albori della storia dell'automobile. Le coupé italiane e in parte quelle francesi avevano carrozzerie e interni unici, e condividevano solo pochi componenti tecnici con i modelli berlina presenti nello stesso listino. La tradizione italiana, e in parte quella francese, continuò anche nei decenni seguenti fino ai giorni nostri, con la diffusione del concetto di coupé totalmente autonomo da altri tipi di vetture che gradualmente interessò tutta l'industria automobilistica mondiale.

Le autovetture con la definizione più ampia di coupé di solito hanno più di due posti, ma il divano posteriore è in genere molto stretto e scomodo. Ciò è dovuto al passo del veicolo piuttosto corto. Alcuni modelli coupé sono offerti come veicoli economici a due o tre porte, e sono quindi meno costosi delle berline presenti nello stesso listino. Le coupé possono essere anche disponibili come autovetture esclusive, come ad esempio la Ford Taunus 20M P7 oppure l'Opel Astra G. Quest'ultima è stata prodotta come berlina a due porte da Opel, mentre è stata realizzata in versione coupé in piccoli numeri da Bertone.

Definizione

Una Ferrari Portofino, esempio di coupé.
Una Porsche 992, esempio di coupé.
Una Maserati GranSport, esempio di coupé.
Un'Alfa Romeo Brera, esempio di coupé.
Una BMW 325i, esempio di coupé.

La coupé è un tipo di carrozzeria automobilistica con due o tre volumi che viene detta fastback o notchback in base all'angolo formato tra il lunotto e il cofano del bagagliaio posteriore. La fastback ha un angolo nettamente inferiore rispetto a quello della notchback; quest'ultima ha quindi una coda vera e propria, mentre nella fastback il vano posteriore è appena accennato, oppure è del tutto assente. Le coupé, insieme alle berline sportive, le roadster, le berlinette, le spider e le cabriolet appartengono al gruppo delle autovetture sportive.

Una coupé è un'autovettura con tetto fisso, una linea del tetto posteriore spiovente e una o due file di sedili. Tuttavia, c'è un dibattito sul fatto che una coupé debba avere solo due porte per l'uscita dei passeggeri[12][13] o se anche alcune autovetture a quattro porte possano essere considerate coupé[14][15]. Questo dibattito è sorto dai primi anni 2000 quando autovetture a quattro porte come la Mazda RX-8 e la Mercedes-Benz Classe CLS sono state commercializzate come "coupé a quattro porte". Il concetto non era però nuovo: la Rover P5 aveva una variante a quattro porte introdotta nel 1962 che possedeva una linea del tetto più bassa e un profilo particolarmente slanciato; essa fu commercializzata con il nome di Rover P5 Coupé.

Le coupé possono essere suddivise in due categorie:

  • alla prima categoria appartengono le autovetture progettate esclusivamente con la configurazione classica di una coupé (ovvero tetto fisso e lunotto posteriore spiovente), o al più anche in versione opzionale scoperta come nel caso delle coupé-cabriolet. In entrambi i casi queste coupé possono essere orientate alla ricerca delle massime prestazioni, e pertanto vengono a volte dotate di motori molto potenti. Tale categoria include coupé prodotte da case automobilistiche quali Ferrari, Porsche o Aston Martin;
  • la seconda categoria include coupé che condividono gran parte della componentistica con automobili aventi una carrozzeria completamente diversa. Tipicamente le autovetture coupé di questa categoria derivano da berline. Esse hanno pertanto una connotazione sportiva scarsa e costi molto più contenuti. A volte questo tipo di coupé deriva da berline di piccola cilindrata e di piccole dimensioni (è il caso delle versioni coupé della Fiat 850 o della DAF 55 degli anni 1960). Sempre più frequentemente la derivazione delle coupé è da automobili di grandi dimensioni che possono generare coupé ammiraglie come la BMW Serie 6, la Mercedes-Benz Classe CL o la Maserati GranTurismo[1].

