David Mitchell (architetto)

David John Mitchell, NZIA (Auckland, 8 marzo 1941 – Takapuna, 26 aprile 2018), è stato un architetto, scrittore e conduttore televisivo neozelandese residente ad Auckland. Ha presentato la serie televisiva del 1984 The Elegant Shed ed è stato coautore del libro omonimo. Nel 2005 ha ricevuto la medaglia d'oro del New Zealand Institute of Architects (NZIA).

Biografia

Nato ad Auckland l'8 marzo 1941, Mitchell era figlio di John McFarlane Mitchell e Leonelle Lucy Mitchell (nata Tizard),[1] nonché nipote dello psicologo Jack Tizard.[2] Crebbe a Morrinsville e completò gli studi di architettura presso l'Università di Auckland, conseguendo la laurea in architettura nel 1964.[3][4] Ottenne l'abilitazione alla professione di architetto nel 1967.[5]

All'inizio degli anni '70 collaborò con la Aardvark Films e insieme a Roger Donaldson e Ian Mune, fu coautore del film per la televisione del 1974 Derek.[6] Negli anni '70 e '80, esercitò la professione insieme a Jack Manning e Peter Hill, e insegnò all'Università di Auckland dal 1972 al 1987.[3] Nel 1984 presentò la serie di documentari televisivi in sei puntate The Elegant Shed, che ripercorreva l'architettura neozelandese dal 1945.[7] A corredo della serie, Mitchell e Gillian Chaplin scrissero il libro The Elegant Shed: New Zealand architecture since 1945, pubblicato dalla Oxford University Press nel 1984.[8]

Mitchell era un appassionato viaggiatore, avventuriero e velista. A trent’anni aveva lavorato a documentari con Roger Donaldson, viaggiando sull’Everest con Sir Edmund Hillary e poi navigando intorno a Capo Horn.[9][10] Nel 1990 iniziò a collaborare con Julie Stout, e i due dividevano il loro tempo tra la navigazione o i viaggi in giro per il mondo e il lavoro su progetti a Hong Kong e in Nuova Zelanda.[3][9] Dopo aver vissuto all'estero per gran parte degli anni '90, la coppia tornò ad Auckland nel 2000 e fondò lo studio Mitchell Stout, in seguito Mitchell Stout Dodd, Architects.[3][10]

Nel 2014 Mitchell è stato direttore creativo della prima mostra in assoluto della Nuova Zelanda alla Mostra internazionale di architettura di Venezia, intitolata “Last, Loneliest, Loveliest”.[11][12]

Il 26 aprile 2018 si è spento all'età di 77 anni al North Shore Hospital di Auckland, dopo aver combattuto contro un tumore alla prostata.[9][11][13]

Opere

Biblioteca Pubblica di Northcote
  • Northcote (1982) Biblioteca pubblica di Northcote (1982)[3]
  • Gibbs House, Parnell (1984)[3]
  • Scuola di musica, Università di Auckland (1986) (progettata con Jack Manning)[3]
  • Biblioteca della Epsom Girls' Grammar School (1986)[3]
  • Mitchell–Stout House, Freemans Bay (1990)[3]
  • Gibbs House II, Ōrākei (1991)[3]
  • Auckland Art Gallery – New Gallery Annex (1995)[14]
  • Landscape and Plant Sciences Building, Unitec Institute of Technology (2002)[3]
  • Mitchell-Stout House, Narrow Neck (2006)[3][15]
  • Tauranga Art Gallery (2007)[16]
  • Waiheke Island House (2009)[17]
  • Otoparae House, King Country (2013)[18]
  • Ristrutturazione della Lopdell House (2014)[19]
  • Te Uru Waitakere Contemporary Gallery (2014)[20]
La Lopdell House nel 2014 dopo la ristrutturazione, con la Te Uru Waitakere Contemporary Gallery in costruzione sullo sfondo

Riconoscimenti

Nel 2005 Mitchell è stato insignito della medaglia d'oro dal New Zealand Institute of Architects per il suo eccezionale contributo alla teoria e alla pratica dell'architettura in Nuova Zelanda.[21]

Nel 2016 ha ricevuto il premio come ex allievo illustre dall'Università di Auckland.[22] Era inoltre membro onorario del New Zealand Institute of Architects.[23]

L'edificio progettato dallo stesso (insieme a Jack Manning) che ospita la Scuola di Musica dell'Università di Auckland ha vinto il premio nazionale supremo dell'NZIA nel 1986 e nel 2013 ha ricevuto un premio per l'architettura duratura dall'NZIA.[24][25] La Gibbs House a Parnell ha vinto il premio nazionale supremo dell'NZIA nel 1985 e, 30 anni dopo, un premio per l'architettura duratura dell'NZIA.[26][27]

