Dreissena polymorpha
| Dreissena polymorpha | |
|---|---|
![]() | |
| Stato di conservazione | |
![]() Rischio minimo | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa Bilateria |
| Phylum | Mollusca |
| Subphylum | Conchifera |
| Classe | Bivalvia |
| Sottoclasse | Autobranchia |
| Infraclasse | Heteroconchia |
| Parvclasse | Euheterodonta |
| Superordine | Imparidentia |
| Ordine | Myida |
| Superfamiglia | Dreissenoidea |
| Famiglia | Dreissenidae |
| Sottofamiglia | Dreisseninae |
| Genere | Dreissena |
| Specie | D. polymorpha |
| Nomenclatura binomiale | |
| Dreissena polymorpha Pallas, 1771 | |
| Sinonimi | |
|
Congeria polymorpha (Pallas, 1771) | |
| Nomi comuni | |
|
Cozza zebrata | |
Dreissena polymorpha (Pallas, 1771), conosciuta anche come cozza zebrata[1][2] dalle caratteristiche linee scure che scorrono sull'esterno delle sue valve, è un mollusco bivalve della famiglia Dreissenidae[3].
Habitat e distribuzione
Originario del Mar Nero e della zona del Mar Caspio, oggi è ampiamente diffuso in gran parte dell'Europa, inclusi i bacini dell'Europa centrale, occidentale e orientale, e presente anche in diversi laghi e corsi d'acqua dell'Italia settentrionale. La specie è stata segnalata per la prima volta nei Grandi Laghi alla fine degli anni Ottanta del XX secolo, probabilmente attraverso le acque di zavorra delle navi provenienti dall'Europa. Da allora si è diffusa rapidamente in numerosi fiumi e laghi degli Stati Uniti e del Canada, diventando uno dei più noti esempi di invasione biologica in ambienti d'acqua dolce. Ulteriori introduzioni e popolazioni localizzate sono state osservate anche in altri bacini eurasiatici e in sistemi idrici artificiali al di fuori dell'areale originario[4][5].
Descrizione
Sono organismi filtratori. Aspirano acqua attraverso un sifone inalante, ne filtrano le particelle di cibo presenti in sospensione, e la espellono tramite un sifone esalante. Presenta una conchiglia triangolare o a forma di D, generalmente di colore variabile dal giallastro al marrone scuro, spesso caratterizzata da striature a bande irregolari chiare e scure, da cui deriva il nome comune "cozza zebrata". Può raggiungere le dimensioni massime di 5 centimetri[6].
Ciclo vitale e riproduzione
Dreissena polymorpha è una specie gonocorica a fecondazione esterna. La riproduzione avviene generalmente durante la stagione calda, quando la temperatura dell'acqua supera i 12 °C. Le femmine rilasciano nell'acqua grandi quantità di uova, che vengono fecondate dagli spermatozoi emessi dai maschi. Una femmina adulta può produrre da 30.000 a 40.000 uova in ogni ciclo riproduttivo e oltre 1 milione ogni anno[7]. Dopo la schiusa, le larve planctoniche (veliger) rimangono in sospensione nella colonna d'acqua per diverse settimane prima di fissarsi stabilmente a un substrato mediante filamenti bissali. L'elevata fecondità contribuisce al successo invasivo della specie: una singola femmina può produrre centinaia di migliaia di uova per stagione riproduttiva, favorendo una rapida colonizzazione dei nuovi ambienti[8].
Predatori
Nonostante la robusta conchiglia, Dreissena polymorpha è predato da diverse specie di pesci, uccelli acquatici e crostacei. Tra i principali predatori figurano alcuni pesci bentivori, come ciprinidi e persici, che possono consumare individui giovani o di piccole dimensioni, oltre ad anatre tuffatrici e altri uccelli acquatici specializzati nella ricerca di organismi bentonici. Anche alcuni invertebrati predatori, come crostacei decapodi e grossi gasteropodi carnivori, possono contribuire alla mortalità della specie, soprattutto negli stadi giovanili. Tuttavia, nei territori invasi i predatori locali spesso non esercitano una pressione predatoria sufficiente a limitarne efficacemente la crescita demografica, sia per l'assenza di predatori altamente specializzati sia per la rapidità del ciclo riproduttivo e l'elevata densità delle colonie, che rendono la specie difficilmente controllabile attraverso la sola predazione naturale[9][10].
