Eleutherodactylus coqui
| Coquí comune | |
|---|---|
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| Stato di conservazione | |
![]() Rischio minimo[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Superphylum | Deuterostomia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Infraphylum | Gnathostomata |
| Superclasse | Tetrapoda |
| Classe | Amphibia |
| Sottoclasse | Lissamphibia |
| Ordine | Anura |
| Famiglia | Eleutherodactylidae |
| Genere | Eleutherodactylus |
| Specie | E. coqui |
| Nomenclatura binomiale | |
| Eleutherodactylus coqui Thomas, 1966 | |
Il coquí comune (Eleutherodactylus coqui Thomas, 1966) è una rana appartenente alla famiglia Eleutherodactylidae, originaria di Porto Rico.[2]
Il nome deriva dalla trascrizione onomatopeica del verso del coquí maschio. Il coquí comune è così importante nella cultura portoricana tanto da essere diventato il simbolo nazionale non ufficiale.
È inserita nell'elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo.
Tassonomia
Il coquí comune è stato descritto come una nuova specie per la scienza da Richard Thomas. Appartiene al genere Eleutherodactylus, il cui nome in greco significa "dita libere". Il genere comprende numerose specie distribuite negli Stati Uniti meridionali, in America centrale, in America meridionale e nei Caraibi. Fa parte dell'ordine Anura, che include tutte le rane e i rospi. Il coquí comune è strettamente imparentato con altri membri della famiglia Eleutherodactylidae, tra cui Eleutherodactylus jasperi e Eleutherodactylus portoricensis. Questa classificazione tassonomica riflette le relazioni evolutive tra il coquí comune e le altre specie del regno animale[3].
Morfologia e durata della vita
I coquí maschi adulti misurano, dalla punta del muso alla cloaca, tra 30 e 37 mm, con una media di circa 34 mm, mentre le femmine adulte misurano tra 36 e 52 mm, con una media di circa 41 mm. L'altitudine dell'habitat influisce sulle dimensioni degli individui: nelle aree più elevate i coquí tendono a essere più grandi. Le differenze dimensionali tra maschi e femmine sono dovute al maggiore dispendio energetico dei maschi durante le attività riproduttive[4].
I coquí presentano una colorazione marrone fangosa sul dorso, con motivi marmorizzati, fianchi color ruggine o marrone chiaro e ventre grigio chiaro. Essendo rane arboricole, possiedono cuscinetti adesivi sulla punta delle dita che consentono loro di aderire a superfici umide o scivolose[5]. Non hanno piedi palmati e non sono adatti al nuoto.
La durata di vita massima conosciuta del coquí comune in natura è di circa sei anni, anche se la maggior parte degli individui adulti non supera il primo anno di vita. La specie è generalmente considerata caratterizzata da una vita relativamente breve. Studi sulla dinamica delle popolazioni hanno evidenziato un elevato tasso di mortalità, con solo una piccola percentuale di individui che raggiunge l'età adulta. Questa mortalità è probabilmente causata da diversi fattori, tra cui la predazione, le malattie e la competizione per le risorse[6][7].
