Francevillite
| Francevillite | |
|---|---|
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| Classificazione Strunz (ed. 10) | 4.HB.15[1] |
| Formula chimica | Ba(UO2)2(VO4)2(H2O)5[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | ortorombico[3] |
| Classe di simmetria | dipiramidale[4] |
| Parametri di cella | a = 10,419(1) Å, b = 8,510(1) Å, c = 16,763(2) Å, V = 1 486,30 ų, Z = 4[5] |
| Gruppo puntuale | 2/m 2/m 2/m[4] |
| Gruppo spaziale | Pcan[5] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 4,55[6] g/cm³ |
| Densità calcolata | 4,56[6] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 3[3] |
| Sfaldatura | perfetta secondo {001}[3] |
| Colore | giallo limone, giallo-arancio, arancione, giallo verdastro, verde, marrone[6] |
| Lucentezza | da adamantina a perlacea[7] |
| Opacità | traslucida[5] |
| Striscio | giallo chiaro[7] |
| Diffusione | rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La francevillite (simbolo IMA: Fvl[8]) è un raro minerale dell'omonimo gruppo; appartiene alla famiglia degli "ossidi e idrossidi" e possiede composizione chimica Ba(UO2)2(VO4)2(H2O)5.[2]
Etimologia e storia
Il nome francevillite fu scelto nel 1957 da G. Branche, M.E. Ropert, F. Chantret, B. Morignat e R. Pouget per Franceville (provincia di Haut-Ogooué, nel Gabon), la città più vicina alla località tipo del minerale.[5]
I campioni tipo del minerali sono conservati presso l'École nationale supérieure des mines de Paris e presso il Museo di storia naturale di Londra.[9]
Classificazione
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[10] elenca la francevillite nella classe "4. Ossidi (idrossidi, V[5,6] vanadati, arseniti, antimoniti, bismutiti, solfiti, seleniti, telluriti, iodati)" e da lì nella sottoclasse "4.H V[5,6] Vanadati"; questa viene suddivisa più finemente in base al tipo di vanadato coinvolto nel minerale, in modo tale da trovare la francevillite nella sezione "4.HB Sorovanadati di uranile" dove forma il sistema nº 4.HB.15 insieme a curienite e fritzscheite.[10]
Tale classificazione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale la francevillite, oltre ai minerali già citati, è in compagnia anche della finchite.[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la francevillite invece si trova nella classe dei "fosfati, arseniati e vanadati" e da lì nella sottoclasse dei "fosfati/arseniati di uranile e vanadati di uranile con [UO2]2+ - [PO4]/[AsO4]3- e [UO2]2+ - [V2O8]6-, nonché vanadati isotipici (serie della sincosite)"; qui si trova nella sezione dei minerali "vanadati del gruppo uranile con [UO2]2+-[V2O8]6-" dove forma il sistema nº VII/E.11 insieme a vanuralite, metavanuralite, sengierite, strelkinite, carnotite, margaritasite, vanuranilite, tyuyamunite, metatyuyamunite, finchite e curienite.[11]
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, sistema la francevillite nella famiglia dei "fosfati, arseniati e vanadati"; qui è nella classe dei "fosfati idrati ecc." e nella sottoclasse dei "fosfati idrati ecc., con A2+(B2+)2(XO4) × x(H2O), con (UO2)2+" dove il minerale forma il sistema nº 40.02a.27 insieme alla curienite.[12]
Abito cristallino
La francevillite cristallizza nel sistema ortorombico nel gruppo spaziale Pcan con le costanti di reticolo a = 10,419(1) Å, b = 8,510(1) Å e c = 16,763(2) Å, oltre ad avere 4 unità di formula per cella unitaria.[5]
Origine e giacitura
La francevillite è stata trovata nella zona ossidata di un deposito uranio–vanadio contenente piombo; la paragenesi è con carnotite, chervetite, curienite, dewindtite, duttonite, johannite, kasolite, mottramite, torbernite, uranopilite e vanuralite.[6]
Il minerale è stato trovato in poco meno di una cinquantina di siti sparsi per il mondo.[13] Qui si ricorda solo la sua località tipo, la miniera "Mounana" (1.43333°S 13.15°E) nei pressi di Franceville (nel Gabon).[14]
Forma in cui si presenta in natura