Usi
Nei Paesi Bassi la capacità filtrante di Dreissena polymorpha è stata oggetto di studi e applicazioni sperimentali finalizzati al miglioramento della qualità delle acque. La specie è infatti in grado di rimuovere dall'acqua grandi quantità di fitoplancton, particelle sospese e nutrienti associati, contribuendo in alcuni contesti ad aumentare la trasparenza delle acque e a contrastare fenomeni di eutrofizzazione. Tuttavia, tali benefici devono essere valutati alla luce dei potenziali impatti ecologici associati alla diffusione della specie. Questo fenomeno modifica infatti la disponibilità di nutrienti e può determinare cambiamenti nella struttura delle comunità biologiche presenti nell'ecosistema[11][12].
Le cozze zebrate sono impiegate come bioindicatori per il monitoraggio della qualità ambientale e per la valutazione dei rischi associati all'inquinamento delle acque. Studi sperimentali hanno dimostrato che l'esposizione delle cellule branchiali di Dreissena polymorpha a contaminanti rappresentativi dell'inquinamento idrico può causare danni al DNA, evidenziati dalla formazione di 8-oxodG e da rotture dei filamenti di DNA[13].
Impatto ecologico
Sebbene l'attività filtrante della specie possa aumentare la trasparenza delle acque e produrre effetti ritenuti vantaggiosi in alcuni contesti, la comunità scientifica la considera generalmente una delle specie invasive più problematiche a causa delle profonde alterazioni che può causare agli ecosistemi acquatici. È inserito infatti nell'elenco delle 100 specie invasive più dannose al mondo.
Le sue dense colonie possono ricoprire il fondale e le superfici sommerse, alterando profondamente gli ecosistemi acquatici. La specie compete con i molluschi bivalvi autoctoni per il cibo e lo spazio disponibile, contribuendo in alcuni casi alla diminuzione delle popolazioni indigene[14].
Impatto economico
La colonizzazione di condotte, prese d'acqua, impianti industriali e centrali idroelettriche rappresenta uno degli effetti economici più rilevanti associati alla diffusione di Dreissena polymorpha. Gli individui si aggregano formando incrostazioni che possono ridurre il flusso dell'acqua e richiedere costosi interventi di manutenzione e pulizia[15].
I costi sostenuti per il controllo e la gestione della specie invasiva sono stati stimati in centinaia di milioni di dollari in Nord America, dove la cozza zebrata si è diffusa rapidamente a partire dalla fine degli anni ottanta del XX secolo[16].
Prevenzione
La diffusione di Dreissena polymorpha è favorita dal trasporto involontario degli individui adulti e delle larve attraverso imbarcazioni, rimorchi, attrezzature da pesca e altri materiali entrati in contatto con acque infestate. Gli esemplari adulti possono infatti aderire saldamente alle superfici mediante filamenti bissali e sopravvivere fuori dall'acqua per diversi giorni mantenendo chiuse le valve[17][18][19].
Per limitare la dispersione della specie, numerosi programmi di gestione prevedono procedure di decontaminazione delle imbarcazioni e delle attrezzature acquatiche, basate sull'ispezione, la rimozione di organismi e materiali biologici aderenti, il drenaggio delle acque residue e l'impiego di trattamenti termici o chimici. Un ulteriore vettore di diffusione è rappresentato dal commercio di organismi acquatici destinati all'acquariofilia. Nel 2021, ad esempio, esemplari di cozza zebrata sono stati rinvenuti associati a colonie di alghe Aegagropila linnaei, determinando campagne di richiamo e decontaminazione in diversi Paesi[20][21].
Le misure di controllo comprendono inoltre il monitoraggio precoce delle infestazioni, la limitazione del trasporto accidentale della specie e l'adozione di sistemi di prevenzione nelle infrastrutture idriche maggiormente esposte alla colonizzazione. Studi condotti in alcuni bacini idrici hanno evidenziato che particolari caratteristiche fisico-chimiche dell'acqua possono ostacolare l'insediamento e la riproduzione della specie. La comprensione dei fattori ambientali che ne limitano la diffusione è considerata uno strumento utile per la protezione degli ecosistemi acquatici vulnerabili[4][22].
Galleria d'immagini
Primo piano del sifone
Variazioni della conchiglia
Cartello informativo che consiglia ai diportisti (chi usa imbarcazioni da diporto) su come prevenire la diffusione, presso il Titicus Reservoir a North Salem, New York. Invita a pulire, svuotare e asciugare l'imbarcazione.
Le cozze zebrate si possono comunemente trovare sui relitti navali. Nella foto il relitto del piroscafo Florida nel lago Huron.