Morfologia evolutiva
Uno studio condotto nel 2008 ha analizzato la variazione spaziale e temporale dei modelli di colorazione nelle popolazioni di coquí del nord-est di Porto Rico. I ricercatori hanno esaminato quasi diecimila esemplari catturati in nove località nell'arco di 25 anni. Sono stati identificati ventuno diversi modelli di colorazione, tra cui strisce longitudinali, barre e macchie. Sono emerse differenze significative tra le varie località: le strisce longitudinali risultavano più comuni nelle praterie, mentre i motivi a macchie e barre erano più frequenti nelle aree forestali. L'analisi ha inoltre mostrato cambiamenti nelle frequenze dei diversi modelli subito dopo il passaggio dell'uragano Hugo, suggerendo che il polimorfismo della colorazione sia influenzato dalle grandi perturbazioni ambientali. I ricercatori hanno ipotizzato che tale variabilità venga mantenuta, almeno in parte, dall'adattamento all'habitat locale favorito dalla pressione selettiva esercitata dai predatori visivi. Il coquí è preda di numerosi vertebrati e invertebrati. Lo studio ha approfondito le strategie evolutive legate alle variazioni di colore e disegno corporeo che contribuiscono a ridurre il rischio di predazione. In questo contesto sono stati discussi il mimetismo, la colorazione criptica e i motivi dirompenti, tutti elementi che influenzano le interazioni tra predatore e preda. Gli studiosi hanno proposto che il polimorfismo osservato nei coquí sia il risultato della selezione esercitata principalmente da predatori visivi, in particolare gli uccelli, che sviluppano specifiche strategie di ricerca e riconoscimento delle loro prede anfibie. Sono stati inoltre considerati altri fattori che possono influenzare la presenza di molteplici modelli di colorazione, come la selezione apostatica (un meccanismo evolutivo in cui i predatori cacciano selettivamente le prede più comuni o visibili, ignorando quelle rare) e l'adattamento agli habitat locali. Secondo gli autori, questi fattori, insieme alla probabile ereditarietà dei diversi modelli, contribuiscono al mantenimento della grande varietà di colorazioni presente nelle popolazioni di coquí[8].
Habitat naturale e habitat invasivi
Distribuzione nativa
La specie è originaria delle isole di Porto Rico, Vieques e Culebra ed è stata introdotta nelle Isole Vergini, nella Repubblica Dominicana, in Florida e alle Hawaii[9][10]. La densità della popolazione varia in base alla stagione e al tipo di habitat. Generalmente, il numero di individui aumenta durante la seconda metà della stagione delle piogge e diminuisce durante la stagione secca. La specie è considerata un generalista dell'habitat, poiché può vivere in una grande varietà di ambienti, tra cui foreste umide a latifoglie, zone montuose e aree urbane. Può essere osservata all'interno delle Bromeliaceae, nelle cavità degli alberi e sotto tronchi, rocce o detriti. Poiché non necessita di specchi d'acqua per la riproduzione, il coquí può occupare habitat situati a diverse altitudini, purché sia presente un livello sufficiente di umidità. A Porto Rico si trova dal livello del mare fino a circa 1200 metri di altitudine. Gli adulti tendono generalmente a vivere a quote più elevate rispetto ai giovani esemplari. I coquí convivono spesso con l'uomo e, grazie alla loro elevata capacità di adattamento, possono essere trovati frequentemente in abitazioni, giardini e parchi. Occupano sia habitat naturali sia ambienti modificati dall'attività umana, comprese le foreste montane e le foreste secche. All'interno delle foreste sono presenti soprattutto nel sottobosco, ma possono essere rinvenuti a tutte le altezze della vegetazione fino alla chioma degli alberi[11].
Distribuzione delle popolazioni invasive
Si ritiene che sia arrivato alla fine degli anni Ottanta come passeggero involontario all'interno di piante ornamentali in vaso e che si sia rapidamente diffuso nelle quattro principali isole dell'arcipelago. Nelle aree invase può raggiungere densità superiori a novantamila individui per ettaro, quasi cinque volte maggiori rispetto a quelle osservate nel suo areale originario. Questo successo è probabilmente favorito dall'assenza di molti predatori naturali, dalla ridotta competizione con altre specie e dall'abbondante disponibilità di cibo. Alle Hawaii il coquí è stato osservato fino a circa 1170 metri di altitudine. In passato era stato introdotto anche nella Repubblica Dominicana e negli Stati americani della Louisiana e della Florida, ma queste popolazioni sono state successivamente eradicate[12].
Nelle zone in cui la densità supera cinquantamila individui per ettaro, i coquí possono consumare ogni notte centinaia di migliaia di invertebrati. Per questo motivo le Hawaii sono preoccupate sia per gli impatti ecologici sia per quelli economici causati dalla specie. Attualmente la gestione del coquí comporta costi annuali di diversi milioni di dollari. La diffusione dell'anfibio è avvenuta principalmente attraverso il commercio di piante ornamentali. Di conseguenza, molti consumatori evitano di acquistare piante provenienti da vivai potenzialmente infestati. Per contrastare il problema, numerosi vivai hanno introdotto procedure di quarantena e disinfestazione. La presenza del coquí può influire anche sul valore degli immobili nelle aree residenziali. Il suo caratteristico richiamo, che può raggiungere livelli sonori molto elevati, viene infatti percepito da alcuni residenti come un disturbo, soprattutto nelle ore notturne[13][14][15].