La francevillite di solito viene trovata in cristalli di dimensioni fino a 8 mm, in aggregati, croste, ma anche in venature.[6] Il minerale è traslucido[5] con lucentezza da adamantina a perlacea;[7] il colore può essere giallo limone, giallo-arancio, arancione, giallo verdastro, verde, marrone, mentre il colore del suo striscio è giallo chiaro.[5]
Proprietà
Il minerale è altamente radioattivo a causa del suo contenuto di uranio fino al 48% e ha un'attività specifica di circa 87 kBq/g (per confronto, il potassio naturale possiede un'attività specifica di 0,0312 kBq/g).[4]
A seconda del sito di ritrovamento, la francevillite può contenere più o meno piombo, che va a occupare nel reticolo cristallino i siti del bario; la francevillite forma quindi una serie continua di soluzioni solide con il suo analogo del piombo, la curienite (Pb(UO2)2(V2O8)(H2O)5).[5]
Il minerale mostra un visibile pleocroismo con colori che vanno dal giallo lungo e all'incolore lungo .[15] Inoltre la francevillite è facilmente solubile negli acidi.[7]
Note
- 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2025) Classification - Uranyl Sorovanodates, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 22 settembre 2025.
- 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: September 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, settembre 2025. URL consultato il 22 settembre 2025.
- 1 2 3 (FR) Georges Branche, Marie-Edith Ropert, Francis Chantret, Bernard Morignat e Robert Pouget, La francevillite, nouveau minéral uranifère [Francevillite, a new uranium mineral] (PDF), in Comptes rendus de l’Académie des sciences de Paris, vol. 245, 1957, pp. 89-91. URL consultato il 22 settembre 2025.
- 1 2 3 (EN) Francevillite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 22 settembre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Francevillite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 22 settembre 2025.
- 1 2 3 4 5 (EN) Francevillite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 22 settembre 2025.
- 1 2 3 4 (DE) Francevillit (Francevillite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 22 settembre 2025.
- ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 22 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ↑ (EN) Type Occurrence of Francevillite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 22 settembre 2025.
- 1 2 (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 22 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ↑ (DE) Lapis-Systematik - VII PHOSPHATE, ARSENATE UND VANADATE ("Phosphate" des Registers immer einschließlich isotyper Arsenate und Vanadate!) - VII/E Uranyl-Phosphate/Arsenate und Uranyl-Vanadate mit [UO2]2+ - [PO4]/[AsO4]3- und [UO2]2+-[V2O8]6-, sowie isotype Vanadate (Sincosit-Reihe), su mineralienatlas.de. URL consultato il 22 settembre 2025.
- ↑ (EN) Dana Classification 8th edition - AB2(XO4)2 • xH2O, containing (UO2)2+, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 22 settembre 2025.
- ↑ (EN) Localities for Francevillite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 22 settembre 2025.
- ↑ (EN) Mounana Mine, Mounana, Léboumbi-Leyou Department, Haut-Ogooué Province, Gabon, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 22 settembre 2025.
- ↑ (EN) Optical Data of Francevillite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 22 settembre 2025.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Francevillite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 22 settembre 2025.
- (EN) Francevillite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 22 settembre 2025.
- (FR) Georges Branche, Marie-Edith Ropert, Francis Chantret, Bernard Morignat e Robert Pouget, La francevillite, nouveau minéral uranifère [Francevillite, a new uranium mineral] (PDF), in Comptes rendus de l’Académie des sciences de Paris, vol. 245, 1957, pp. 89-91. URL consultato il 22 settembre 2025.