Correntometro nel lago Michigan con cozze zebrate attaccate
Cambiamenti nella distribuzione spaziale di alcune specie di pesci nelle zone litorale (1), sublitorale (2) e pelagica (3) del lago Pleščeevo prima (a, c) e dopo (b, d) l'introduzione delle cozze zebrate
Note
- ↑ La cozza zebrata, un super-filtro che porta più danni che benefici, su Inchieste - la Repubblica. URL consultato il 18 giugno 2026.
- ↑ Cozza zebrata, su researchgate.net.
- ↑ (EN) Rosenberg, G.; Huber, M. (2014), Dreissena polymorpha, in WoRMS (World Register of Marine Species).
- 1 2 (EN) Kelsie Meystedt, Bommanna G Loganathan e Susan P. Hendricks, Dissolved Calcium in Kentucky Lake and Its Watershed: Trends and Possible Sources and Implications for Zebra Mussel Colonization, 9 ottobre 2023, DOI:10.20944/preprint. URL consultato il 25 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2026).
- ↑ Daniel Simberloff e Marcel Rejmánek, Encyclopedia of biological invasions, collana Encyclopedias of the natural world, University of California press, 2011, ISBN 978-0-520-26421-2.
- ↑ LIGHT, GRAVITY AND CONSPECIFICS AS CUES TO SITE SELECTION AND ATTACHMENT BEHAVIOUR OF JUVENILE AND ADULT DREISSENA POLYMORPHA PALLAS, 1771, su academic.oup.com.
- ↑ (EN) Zebra Mussels, su dgif.virginia.gov. URL consultato il 18 giugno 2026 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2014).
- ↑ Dreissena polymorpha (zebra mussel), su Animal Diversity Web. URL consultato il 18 giugno 2026.
- ↑ Predation by the invasive American signal crayfish, Pacifastacus leniusculus Dana, on the invasive zebra mussel, Dreissena polymorpha Pallas: The potential for control and facilitation, su researchgate.net.
- ↑ (EN) Long-term population dynamics of dreissenid mussels (Dreissena polymorpha and D. rostriformis): A cross-system analysis | U.S. Geological Survey, su usgs.gov. URL consultato il 18 giugno 2026.
- ↑ Grazing on colonial and filamentous, toxic and non-toxic cyanobacteria by the zebra mussel Dreissena polymorpha, su researchgate.net.
- ↑ Strayer DL, Twenty years of zebra mussels: lessons from the mollusk that made headlines, in Frontiers in Ecology and the Environment, vol. 7, n. 3, 2009, pp. 135–141.
- ↑ Cécile Michel e Françoise Vincent-Hubert, DNA oxidation and DNA repair in gills of zebra mussels exposed to cadmium and benzo(a)pyrene, in Ecotoxicology (London, England), vol. 24, n. 9, 2015-11, pp. 2009–2016, DOI:10.1007/s10646-015-1536-3. URL consultato il 18 giugno 2026.
- ↑ Karatayev AY, Burlakova LE, Padilla DK, Impacts of zebra mussels on aquatic communities and ecosystems, in Hydrobiologia, vol. 480, 2002, pp. 433–446.
- ↑ What are zebra mussels and why are they a problem?, su United States Geological Survey. URL consultato il 18 giugno 2026.
- ↑ Pimentel D, Zuniga R, Morrison D, Update on the environmental and economic costs associated with alien-invasive species in the United States, in Ecological Economics, vol. 52, n. 3, 2005, pp. 273–288.
- ↑ (EN) Help stop the spread of zebra mussels, su Mass.gov. URL consultato il 18 giugno 2026 (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2026).
- ↑ Zebra Mussel, su Stop Aquatic Hitchhikers. URL consultato il 18 giugno 2026.
- ↑ (EN) How can the spread of zebra mussels be prevented? | U.S. Geological Survey, su usgs.gov, 29 ottobre 2021. URL consultato il 18 giugno 2026.
- ↑ (EN) Zebra Mussel Disposal Instructions | FWS.gov, su fws.gov, 26 aprile 2021. URL consultato il 18 giugno 2026.
- ↑ (EN) Invasive Zebra Mussels Found in Pet Stores in 21 States | U.S. Geological Survey, su usgs.gov. URL consultato il 18 giugno 2026.
- ↑ (EN) Sarah Bowman, Have an aquarium? Here are the 5 things to know about invasive zebra mussels in moss balls, su The Indianapolis Star. URL consultato il 18 giugno 2026.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) ITIS Standard Report Page: Dreissena polymorpha, in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 10/06/2008.
- (EN) Catalogue of Life: Dreissena polymorpha, su catalogueoflife.org. URL consultato il 16/05/2011.
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh88021198 · GND (DE) 4189069-3 · BNF (FR) cb156184960 (data) · J9U (EN, HE) 987007546395105171 |
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