Alimentazione
Il coquí comune è un predatore notturno generalista che si nutre principalmente di invertebrati. In alcune aree, una popolazione può consumare complessivamente oltre 100.000 invertebrati per ettaro ogni notte. La dieta varia in base all'età e alle dimensioni dell'animale, ma è costituita soprattutto da artropodi. I giovani si alimentano prevalentemente di prede di piccole dimensioni, come le formiche, mentre gli adulti consumano una gamma più ampia di organismi, tra cui ragni, falene, grilli, chiocciole e persino piccole rane. Il coquí è un predatore che adotta una strategia di caccia "all'agguato": rimane immobile in attesa che una preda passi nelle vicinanze e la cattura. In alcuni casi, i maschi possono consumare parte delle uova della propria covata. Questo comportamento sembra fornire un apporto energetico supplementare durante il periodo in cui sorvegliano il nido. Gli studi hanno inoltre evidenziato differenze tra i maschi che emettono il tipico richiamo territoriale e quelli silenziosi. I maschi che vocalizzano si alimentano meno frequentemente, probabilmente perché dedicano una parte considerevole del loro tempo alla difesa del territorio e all'attrazione delle femmine[16].
Impatto ecologico nell'areale nativo
Esperimenti condotti nel complesso di bacini idrografici sperimentali chiamato Bisley, a Porto Rico, hanno analizzato l'influenza del coquí comune sugli ecosistemi forestali tropicali. Le ricerche hanno valutato gli effetti della specie sulle popolazioni di invertebrati, sul consumo delle piante da parte degli erbivori, sulla crescita della vegetazione e sulla decomposizione della lettiera forestale. I risultati hanno mostrato che la presenza del coquí determina una significativa diminuzione degli invertebrati presenti nella vegetazione e una forte riduzione dei danni causati dagli insetti erbivori alle piante. È stata inoltre osservata una maggiore produzione di fogliame e un'accelerazione dei processi di decomposizione del materiale vegetale sul suolo forestale. Questi risultati evidenziano il ruolo ecologico fondamentale del coquí come predatore vertebrato capace di influenzare le comunità di invertebrati e il ciclo dei nutrienti nelle foreste tropicali. La specie contribuisce quindi al mantenimento dell'equilibrio ecologico e al funzionamento degli ecosistemi in cui è naturalmente presente[17].
Impatto della dieta delle popolazioni invasive sugli ecosistemi locali
Diversi studi hanno esaminato il comportamento alimentare delle popolazioni invasive di coquí nelle Hawaii e il loro possibile impatto sulle comunità di invertebrati locali. I ricercatori hanno analizzato centinaia di esemplari provenienti da numerose località, confrontando le preferenze alimentari di giovani, maschi adulti e femmine adulte. Sono stati inoltre studiati i diversi microhabitat utilizzati dagli animali e la composizione delle prede consumate. I risultati hanno evidenziato differenze significative tra le varie fasi della vita. I giovani tendono a occupare più frequentemente le foglie della vegetazione e consumano un numero maggiore di prede, mostrando una dieta più diversificata rispetto agli adulti. Gli adulti, invece, si distribuiscono più uniformemente tra foglie e tronchi degli alberi. L'analisi del contenuto dello stomaco ha mostrato che alcuni gruppi di invertebrati, come formiche e anfipodi, sono presenti in proporzioni superiori rispetto alla loro disponibilità nell'ambiente, suggerendo una vera e propria preferenza alimentare. Lo studio ha concluso che molte specie di invertebrati endemici delle Hawaii potrebbero essere particolarmente vulnerabili alla predazione del coquí. Di conseguenza, la diffusione di questa rana invasiva potrebbe alterare la composizione delle comunità locali e influenzare gli equilibri ecologici degli ecosistemi insulari[18].
