Gerhard Krefft
Gerhard Krefft (Lockstedt, 30 marzo 1912 – Amburgo, 20 marzo 1993) è stato un ittiologo ed erpetologo tedesco.
Biografia
Krefft era pronipote dell'esploratore di origine tedesca Gerhard Krefft, emigrato in Australia e divenuto il primo direttore dell'Australian Museum. Due anni dopo la sua nascita, la famiglia si trasferì a Braunschweig, dove ricevette una solida educazione classica. Sua madre era una cantante da concerto, mentre il padre Paul Krefft, neurologo e appassionato collezionista di rettili e anfibi vivi, incoraggiò fin dall'infanzia i molteplici interessi biologici del figlio.[1]
Dopo aver conseguito brillantemente l'Abitur, Krefft intraprese studi universitari in biologia. Dopo i primi tre semestri trascorsi a Braunschweig e Würzburg, si trasferì all'Università di Amburgo.[1] Nel 1938 ottenne il dottorato in scienze naturali sotto la supervisione di Berthold Klatt con una tesi intitolata Fütterungsversuche an Tritonen V. Zur Frage der Vitamine, dedicata all'alimentazione dei tritoni e al ruolo delle vitamine.
L'intenzione originaria di Krefft era quella di diventare erpetologo, come dimostrano sia i suoi primi studi sulle salamandre e sulle tartarughe tropicali d'acqua dolce (1936-1938), sia la sua tesi di dottorato sul comportamento alimentare dei tritoni crestati. Anche quando il suo interesse scientifico si spostò verso i pesci marini, anfibi e rettili rimasero per tutta la vita una delle sue grandi passioni.[1]
Nel 1938 ottenne un incarico presso il Museo di storia naturale di Amburgo, dove lavorò nella sezione di biologia della pesca sotto la direzione di Werner Schnakenbeck. In quel periodo giovani scienziati venivano reclutati per progetti internazionali di sviluppo della pesca, e Krefft fu assegnato a una di queste iniziative nelle allora isolate e ancora poco esplorate Isole Canarie.[1]
Nel febbraio 1939 iniziò le sue ricerche alle Canarie, ma lo scoppio della Seconda guerra mondiale interruppe bruscamente il lavoro. Richiamato in Germania, fu immediatamente arruolato nella Wehrmacht e prestò servizio fino alla fine del conflitto. Dopo tre mesi di prigionia di guerra tornò ad Amburgo, riprendendo il suo precedente incarico. Le sue pubblicazioni del dopoguerra, tra il 1948 e il 1950, furono nuovamente di carattere erpetologico e riguardarono i rettili delle Canarie.[1]
Dalla fine del 1945 Krefft si dedicò sempre più alla ricerca alieutica. Inizialmente lavorò sotto Werner Schnakenbeck e, dal 1953 al 1963, sotto Johannes Lundbeck, entrambi direttori dell'Istituto per la pesca marittima di Amburgo (Institut für Seefischerei Hamburg, ISH), fondato nel 1948. In quel periodo le sue ricerche furono fortemente influenzate dagli obiettivi dell'istituto, in particolare dallo studio dei pesci destinati al consumo alimentare. I suoi interessi si concentrarono sulle popolazioni di aringhe, diversi pesci piatti e scorfani atlantici. Durante gli anni Cinquanta pubblicò circa venti lavori su questi argomenti. Nel 1947 sposò Ingeborg. Dal matrimonio nacquero le figlie Sybille (1948), Sabine (1951) e Susanne (1956). Poiché l'ISH disponeva di una nave da ricerca solo a partire dal 1955, Krefft e i suoi colleghi svolgevano le indagini sul campo a bordo di pescherecci commerciali a reti derivanti, cutter e piccoli pescherecci a strascico.[1]
Dal settembre 1951 all'aprile 1952 partecipò a una spedizione baleniera a bordo della nave officina greca Olympic Challenger, appartenente all'armatore Aristotele Onassis,[2] che salpò da Rotterdam attraversando i Caraibi e il Canale di Panama fino all'Oceano Pacifico. Per due mesi furono svolte attività di caccia alle balene al largo di Ecuador e Perù e presso le Galápagos, dove era previsto l'incontro con la petroliera baleniera Ariston. Tuttavia, all'equipaggio non fu concesso di sbarcare sulle isole. La spedizione proseguì poi verso sud, fino al Mare di Ross in Antartide, per continuare la caccia durante l'estate australe. Per il viaggio di ritorno a Rotterdam Krefft si trasferì sulla Ariston. Approfittando di una sosta di alcuni giorni a New Orleans, effettuò diverse escursioni naturalistiche nei dintorni per raccogliere osservazioni erpetologiche ed esemplari, visitando inoltre Fred R. Cagle e Royal D. Suttkus della Tulane University, con i quali instaurò contatti personali e scambiò informazioni erpetologiche e ittiologiche. Dopo una breve permanenza a Corpus Christi, in Texas, fece ritorno ad Amburgo con numerosi campioni di anfibi, rettili e pesci. Le osservazioni biologiche raccolte durante questi otto mesi confluirono, tra gli altri lavori, nelle pubblicazioni Herpetologische Eindrücke (1953) e Ornithologische Beobachtungen (1955).[1]
Pressappoco nello stesso periodo Krefft iniziò a osservare e documentare le specie rare presenti negli sbarchi dei pescherecci tedeschi per il pesce fresco, che estendevano progressivamente la loro attività nel Nord Atlantico. A partire dal 1953 pubblicò regolarmente rapporti annuali sui «pesci rari» e i suoi Ichthyologische Beiträge aus dem Institut für Seefischerei.
