Giovanna Maffei

Gianna Maffei Mosti Trotti, nota anche come Gianna Maffei e Giovanna Maffei (Verona, 1799 – Ferrara, 1879), è stata una nobile, mecenate, patriota e salottiera italiana. Giuseppe Bianchetti la definì «una delle più istruite e amabili parlatrici d'Italia»[1], È ricordata tra gli organizzatori dei moti ferraresi del 1831.
Biografia
Origini familiari e primi anni
La veronese Gianna o Giovanna Maffei nacque nel 1798 da una nobile famiglia[2][3]: il padre era il marchese Antonio Maffei di San Pietro Incarnario (1759-1836), che aveva partecipato alle Pasque veronesi[4] e aveva sposato nel 1791 Laura di Canossa (1772-1839)[5] e dal cui matrimonio erano nate altre tre figlie. La famiglia annoverava anche membri illustri: un avo del ramo paterno, lo storico ed erudito Scipione Maffei, aveva lasciato alla famiglia una cospicua biblioteca, che fu quindi a disposizione di Giovanna durante tutta l'infanzia e la giovinezza[6], mentre la zia da parte materna, Maddalena di Canossa[1], sarà proclamata santa da papa Giovanni Paolo II nel 1988.
Istruita in casa da precettori, Gianna Maffei dimostrò fin da giovanissima una predisposizione per lo studio e un vivo interesse per la letteratura e le lingue. Per diletto, leggeva opere in lingua originale e traduceva brani dai classici stranieri[6], arrivando a padroneggiare diverse lingue: conosceva il francese, l'inglese, il tedesco, il greco e il latino.[1]
Il matrimonio e la nascita del salotto
Nel 1814[6], non ancora sedicenne, delle comuni conoscenze le presentarono a Verona il marchese Ercole Trotti Mosti Estense, già ufficiale napoleonico e rampollo di una delle più influenti famiglie di Ferrara[7], di 13 anni più vecchio di lei. I due, di estrazione sociale compatibile, tennero una corrispondenza; con l'incoraggiamento dalla madre di lei e per una sincera tenerezza reciproca[6] i due si fidanzarono nel 1817 e si sposarono nel 1818[6][1], andando a vivere insieme a Ferrara[8]. La coppia ebbe quattro figli: Malvina, Emma (1821-1890), Guelfo (1822-1844) e Tancredi.[8][1]
La neo-contessa[9] Giovanna Maffei Mosti Trotti diede vita uno dei salotti più importanti di Ferrara; riceveva sia nel suo palazzo di Ferrara che in quello di Fossadalbero.[8][10] Tra le personalità che frequentarono il suo salotto o con cui tenne corrispondenza si ricordano letterati e scienziati: Ippolito Pindemonte, Girolamo Orti Manara, Aleardo Aleardi, Pietro Giordani, Eduardo Fabbri, Carlo Pepoli e l'abate e fisico Giuseppe Zamboni[1][11][12] tra gli altri. Tenne anche corrispondenza con personalità religiose e politiche di primo rango, tra cui Massimo D'Azeglio, Bettino Ricasoli, Marco Minghetti e Luigi Carlo Farini.[1][12] Lord Byron, che la conobbe a 19 anni, la descrisse «di maniere piacevoli e signorili».[6]
La maturità
Giovanna Maffei rimase vedova nel 1828.[1] L'anno seguente iniziò a frequentare Gaetano Recchi, un botanico e studioso di agricoltura ferrarese, a cui l'accomunava l'interesse per la botanica e il patriottismo, e a cui sarà legata tutta la vita pur senza arrivare fino al matrimonio.[8][13] Entrambi parteciparono attivamente all'organizzazione dei moti del 1831 a Ferrara[1][14]; Maffei accoglieva nel suo salotto personalità politiche, mentre Recchi ebbe cariche pubbliche durante il Governo provvisorio, entrando poi all'Assemblea delle Province Unite.[8][15][16]