Comportamento
Il coquí comune è un anfibio prevalentemente notturno e il suo comportamento è fortemente influenzato dalle condizioni ambientali, in particolare dal livello di umidità. Quando l'umidità aumenta durante la notte, gli individui emergono dai loro rifugi e iniziano a salire verso la chioma degli alberi. Al contrario, quando l'umidità diminuisce, tendono a spostarsi verso livelli più bassi della vegetazione, dove l'ambiente rimane più umido. I giovani coquí vivono principalmente nel sottobosco durante i periodi più secchi, rifugiandosi sulle foglie. Queste offrono protezione dai predatori e da altri potenziali pericoli. Con la crescita e il raggiungimento dell'età adulta, gli individui si spostano progressivamente verso la chioma forestale, adottando i movimenti verticali associati alle variazioni di umidità[19].

Uno studio comparativo sul comportamento di diverse specie del genere Eleutherodactylus ha esaminato la relazione tra perdita d'acqua corporea e capacità di salto. I ricercatori hanno osservato che le prestazioni locomotorie diminuiscono all'aumentare della disidratazione e del tempo trascorso in condizioni aride. La ricerca ha confrontato il coquí comune con il coquí di Porto Rico (Eleutherodactylus cooki). Sebbene il coquí comune mostri una perdita d'acqua leggermente superiore e una minore resistenza cutanea rispetto al coquí di Porto Rico, tali differenze non sono sufficienti a spiegare la diversa distribuzione geografica delle due specie. Gli autori hanno quindi suggerito che il successo del coquí comune negli ambienti più secchi sia legato soprattutto ad adattamenti comportamentali piuttosto che a particolari caratteristiche fisiologiche[20].
Studi sul rapporto tra habitat e comportamento
Una ricerca condotta nel 2003 ha analizzato quantitativamente le preferenze ambientali degli individui adulti e giovani di Eleutherodactylus coqui all'interno della Luquillo Experimental Forest, una foresta subtropicale umida dove questa specie rappresenta l'anfibio notturno più abbondante. Lo studio ha dimostrato che il coquí utilizza gran parte degli habitat disponibili, ma che adulti e giovani mostrano preferenze differenti riguardo alle specie vegetali, agli elementi strutturali dell'ambiente e all'altezza rispetto al suolo. L'analisi ha evidenziato che gli adulti e i giovani presentano associazioni opposte con alcune specie vegetali della foresta, come Prestoea montana e Heliconia caribaea. Gli adulti tendono a evitare le foglie come substrato diretto e mostrano una preferenza per la lettiera forestale, mentre i giovani manifestano il comportamento opposto. Sono state inoltre osservate differenze nella distribuzione verticale. Gli adulti risultano distribuiti più uniformemente nella vegetazione e preferiscono altezze intorno a un metro dal suolo, mentre i giovani si concentrano maggiormente nelle zone più vicine al terreno. Le analisi statistiche hanno mostrato che la distribuzione degli individui non è casuale: il coquí seleziona specifici habitat e microhabitat in base all'età e alle esigenze ecologiche. Questi risultati indicano che il comportamento spaziale della specie è strettamente legato alle caratteristiche dell'ambiente e rappresenta un importante adattamento alla vita nelle foreste tropicali[21].