Nel 1953 pubblicò la sua prima descrizione originale, quella della specie Searsia schnakenbecki (oggi Sagamichthys schnakenbecki) della famiglia dei pesci lanterna, inaugurando una lunga serie di lavori dedicati a nuovi taxa ittici, realizzati da solo o in collaborazione con altri autori. Il database World Register of Marine Species elenca 38 specie tuttora valide alla cui descrizione originale Krefft contribuì.[1]
Nel 1955 entrò in servizio la FRV (Fishery Research Vessel) Anton Dorn, il primo peschereccio laterale a vapore della Germania Ovest. Oltre al monitoraggio degli stock e ai programmi di marcatura delle specie commerciali, lo studio delle intere comunità ittiche del Nord Atlantico, specialmente nelle acque intorno all'Islanda e alla Groenlandia, divenne una componente essenziale delle attività dell'istituto. Krefft svolse fin dall'inizio un ruolo fondamentale nella progettazione e nell'attuazione di queste vaste ricerche. Grazie a tali studi nacque la prima collezione ittiologica di riferimento dell'ISH, costituita inizialmente da poche specie rare del Mare del Nord e del Nord Atlantico, oltre a una manciata di specie «esotiche» provenienti da spedizioni baleniere.[1]
All'inizio degli anni Sessanta la collezione dell'ISH aveva ormai raggiunto dimensioni considerevoli, comprendendo soprattutto specie bentoniche del Nord Atlantico. In questo periodo l'indagine sulla tassonomia e la zoogeografia dei Condroitti (Chondrichthyes), uno dei principali interessi di Krefft, acquisì grande importanza. La svolta nella sistematica ittiologica dell'ISH avvenne nel 1962, quando le quattro sezioni dell'Istituto federale di ricerca sulla pesca si trasferirono dalle strutture provvisorie al nuovo edificio principale di Palmaille, ad Amburgo-Altona.[1]
In seguito a una disposizione del Ministero federale dell'alimentazione, dell'agricoltura e delle foreste, l'ittiologia sistematica e la creazione di una collezione scientifica di riferimento di pesci marini furono riconosciute ufficialmente come compiti dell'ISH. La responsabilità di questo progetto venne affidata a Krefft. Tale decisione era legata anche all'entrata in servizio, nel 1963, della seconda nave da ricerca dell'istituto, la Walther Herwig, destinata a compiere spedizioni esplorative nell'intero Oceano Atlantico.[1]
Ebbero così inizio quasi vent'anni di intense campagne oceanografiche, dall'Artico all'Antartide e oltre.
Krefft sviluppò il concetto di campionare i pendii continentali e le regioni mesopelagiche oceaniche mediante grandi reti a strascico commerciali, documentando in modo sistematico tutti i risultati per creare una raccolta rappresentativa.
Di conseguenza, enormi quantità di campioni confluirono nelle collezioni dell'ISH e del Museo zoologico di Amburgo (ZMH). Ulteriori spedizioni transatlantiche con la partecipazione di gruppi internazionali di tassonomi di pesci e invertebrati seguirono nel 1968, 1971 e 1973. Nel giro di pochi anni la collezione dell'ISH ottenne fama e riconoscimento internazionale.