Nel 2015 Mitchell & Stout ha vinto il premio NZIA Heritage per la ristrutturazione della Lopdell House e il premio Public Architecture per la Te Uru Waitakere Contemporary Gallery.[28][29]

Note

  1. ↑ (EN) Births, in The Press, 10 marzo 1941, p. 1. URL consultato il 26 aprile 2018.
  2. ↑ (EN) Leonelle Lucy Tizard, su Steigenbergers of London. URL consultato il 27 aprile 2018.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 (EN) Mitchell & Stout in Auckland (PDF), in Block Architecture Guides, n. 3, Auckland branch, NZIA. URL consultato il 26 aprile 2018.
  4. ↑ (EN) Architect, educator, author, commentator, su ArchitectureNow, 2 marzo 2016. URL consultato il 27 aprile 2018.
  5. ↑ (EN) Mr David Mitchell, su nzrab.nz, New Zealand Registered Architects Board, 2018. URL consultato il 26 aprile 2018.
  6. ↑ (EN) John Dix, Dave Hurley, su AudioCulture. URL consultato il 1º maggio 2018.
  7. ↑ (EN) The Elegant Shed, su NZOnScreen. URL consultato il 26 aprile 2018.
  8. ↑ (EN) Robin Skinner, The whare in the bush (PDF), in Fabrications, vol. 18, n. 1, Society of Architectural Historians Australia and New Zealand, 2010, pp. 56–73. URL consultato il 26 aprile 2018.
  9. 1 2 3 (EN) Matthew Rosenberg, 'An endless, kind of constant desire to keep on moving': Acclaimed architect David Mitchell's son, in Stuff. URL consultato il 30 aprile 2018.
  10. 1 2 (EN) Diana Wichtel, Making places sing – The Listener, in NZ Listener, 27 agosto 2005. URL consultato il 1º maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 2 maggio 2018).
  11. 1 2 (EN) Vale: David Mitchell, su ArchitectureNow, 27 aprile 2018. URL consultato il 27 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2018).
  12. ↑ (EN) Cameron Bruhn, New Zealand’s pavilion in Venice, su ArchitectureAU, 6 giugno 2014. URL consultato il 27 aprile 2018.
  13. ↑ (EN) David John Mitchell death notice, in The New Zealand Herald, 28 aprile 2018. URL consultato il 28 aprile 2018.
  14. ↑ (EN) Building, su Auckland Art Gallery, Auckland Art Gallery. URL consultato il 30 aprile 2018.
  15. ↑ (EN) Jeremy Hansen, Auckland home pushes architectural boundaries with unique footprint, su Homes to Love, Home Magazine, 17 ottobre 2014. URL consultato il 28 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2018).
  16. ↑ (EN) Public art gallery for Tauranga, in New Zealand Herald, 18 dicembre 2003. URL consultato il 30 aprile 2018.
  17. ↑ (EN) WAIHEKE HOUSE, su Mitchell Stout Dodd Architects. URL consultato il 30 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2018).
  18. ↑ (EN) Otoparae House, su Mitchell Stout Dodd Architects. URL consultato il 30 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 1º maggio 2018).
  19. ↑ (EN) Anne Gibson, Gallery revamp becomes a challenging job for architects, in New Zealand Herald, 25 maggio 2015. URL consultato il 30 aprile 2018.
  20. ↑ (EN) Federico Monsalve, Te Uru, in Interior, n. 14, dicembre 2014. URL consultato il 30 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2018).
  21. ↑ (EN) 2005 Gold medal: David Mitchell, su nzia.co.nz, New Zealand Institute of Architects. URL consultato il 26 aprile 2018.
  22. ↑ (EN) Our 2016 distinguished alumni award winners, su alumni.auckland.ac.nz, University of Auckland, 26 gennaio 2016. URL consultato il 27 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2018).
  23. ↑ (EN) Alumni gala dinner, su archplancentenary.ac.nz, University of Auckland, 2017. URL consultato il 29 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2018).
  24. ↑ (EN) University of Auckland School of Music, su mitchellstoutdodd.co.nz, Mitchell Stout Dodd. URL consultato il 26 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2018).
  25. ↑ (EN) School of Music, su nzia.co.nz, NZIA, 2013. URL consultato il 26 aprile 2018.
  26. ↑ (EN) Gibbs House (1985), su nzia.co.nz, NZIA, 2015. URL consultato il 26 aprile 2018.
  27. ↑ (EN) Parnell House, su mitchellstoutdodd.co.nz, Mitchell Stout Dodd. URL consultato il 26 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2018).
  28. ↑ (EN) Accolades aplenty – Te Uru, su teuru.org.nz. URL consultato il 26 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2018).
  29. ↑ (EN) Mitchell Stout Dodd Architects Ltd, su nzia.co.nz. URL consultato il 26 maggio 2018.

Collegamenti esterni

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