Flying Tiger Line
| Flying Tiger Line | |
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| Stato | |
| Fondazione | 25 giugno 1945 a Los Angeles |
| Chiusura | 7 agosto 1989 (fusione con FedEx Express) |
| Sede principale | Los Angeles |
| Settore | Trasporto aereo |
| Prodotti | Compagnia aerea |
| Compagnia aerea cargo | |
| Codice IATA | FT |
| Codice ICAO | FTL |
| Indicativo di chiamata | TIGER |
| Primo volo | 25 giugno 1945 |
| Ultimo volo | 7 agosto 1989 |
| Hub | |
| Flotta | 46 (nel 1988) |
| Voci di compagnie aeree presenti su Wikipedia | |
Flying Tiger Line, nota anche come Flying Tigers, è stata la prima compagnia aerea cargo degli Stati Uniti e un operatore di voli charter militari durante l'era della Guerra Fredda, sia per il trasporto di merci che di personale militare. Flying Tiger Line venne acquistata da Federal Express (FedEx) nel 1989.[1][2][3]
Storia
Fondazione e primi anni
La compagnia prese il suo nome dalle Tigri Volanti (in inglese The Flying Tigers), un gruppo aereo inviato dagli Stati Uniti nella Repubblica di Cina durante la seconda guerra mondiale, per aiutarla militarmente nella guerra contro il Giappone durante la seconda guerra sino-giapponese.[2][3] Il 24 giugno 1945, dopo essere tornati negli Stati Uniti a guerra finita, dieci ex piloti delle Tigri Volanti fondarono Flying Tiger Line (inizialmente come National Skyway Freight) utilizzando una flotta di 14 Budd RB Conestoga appartenuti in precedenza alla United States Navy.[4][5][6] Per fondare la compagnia i piloti fornirono metà dell'investimento iniziale, mentre la restante metà provenne dal magnate del petrolio californiano Samuel B. Mosher.[7] Per i successivi quattro anni, Flying Tiger Line trasportò posta aerea e merci varie in tutti gli Stati Uniti, fornendo anche rifornimenti, aiuti umanitari e armi ai militari statunitensi (sotto la guida di Douglas MacArthur) durante l'occupazione del Giappone.[2][3][7]

Nel 1949, il Civil Aeronautics Board (CAB) assegnò a Flying Tiger Line e Slick Airways un certificato per il trasporto di merci su rotte transcontinentali da Los Angeles e San Francisco (in California) a Boston, nel Massachusetts.[3][8] Poco dopo, la compagnia iniziò anche a prendere in leasing alcuni aerei di linea per organizzare voli charter transatlantici; la sua flotta comprendeva i Lockheed L-1049 Super Constellation, i Douglas DC-4 e i Douglas DC-6.[2][3]

Durante la guerra di Corea, gli aerei di Flying Tiger Line vennero noleggiati dallo United States Army per trasportare truppe e rifornimenti dagli Stati Uniti all'Asia; successivamente, la compagnia firmò un contratto per il trasporto di merci verso Giappone, Cina e Sud-est asiatico.[2][3][9] Flying Tiger Line partecipò inoltre alla costruzione della Distant Early Warning Line, trasportando attrezzature e merci verso avamposti remoti in Canada settentrionale e Alaska.[9][10]
Nel 1961, la compagnia introdusse in flotta il Canadair CL-44, un aereo cargo dotato di coda basculante; grazie a questo aeromobile, Flying Tiger Line divenne una delle prime compagnie aeree al mondo a offrire un servizio di trasporto aereo cargo con dei pallet.[3][11]
L'era dei jet (anni '60 e '70)