Dagli anni 1960 il termine coupé si riferisce generalmente a un'autovettura a due porte con tetto fisso[16]. La versione del 1977 dello "standard ISO 3833 — Veicoli stradali — Tipi — Termini e definizioni" definisce la coupé come un veicolo a due porte con tetto fisso — di solito con volume posteriore limitato — avente un numero minimo di sedili pari a due distribuiti in almeno una fila con l'aggiunta — come minimo — di due finestrini laterali[17]. Alcuni produttori sfumano questa definizione producendo coupé dotate di portellone posteriore oppure di uno sportello di accesso al vano di carico posteriore che si apre verso l'alto[18][19]. Spesso dotate anche di sedile posteriore ribaltabile, il layout hatchback di queste autovetture ne migliora la praticità e lo spazio di carico[20].

Le coupé si distinguono dalle berline per la superficie più contenuta del tetto e per il profilo più sportivo[21]. Allo stesso modo quando un modello viene venduto sia in versione coupé che berlina, generalmente la coupé è più sportiva e più compatta della berlina[22][23]. La definizione di coupé iniziò a sfumare quando la case automobilistiche iniziarono a produrre vetture con una carrozzeria 2+2[24][25]. Questo tipo di carrozzeria presenta una linea del tetto elegante e spiovente, due porte e due sedili funzionali nella parte anteriore, più due sedili più piccoli nella parte posteriore del veicolo. Nel corso del XX secolo, il termine coupé è stato applicato a vari tipi di autovetture dove il sedile posteriore è posizionato più avanti del solito e il sedile anteriore più indietro del consueto[26].

Varianti

Berlinetta

Una Ferrari 458, esempio di berlinetta.
Una Jaguar XKR, esempio di berlinetta.
Un'Alfa Romeo 4C, esempio di berlinetta.

La berlinetta è un tipo di autovettura sportiva con carrozzeria chiusa, a due porte e a due posti, o anche a 2+2 posti[2], con uno stile sviluppato perlopiù dalla casa automobilistica Ferrari a partire dai tardi anni 1940 con la 166 S Berlinetta[27].

Anche Jaguar, Maserati, Alfa Romeo, Opel, Alpine e altre case automobilistiche europee hanno adottato la dicitura berlinetta. In Nord America la Chevrolet ha prodotto una versione della Chevrolet Camaro chiamata Berlinetta dal 1979 al 1986. Il modello aveva uno stile molto europeo volto a sottolineare più il design piuttosto che le prestazioni della vettura. Tra le berlinette degne di nota vanno annoverate anche la Ferrari 512 BB e l'Alpine Renault A110, ma anche la piccola Panhard Dyna 750 Coupé Allemano.

Il termine "berlinetta" fu però introdotto in precedenza, negli anni 1930. In questo decennio era utilizzato per denominare vetture la cui produzione era destinata all'uso in campo agonistico oltre che in quello stradale. Negli anni 1930 il significato del termine berlinetta era quindi completamente differente da come lo si intende oggi. Già nei primi anni 1940, grazie alla tecnologia derivata dall'aviazione, si realizzarono autovetture coupé con linee più filanti, sportive e aerodinamiche che erano sprovviste del volume posteriore delle berline e che erano assimilabili alle moderne berlinette.

Il loro tetto veniva collegato direttamente all'estremo posteriore grazie a una linea particolarmente inclinata del lunotto a vantaggio di una maggiore aerodinamica dei flussi e dunque di una maggiore facilità di penetrazione nell'aria, visto il minore coefficiente di resistenza aerodinamica[28]. Queste antesignane delle berlinette erano però inadatte al trasporto di passeggeri posteriori.