Ben presto l'affiancarono nel suo attivismo politico i figli Tancredi e Malvina, anche loro patrioti. Giovanna Maffei era controllata dalla polizia, la quale in un rapporto riportava che «in tempo della rivolta la di lei casa era il ricettacolo dei primi liberali e in quella si fabbricò la bandiera e coccarda rivoluzionaria[17] Nel 1848 sostenne il figlio Tancredi e, «quando nel 1852 il figlio fu arrestato dalla polizia austriaca, fece distruggere e gettare nel Po sia le armi nascoste sia tutta la documentazione cartacea» per proteggerlo.[11]
L'attività di Maffei andò oltre l'impegno politico o il "fare società": fece parte del Cenacolo scientifico[18], curò insieme a Paul Johann Ludwig Heyse un'antologia di scrittori italiani e, con altre dame progressiste ferraresi che frequentava, quali Antonietta Massari Masi, Maria Rossi Scutellari e Maria Calcagnini Zavaglia, si impegnò in iniziative benefiche, ad esempio a favore degli alluvionati del Po, e in attività educative a favore dell'infanzia, dirigendo ad esempio un asilo infantile in via Gusmaria che aveva contribuito a fondare.[19][1]
Gli ultimi anni e la morte

Giovanna Maffei morì a Ferrara nel 1879, a 81 anni. È sepolta nella Cappella dei Mosti di Bagno della Certosa di Ferrara. Il monumento funebre dedicato a Ercole Mosti Trotti Estense, opera di Petronio Tadolini del 1837 in stile neoclassico, presenta al centro un bassorilievo con dolenti che compiangono il defunto, mentre ai lati del cippo funebre sono invece due figure allegoriche a tutto tondo in piedi: a sinistra si trova un Genio delle battaglie, raffigurato come un angelo alato con spada sguainata in mano; a destra è invece una figura femminile malinconica non meglio identificata.[20] Il busto del defunto che sovrasta il monumento è invece realizzato dallo scultore Alfeo Bedeschi.[21] L'epigrafe sul basamento, dettata da Pietro Giordani[22], riporta:[23]
Archivio
Il Fondo Trotti Estense Mosti (fondo TEM), conservato presso l'Archivio dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano di Roma, contiene documentazione relativa in particolare a Ercole Trotti Estense Mosti, Giovanna Maffei e Tancredi Trotti Estense Mosti.[24][25]
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Redazione, Giovanna Maffei, su Il Guado, 20 giugno 2025. URL consultato il 22 febbraio 2026.
- ↑ Giovanna Trotti Mosti Estense (Maffei di S. Pietro Incarnario) (1798 - 1879), su www.geni.com. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- ↑ I Maffei Mosti da Verona, ramo dei Maffei di San Pietro Incarnario, cfr. Scotti Douglas 2020, p. 188
- ↑ Antonio Maffei riuscirà anche in seguito a ricoprire incarichi di rilievo in varie fasi della vita pubblica veronese, nonostante i cambiamenti di governo.
- ↑ Secondo una fonte, la famiglia abitava "prevalentemente" nella Villa Sigurtà Maffei a Valeggio sul Mincio, cfr. Il Guado.
- 1 2 3 4 5 6 Scotti Douglas 2020, p. 188
- ↑ Ercole Trotti Mosti Estense (1786 - 1828) prese parte a ben tre campagne napoleoniche e in seguito fu anche magistrato. Cfr. Carlo Baja Guarienti, Mosti Trotti Estense, Tancredi, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 77, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012. URL consultato il 20 febbraio 2026.«[Il] marchese Ercole (1786-1828) [...] fu il primo a portare il cognome Mosti Trotti Estense fondendo l'eredità di due famiglie – i Trotti e i Mosti Estense – che avevano rivestito un ruolo di rilievo nella società ferrarese fin dal tardo Medioevo.»