Il 27 settembre 1965, Flying Tiger Line iniziò a operare il suo primo aereo a reazione, quando ricevette il primo dei quattro Boeing 707 che aveva ordinato (marche N322F).[2][3] Il 15 novembre dello stesso anno, un Boeing 707-300 della compagnia effettuò la prima circumnavigazione aerea della terra, passando per i poli (nord e sud), in 62 ore e 27 minuti; l'aereo trasportava carburante aggiuntivo in due serbatoi supplementari installati sotto la fusoliera e la cabina.[12][13] Nonostante il successo operativo riscontrato, il Boeing 707 rimase in flotta solo per pochi anni, venendo poi sostituito dal Douglas DC-8 (che aveva una maggiore capacità di carico). Il primo Douglas DC-8 di Flying Tiger Line, registrato come N779FT, fu consegnato alla compagnia il 26 giugno 1968, mentre gli altri 18 che aveva in ordine continuarono a essere ricevuti fino al 1972.[2][14]

Nel 1974, la compagnia prese in consegna il suo primo Boeing 747-100F; successivamente, nel 1979, Flying Tiger Line ricevette altri 747 della versione -200F, che all'epoca era l'aereo commerciale più pesante in circolazione (373.000 kg).[2][3] I 747 erano dotati di motori Pratt & Whitney JT9D-7Q e di un carrello d'atterraggio rinforzato, potendo trasportare in contemporanea anche 110.000 kg di carburante e 110.000 kg di carico.[2][3] Il ponte superiore dei Boeing 747 presentava 19 sedili utilizzati per trasportare addetti di carico/scarico delle merci, ingegneri di volo e meccanici, nonché piloti di riserva e assistenti di volo.[2][3]
Gli ultimi anni e la fusione con Federal Express (anni '80)

I voli charter di Flying Tigers trasportavano anche animali come cavalli da corsa purosangue inglesi; questi vennero trasportati dall'aeroporto di Londra Stansted (Inghilterra) alla Melbourne Cup (Australia), così come pecore e mucche per la produzione di latte verso paesi come Giappone e Thailandia.[2][3] Inoltre, Flying Tigers trasportò carichi speciali come le orche ospitate ai parchi marini SeaWorld e la torcia della Statua della Libertà.[2][3]
Alla metà degli anni '80, Flying Tigers operava voli di linea cargo verso 6 continenti e 58 paesi.[2][15] Dopo aver acquisito Seaboard World Airlines il 1° ottobre 1980, Flying Tigers superò Pan American World Airways, diventando la più grande compagnia aerea cargo al mondo.[3][16][17][18] Nel corso degli anni '70, la compagnia fornì servizi di trasporto aereo per conto di enti militari, operando i Douglas DC-8 tra la Travis Air Force Base (California) e il Giappone; inoltre, dopo aver ricevuto i Boeing 747, Flying Tigers iniziò a operare un volo tra la Clark Air Base (Filippine) e St. Louis (Missouri) con scali in Giappone, Alaska e Los Angeles.[2][3][9]

Alla sua massima espansione, Flying Tigers impiegava 251 assistenti di volo e poteva trasportare fino a 594 passeggeri sui 747, aerei dotati di una cabina allestita interamente in classe economica.[2][3] Per la compagnia lavoravano 998 piloti, con basi per gli equipaggi situate a Los Angeles, New York e Lockbourne (Ohio); la sede di Los Angeles ospitava anche una linea di manutenzione per gli aeromobili.[15] Flying Tigers produceva anche container aerei, alcuni dei quali paragonabili per dimensioni e forma all'AMJ Container utilizzato da FedEx Express.[3] La compagnia gestì inoltre un'etichetta discografica, la Happy Tiger Records, dal 1969 al 1971.[19][20]
Dopo la deregolazione del trasporto aereo (tramite l'Airline Deregulation Act del 1978), la crescente concorrenza colpì i profitti della compagnia; dopo alcuni tentativi di ricapitalizzazione falliti da parte di Tiger International (la società madre di Flying Tigers), la compagnia iniziò a registrare perdite nel 1981.[3][7][21] Nel dicembre 1988, a seguito delle difficoltà economiche riscontrate, l'amministratore delegato della compagnia Stephen Wolf vendette Flying Tigers a FedEx.[22][23] Infine, il 7 agosto 1989, FedEx Express incorporò interamente Flying Tigers nelle proprie attività.[1][2]
Altre iniziative
Metro International Airways (1981–1983)