Le moderne berlinette hanno tutte in comune determinati canoni stilistici, che di solito sono caratterizzati dal disegno e dalla forma del lunotto, che è inclinato di 45° rispetto al piano orizzontale della linea del tetto. Inoltre, sulle berlinette la parte posteriore termina bruscamente con una sezione verticale simile a una coda tronca, ma con un design più rotondo e una coda più affusolata. Ciò non evidenzia il vano bagagli o il motore (se quest'ultimo è in posizione posteriore) come su una berlina a tre volumi, ma piuttosto come su una berlina due volumi e mezzo. La berlinetta è talvolta considerata un sinonimo, talvolta inclusa in un sottoinsieme, della più vasta categoria delle vetture coupé, però priva dei posti posteriori o con posti di fortuna nella configurazione 2+2, con l'aggiunta della coda tronca che la rende paragonabile alle berline a due volumi e mezzo, da cui il nome.

Coupé 2+2

Una Porsche 991, esempio di coupé 2+2
Una Ford Mustang, esempio di coupé 2+2
Una Mazda RX-8, esempio di coupé 2+2.

Benché la coupé sia usualmente un'autovettura sportiva a due porte e a due posti anteriori, in alcune versioni moderne possiede spesso anche due sedili posteriori che ospitano altri due passeggeri. Essi sono seduti su sedili più piccoli di quelli anteriori[1][28][29], e questi sedili posteriori forniscono un minore comfort rispetto a quello dei posti anteriori. Tale disposizione dell'abitacolo è di frequente definita "2+2", e ai fini dell'omologazione ciò può significare che sui sedili posteriori (detti anche "posti di fortuna") si possono trasportare solo persone di piccola statura oppure bambini. In ogni caso, per definizione standard, tutte le auto della categoria 2+2 hanno due sedili anteriori e due sedili posteriori. Altra caratteristica comune per le auto 2+2 è una carrozzeria "aerodinamica" con due porte.

Una coupé 2+2 ha due sedili posteriori, quindi non tre come nelle configurazioni più convenzionali delle berline e delle familiari. Questa scelta si spiega considerando la natura sportiva di questo tipo di autovettura, sportività che è espressa grazie ad un'altezza ridotta, una linea del tetto spiovente, dei parafanghi larghi e un tunnel della trasmissione prominente nell'abitacolo, soprattutto nel caso di motore anteriore e trazione posteriore. La presenza di parte del tunnel della trasmissione nell'abitacolo è senza dubbio il fattore più significativo che ha influenzato l'eliminazione, sulla coupé 2+2, del terzo sedile posteriore tipico delle berline e delle familiari. Tuttavia, un'autovettura con motore posteriore e trazione posteriore come la Porsche 911, che non ha un tunnel della trasmissione, ha parafanghi larghi che limitano lo spazio ai due passeggeri posteriori. Esempi di coupé 2+2 includono la Ferrari 250 GT 2+2, la Ferrari 330 GT 2+2, la Lotus Elan 2+2, la Mazda RX-8, la Jaguar XJ-S, la Nissan S130 2+2, la Nissan 300ZX 2+2 , la Chevrolet Monza 2+2 e la Ford Mustang 2+2, la Nissan S30, l'Aston Martin DB7, la Ferrari 456, la Ferrari Mondial, la Lamborghini Urraco, la Jaguar E-Type e la Mazda RX-7.

Su una coupé 2+2 anche lo spazio per le gambe dei passeggeri posteriori è limitato, soprattutto a causa del design di questi veicoli, che comprende una linea del tetto spiovente pronunciata e un grande cofano motore posteriore. La configurazione 2+2 è quindi associata alle coupé che privilegiano i sedili anteriori come nel caso delle auto sportive e delle gran turismo, ma anche ad alcune cabriolet con sedili posteriori di tipo "ausiliario" che possono essere considerate 2+2[30]. Di contro, esistono molte coupé che rientrano nella definizione di 2+2 ma non vengono descritte come tali dai rispettivi produttori. Questo perché il termine 2+2 non viene a volte utilizzato per distinguere le autovetture dotate di sedili posteriori ausiliari che sono ricavati da una versione a due posti dello stesso modello, come nel caso della Jaguar E-Type.