Nel 1967 Krefft inaugurò una nuova collana editoriale intitolata Ergebnisse der Forschungsfahrten des FRV Walther Herwig nach Südamerika. Al momento della sua morte la serie comprendeva 72 contributi, la maggior parte pubblicati nell'Archiv für Fischereiwissenschaft. Nonostante la rapida crescita della collezione dell'ISH, per diversi anni Krefft e un solo tecnico rimasero gli unici membri del gruppo di ittiologia; solo alla fine degli anni Sessanta fu assunto personale aggiuntivo. Nel periodo di massimo sviluppo il gruppo comprendeva tre scienziati e tre tecnici. La nuova nave da ricerca Walther Herwig II, varata nel 1973, offriva possibilità tecniche ancora più avanzate e ampliò considerevolmente il ventaglio delle ricerche. Le attrezzature commerciali per la pesca mesopelagica potevano ora essere calate oltre i 3000 m di profondità, mentre le reti bentoniche raggiungevano i 2200 m.[1]
Le principali aree di studio furono la fauna abissale del Nord Atlantico (1973-1985), il settore atlantico dell'Oceano Australe (1975-1985) e la scarpata continentale dell'Atlantico sud-occidentale al largo dell'Argentina (1978). L'ultima spedizione di Krefft lo portò nelle acque antartiche come responsabile del gruppo di ittiologia dell'ISH: durante l'estate australe del 1975-1976 partecipò come capo scienziato a bordo della Walther Herwig II alla prima fase della prima spedizione di ricerca alieutica della Germania Ovest in Antartide.[1]
Fino al pensionamento, avvenuto il 30 marzo 1977, fu direttore della sezione di ittiologia dell'ISH presso l'Istituto federale di ricerca sulla pesca.[1] Alla fine del 1977 il gruppo di ittiologia dell'ISH si trasferì nel nuovo edificio del Museo zoologico di Amburgo, dove Krefft ottenne laboratori e continuò a lavorare con i suoi ex collaboratori per circa altri dieci anni. Il catalogo dei tipi pubblicato nel 1978 e nel 1987 è uno dei risultati di questo periodo. Dal 4 giugno 1993 il ZMH custodisce l'intera ex collezione ittiologica dell'ISH.[1]
La bibliografia di Krefft comprende oltre 160 pubblicazioni scientifiche, tra cui 20 libri e numerosi articoli.[1]
Gerhard Krefft fu sepolto nel cimitero di Ohlsdorf, ad Amburgo (settore P 22).
Taxa dedicati
A Gerhard Krefft sono stati dedicati un genere e 16 specie,[3] tra cui:
- Aiakas kreffti Gosztonyi, 1977
- Astronesthes kreffti Gibbs & McKinney, 1988
- Benthobatis kreffti Rincón, Stehmann & Vooren, 2001
- Conocara kreffti Sazonov, 1997
- Diplacanthopoma kreffti Cohen & Nielsen, 2002
- Eustomias kreffti Gibbs, Clarke & Gomon, 1983
- Gigantactis kreffti Bertelsen, Pietsch & Lavenberg, 1981
- Herwigia kreffti (Nielsen & Larsen, 1970)
- Krefftichthys Hulley, 1981
- Malacoraja kreffti (Stehmann, 1978)
- Nemamyxine kreffti McMillan & Wisner, 1982
- Oneirodes kreffti Pietsch, 1974
- Paraliparis kreffti Andriashev, 1986
- Patagonotothen kreffti Balushkin & Stehmann, 1993
- Scopelarchoides kreffti Johnson, 1972
- Symbolophorus kreffti Hulley, 1981
- Uterotrema kreffti Platt & Blair, 1996
Prime descrizioni di Gerhard Krefft
- Ahliesaurus Bertelsen, Krefft & Marshall, 1976
- Ahliesaurus berryi Bertelsen, Krefft & Marshall, 1976
- Ahliesaurus brevis Bertelsen, Krefft & Marshall, 1976
- Amblyraja frerichsi (Krefft, 1968)
- Bajacalifornia arcylepis Markle & Krefft, 1985
- Barbantus elongatus Krefft, 1970
- Bathyraja schroederi (Krefft, 1968)
- Bathytroctes oligolepis (Krefft, 1970)
- Diplophos rebainsi Krefft & Parin, 1972
- Dipturus leptocauda (Krefft & Stehmann, 1975)
- Dipturus trachyderma (Krefft & Stehmann, 1975)
- Etmopterus gracilispinis Krefft, 1968
- Himantolophus cornifer Bertelsen & Krefft, 1988