Nel dicembre 1980, Flying Tigers chiese al Civil Aeronautics Board (CAB) di approvare il nome Metro International Airways (MIA) per utilizzarlo come marchio commerciale per i voli di linea passeggeri.[24] Il CAB autorizzò il nuovo brand nel febbraio 1981, a condizione che MIA avesse operato con aeromobili non più piccoli dei Douglas DC-8 e che non avesse esercito voli negli stati confinanti con il Texas (per evitare confusione con la compagnia aerea regionale Metro Airlines, che aveva base a Houston).[24] MIA iniziò le operazioni nel gennaio 1981 come sussidiaria di Flying Tigers, aveva sede a New York e operava voli passeggeri charter e di linea; la flotta di MIA era composta da tre Boeing 747-200 che Flying Tiger Line aveva acquisito da Singapore Airlines, ma che poi non riuscì a vendere.[25] Nel 1983, Flying Tigers chiuse MIA, donando i tre Boeing 747-200 a Pan Am in cambio di quattro 747-100F.[26]
Campionato mondiale di Formula 1 1986

Flying Tigers è stato uno sponsor della scuderia Benetton Formula durante il campionato mondiale di Formula 1 1986.[27][28]
Flotta
Flotta alla chiusura



Al momento della chiusura, la flotta di Flying Tiger Line era composta dai seguenti aeromobili:[29][30]
Flotta storica
Nel corso degli anni, Flying Tiger Line operò con i seguenti aeromobili:[29][30]
Incidenti
- 30 luglio 1950: un Curtiss C-46F con marche N67960, si schiantò in fase di decollo a Denver a causa di malfunzionamenti non specificati. Entrambi i piloti e i passeggeri sopravvissero all'incidente, ma l'aeromobile fu distrutto dall'impatto.[31]
- 21 agosto 1952: un Curtiss C-46F (marche N67983) effettuò un atterraggio di emergenza senza carrello d'atterraggio in un campo vicino a Grand Island (Nebraska). Il comandante, durante l'addestramento di un futuro primo ufficiale, simulò un guasto incontrollato al motore destro dell'aereo; nonostante il tentativo di recuperare la situazione, questa mossa disorientò entrambi i piloti, facendo schiantare l’aeromobile al suolo. Entrambi gli occupanti sopravvissero, ma l'aereo subì danni sostanziali.[32]
- 7 gennaio 1953: il volo Flying Tiger Line 841, operato da un Douglas DC-4 con marche N86574, si schiantò sul monte Squak Mountain (vicino a Issaquah, stato di Washington) a causa di un errore del pilota durante un avvicinamento strumentale al Boeing Field di Seattle, uccidendo tutti i sette passeggeri a bordo.[33][34]
- 24 settembre 1955: il volo Flying Tiger Line 7413, operato da un Douglas DC-4 (marche N90433), effettuò un ammaraggio nell'Oceano Pacifico tra Honolulu e l'Isola di Wake a causa di un errore dell'equipaggio, che gestì male il passaggio di carburante nei serbatoi dell'aereo e spense inavvertitamente tre motori. Un membro dell'equipaggio rimase intrappolato a bordo e morì quando l'aereo affondò. Gli altri quattro riuscirono a uscire, ma due di loro morirono in acqua a causa delle ferite, dell'ipotermia e degli attacchi di squali. Alla fine, solo due persone vennero tratte in salvo.[35][36]
- 18 marzo 1956: un Curtiss C-46F con marche N9995F si schiantò a Pelly Bay, nella Regione di Kitikmeot (Canada), dopo che l'ala sinistra dell'aereo impattò con il terreno durante un avvicinamento VFR notturno. Tutti i tre occupanti sopravvissero all'incidente, anche se l'aereo fu dichiarato irreparabilmente danneggiato.[37]