Coupé-cabriolet

Una Ferrari California, esempio di coupé-cabriolet, qui nella configurazione cabriolet con il tetto mobile interamente ripiegato all'interno del bagagliaio.
Una Mercedes-Benz Classe SLK, esempio di coupé-cabriolet, qui nella configurazione coupé con il tetto mobile interamente sviluppato all'esterno.
Una Lexus IS C, esempio di coupé-cabriolet, qui nella configurazione cabriolet con il tetto mobile interamente ripiegato all'interno del bagagliaio.
Una Peugeot 206 CC, esempio di coupé-cabriolet, qui nella configurazione coupé con il tetto mobile interamente sviluppato all'esterno.

La coupé-cabriolet, chiamata anche coupé-cabrio, è un'autovettura (normalmente identificata dalle sigle CC o C+C) con caratteristiche sportive dotata di un tetto rigido ripiegabile che, in rapporto alla sua posizione, configura il veicolo come coupé (con il tetto mobile interamente sviluppato all'esterno) oppure come cabriolet (con il tetto mobile interamente ripiegato all'interno del bagagliaio).

La coupé a quattro porte è relativamente diffusa perché è una vettura sportiva molto versatile per via del tetto rigido amovibile o convertibile, che all'occorrenza trasforma l'autovettura coperta in una vettura scoperta[1]. Le coupé-cabriolet risolvono molti problemi di utilizzo tipici delle normali cabriolet, offrendo una migliore protezione agli agenti atmosferici durante i mesi invernali e un'assai maggiore resistenza ai raggi del sole nei mesi estivi.

I tettucci rigidi retrattili sono in genere composti da due a cinque sezioni di metallo o plastica e spesso presentano un complesso portellone posteriore a doppia cerniera che consente di riporre la capote retrattile nella parte anteriore del bagagliaio, mentre pacchi o bagagli possono essere sistemati nella sua parte posteriore. Il bagagliaio include spesso anche un divisorio per evitare che i bagagli depositati interferiscano con il meccanismo di ripiegamento del tettuccio rigido.

La diffusione della coupé-cabriolet ha preso piede nei primi anni del XXI secolo, dopo il grande successo di vendite ottenuto dal modello Mercedes-Benz Classe SLK, messo in commercio nel 1996. Tuttavia la vettura coupé-cabriolet non era una novità, essendo già stata concepita e realizzata negli anni 1920 con la statunitense Hudson Super Six, carrozzata da Ellerbeck nel 1922, che consentiva lo smontaggio manuale del tettuccio rigido e la sua successiva sistemazione all'interno della vettura.

L'invenzione del tetto ripiegabile con sistema a "pantografo" è da attribuire al parigino Georges Paulin, di professione dentista e disegnatore per passione, che progettò un tetto rigido a scomparsa, realizzando anche un prototipo sul telaio della Citroën AC4 nel 1932. Il brevetto di Paulin, denominato éclipsable, destò l'attenzione del carrozziere Pourtout, che applicò nel 1934 il nuovo sistema sulla Lancia Augusta e sulle Peugeot 301, 401 e 601. Per tutti questi modelli, il tetto era ripiegabile, ma non scomponibile, e veniva inserito integro da leveraggi basculanti all'interno del bagagliaio. La prima coupé-cabriolet moderna, ovvero con tetto rigido scomponibile e ripiegabile fu la Peugeot 402 Éclipse.

Visti i buoni risultati di vendita della Lancia Augusta e delle Peugeot 301, 401 e 601, la Peugeot decise di produrre in larga scala anche la 402 Éclipse adottando l'ormai perfezionato e consolidato sistema di Paulin. Dopo l'uscita di scena della Peugeot 402 Éclipse nel 1939, le coupé-cabriolet furono sostanzialmente dimenticate dalla normale produzione venendo saltuariamente riprese per la realizzazione di alcune concept car o di vetture speciali prodotte in piccola serie, tra cui la Chrysler Thunderbolt, realizzata dalla carrozzeria LeBaron in 6 esemplari nel 1941, e la Ford Fairlane 500 Skyliner del 1957. Nel 1991 venne presentato il prototipo Alfa Romeo Proteo, disegnato da Walter de Silva, che anticipò alcuni dei temi stilistici e tecnici che verranno adottati dalle coupé-cabriolet di varie case automobilistiche negli anni successivi. Nonostante lo stadio progettuale definitivo e particolareggiato fosse stato raggiunto, il gruppo Fiat decise di non produrre in serie la Proteo.