Comportamento nelle aree invasive
Uno studio ha analizzato le densità di popolazione di Eleutherodactylus coqui nelle aree recentemente colonizzate delle Hawaii, confrontandole con quelle osservate nel suo areale originario a Porto Rico. L'obiettivo era comprendere le ragioni della rapida espansione della specie e delle elevate densità raggiunte negli ambienti invasi. I ricercatori hanno utilizzato tecniche di cattura, marcatura e ricattura degli individui, insieme a misurazioni dell'intensità sonora dei cori notturni prodotti dai maschi. Le aree di studio comprendevano diversi siti delle Hawaii orientali, oltre a zone monitorate a lungo termine a Porto Rico. I risultati hanno evidenziato che le popolazioni hawaiane, in particolare quelle presenti nel parco pubblico Lava Tree State Monument, raggiungono densità molto più elevate rispetto alle popolazioni native. In alcune località la densità stimata era circa tre volte superiore a quella registrata a Porto Rico. In un sito recentemente colonizzato, i ricercatori hanno osservato una popolazione in rapida crescita, inizialmente caratterizzata da un basso numero di giovani individui. Questo dato suggerisce che il coquí sia in grado di stabilire popolazioni riproduttive stabili nell'arco di uno o due anni dall'introduzione. Inoltre, il rapporto tra i sessi risultava sbilanciato a favore dei maschi. Uno degli aspetti più rilevanti emersi dallo studio riguarda la quasi totale assenza di predatori efficaci nelle Hawaii. Questa condizione sembra favorire notevolmente la crescita della popolazione, consentendo alla specie di raggiungere densità eccezionalmente elevate. Anche la presenza di numerosi rifugi e l'abbondanza di risorse alimentari contribuiscono al successo dell'invasione. Le misurazioni dell'intensità sonora hanno mostrato che molte aree delle Hawaii orientali sono caratterizzate da cori notturni estremamente intensi. Ciò indica non solo l'elevata abbondanza della specie, ma anche la possibilità di una futura espansione verso nuove aree. Secondo gli autori, il coquí sta modificando in modo significativo le dinamiche ecologiche degli ecosistemi hawaiani. Oltre a trasformare il paesaggio sonoro delle foreste con il suo caratteristico richiamo, la specie altera anche le relazioni ecologiche tra predatori e prede, esercitando una forte pressione sulle comunità di artropodi locali. L'assenza di nemici naturali e le condizioni ambientali favorevoli hanno quindi permesso a questa rana di raggiungere livelli di abbondanza molto superiori a quelli osservati nel suo habitat originario[22].
Riproduzione
Il coquí comune si riproduce durante tutto l'anno, anche se l'attività riproduttiva raggiunge il suo massimo durante la stagione delle piogge. Le femmine depongono generalmente da sedici a quaranta uova per covata e possono riprodursi più volte nel corso dell'anno, con intervalli di circa due mesi tra una deposizione e l'altra. A differenza della maggior parte delle rane, Eleutherodactylus coqui presenta fecondazione interna. Gli embrioni si sviluppano all'interno di grandi uova ricche di tuorlo, che forniscono tutte le sostanze nutritive necessarie fino alla schiusa. Le uova vengono sorvegliate dai maschi, che le proteggono da predatori come altri coquí e alcune specie di chiocciole. Il periodo di sviluppo embrionale dura generalmente da diciassette a ventisei giorni, mentre il raggiungimento della maturità sessuale richiede circa otto mesi[23].


Le uova vengono deposte sulle foglie delle palme o di altre piante terrestri e, talvolta, anche in nidi di uccelli abbandonati. Tra le specie che possono condividere i siti di nidificazione con il coquí vi sono la cereba gialla, il ciuffolotto portoricano (Melopyrrha portoricensis) e il todo portoricano (Todus mexicanus). Questo particolare sistema riproduttivo consente alla specie di vivere in foreste, montagne e altri ambienti terrestri senza dipendere direttamente da corpi d'acqua. Le uova vengono infatti deposte sulla terraferma e lo sviluppo avviene senza il classico stadio larvale acquatico. Il coquí presenta infatti uno sviluppo diretto: non esiste una fase di girino libero nell'acqua. Gli arti si formano all'interno dell'uovo e dalla schiusa emerge una piccola rana completamente formata e autonoma, dotata soltanto di una minuscola coda che viene riassorbita poco dopo la nascita. Questa strategia riproduttiva ha contribuito al successo della specie come colonizzatrice degli ambienti tropicali terrestri. Per uscire dall'uovo, i piccoli utilizzano un "dente dell'uovo", una struttura temporanea tipica del genere Eleutherodactylus. I giovani raggiungono generalmente la maturità riproduttiva entro il primo anno di vita. Sia i maschi sia le femmine difendono il nido dagli intrusi attraverso salti, inseguimenti e occasionalmente morsi. Tuttavia, la cura parentale è svolta principalmente dai maschi. Essi proteggono le uova e contribuiscono a mantenerle umide grazie al contatto diretto con la pelle. Durante i periodi particolarmente secchi possono allontanarsi temporaneamente per assorbire umidità dall'ambiente e trasferirla successivamente alla covata[24].