- 9 settembre 1958: un Lockheed L-1049 Super Constellation (marche N6920C) si schiantò sul Monte Ōyama (nella Prefettura di Kanagawa, in Giappone) durante un volo da Guam all'aeroporto di Tachikawa. Tutti gli otto occupanti dell'aereo morirono nell'incidente.[38][39]
- 15 marzo 1962: il volo Flying Tiger Line 7816, operato da un Lockheed L-1049 Super Constellation con marche N6911C, si schiantò in fase di avvicinamento alla Naval Air Facility Adak di Adak (Alaska) a causa di un errore del pilota, uccidendo una delle sette persone a bordo. L'aereo era partito da Cold Bay e stava operando un volo cargo per conto del Military Air Transport Service (MATS) dalla Travis Air Base alla Kadena Air Base.[40][41]
- 16 marzo 1962: il volo Flying Tiger Line 739, operato da un Lockheed L-1049 Super Constellation (marche N6921C), scomparve nell'Oceano Pacifico durante un volo da Guam alla Clark Air Base, nelle Filippine, con 107 persone a bordo. Ottanta minuti dopo la partenza, alle 14:22 GMT, il pilota trasmise via radio un messaggio di routine e comunicò la sua posizione a 450 km a ovest di Guam, alle coordinate 13°40'N 140°0'E; l'aereo doveva raggiungere le coordinate 14°0'N 135°0'E alle 15:30. Alle 15:39, l'operatore radio di Guam tentò di contattare il volo per un rapporto sulla posizione, ma non riuscì a stabilire nessun contatto. Dopodiché, l'aereo non venne più avvistato né sentito, sparendo nel nulla sopra l'Oceano Pacifico. L'incidente è il peggiore a coinvolgere un Lockheed L-1049 Super Constellation e le sue cause non vennero mai accertate.[42][43]
- 23 settembre 1962: il volo Flying Tiger Line 923, operato da un Lockheed L-1049 Super Constellation con marche N6923C, effettuò un ammaraggio nell'Oceano Atlantico settentrionale, uccidendo 28 delle 76 persone a bordo. Nell'incidente, due motori si guastarono spontaneamente e l'ingegnere di volo gestì male anche il terzo, provocandone lo spegnimento. L'aereo stava operando un volo charter per conto di MATS da Gander a Francoforte sul Meno.[44][45]
- 14 dicembre 1962: il volo Flying Tiger Line 183, un Lockheed L-1049 Super Constellation con marche N6913C, operante un volo da Chicago a Burbank (California), si schiantò in fase di avvicinamento a causa di un attacco cardiaco che colpì il pilota, uccidendo tutti i cinque occupanti dell'aereo e tre persone a terra.[46][47]
- 24 dicembre 1964: il volo Flying Tiger Line 282, operato da un Lockheed L-1049 Super Constellation (N6915C) in volo da San Francisco a New York, si schiantò poco dopo il decollo a seguito di un cambio di rotta inspiegabile, uccidendo tutti i tre membri dell'equipaggio.[48][49]
- 15 dicembre 1965: il volo Flying Tiger Line 914, un Lockheed L-1049 Super Constellation con marche N6914C, si schiantò nei pressi dei monti Sangre de Cristo (sul monte California Peak, Montagne Rocciose) a circa 4000 metri a causa di un disorientamento spaziale del pilota, uccidendo tutte le tre persone a bordo dell'aereo.[50]
- 21 marzo 1966: il volo Flying Tiger Line 6303, un Canadair CL-44 (N453T) operato per conto di Quicktrans, si schiantò in fase di atterraggio alla Naval Station Norfolk a causa di un errore del pilota. Tutti i sei membri dell'equipaggio sopravvissero, ma l'aereo fu irreparabilmente danneggiato.[51][52]
- 24 dicembre 1966: un Canadair CL-44 con marche N228SW si schiantò in fase di atterraggio vicino a Đà Nẵng, in Vietnam, causando la morte di tutti i quattro membri dell'equipaggio e 107 persone a terra.[53][54]