Per la produzione in larga scala delle coupé-cabriolet ruppe definitivamente gli indugi nel 1996 la Mercedes-Benz presentando la già citata Mercedes-Benz Classe SLK, una due posti sportiva dotata di tetto scomponibile e retraibile nel vano bagagli. Il successo, come già accennato, fu immediato quanto inatteso – anche in considerazione del prezzo di listino – e duraturo, tant'è che nei primi dieci anni di produzione del modello ne vennero realizzati oltre 450.000 esemplari. Da questo momento in poi le coupé-cabriolet, vista la forte e crescente richiesta, si diffusero sempre di più, divenendo una tipologia di veicolo comune grazie alla produzione in larga scala effettuata da molteplici case automobilistiche.

Coupé a quattro o cinque porte

Un'Aston Martin Rapide, esempio di coupé a quattro porte.
Una Mercedes-Benz Classe CLS, esempio di coupé a quattro porte.
Una Maserati Quattroporte, esempio di coupé a quattro porte.
Una Volkswagen CC, esempio di coupé a quattro porte.

I modelli LaFayette prodotti dal 1921 al 1922 furono i primi a venire commercializzati con il nome di coupé a quattro porte[31], definizione che indica una carrozzeria a tre volumi e quattro portiere avente un tetto simile a quello di una coupé nella sua parte posteriore. Anche la Nash Advanced Six del 1927 era disponibile nello stile di carrozzeria coupé a quattro porte[32]. Dopo la Nash Advanced Six il concetto di coupé a quattro porte scomparve dal mercato automobilistico mondiale per decenni.

Dopo l'uso sporadico negli anni 1920, la denominazione di coupé quattro porte è stata utilizzata nuovamente per il modello a tetto basso della Rover P5 prodotto dal 1962 al 1973[33]. Dopo un altro periodo di mancato uso, la definizione di coupé a quattro porte è stata ripresa dalla Nissan Leopard dal 1980 al 1992 e dalla Infiniti J30 dal 1992 al 1996[34].

Nel 2004, dopo un decennio mancato utilizzo, il concetto di coupé a quattro porte ricomparve con il lancio della Mercedes-Benz Classe CLS. La descrizione di coupé a quattro porte è stata poi applicata dai responsabili marketing per descrivere tutte le autovetture berlina a quattro porte con una linea del tetto simile a quella di una coupé nella loro parte posteriore. Il design a tetto basso ha però una limitazione: riduce la facilità di accesso dei passeggeri sui sedili posteriori nonché lo spazio per la loro testa una volta entrati nel veicolo[35].

Il successo della Mercedes-Benz Classe CLS portò alla risposta delle case automobilistiche concorrenti con il lancio sul mercato di coupé a quattro porte dello stesso segmento (Audi A7, BMW Serie 6 Gran Coupé) e poi da coupé a quattro porte di segmenti differenti come la Audi A5 Sportback, la BMW Serie 4 Gran Coupè, la Volkswagen CC, la Mercedes-Benz classe CLA, la Mercedes-Benz Classe CLS e la Mercedes-AMG GT Coupé 4. Altri esempi di moderne coupé a quattro porte sono la Maserati Quattroporte, l'Aston Martin Rapide, la Volkswagen Arteon, la Porsche Panamera e la DS 4. Le coupé a quattro porte sono quindi divenute gradualmente comuni sul mercato.

Nel 1976 la stesura dello standard ISO 3833 — "Veicoli stradali — Tipi — Termini e definizioni"[36][37] cercò di "cristallizzare" lo schema tipico delle coupé nel suo significato originario, ovvero di una vettura compatta a due porte, forma che le case automobilistiche tesero poi ad eludere in vari modi, per finire con il produrre diverse autovetture coupé a quattro porte, ma con caratteristiche più vicine a una berlina[1][28][29].