Il richiamo e il comportamento territoriale
I maschi iniziano i richiami d'amore da posizioni sopraelevate rispetto al terreno. Il canto del coquí svolge una duplice funzione: attrarre le femmine e delimitare il territorio. Quando un maschio entra nel territorio di un altro individuo può iniziare a cantare come forma di sfida. In questi casi si sviluppano spesso veri e propri "duelli vocali", che possono durare diversi minuti. I due contendenti alternano i loro richiami fino a quando uno dei due interrompe il ritmo: il maschio che cede viene considerato il perdente e abbandona il territorio senza che si verifichi uno scontro fisico. Questo comportamento è osservabile anche tra specie diverse di coquí, ciascuna caratterizzata da richiami specifici e riconoscibili[25].
Fattori che influenzano il successo riproduttivo

Uno studio condotto nella Luquillo Experimental Forest e presso la El Verde Field Station ha analizzato la fenologia riproduttiva e i fattori che influenzano il successo riproduttivo della specie. I risultati hanno mostrato che il coquí si riproduce durante tutti i mesi dell'anno, ma con una marcata stagionalità. L'attività vocale e la deposizione delle uova diminuiscono durante la stagione secca, mentre aumentano con l'arrivo delle piogge e raggiungono il massimo nel periodo più umido dell'anno. Sia le precipitazioni sia la temperatura risultano positivamente correlate all'attività riproduttiva. Per quanto riguarda i maschi, il successo nell'accoppiamento dipende soprattutto dall'intensità dell'attività di richiamo. I maschi che partecipano più attivamente ai cori notturni tendono ad accoppiarsi più frequentemente. Lo studio non ha trovato prove che gli individui più grandi abbiano un vantaggio significativo nella riproduzione. Al contrario, la capacità di mantenere un'elevata attività vocale sembra essere il fattore più importante. Nelle femmine, la dimensione della covata è strettamente collegata alla dimensione corporea: le femmine più grandi producono generalmente un numero maggiore di uova. Inoltre, il successo della schiusa dipende in larga misura dalla qualità del sito di nidificazione e dalle cure parentali offerte dal maschio. I risultati suggeriscono che la scelta del partner da parte delle femmine sia fortemente influenzata dalla capacità del maschio di proteggere le uova e dalla qualità del nido che occupa. Di conseguenza, le cure parentali rappresentano un elemento chiave del successo riproduttivo del coquí comune[26].
Strategie di gestione delle popolazioni invasive
Le strategie di gestione del coquí comune nelle aree in cui è stato introdotto, come le Hawaii, hanno l'obiettivo di controllarne la diffusione e ridurne l'impatto sugli ecosistemi locali. Tra le principali misure preventive vi è il divieto di trasporto intenzionale degli animali e l'applicazione di trattamenti con acqua calda alle piante ornamentali. Questi trattamenti consentono di eliminare uova, giovani e adulti eventualmente presenti sulle piante, riducendo il rischio che la specie venga diffusa attraverso il commercio florovivaistico. Per il controllo diretto delle popolazioni vengono utilizzati diversi metodi. La cattura manuale può risultare efficace nelle aree dove la presenza della specie è ancora limitata. In contesti più estesi sono stati sperimentati anche sistemi di controllo chimico, tra cui soluzioni a base di caffeina e acqua. Un'altra sostanza proposta è l'acido citrico, anche se la sua efficacia non è stata dimostrata in modo definitivo. Le strategie di gestione continuano a evolversi e vengono costantemente sviluppati nuovi approcci per limitare l'espansione della specie e ridurne gli effetti sugli ecosistemi invasi[27].