- Himantolophus crinitus Bertelsen & Krefft, 1988
- Himantolophus macroceras Bertelsen & Krefft, 1988
- Himantolophus macroceratoides Bertelsen & Krefft, 1988
- Himantolophus mauli Bertelsen & Krefft, 1988
- Himantolophus melanolophus Bertelsen & Krefft, 1988
- Himantolophus multifurcatus Bertelsen & Krefft, 1988
- Himantolophus nigricornis Bertelsen & Krefft, 1988
- Himantolophus paucifilosus Bertelsen & Krefft, 1988
- Himantolophus pseudalbinares Bertelsen & Krefft, 1988
- Holtbyrnia anomala Krefft, 1980
- Holtbyrnia cyanocephala (Krefft, 1967)
- Lampadena pontifex Krefft, 1970
- Pseudoscopelus scutatus Krefft, 1971
- Raja herwigi Krefft, 1965
- Rajella sadowskii (Krefft & Stehmann, 1974)
- Sagamichthys schnakenbecki (Krefft, 1953)
- Scopelosaurus ahlstromi Bertelsen, Krefft & Marshall, 1976
- Scopelosaurus craddocki Bertelsen, Krefft & Marshall, 1976
- Scopelosaurus gibbsi Bertelsen, Krefft & Marshall, 1976
- Scopelosaurus herwigi Bertelsen, Krefft & Marshall, 1976
- Scopelosaurus hubbsi Bertelsen, Krefft & Marshall, 1976
- Scopelosaurus lepidus (Krefft & Maul, 1955)
- Scopelosaurus mauli Bertelsen, Krefft & Marshall, 1976
- Scopelosaurus meadi Bertelsen, Krefft & Marshall, 1976
- Woodsia meyerwaardeni Krefft, 1973
Opere principali (selezione)
- Die Schildkröten [Le tartarughe], collana Wenzel Bücherei, 1949
- Con John R. Norman e Frederick Charles Fraser, Riesenfische, Wale und Delphine [Pesci giganti, balene e delfini], Verlag Paul Parey, Amburgo, 1963.
- Auf Haie und Großfische in allen Weltmeeren. Fischgründe und Fangmethoden [A caccia di squali e grandi pesci in tutti gli oceani del mondo. Zone di pesca e metodi di cattura], 1973.
- Con Victor Meyer e Kurt Lillelund, Atlas zur Anatomie und Morphologie der Nutzfische ([Atlante di anatomia e morfologia dei pesci d'interesse commerciale]), Verlag Paul Parey, Amburgo, 1975.
- Con Kuno Sch. Steuben, Die Haie der Sieben Meere. Arten, Lebensweisen und sportlicher Fang [Gli squali dei sette mari. Specie, comportamento e pesca sportiva], 1978.
- Con P. Alexander Hulley, A zoogeographic analysis of the fishes of the family Myctophidae (Osteichthyes, Myctophiformes) from the 1979 Sargasso Sea Expedition of RV Anton Dohrn, Annals of the South African Museum, Città del Capo, n. 96(2), 1985.
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Stehmann & Hulley, 1994.
- ↑ Klaus Barthelmess, Die Gegner der „Olympic Challenger“ Wie amerikanische Geheimdienste, Norweger und Deutsche das Walfangabenteuer des Aristoteles Onassis beendeten, in Polarforschung, vol. 79, n. 3, 2010, pp. 155-176, ISSN 2190-1090.
- ↑ Beolens, Grayson & Watkins, 2023.
Bibliografia
- Matthias Stehmann, Gerhard Krefft (1912–1993) and Post-World War II Collection in Ichthyology at the Institut für Seefischerei Hamburg: A Melding of Applied and Basic Research, in Theodore W. Pietsch III e William D. Anderson (a cura di), Collection Building in Ichthyology and Herpetology. American Society of Ichthyologists and Herpetologists Special Publication Number 3, Lawrence, Allen Press, 1997, pp. 121-131, ISBN 0-935868-91-7.
- Matthias Stehmann e P. Alexander Hulley, Gerhard Krefft, 30 marzo 1912–20 marzo 1993, in Copeia, vol. 1994, n. 2, 1994, pp. 558-564, ISSN 0045-8511, JSTOR 1447019.
- Bo Beolens, Michael Grayson e Michael Watkins, Eponym Dictionary of Fishes, Whittles Publishing, 2023, pp. 728-729, ISBN 978-1-84995-498-3.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Alfred Post, In Memoriam Gerhard Krefft (1912–1993) (PDF), in Cybium, vol. 17, n. 3, Société Française d’Ichtyologie, 1993, pp. 179. URL consultato il 3 aprile 2024.