Le autovetture con carrozzeria coupé a quattro porte (o a cinque porte se provviste di portellone posteriore) sono spesso classificate fra le cosiddette crossover perché uniscono le caratteristiche di due diversi tipi di carrozzeria (berlina e coupé) in una sola autovettura. Pur mantenendo lo stesso numero di porte di una berlina, la coupé a quattro o cinque porte presenta un'altezza da terra inferiore e un montante anteriore più inclinato.

Dagli anni 2000 la coupé a quattro o cinque porte ha cominciato a diffondersi sui listini di diverse case automobilistiche, principalmente europee, come un ibrido tra una berlina a quattro porte e a tre volumi, e una coupé. Rispetto a una berlina a quattro porte della stessa categoria l'abitacolo di una coupé a quattro o cinque porte è più piccolo, privilegiando così il design rispetto alla praticità. Esistono anche diverse coupé a quattro o cinque porte sprovviste di montante centrale e aventi due piccole portiere posteriori incernierate posteriormente. Esempi in tal senso sono la Saturn Ion del 2003 e la Hyundai Veloster prodotta dal 2011 al 2022.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 Coupé, su autoblog.it. URL consultato il 2 luglio 2026.
  2. 1 2 Trasporto, in Treccani.it – Sinonimi e contrari, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato l'11 agosto 2025.
  3. ↑ Coupé, su dizionario.internazionale.it. URL consultato il 18 maggio 2025.
  4. 1 2 Luciano Canepari, cupé, in Il DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, ISBN 88-08-09344-1.
  5. ↑ (EN) Ezra Stratton, Capitolo VIII. French carriages, including historical associations, in World on Wheels, Ezra Stratton, 1878, p. 242.
  6. ↑ (EN) Sallie Walrond, The Encyclopaedia of Driving, Country Life Books, 1979, p. 68, ISBN 0600331822.
  7. 1 2 Coupé, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 21 aprile 2017.
  8. ↑ (EN) Donald H. Berkebile, Carriage Terminology: An Historical Dictionary, Smithsonian Institution Scholarly Press, 1978, pp. 113-115, ISBN 9781935623434.
  9. ↑ (EN) Donald H. Berkebile, Carriage Terminology: An Historical Dictionary, Smithsonian Institution Scholarly Press, 1978, p. 115, ISBN 9781935623434.
  10. ↑ (EN) Albert Clough, A dictionary of automobile terms, The Horseless Age, 1913, p. 89. URL consultato il 17 maggio 2015.
  11. ↑ (EN) International Championship for Manufacturers 1972, su rallybase.nl. URL consultato il 4 dicembre 2011.
  12. ↑ (EN) For the Last Time, a Coupe Is a Car With Two Doors, su autotrader.com. URL consultato il 16 aprile 2018.
  13. ↑ (EN) Jack Stewart, Range Rover's $295K Coupe SUV Proves No Niche Is Too Small, in Wired. URL consultato il 16 aprile 2018.
  14. ↑ (EN) Sedan vs. Coupe Cars: Meaning, Definition & Differences, su automoblog.net. URL consultato il 19 aprile 2024 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2021).
  15. ↑ (EN) Michal Okonski, The Highest-Rated Four-Door Coupes For 2026, su carbuzz.com. URL consultato il 9 giugno 2026.
  16. ↑ (EN) Sedan vs. Coupe: What's the Difference?, su carmax.com. URL consultato il 14 aprile 2018.
  17. ↑ (EN) Technical Committee ISO/TC22, Road vehicles, ISO 3833-1977: Road vehicles &nash; Types – Terms and definitions, International Organization for Standardization, 1º dicembre 1977.
  18. ↑ (EN) hatchback - definition, su thefreedictionary.com. URL consultato il 19 aprile 2024.
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