Predatori nelle aree invase

Nelle foreste hawaiane alcuni ricercatori hanno studiato le possibili interazioni tra il coquí invasivo e i predatori introdotti presenti nell'arcipelago. Una ricerca condotta presso il Lava Tree State Park ha esaminato il ruolo di tre specie introdotte: i ratti, la mangusta minore indiana e il rospo delle canne. Contrariamente alle aspettative iniziali, i ratti, nonostante siano animali notturni e in parte arboricoli, non sono risultati predatori significativi del coquí. Le analisi della loro dieta hanno mostrato che si nutrono principalmente di materiale vegetale. Questo suggerisce che la presenza del coquí non abbia un impatto rilevante sulle popolazioni di ratti e che questi ultimi non rappresentino un importante fattore di controllo biologico della rana invasiva. Risultati diversi sono emersi per la mangusta indiana minore. Sebbene sia un animale prevalentemente diurno e non particolarmente abile nell'arrampicarsi sugli alberi, lo studio ha dimostrato che può predare opportunisticamente il coquí. In alcune aree, una parte significativa della biomassa alimentare delle manguste era costituita proprio da questi anfibi. Ciò suggerisce che la mangusta possa contribuire, almeno in parte, alla regolazione delle popolazioni invasive di coquí. Per quanto riguarda il rospo delle canne, la ricerca non ha trovato prove di predazione nei confronti del coquí. Di conseguenza, questa specie non sembra svolgere alcun ruolo significativo nel controllo delle popolazioni invasive. Nel complesso, gli studi indicano che l'assenza di predatori naturali efficaci rappresenta una delle principali ragioni del successo invasivo del coquí nelle Hawaii. Sebbene alcune specie introdotte possano occasionalmente predarlo, nessuna sembra esercitare una pressione sufficiente a limitarne significativamente l'espansione[28].
Nella cultura di massa
Il "verso" della rana coquí è stato utilizzato per realizzare la colonna sonora dei titoli di coda del terzo episodio di Daredevil - Rinascita.[29]
Note
- ↑ (EN) Hedges, B., Joglar, R., Thomas, R., Powell, R. & Rios-López, N. , 2009, Eleutherodactylus coqui, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 21 dicembre 2014.
- ↑ (EN) Frost D.R. et al., Eleutherodactylus coqui Thomas, 1966, in Amphibian Species of the World: an Online Reference. Version 6.2, New York, American Museum of Natural History, 2023. URL consultato il 21 dicembre 2014.
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- ↑ (EN) Enviroliteracy Team, How long do coquis live for?, su The Environmental Literacy Council, 10 aprile 2025. URL consultato il 18 giugno 2026.
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- ↑ (ES) Parques Nacionales Naturales de Colombia, Listado oficial de especies invasoras para Colombia | Parques Nacionales Naturales de Colombia, su old.parquesnacionales.gov.co. URL consultato il 18 giugno 2026.
- ↑ Kraus, Fred; Campbell, Earl W.; Allison, Allen; Pratt, Thane (1999). "Eleutherodactylus Frog Introductions to Hawaii" (PDF). Herpetological Review. 30 (1): 21–25.
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- ↑ Synergy International Limited (http://www.synergy.co.nz), issg Database: Ecology of Eleutherodactylus coqui, su www.issg.org. URL consultato il 18 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2016).
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- ↑ Hara et al (2010)
- ↑ Karen H. Beard e William C. Pitt, Potential Predators of an Invasive Frog (Eleutherodactylus coqui) in Hawaiian Forests, in Journal of Tropical Ecology, vol. 22, n. 3, 2006, pp. 345–347. URL consultato il 18 giugno 2026.
- ↑ (EN) Kevin Erdmann, White Tiger's MCU Replacement Is Already Being Set Up And 13 More Daredevil: Born Again Episode 3 Easter Eggs, su ScreenRant, 12 marzo 2025. URL consultato il 12 marzo 2025.
Bibliografia
- Karen H. Beard, Diet of the invasive frog, Eleutherodactylus coqui, in Hawaii in Copeia, 2007, pp. 281–291.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Eleutherodactylus coqui, su Catalogue of Life.
- (EN) Eleutherodactylus coqui, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Eleutherodactylus coqui, su ITIS.
- (EN, JA, FR, ES) Eleutherodactylus coqui, su Lista rossa IUCN.