- 1 2 3 4 5 Scotti Douglas 2020, p. 190
- ↑ MOSTI TROTTI ESTENSE Tancredi, su Patrimonio dell'Archivio storico Senato della Repubblica, Senato della Repubblica. URL consultato il 1º marzo 2026.
- ↑ Seppure non potesse rivaleggiare con quello di un'altra celebre patriota ferrarese, peraltro sua amica: Maria Rossi Scutellari, cfr. Scotti Douglas 2020, pp. 190-192
- 1 2 Scotti Douglas 2020, p. 192
- 1 2 Biografie, su CEOD. Corpus Epistolare Ottocentesco Digitale. URL consultato il 1º marzo 2026.
- ↑ Luigi Davide Mantovani, RECCHI, Gaetano, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 86, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2016. URL consultato il 1º marzo 2026.
- ↑ Nel 1831, durante un soggiorno a Roma, conobbe Giacomo Leopardi e Fanny Targioni Tozzetti. Cfr. Il Guado.
- ↑ La carriera politica di Recchi ebbe alti e bassi, in quell'epoca di rapide alternanze politiche, cfr. per esempio Scotti Douglas 2020, p. 190.
«La moderazione di Recchi gli impedì di partecipare alla Repubblica Romana, e – isolato per questo dai liberali ferraresi – si avvicinò alle posizioni del Piemonte costituzionale, in cui vedeva l'unico possibile sbocco verso l'Unità. Frequentò Cavour e preparò per lui la documentazione sulle finanze pontificie che lo statista piemontese utilizzò per il Memorandum con cui, nel Congresso di Parigi del 1856 dopo la guerra di Crimea, propugnava l'autonomia per le Legazioni pontificie di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì.» - ↑ All'epoca alle donne non era concesso ricoprire cariche politiche, la gestione della politica era quindi loro concessa solo in spazi privati, quali i salotti.
- ↑ Scotti Douglas 2020, p. 191
- ↑ Daniela Cappagli e Valentina Vecchiattini, Maffei Trotti Mosti Gianna, su udiferrara.it, UDI Ferrara. URL consultato il 1º marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2020).
- ↑ Scotti Douglas 2020, pp. 191-192
- ↑ Pazzi 2024, p. 168
- ↑ Il suo busto fu preferito a quello proposto da un altro scultore, Ettore Cogliati. Cfr. Scardino e Torresi 1998, p. 164.
- ↑ Scotti Douglas 2020, p. 204
- ↑ Monumento funebre del conte Ercole Trotti Estense Mosti, su PatER - Catalogo del Patrimonio culturale dell'Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna, ultimo aggiornamento 23 maggio 2025. URL consultato il 21 febbraio 2026.
- ↑ Scotti Douglas 2020, p. 181
- ↑ Scotti Douglas 2020, p. 182.
«Gianna Maffei, personaggio femminile di rilievo che ha attraversato tutto il nostro Risorgimento, lasciandoci importanti documenti nella parte di fondo che la riguarda, diari, memorie e lettere con una gamma vastissima di corrispondenti, tutti nomi di spicco nella politica, nella letteratura e nell'arte.»
Bibliografia
- Lucio Scardino e Antonio Placido Torresi, Post mortem. Disegni, decorazioni e sculture per la Certosa ottocentesca di Ferrara, Ferrara, Liberty House, 1998, p. 164, OCLC 797428326.
- Simonetta Pazzi, Certosa di Ferrara: guida, Minerva, 2024, p. 168, ISBN 9788833245270.
- Vittorio Scotti Douglas, Il fondo Trotti Estense Mosti: carte "spagnole" e molto, molto altro - Prima parte, in Spagna contemporanea, n. 57, 2020, anno XXIX, pp. 177-205, ISBN 978-88-3613-076-4.
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Collegamenti esterni
- C. B., Emancipazioniste e femministe, su www.ottocentoferrarese.it, 2012. URL consultato il 9 febbraio 2026.