Himantolophus crinitus
| Himantolophus crinitus | |
|---|---|
![]() | |
| Stato di conservazione | |
![]() Rischio minimo[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Actinopterygii |
| Ordine | Lophiiformes |
| Famiglia | Himantolophidae |
| Genere | Himantolophus |
| Specie | H. crinitus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Himantolophus crinitus Bertelsen & Krefft, 1988 | |
Himantolophus crinitus Bertelsen & Krefft, 1988 è una rara specie di lofiiforme abissale appartenente alla famiglia Himantolophidae, un gruppo di rane pescatrici abissali caratterizzate dal corpo globoso e dall'esca bioluminescente posta sul capo.
Etimologia
Il nome generico Himantolophus deriva dal greco himantos («cinghia», «striscia di cuoio») e lophos («cresta», «ciuffo»), in riferimento al robusto illicio, il caratteristico «filamento da pesca» presente sul capo. L'epiteto specifico crinitus deriva invece dal latino e significa «fornito di lunghi peli» o «chiomato», probabilmente in riferimento alle appendici filamentose dell'esca luminosa.[2]
Descrizione
Come gli altri imantolofidi, H. crinitus possiede un corpo corto, tondeggiante e ricoperto da piccole spine dermiche. Le femmine adulte presentano grande bocca rivolta obliquamente verso l'alto, denti lunghi e ricurvi, mandibola prominente, illicio corto e robusto terminante con un'esca bioluminescente e pelle scura, probabilmente nerastra o bruno molto scuro.[3] La specie è nota soltanto da pochissimi esemplari. Le femmine raggiungono circa 8,3 cm di lunghezza standard. I maschi non sono ancora stati descritti, ma si presume siano minuscoli rispetto alle femmine, come avviene negli altri Ceratioidei.[1]
Distribuzione e habitat
H. crinitus è noto nell'Atlantico centro-orientale e sud-orientale. Vive nelle profondità oceaniche batipelagiche, a circa 610 metri di profondità.[1] Come molte rane pescatrici abissali, abita ambienti privi di luce, caratterizzati da temperature molto basse, scarsità di cibo ed elevate pressioni idrostatiche.
Biologia
Le conoscenze sulla biologia della specie sono estremamente limitate a causa della rarità degli avvistamenti. Probabilmente H. crinitus utilizza l'esca luminosa per attirare piccole prede nelle tenebre degli abissi. La bioluminescenza è prodotta da batteri simbionti ospitati nell'esca, una strategia comune nei Ceratioidei.[1] La dieta dovrebbe comprendere piccoli pesci abissali, crostacei e cefalopodi di piccole dimensioni. I denti ricurvi impediscono alle prede di sfuggire una volta catturate.
Riproduzione
Sebbene il maschio di H. crinitus non sia ancora noto scientificamente, negli Imantolofidi i maschi sono generalmente molto più piccoli delle femmine e conducono vita libera, senza fondersi permanentemente con la femmina come accade in altre famiglie di rane pescatrici abissali.[3] Le larve sono pelagiche e presentano un aspetto molto diverso dagli adulti, con corpo relativamente trasparente e forma più allungata.
Note
- 1 2 3 4 (EN) Arnold, R. 2015, Himantolophus crinitus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
- ↑ Christopher Scharpf, Order LOPHIIFORMES (part 2): Families CAULOPHRYNIDAE, NEOCERATIIDAE, MELANOCETIDAE, HIMANTOLOPHIDAE, DICERATIIDAE, ONEIRODIDAE, THAUMATICHTHYIDAE, CENTROPHRYNIDAE, CERATIIDAE, GIGANTACTINIDAE and LINOPHRYNIDAE, su The ETYFish Project Fish Name Etymology Database, Christopher Scharpf, 3 giugno 2024. URL consultato l'11 agosto 2024.
- 1 2 (EN) Himantolophus crinitus, su FishBase. URL consultato il 7 maggio 2026.
Collegamenti esterni
- (EN) Himantolophus crinitus, su Catalogue of Life.
- (EN) Himantolophus crinitus, su Fishbase.org.
- (EN) Himantolophus crinitus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Himantolophus crinitus, su ITIS.
- (EN, JA, FR, ES) Himantolophus crinitus, su Lista rossa IUCN.
- (EN) Himantolophus crinitus, su WoRMS.