- 27 luglio 1970: il volo Flying Tiger Line 45, operato da un Douglas DC-8 con marche N785FT, si schiantò in mare al largo della Naha Air Base a Okinawa, in Giappone, uccidendo tutti i quattro occupanti dell'aereo.[55][56]
- 11 ottobre 1983: il volo Flying Tiger Line 9014, un Boeing 747-200F con marche N806FT, subì un'uscita di pista all'aeroporto di Francoforte sul Meno dopo che un pallet fuoriuscì dalla cabina dell'aereo. Tutti i sei occupanti, tre membri dell'equipaggio e tre passeggeri, sopravvissero all’incidente; l’aeromobile riportò danni sostanziali ma fu successivamente riparato e reintrodotto in servizio.[57]
- 19 febbraio 1989: il volo Flying Tiger Line 66, operato da un Boeing 747-200F (marche N807FT), si schiantò vicino a Kuala Lumpur, in Malaysia, a causa di errori da parte di piloti, assistenti di volo e controllori del traffico aereo. Tutti e quattro gli occupanti dell'aereo persero la vita nell'incidente.[58][59]
Note
- 1 2 (EN) Lee Cross, 8/07/1989: Flying Tiger Line Merged into FedEx, su Airways Magazine, 7 agosto 2024. URL consultato il 2 giugno 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 (EN) Luke Peters, Flying Tigers: The Story Of The First US All-Cargo Commercial Airline, su Simple Flying, 4 luglio 2023. URL consultato il 2 giugno 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 (EN) The Flying Tiger Line History Timeline, su Flying Tigers Club, 6 agosto 2017. URL consultato il 2 giugno 2026.
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- ↑ (EN) World Airline Directory, su Flight International, 30 marzo 1985, p. 83. URL consultato il 2 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 10 aprile 2010).
- ↑ (EN) "Trucking Anywhere By Air", Bonnier Corporation, 1945-11. URL consultato il 2 giugno 2026.
- 1 2 3 (EN) "Airline formed by US pilots and ground crew", in New Straits Times, 20 febbraio 1989. URL consultato il 2 giugno 2026.
- ↑ (EN) "Air Freight Case", in Civil Aeronautics Board Reports, Washington, General Printing Office, gennaio-novembre 1949, pp. 572-646. URL consultato il 2 giugno 2026.
- 1 2 3 (EN) The 1970s, su The Flying Tiger Line Pilots Association. URL consultato il 2 giugno 2026.
- ↑ (EN) The Dew Line, in The Flying Tiger Line Pilots Association, 25 febbraio 2016. URL consultato il 2 giugno 2026.
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- ↑ (EN) The Postal History of ICAO, su International Civil Aviation Organization. URL consultato il 3 giugno 2026.
- ↑ David Mondey, World's airliner registrations, 4th ed., Ian Allan, 1974, ISBN 978-0-7110-0548-8. URL consultato il 3 giugno 2026.
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- ↑ (EN) COMPANY NEWS; Flying Tiger Lines To Liquidate Assets, in The New York Times, 20 novembre 1986. URL consultato il 6 giugno 2026.
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- ↑ (EN) Harro Ranter, Accident Canadair CL-44D4-1 N228SW, Saturday 24 December 1966, su aviation-safety.net. URL consultato il 10 giugno 2026.
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- ↑ (EN) Harro Ranter, Accident Boeing 747-249F N806FT, Tuesday 11 October 1983, su aviation-safety.net. URL consultato il 10 giugno 2026.
- ↑ (EN) Harro Ranter, Accident Boeing 747-249F N807FT, Sunday 19 February 1989, su aviation-safety.net. URL consultato il 10 giugno 2026.
- ↑ (EN) Fatal misunderstanding brought down Flying Tiger, su Flight Safety Australia, 17 febbraio 2017. URL consultato il 10 giugno 2026.
Voci correlate
Altri progetti
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